LE GUERRE CIVILI
GEOPOLITICA - POLITICA INTERNAZIONALE - CULTURA, di PAOLO DELLA SALA
 

10/07/2009

Murdoch in the Sky with interceptations

Qui di seguito il PDF col mio articolo sui moralizzatori inglesi di Murdoch che sono stati colti in fallo, pubblicato su Il Secolo XIX di oggi. Un poco scalfariano il Guardian, che mette in croce solo Andy Coulson, portavoce di David Cameron ed ex vicedirettore di una testata murdocchiana... Ecco l'inizio dell'articolo:

Intercettazioni, nei guai il gruppo Murdoch
Alla fine la stampa e la politica anglosassoni affondano nelle deiezioni da loro stesse prodotte, e Fabrizio Corona non sembra poi così diverso dai media mammasantissima della Corona inglese. Adesso chissà come faranno a catturare notizie le testate italiane più filo-british… Qui da noi la notizia è passata in cavalleria rusticana, anche se in Italia restano in sospeso, nonostante una recente conferma di sequestro, le decine di migliaia di intercettazioni eseguite da Gioacchino Genchi, già consulente dell’ex magistrato De Magistris ora deputato per l’IDV. Una fuga di notizie relativa agli archivi Genchi potrebbe causare lo tsunami politico di cui si favoleggia da settimane.

Ma adesso anche a Londra si intercetta e si paparazza. Il rancoroso The Guardian ha fatto uno scoop. Ecco di cosa si tratta: il News Group di Rupert Murdoch avrebbe pagato un milione di sterline per evitare procedimenti giudiziari nei confronti di giornalisti del gruppo, che potevano essere inquisiti per “uso di metodi criminali per ottenere informazioni”.  In almeno tre casi i giornalisti di Murdoch avrebbero pagato dei “private eye” specializzati in intercettazioni ambientali, in pratica degli Zappaddu forniti di microfono oltre che di “candid” camera. In questo modo sono state intercettate le comunicazioni di diversi personaggi pubblici, dei quali sono stati risucchiati anche dati sensibili come il reddito, le carte sanitarie, dati bancari. Ministri, parlamentari, star dello spettacolo e dello sport sono stati il target delle teste di cuoio utilizzate dal gruppo Murdoch. Tra i nomi figurano il sindaco conservatore di Londra Boris Johnson e Tessa Jowell, membro del governo laburista. Intercettati anche Gwyneth Paltrow, il cantante George Michael, Nigella Lawson (una “food writer” di famiglia aristocratica e conservatrice) e una parte del Jet set mediatico, avezza dai tempi dei paparazzi a subire dei Jetset/mani.MURDOCH LUG 09 1a PAG SEC XIXMURDOCH LUG 09 3a PAG SEC XIX (Segue in PDF, cliccare per la prima e la terza pagina)

postato da Paolo-di-Lautreamont, 14:38 commenti | | permalink

politica, esteri, media



Cinque cose su G8, Obama, Clooney, Murdoch, Di Pietro

Devo dire che Obama mi affascina, è perfetto, è molto meglio di Denzel Washington e lo dico senza ironia, lo dico perché lui è davvero bravo, oltre che perfetto nel suo aplomb e nello stile.

A riportarci con i piedi per terra cinque notizie, oggi, l'ultima delle quali ci evita di indiare troppo Obama & wife & family.

- La prima è lo scoop del The Guardian contro il gruppo Murdoch. Il fatto che il rosso The Guardian sia stato un anomalo alleato di Murdoch in queste settimane di attacchi a Berlusconi non è rilevante. The Guardian ha cercato di stemperare il tutto concentrando il suo attacco contro l'attuale spin doctor di David Cameron, che è stato vicedirettore di un settimanale del gruppo Murdoch. The Guardian si muove a fini biecamente politici, ma fa ridere vedere che chi di intercettazioni colpisce, finisce per intercettare se stesso, come un Interceptor qualsiasi. Stamattina ho nasato subito la notizia, dopo averla trovata sul Tribune..., e ho scritto un articolo, che leggerete domattina sul Secolo XIX. Peccato che la patata -troppo bollente- sia scoppiata anche in Italia, sennò avrei fatto uno scoop mica da ridere: Murdoch preso in castagna non è male...

- La seconda cosa è la domanda idiotariana fatta da un giornalista di La Repubblica a Berlusconi. La risposta non dissolverà d'incanto l'immagine priapesca del premier, ma certo riduce il quotidiano fondato da Scalfari a un Sun qualsiasi (anche il Sun è implicato nello scandalo londinese) e riduce i suoi giornalisti a dei Fabrizio Corona col pince nez.

- La terza notizia è la pagina comprata a pagamento oggi da sir Tony Di Pietro sull'International Herald Tribune. Il tema era: L'Italia è a rischio democratico.
ll Tribune è proprietà del New York Times, che ha collegamenti societari anche col Times di Londra, che è di proprietà di Murdoch, colto in castagna proprio oggi dal Guardian.
Le domande sono due. La prima: perché i contribuenti italiani devono pagare le pagine publicitarie di Di Pietro sulla stampa anglosassone?
La seconda: Di Pietro passa le sue giornate a giocare con i Lines notte oppure mangia kinder al latte, oppure legge le storie del Grande Puffo, oppure passa il suo tempo a giocare con l'Ape maia?

- La quarta notizia è che George Cloney, nel corso della sua visita di oggi ai terremotati di L'Aquila, ha assunto una body guard con le palle, che da tempo era in cerca di lavoro. Il guardaspalle si chiama Walter Veltroni.

- La quinta notizia è una icastica lettera spedita a Dagospia. La riporto integralmente:

Lettera 8
Grande Obama. Mentre in Afghanistan 4mila marines stanno facendo la più grande operazione aerotrasportata dai tempi del Vietnam, Barack manda in giro per Roma la figlia con la maglietta con il simbolo pacifista. 

postato da Paolo-di-Lautreamont, 01:09 commenti | | permalink

politica, esteri, media



08/07/2009

G8: cosa scrivono all'estero

Su La Pulce di Voltaire.

postato da Paolo-di-Lautreamont, 18:23 commenti | | permalink

politica, esteri, media, prodi



Analisi sul conflitto nello Xinjiang

Il mio articolo pubblicato su Il Secolo XIX di oggi.
UIGUR LUG 09 SEC XIX

postato da Paolo-di-Lautreamont, 12:18 commenti | | permalink

esteri, cina



Soros finanzia gli attacchi dei media a Berlusconi?

Oggi qualche arcano della campagna stampa internazionale contro Berlusconi è più chiaro. Come gli elettori di sinistra non sanno (come potrebbero sapere? Se sapessero cambierebbero idee), la sinistra mondiale non è "proletaria" contro la destra "nababba". Al contrario, un ampio settore della finanza e delle banche finanzia ed è parte del carro laburista/democrat/PD. Molti cittadini l'hanno capito, magari incoscientemente, e ciò spiega la débacle delle sinistre alle recenti elezioni europee, quando la crisi finanziaria ha punito proprio i socialisti, indicati come causa e non come soluzione del problema, nonostante i loro proclami.
Uno dei massimi rappresentanti del "capitalismo etico" di sinistra è il finanziere George Soros. Secondo Mercato Libero e Dagospia:

George Soros, uno dei finanziatori più in grana di Barack Obama e dei democratici americani, sarebbe pronto a investire un centinaio di milioni di dollari in giro per l'Europa per contrastare la montante marea nera della destra xenofoba.
Fino a oggi questo impegno era riservato a paesi dell'Est Europa e del Baltico; pare, però, che Soros stavolta sia deciso a puntare pure sull'Italia, dopo le notizie provenienti dal Belpaese, dalla lotta all'immigrazione alle politiche sui rom, con un occhio particolare alla Lega.
Il finanziere avrebbe già inviato a Roma i suoi emissari sotto l'egida dell'Open Society Institute, braccio politico del magnate, con uffici a Parigi, Londra, Bruxelles, Budapest, che avrebbero cominciato a fare incontri su incontri per preparare il terreno dello sbarco.

 E puntuale oggi è arrivato un altro attacco, dopo quello palesemente falso del Guardian, da parte del New York Times, legato al gran circolo di Soros. Ecco dove troveranno fondi nuovi i Diliberto e i De Benedetti...

Ma chi è il paladino etico delle sinistre etiche mondiali? (Di origine ungherese e naturalizzato americano. Fonti e dati: passim su web e stampa)

- Sorpresa, è stato condannato all'ergastolo in contumacia dall'Indonesia per speculazioni sulla moneta locale.
- Ha favorito Solidarnosc;
- Ha creato la "rivoluzione delle rose" in Georgia;
- Nel Mercoledì Nero del 16 settembre 1992, Soros divenne improvvisamente famoso quando vendette allo scoperto più di 10 mld di dollari in sterline... Alla fine, la Banca d'Inghilterra fu costretta a far uscire la propria moneta dallo SME e a svalutare la sterlina, e Soros guadagnò una cifra stimata in 1,1 miliardi di dollari. Da quel momento fu conosciuto come "l'uomo che distrusse la Banca d'Inghilterra". (Wiki)
- Nel 1988 gli fu chiesto di partecipare ad un cambiamento di gestione di una banca francese. Rifiutò di partecipare all'offerta, ma più tardi acquistò una parte di azioni della compagnia. Quattordici anni dopo, nel 2002, una corte francese lo condannò per insider trading e lo multò di 2 milioni di dollari. Soros negò qualsiasi addebito e disse che la notizia del cambiamento di gestione era pubblica. Dopo vari appelli è stato condannato dal tribunale francese a pagare una penale di 2,3 milioni di dollari.
- Soros dichiarava che la rimozione di George W. Bush dal suo incarico era "l'obiettivo principale della sua vita" ed una "questione di vita o di morte" per la quale avrebbe volentieri sacrificato la sua intera fortuna. Soros ha donato 3 milioni di dollari al Center for American Progress, 5 milioni di dollari a MoveOn.org, mentre come il suo amico Peter Lewis ha donato 10 milioni di dollari all'America Coming Together, (tutti questi citati erano gruppi di supporto ai democratici durante le elezioni presidenziali del 2004). Nel 2004, stanziati altri fondi per la campagna, annunciava l'avvio ad un proprio tour nazionale con un discorso: "Why We Must Not Re-elect President Bush".
Si preparino i cassieri del PD e dei vendoliani...

- George Soros fu premiato -per intercessione di Prodi- con la laurea honoris causa all'università di Bologna... Eppure anche in Italia Soros è stato inquisito -invano, ovviamente- per aver guidato il complotto speculativo che portò al fallimento della lira, nel 1992.
- Ha investito centinaia di milioni in operazioni-immagine in sud america, dove nel 2006 acquistava piantagioni per la produzione di etanolo. Un anno dopo Prodi si recò in Sudamerica, dove sponsorizzò le coltivazioni di biodiesel...

- IL CASO BRITANNIA. 100 giorni dopo l'arresto di Chiesa e pochi giorni dopo la strage di Capaci, il 2 giugno 1992, al largo di Civitavecchia, su un panfilo denominato "Britannia", di proprietà di Sua Altezza la Regina d'Inghilterra, si ritrovarono un centinaio di personaggi legati al mondo dell'economia, i rappresentanti di importanti banche internazionali, soprattutto statunitensi e anglo-olandesi. Tra gli italiani vi erano il padre politico di Prodi Beniamino Andreatta, che poi ricoprirà la carica di ministro in tre successivi governi. E vi era Mario Draghi, che oggi ritroviamo a capo della Banca d'Italia, ma che allora era direttore generale del Ministero del Tesoro e, come presidente del Comitato per le privatizzazioni, guidò il processo di svendita, oltre che di Telecom, di Enel, Eni, IMI, Comit, BNL e tutto il sistema bancario italiano. Finito il suo lavoro di liquidatore (2001), in attesa di salire al vertice della Banca d'Italia, Mario Draghi parcheggia il prezioso culetto sulla poltrona di vicedirettore della banca d'affari Goldman Sachs (quel posto ora è occupato da Mario Monti, altro nome illustre della banda.

Goldman Sachs è un elemento cruciale di questa storia e in generale nella storia delle privatizzazioni italiane, dove ha ricoperto alternativamente il ruolo di acquirente o di advisor. Romano Prodi è stato consulente della Goldman Sachs praticamente ogni volta che è rimasto fuori da incarichi pubblici: tra le due sue presidenze dell'IRI, e dalla caduta del suo primo governo alla nomina alla Commissione Europea. Gestì la procedura di privatizzazione della Bertolli, ceduta dall'IRI di Prodi al consorzio Fisvi e poi rivenduta alla Unilever con la Goldman Sachs come advisor. La stessa banca era stata advisor anche nella privatizzazione del Credito Italiano. Per tutto questo è stato inquisito e assolto...
Tornando al Britannia, al piacevole party marino partecipò anche il finanziere ungherese-americano George Soros che oggi si spaccia per filantropo e scrive libri che criticano il neoliberismo, ma allora si divertiva e arricchiva lanciando attacchi speculativi alle valute di alcune nazioni.
Di quella crociera i giornali diedero informazioni vaghe, e alcuni dei protagonisti si affrettarono a liquidarla come un semplice ritrovo di piacere. Draghi negò per due anni la sua partecipazione, finchè non la ammise di fronte ad una commissione parlamentare.
Cosa ha a che fare la crociera sul Britannia con la nostra storia? Sarà un caso, ma pochi mesi dopo, a settembre, Moody's declassò i BOT italiani. Allo stesso tempo George Soros lanciò un attacco speculativo alla Lira attraverso una massiccia svendita della valuta italiana. Questi fatti provocarono un crollo del valore della moneta del 30% a cui la Banca d'Italia cercò di far fronte bruciando 48 miliardi di dollari (per riacquistare Lire e limitare la caduta del valore).
Subito dopo la massiccia svalutazione iniziò il valzer delle privatizzazioni. In pratica, gli acquirenti stranieri, poterono beneficiare di uno sconto del 30%, un vero affare! Accorsero in branchi le iene per avventarsi sul cadavere dell'economia nazionale e spolparne le ossa.

- I FONDI IMMOBILIARI SOROS-PRODI... Perché Prodi, Visco e Padoa Schioppa, famigerati tartassatori, siano stati così generosi con tali fondi, si spiega con i nomi dei fondi stessi: Soros RE, Pirelli RE (dove RE sta per «real estate», patrimoni immobiliari), Beni Stabili... quelli che hanno mandato a bagno le economie di mezzo mondo...
Insomma i soliti compari del governo della cosiddetta «sinistra Goldman Sachs»: colossi multinazionali e amici ben protetti.
Soros RE è uno dei cinque fondi offshore del noto finanziere George Soros, amico di Prodi e da lui insignito di laurea honoris causa a Bologna.
Soros l'ha creato in società con Paul Reichmann, un altro notorio immobiliarista, perché controllava la maggioranza dell'immobiliare Olympia & York, fallita a causa dell'enorme volumetria costruita a Londra sui vecchi docks in disuso, Canary Warf, e rimasta a lungo sfitta.
La Pirelli RE è stata portata alla gloria dall'amministratore delegato Carlo Puri Negri, compagno di classe di Tronchetti Provera, che è anche uno dei dirigenti più pagati d'Italia (sugli 11 milioni di euro annui).
Ma mi pare che ciò che denuncia sia una strategia costante e coerente del governo d'occupazione della «sinistra Goldman Sachs»: il
trasferimento di rendite dai piccoli privati ai grossi gruppi «amici» e multinazionali; dalla società che sopravvive (ed è tacciata continuamente di evasione fiscale) alle grandi società, che invece vengono detassate, ancorchè con holding di controllo nei paradisi fiscali.
Tipico di Prodi.
A Milano nel 2006 il Rapporto annuale Nomisma
segnalava come interessanti per un grande sviluppo residenziale l'ex stazione di Porta Vittoria, Porta Garibaldi e le aree industriali dismesse (Bovisa e limitrofe). Nomisma, guarda caso. Guarda caso, la sinistra è rimasta fuori da quelle speculazioni e da quella della Fiera di Milano, grazie alle ripetute sconfitte elettorali.

Naturalmente, i grandi giornali non dedicano una riga a questi panni sporchi dei lavandai etici. Rommel-Prodi è ritornato. Per fortuna Obama non è un servo e, al suo arrivo a L'Aquila, ha detto che l'italia ha fatto uno splendido lavoro per il G8.

postato da Paolo-di-Lautreamont, 12:12 commenti (1)| | permalink

politica, esteri, media, mediocrazia, neogiacobini, rommel prodi



06/07/2009

Il Piccolo Inquisitore

Perla Scandinava su alcune parole di Giuseppe D'Avanzo, al top della forma, quasi un Valentino Rossi del votoGP, con i colori della Yamaha Republic. LINK.

postato da Paolo-di-Lautreamont, 23:49 commenti | | permalink

politica, la repubblica dei benpensanti, litvinenko



A Roma Hu Jintao fa l'Obama, in Cina massacro di 140 musulmani

Da molto tempo su questo blog parlo della pesante condizione degli Uiguri cinesi. Benché costoro siano musulmani caduti nelle braccia di Al Qaida, almeno in questo caso c'è da pensare una cosa molto semplice: caduti sotto il tallone degli Hu, come i tibetani, cosa resta ai turcomanni eredi di un grande impero se non la rivolta su base dell'identità (purtroppo scivolando nel terrorismo, nella violenza, nel fondamentalismo)?

Così Folha de Sao Paulo titola che Hu Jintao in Italia parla di democrazia, mentre in Cina massacra... LINK.
Mentre il mondo tace colpevolmente, un quarto della Cina avrebbe diritto all'autodeterminazione, la qual cosa non arriverà.
Altro che democrazia, il comunismo e la libertà sono antitetici geneticamente. Del resto ciò deriva dall'antichità della dottrina marxista e giacobina: queste
sono due dottrine per la conquista del potere, non per la conquista della libertà.
Si veda il
Global museum on communism.

Intanto la Fiat sbarca anche in Cina. - Importante accordo tra Fiat e Gac per una joint venture paritetica per la produzione di motori e auto per il mercato cinese. È prevista la costruzione di un nuovo stabilimento, con un investimento complessivo da parte della nuova società pari ad oltre 400 milioni di euro. Il nuovo stabilimento verrà realizzato nella città di Changsha, nella seconda metà del 2011. Il primo modello che verrà introdotto sul mercato sarà la "Linea", di cui saranno costruiti 140.000 esemplari l'anno (dopo lo start up, si parla di 250.000 vetture all'anno).

Domanda: Perché il comunismo è bello?
Risposta:  Perché ha permesso che paesi proletari come l'Italia diventassero capitalisti, alzando il livello di vita e il salario degli operai.
Di conseguenzaperché ha permesso che paesi capitalisti, resi tali dal comunismo, spostassero la loro produzione in paesi poveri, resi tali dal comunismo.

postato da Paolo-di-Lautreamont, 16:17 commenti | | permalink

politica, esteri, cina



Born 4 of july

Quest'anno il 4 luglio è caduto di sabato, insieme a un'ondata di calore e umidità equatoriale, con incluse burrasche da calore. Così in Italia l'evento è scivolato via. Umberto Mucci però ha scritto qualcosa sul 4 luglio 2009, il primo sotto il segno di Obama: LINK.

postato da Paolo-di-Lautreamont, 13:06 commenti | | permalink

politica, esteri



Honduras: i golpe sono due, e gli errori infiniti

E' micidiale vedere banalizzato un disastro come quello honduregno: esempio di come l'informazione mondiale venga costruita a tavolino da una centrale operativa occulta (se vogliamo essere seguaci di René Guénon e dei complottisti, cosa che non voglio fare).
La realtà è che l'informazione vive di banalità: la banalità è la cifra del successo giornalistico, l'ignoranza è il prezzemolo dell'informazione, mentre il progressismo compassionevole è l'olio santo per mantenere in vita la propria ipocrisia.

Segnalo la mia analisi sull'Honduras, su La Pulce di Voltaire. Vedo che
John Christian Falkenberg è giunto alla stessa logica conclusione in una sua nota su Giornalettismo.

postato da Paolo-di-Lautreamont, 13:04 commenti | | permalink

esteri, america latina



03/07/2009

Teologia della procreazione

Credo di essere stato tra i primi in Italia a riferire i peccatucci privati del vescovo Lugo, diventato presidente del Paraguay grazie al disfacimento del partito Colorado, al potere dal dopoguerra, grazie a solidi collegamenti con la sinistra moderata di Lula e con quella fascitoide di Hugo Chavez. E' diventato presidente del Paraguay soprattutto grazie a un'alleanza col partito Liberale, secondo partito nazionale, ma quest'ultimo due giorni fa ha sciolto l'alleanza, estenuato da ben cinque denunce contro l'ex vescovo cattolico, mosse da donne paraguaiane rimaste incinte. Lugo infatti ha procreato a tutto spiano con le sue pecorelle, una delle quali sarebbe stata minorenne. Lugo è sempre stato un caloroso supporter della Teologia della Liberazione, uno dei mille tentativi di scristianizzare il cristianesimo per mezzo della negazione della spiritualità. Per Lugo risorge soltanto la carne, soprattutto se eccitata. L'ideale perché venisse santificato da settimanali e quotidiani di fondamentalismo religioso post-cristiano di mezzo mondo, inclusi Manifesto, Unità, Famiglia (anti)Cristiana, L'Espresso e La Repubblica.

Uno dei figli -concepito quando Lugo era vescovo- è stato da lui riconosciuto dopo la prova del DNA. Evidentemente Lugo ha obbedito ai dettami di virginato della chiesa cattolica in una cosa soltanto: non usava preservativi. Ma adesso si sta sottraendo ad altre prove, è stato denunciato da Benigna Leguizamon, che avrebbe conosciuto il vescovo quando aveva 17 anni, nel 2001:  «Lugo mi aiutò, ma approfittò del mio stato di necessità - ha raccontato la donna, che ha poi lavorato per anni come addetta alle pulizie nella diocesi -. Sono sicura che è lui il padre del mio secondo figlio e gli do 24 ore di tempo per ammetterlo altrimenti chiederò il test del Dna».

Noi non ci scandalizziamo per Lugo, ci scandalizziamo per lo stalinismo della stampa progressista, che ha usato l'arma sessuale contro Silvio Berlusconi, senza dire che le stesse protagoniste erano molto vicine alla sinistra pugliese e nazionale, con feste e partouzes che si svolgevano in una villa vicino a Matera, a un'ora d'auto da Bari, con la partecipazione di gentiluomini onorati dalla nostra onorabile stampa perbenista e farisea. Chissà se la Daddario era un'inviata speciale di qualcuno, oltre che una escort.
Lugo è di tutt'altra specie, a lui interessava mettere lo diavolo ne lo inferno, e fuck off alla politica. (La foto qui sotto è esemplare: Lugo mette se stesso davanti a Cristo, invece del contrario).
Fernando Lugo

postato da Paolo-di-Lautreamont, 16:02 commenti | | permalink

politica, esteri, america latina, mediocrazia



Tema: Il Pd a scuola di leadership

OBEMA by you.

postato da Paolo-di-Lautreamont, 00:48 commenti | | permalink

politica



02/07/2009

Tea for three

Manca una settimana al G8.
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postato da Paolo-di-Lautreamont, 16:12 commenti | | permalink

politica, esteri



Iran richiama ambasciatore in Azerbaigian

La sconcia decisione è stata presa come protesta dopo la visita ufficiale in Azerbaigian del presidente israeliano Shimon Peres. Nello stesso tempo gli azeri e i russi hanno firmato un accordo per la fornitura di gas (cfr infra). (Nella foto l'abbraccio tra i due presidenti a Baku).
Ne consegue che:
- Israele e Russia non sono più così distanti;
- L'Iran è isolato.

postato da Paolo-di-Lautreamont, 12:17 commenti | | permalink

esteri



Il primo colpo di Stato di Obama

Devo dire che il sospetto è lecito (Global research è molto marcato a sinistra, ma ciò non significa che abbia torto a prescindere).
In Iran si sono fatte delle prove generali della dottrina del "soft regime chenge". In Honduras le cose hanno un po' preso la mano, ma l'allontanamento del fascistone e impresentabile presidente Zelaya non dovrebbe dispiacere a nessuno di coloro che protestano contro il golpe e ritirano gli ambasciatori (anche il nostro governo). Di sicuro un golpe di un bergamasco non è peggio di un governo di un chavista...
LINK.

postato da Paolo-di-Lautreamont, 12:11 commenti | | permalink

esteri, america latina



Il Grande euro-Gioco di Gazprom

1. Riporto integralmente un ottimo articolo di Rinascita Balcanica, dal quale si desume una mazzata massacrante da parte della russa Gazprom ai progetti occidentali di trovare una via di uscita al monopolio russo sul gas fornito all'Europa (Il Grande Euro-Gioco). Per Nabucco gli Stati-chiave erano due: l'Azerbaigian come fornitore, e la Georgia come terra dove far transitare il gas verso il mar Nero e l'Europa... Come si noterà dagli altri punti che ho focalizzato, siamo di fronte a un piano strategico coerente e ben programmato, articolato su tutti i punti del Corridoio per l'Energia per il sud Europa.

2. Si calcoli però che (Quotidiano Energia):  
Roma, 1 luglio - Incontro decisamente sottotono quello del Gas Exporting Countries Forum (Gecf), che ieri a Doha (Qatar) non è neppure riuscito ad eleggere il segretario generale. Frustrato dalla crisi internazionale, l’ottavo Forum dei Paesi esportatori di gas ha preferito rimandare le questioni più importanti, limitandosi ad emettere uno stringato comunicato finale in cui si auspica il... 

3. MOSCOW, July 1 (RIA Novosti) - Russia has proposed to Turkey that it join the South Stream natural gas pipeline project, a first deputy premier said after talks with Turkey's Energy Minister Taner Yildiz on Wednesday. "We want decisions on this project to be conducted in a transparent manner," Igor Sechin told journalists, adding that he hopes Turkey will consider the proposal. The pipeline, which will link Russia to Europe via the Black Sea, is scheduled to be completed in 2015. Sechin said that various routes of gas supplies, including the EU-backed Nabucco project, were discussed. "The more opportunities to supply gas to consumers, the better," he said.

South Stream is a rival to the Nabucco pipeline, designed to bring gas from Central Asia and the Caspian to Europe, bypassing Russia. The European Union, wary of its growing energy dependence on Russia, is backing the project despite the current economic crisis. Sechin also he had also discussed with Yildiz reducing the cost of building a nuclear power plant in Turkey. Russia is taking part in a tender to build Turkey's first nuclear plant.

4. La Georgia ha accettato di firmare un pre-accordo che prevede la rinuncia alla forza in Abkhazia e Ossezia del sud. Oggi iniziano i colloqui di pace.

 

L'ACCORDO MOSCA-BAKU FA SALTARE GLI EQUILIBRI PER LE FORNITURE DI GAS
Con la firma dell'accordo tra  Gazprom e la Società nazionale petro-gassifera  dell' Azerbaigian (GNKAR), la società russa ottiene la priorità come partner  per l'acquisto di gas, stabilendo che l'holding russa, che al momento non compra il gas azerbaigiano, avrà a disposizioni importazioni per 500 milioni di metri cubi a partire dal 1 ° gennaio 2010.  In questo modo la Russia raggiunge un duplice obiettivo: sottrarre un fornitore di gas al Nabucco, e aumentare i trasferimenti di gas in Europa.

La visita del Presidente russo Dmitri Medvedev nella capitale azerbaigiana Baku,  segna una delle tappe più importanti del tour il Medio Oriente e nel Caucaso del rappresentante del Cremlino.  Replicando con pochi giorni di distanza il viaggio fatto da Barak Obama, Medvedev visita l'Egitto e alcune repubbliche dell'Africa nera, portando a casa accordi su energia, investimenti e miniere di diamanti. La capitale caucasica sembra chiudere in grande stile questo tour, incastonandosi perfettamente sia nel quadro politico-strategico della Russia, che quello economico-energetico, in  vista del G8 de L'Aquila dove saranno protagonisti i grandi temi di ordine e politica mondiale, ed in considerazione dell'attuale controversia con l'Ucraina. Il Caucaso, che sta aspettando la visita del Vice Presidente americano Joe Biden, continua ad essere una terra oggetto di disputa da parte di Europa-Usa e dalla Russia,  sia per la sua valenza politica come zona cuscinetto, sia per il ruolo nella pianificazione delle strade del gas. Tra l'altro, l'Azerbaigian in particolare,  rappresenta uno dei principali partner strategici individuati da Bruxelles per garantire fonti di fornitura al gasdotto europeo del Nabucco

Il gasdotto europeo, dalla capacità di 27-31 miliardi di m3 all'anno e una lunghezza di 3300 km, aveva definito come Paesi di approvvigionamento, l'Azerbaigian , il Turkmenistan, l'Iran nonché Iraq ed Egitto: tutti Stati che sono stati, in un modo o nell'altro, avvicinati dal consorzio del gas italo-russo  o dal Cremlino con una proposta di cooperazione.  Considerando che l'attuale situazione dell'Iran e la non disponibilità del Turkmenistan, l'Azerbaigian poteva essere uno dei più probabili partner del Nabucco, fermo restando gli accordi già presi con i russi. Di fatti, lo scorso giugno 2008, che il capo della holding russa, Alexei Miller, aveva già proposto a Baku di vendere a Mosca il gas prodotto nella seconda fase del progetto Shah-Deniz.   (...).

Infatti, la firma dell'accordo da parte del CEO di Gazprom Alexei Miller e il Presidente della Società nazionale petro-gassifera  dell' Azerbaigian (GNKAR)   Rovnag Abdoullaiev, ha avuto luogo dopo che i negoziati tra i presidenti Dmitry Medvedev e Ilham Aliyev a Baku. (...)
 Scoperto nel 1999, il giacimento di Shah Deniz campo, con una superficie di circa 860 km2, si trova a 70 km dalla costa dell'Azerbaigian nel Mar Caspio, ed è uno dei più ricchi di gas del mondo.  Le sue riserve costituiscono 1.200 miliardi di m3 di gas . Allo stesso modo, il Presidente azerbaigiano, Ilham Aliyev, ha reso noto che Baku ha in programma di aumentare le esportazioni di gas verso la Russia,  nella misura in cui la produzione nazionale di gas aumenterà.  Secondo Aliyev,   il potenziale del Paese è enorme e la produzione potrebbe raggiungere i 27 miliardi di metri cubi nel 2009, per un totale di 30 miliardi di euro nel 2010, utilizzando i gasdotti esistenti ,

Sembra dunque che sia sempre più vicino il progetto di Gazprom di aumentare il flusso di esportazione del gas in Europa, soprattutto in un periodo di crisi economica e di possibile rivalutazione del prezzo del gas e del petrolio,  nonché dell'estensione dei progetti di realizzazione delle reti di trasporto, grazie all'Italia e alla Serbia. Gazprom ha, come obiettivi essenziali, quello di entrare nel Mediterraneo e controllare il trasporto del gas, e quello di monopolizzare il mercato del gas europeo. Un progetto che ha subito una lieve battuta d'arresto con la crescente crisi economica, con la riduzione della domanda di gas in Europa  pari al 5%, mentre le consegne di combustibile  blu sono diminuite di circa il 60%, tale che la Gazprom, in aggiunta alla sua perdita di profitti, ha ceduto ai suoi concorrenti nella quota di mercato in Europa.  Infatti, dopo che nel quarto trimestre del 2008, il prezzo del gas ha raggiunto un picco temporaneo di 500 dollari per 1.000 m3, lasciando tale prezzo invariato  nei primi mesi del 2009, le società  europee hanno notevolmente aumentato il consumo di gas naturale dai loro deposito sotterranei, stimato dalla dirigenza russa pari al 65% . Da tutta questa storia della crisi e della crisi economica, pare abbiano vinto le compagnie inglesi e quelle norvegesi, che hanno saputo approfittare del conflitto tra Mosca e Kiev.  Da tali dinamiche, abbiamo potuto constatare come i grandi progetti del monopolio del gas russo hanno subito una forte accelerazione , portando a maggiori pressioni per la pianificazione del  Nord Stream e South Stream.  Progetti che si riveleranno decisivi quando il risiko degli Stati sarà finito, e alla Gazprom non basterà che trarne i profitti.

postato da Paolo-di-Lautreamont, 11:03 commenti | | permalink

esteri, economia, energia






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