LE GUERRE CIVILI
GEOPOLITICA - POLITICA INTERNAZIONALE - CULTURA, di PAOLO DELLA SALA
 

10/12/2009

George Soros al vertice di Copenhagen sul clima

Il vertice di Copenhagen è alquanto anomalo. Le proposte le possono fare i governi, ma anche un singolo uomo. Il punto è che il singolo non è il salumiere, ma il finanziere pluricondannato George Soros, divenuto "alfiere dei poveri".
Ma Copenhagen è tutta un megabusiness. Lula accorre per difendere il suo biofuel a etanolo ottenuto dalla soia...
Intanto l'ambientalismo apocalittico sta raggiungendo vette impensabili per Guanaca (vedi l'omonimo blog-romanzo a puntate, su questo blog). Dalla "scoperta" che gli orsi canadesi sarebbero divenuti cannibali a causa del riscaldamento globale (una palla degna del barone di Minchiausen) alla scoperta che chi è sporco si difende meglio dai germi (vero, ma messa così, cioé contro il sapone e il consumo di acqua...).
Si passa dal sextoy per cani (vedi foto). Altro che Corona e M'arrazzo, e altro che la fame nel mondo: conta di più la salute del pisello di Fido...
Il massimo del politicamente-ambientalmente-vomitevolmente corretto è però questo portauova (vedi sotto), fatto da bava e cacca di lumache,
roba che solo i francesi potevano pensare... La bava è colorata, la liturgia di Copenhagen prosegue, la civiltà è in crisi micidiale...

postato da Paolo-di-Lautreamont, 15:51 commenti | | permalink

ambiente, esteri



08/12/2009

Guanaca -blogtelling- 17

Le precedenti puntate sono sul blog -sotto il tag "Letteratura" o nelle pagine di archivio a partire dal 16 novembre.

Secondo altri bastava migliorare la tecnologia delle batterie, ma nessuno riuscì a sviluppare un sistema di ricarica efficiente, e la produzione di energia elettrica restò legata ai combustibili fossili. Per molte aziende la soluzione preferibile era il motore ibrido, a benzina ed elettrico. Altri sperarono nel trionfo della Tesla corporation, che portava il nome glorioso di un grande scienziato e basava le auto soltanto su motori elettrici ad alta efficienza. Tutti quanti speravano che l'idrogeno sarebbe stato il nuovo carburante del millennio. Ma per produrre idrogeno si consumavano ingenti quantità di idrocarburi, così alla fine i motori a benzina andavano ancora per la maggiore. 

Tuttavia uno dei 99 post-parlamentari ricordò di aver assistito a un esperimento di chimica, quand'era studente delle scuole superiori guanachesi. L'esperimento consisteva in una magia stupefacente: il professore di chimica aveva mandato a prendere un vaso di vetro nel quale era posto un materiale grigio argentato. "Si tratta di sodio metallico", aveva garantito il prof, aggiungendo che il metallo doveva restare perfettamente immerso nel petrolio, perché qualsiasi contatto con l'umidità o l'acqua, persino con uno starnuto, avrebbe potuto scatenare incendi ed esplosioni, in quanto il sodio metallico ha la particolarità di scindere con tanta forza l'idrogeno e l'ossigeno di cui è formata l'acqua, che se lo si immerge nell'acqua questa prende fuoco.
E in effetti l'esperimento aveva confermato ancora una volta le proprietà magiche del sodio.
PP53 (era questo il nome in codice del Post Parlamentare) andò a spulciare nei polverosi archivi dei suoi ricordi questo esperimento chimico. Dopo di che si preoccupò di verificare se il sodio metallico era presente in buone quantità sulla Terra, perché se fosse stato necessario andare a prenderlo sulla Luna, come si ipotizzava da anni per l'Elio3, allora la faccenda si sarebbe complicata assai.
Invece tutto filò liscio: il sodio era ottimo e abbondante, e PP53 si sentiva già promosso al rango di PP2. In pratica bastava inserire il sodio metallico, farlo a pezzetti minuti, miscelarlo con l'acqua in carburatori speciali e il gioco era fatto: le auto ad acqua potevano diventare una realtà, grazie al sodio metallico. Il governo rifece l'esperimento in pubblico e poi decise di affidare una ricerca motoria agli ingegneri. Ma costoro avevano un sacco di questioni da eccepire, quasi comportandosi come la Santa Inquisizione col Galilei, sicché la ricerca non andava avanti di un bullone, mentre la pazienza scemava come i finanziamenti.

"Eppur si muove!", urlò a un certo punto Eleuterio alla Commissione scientifica, dopo l'ennesimo stop al rivoluzionario progetto dell'auto ad acqua.
"Eppur si muore!", replicò l'ingegnere capo con fierezza e nobiltà, mostrandosi capace di spezzarsi ma non di piegarsi.
PP53 a quel punto si disse in grado di viaggiare su un prototipo per tutta Guanaca, e aggiunse: "Non finirò certo al rogo per colpa del sodio metallico".
Gli altri PP solidarizzavano con lui, dicendo: "Se scoppia un incendio nelle nuove auto, siccome queste sono piene di serbatoi d'acqua, basterà gettare acqua sul fuoco per spegnerlo".
Al che gli scienziati obiettavano che invece in quel modo le cose sarebbero peggiorate, perché tutta l'acqua avrebbe preso fuoco, grazie al sodio. Ma di tutto ciò è meglio tacere, come dice Wittgenstein, e fu proprio questa la soluzione presa dal governo guanachese.

A quel punto PP53 decise che era giunto il momento di dare un'accelerata al progetto, e per risolvere ogni stallo decise di saltare sopra un prototipo per testare personalmente i nuovi motori, percorrendo tutta la strada che dalla capitale conduce al Grande lago. Prese il via in una mattinata di sole, da solo e pieno di sali sodici. Il motore si avviò, l'auto partì, qualcuno lo fotografò, e la televisione fece delle riprese che si sarebbero trasmutate in prima notizia sul Tg nazionale solo in caso di successo dell'iniziativa. Il test sarebbe stato seguito e certificato dalle protobarche della polizia guanachese, che viaggiavano tutte lungo il canale realizzato da Cerisola per allievare le fatiche anidrido-carboniche della Natura e per allietare le infrastrutture nazionali. Guanacanal, lo chiamavano i guanachesi, pensando alla battaglia di Guadalcanal del 1942, nelle Isole Salomone. Il Guanacanal correva parallelo alla strada e funzionava benissimo, ma le protobarche della polizia viaggiavano ben al di sotto della velocità della luce, e con pari percentuale al ribasso si comportavano pure rispetto alle auto normali e a quelle proto-cerisoliche di ogni tipo. L'atroce lentaggine della polizia provocò una caduta verticale delle entrate fiscali dello Stato, perché con le barche lente non si riusciva più in alcun modo a fare contravvenzioni, la cosa però venne salutata con particolare fervore dalla popolazione -soprattutto da camionisti e agenti commercio-, e alla fine anche il governo si ingioiò e fece riportare sui murales elettronici questo slogan: "Le nuove vie di comunicazione fluviali hanno ridotto drasticamente il tasso di incidenti e di multe".

PP53 correva sulla strada a una sessantina di chilometri orari, e ciò gli bastava per distanziare le protobarche della polizia e quelle dei giornalisti ammessi ad assistere all'esperimento. Rimasto ben presto da solo, il postparlamentare s'ingegnò a seguire il piano che aveva predisposto. Si inginocchiò nell'abitacolo dell'auto, per quanto gli era possibile, e ringraziò il Signore per essere vivo dopo aver percorso una ventina di chilometri a bordo del propotipo ad acqua e sodio metallico. Stava per ingiurarsi per non aver creduto alle sue stesse idee, ma poi preferì seguire comunque il piano di sicurezza ideato: raggiunse una moto lasciata ai bordi della strada, si fermò e la congiunse con una barra al prototipo sul quale viaggiava. Inforcò la moto, accese il vecchio quattro tempi e trainò con successo la sodioauto fino al Grande lago, incurante dei camionisti che lo sorpassavano e terrorizzato dal fatto che, se avesse frenato, il prototipo gli sarebbe franato addosso. Forse però il Signore non era avverso al sodio metallico e così PP53 raggiunse integro il Gran Lago, fermò lentamente la moto con l'auto agganciata, staccò il traino, abbandonò la moto, risalì sulla sodioauto, riaccese il motore e ripartì verso il lago, dove ottenne un trionfo pari a quallo tributato all'imperatore Traiano.
Cominciò in questo modo la costruzione delle auto che avrebbero invaso il mondo intero, più dell'Orda d'Oro del kanato del Gran Khan.
In effetti le auto furoreggiavano come l'Orda, tanto che il primo modello, battezzato per mano di Eleuterio Cerisola, fu chiamato Gran Khan, e popolarmente Khan Khan. Il can can era dovuto a un inconveniente: le sodio-macchine esplodevano con percentuali significative, recando agli automobilisti più danni di Tamerlano ai cristiani.
(Segue domani)

postato da Paolo-di-Lautreamont, 15:32 commenti | | permalink

letteratura



07/12/2009

Guanaca -blogtelling- 16

Le precedenti puntate sono sul blog -sotto il tag "Letteratura" o nelle pagine di archivio a partire dal 16 novembre.

INTERMEZZO A GUANACA
     Cerisola inaugura il suo nuovo palazzo, una costruzione in plastica e vetro giallo ocra, che prende il posto del vecchio edificio ottocentesco e degli altri palazzi istituzionali posti nel centro della capitale. Al centro svetta una torre di cento piani con scala a chiocciola antincendio che riveste le pareti esterne. Alla base una struttura di metallo, con putrelle che vibrano al vento e scale di acciaio nero. In alto, al posto del tetto, una luna di vetro che concentra la luce e la riflette di notte sulla città. Il palazzo è interamente ecosostenibile, come recita una grande scritta posta all'ingresso. Grandi diffusori acustici scagliano nell'aria le note dell'inno per la libertà dei popoli del mondo. L'Ascensore di vetro, che si muove col calore in eccesso dei termosifoni o dei condizionatori, risale come linfa la torre.

I 99 post-parlamentari ed Eleuterio Cerisola alloggiano negli ultimi cinquanta piani, dove festeggiano la loro esistenza e da dove emanano idee e leggi.

Dal centro della piazza si dipartono a stella i tapis roulant sui quali si dispongono, vestiti di giallo, i funzionari di governo, incaricati di diffondere in città e in provincia le direttive quotidiane del gruppo dei cento governanti. La città si industria nel lavoro quotidiano e la gente strizza l'occhio quando parla di politica.  Gli operai distruggono le case vecchie e ne costruiscono di nuove. Però quelle nuove sono poche, perché non arrivano i fondi, allora la gente rimasta senza le loro vecchie case s'ingegna in provvisorie capanne di lamiera. Li chiamano Escargot, lumache.

 Cerisola odiava quella che lui definiva Autociviltà. Propose di creare delle strade musicali, e chiese di sostituire l'orrendo rumore delle sirene con delle musiche, per esempio "Is'nt she lovely" di Stevie Wonder per un'autoambulanza, nel caso di "Caduta con escoriazioni di un bambino". Ciò perché "Il piagnisteo iniziale della figlia di Stevie Wonder all'inizio del pezzo è talmente irritante che il bambino ferito si metterà subito tranquillo ad ascoltare il resto della canzone". Del resto una campagna pubblicitaria della Wolkswagen, a Stoccolma aveva già anticipato questi temi, creando una scala musicale con gli scalini disegnati come una tastiera di pianoforte, con la gente che può suonare mentre esce dalla fermata del metrò (vedere qui).

Cerisola fece molte proposte, nel tentativo di trovare un nuovo mezzo di trasporto. Ecco un suo articolo, pubblicato in un famoso giornale della capitale:

Il VENDICAPEDONI
    Vi sarà capitato un migliaio di volte di correre il rischio di essere calpestati da un automobilista frettoloso o inconsciente. Se siete di gola buona e cercate la solidarietà degli altri pedoni gli avrete senz'altro dato del "figlio di..", oppure l'avrete mandato "aff...". Ma in questo modo non si risolve niente: quelli neanche stanno a sentirvi, ripartono in quarta e buonanotte.

Un altro caso tipico è quello tra due automobilisti, uno dei quali ha torto e l'altro ha ragione. La fretta che li attanaglia è talmente convulsa che nessuno dei due scende dalla macchina, per cui stanno a litigare ciascuno dal proprio posto di guida, a distanza di parecchi metri. Nessuno sente ciò che gli suggerisce l'altro, ma piuttosto i due stabiliscono (come i politici) un codice di comunicazione basato sul gesto, sull'espressione e sull'impressione visiva di parole che restano mute, a causa di parabrezza e distanza. Una volta i gesti erano più importanti: il gesto dell'ombrello o le corna, a indicare "Fottiti!" sono stati causa di feroci litigi, ma una volta si scendeva dalla macchina, ora non più.

Oggi tutti compiono terribili nefandezze fregandosene delle reazioni, che arrivano con timidi gesti e  insulti infraveicolari. Alla fine della giornata i nefandautomobilisti hanno collezionato una valanga di improperi, ma il fatto di essere arrivati a casa con dieci minuti di anticipo rispetto ai guanachesi che si ostinano a guidare come talpe li consola degli insulti presi.

Io propongo l'istituzione di un Vendicapedoni che intervenga con giustizia in tutti i casi in cui di fronte a una nefandezza automobilistica non ci sia nessuna forma di difesa, nemmeno verbale.
Anzicché colpire l'autista nemico, il Vendicapedoni lo colpirà nei suoi affetti più cari, e cioè nella carrozzeria della vettura.
Il primo tipo di Vendicapedoni è a Pallettoni o a Freccia. Consisterà in un marchingegno atto a stare in tasca, acquistabile con una piccola somma. Il pedone (o il conducente offeso) estrarrà rapidamente dalla tasca il Pallettone o la ->Freccia, mirando alle gomme. Il tipo di azione del Vendicapedoni sarà sufficientemente lento da permettere alla vettura del maleducato autista nemico di allontanarsi, prima che la foratura si riveli. L'offeso avrà così tutto il tempo di allontanarsi sui marciapiedi o nel traffico.

Il secondo modello di Vendicapedoni verrà chiamato Telescrivente o Verniciante. Anzicché forare le gomme, provvederà a sporcare la carrozzeria sparando un getto preciso di vernice ipercolorata.
Qualcuno potrebbe sostenere che la mia invenzione è fasulla, perché in due o tre giorni tutte le macchine in circolazione sarebbero imbrattate di vernice o con le gomme a terra. Io ritengo che se così succedesse sarebbe l'ulteriore prova di quanto affermo, e cioè che le automobili rendono l'uomo cattivo, offensivo e potenzialmente omicida. Le auto dovrebbero essere processate, e non gli uomini che le guidano. Infine, se le auto restassero sporche di vernice o ferme perché bucate per mano di Vendicapedoni manovrati da eroi pallidi ma decisi, ciò sarebbe splendido perché in un modo o nell'altro avremmo realizzato il nostro scopo, costringendo l'automobilista a un comportamento più morigerato, oppure annientando in poche ore l'intero parco macchine della nazione.

Qualcuno potrebbe obiettare: ci sarebbero morti e feriti. In questo caso si potrebbe utilizzare un'altra soluzione. Abbiamo già visto, cari lettori e cari elettori, che le contumelie urlate dietro i finestrini delle auto nel traffico  ci rendono tutti muti come pesci nell'acquario. I pedoni poi sono anche più impotenti. Utilizzare un Clacson a Insulti servirebbe a comunicare i nostri sentimenti in maniera più consona. Il suo suono, in alternativa al suono del clacson normalmente utilizzato, equivarrebbe in codice al sintagma |Figlio di p...|. Le persone più morigerate non sarebbero turbate nella loro galateità: per loro il Clacson insultante sarebbe l'equivalente di appellattivi più graziosi, a loro scelta. Di notte il Clacson insultativo potrebbe essere sostituito da un segnale luminoso di pari significato.

LE SODIO-AUTO
   Nonostante tutti i sogni di Cerisola, a Guanaca le strade resistevano alla modernizzazione, anche se le auto erano più rade di prima.

Per decenni l'umanità ha immaginato l'auto del futuro. Secondo alcuni sarebbe stata nuovamente trainata da cavalli. Parliamo della Naturmobile dell'iraniano Hadi Mirhejazi: qui si può vedere il suo sito... Secondo la Fleethorse al posto di un motore ibrido oppure a benzina, sodio, vela, gas, nafta, alcol, si deve utilizzare... un cavallo. La Naturmobile consiste infatti nel prendere un cavallo e caricarlo a bordo di un pick up coperto, con sei ruote. Sotto le zampe del quadrupede si trova un tapis roulant a quelli delle palestre. L'animale si muove sul tapis e il suo movimento ricarica le batterie della Naturmobile. In questo modo si può raggiungere una velocità di 40 kmh. Mirhejazi ha impiegato due anni per mettere a punto la tecnologia e sostiene che il cavallo è in condizioni di comfort ed ha una sorta di pannolone. Il carro -da cui deriva la parola inglese "car"- è vecchio quanto la civiltà. E' più semplice della Naturmobile: si prendono due stanghe di legno, due ruote con una cabina sopra e un posto per il cocchiere... Ci sono bighe, calessi, berline, carri con buoi, da millenni. Adesso invece del carro arrivano le Naturmobili...
(Segue domani)

postato da Paolo-di-Lautreamont, 17:42 commenti | | permalink

letteratura



04/12/2009

Guanaca -blogtelling- 14 e 15

Da leggere su La Pulce di Voltaire.
- Guanaca 14
- Guanaca 15.

Segue, al solito, lunedi.

postato da Paolo-di-Lautreamont, 17:21 commenti | | permalink

letteratura



Il peso dell'Afghanistan sulle spalle di Obama

Il mio editoriale su Il Secolo XIX di oggi. Il punto su cui riflettere è come mai sono solo gli Usa a doversi prendere carico dell'Afghanistan? L'unilateralismo forse non era quello di Bush, ma quello dell'Europa e di altri soggetti internazionali...

La strategia afghana decisa a Washington -dopo liti durate mesi- non aveva alternative. Si poteva pensare di coinvolgere in questa guerra di posizione la Cina, ma ciò sarebbe pericoloso per gli equilibri mondiali, perché Pechino cerca di ottenere il controllo dell'AfPak. Obama poteva coinvolgere l'Arabia Saudita, ma questa non può spingersi a combattere chi –a torto- combatte in nome dell’islam. Nemmeno l'India può muoversi, a causa delle tensioni con il Pakistan.
Forse aveva ragione chi nella Casa Bianca aveva proposto una riduzione del contingente, limitandosi a controllare senza attaccare. Obiettivo difficile anche questo.
Restava la soluzione del generale McCrystal: aumento della forza di attacco e insieme rebuilding della nazione, affidandola in toto a Karzai entro tre anni. E’ la strategia seguita in Iraq.
Di conseguenza arriveranno più di altri 30.000 militari. Cosa cambierà nei prossimi mesi, in Italia, in Asia e nel mondo?
In molte città americane si sono svolte manifestazioni contro le decisioni di Obama, organizzate dal gruppo MoveOn col supporto del regista Michael Moore. Il movimento però propone alternative poco praticabili come gli accordi con i capi tribali, in guerra tra loro da secoli. Inoltre il vero obiettivo della missione internazionale è evitare che le atomiche pakistane cadano in mano al fondamentalismo, ed evitare che Occidente, oppure India, Russia, Cina o Iran allarghino la loro sfera di influenza in un’area strategica per il commercio di merci e di idrocarburi, mandando in frantumi l’equilibrio mondiale, con rischi di guerre peggiori.
Ma la vera ragione della contestazione di Obama da parte dei suoi supporter è un’altra. Gli elettori si chiedono come mai la quasi totalità dei militari e dei morti sia americana.
La risposta è semplice: l’Europa guarda ai propri interessi. Tutto ruota attorno alla Russia, che in questa fase sta vincendo la sua battaglia geopolitica per una nuova Yalta. SEGUE in PDF: AFGHANISTAN 4 DIC SEC XIX

postato da Paolo-di-Lautreamont, 16:53 commenti | | permalink

esteri



03/12/2009

Moana Pozzi spia del Kgb

In questi giorni su Sky è andato in onda un serial sulla vita di Moana Pozzi, con Violante Placido. Sembra che sia stato assai deludente, noioso, superficiale. In effetti a scavare sotto la vita di Moana ci sarebbero molte cose intriganti da scoprire. Moana era di Genova, città molto densa di entrature da parte dell'Unione Sovietica, ai tempi.

Nel 2006 avevo ripreso una notizia della AdnKronos, che trattava di un libro sulla vita segreta di Moana Pozzi, che la dipingeva come una contessa di Castiglione al servizio dei sovietici (e del PCI, aggiungerei). E' molto di più di una indiscrezione,  confermata anche da un libro della Pozzi titolato "La mia filosofia" (1992), nel quale Moana ricordava le storie del suo letto, frequentato da politici, intellettuali impegnati, registi, imprenditori. Tra questi ci sarebbero stati -secondo Moana- Beppe Grillo, il discusso vescovo Milingo  e Roberto Benigni, poi divenuto idolatrato cantore del Dante Alighieri della Donna Angelo...
Moana non fece il nome di Bettino Craxi, ma questo risultava con una certa evidenza dal testo, curato dal giornalista-editore Brunetto Fantauzzi. Si noti che la strada seguita dai sovietico-nostrani sarebbe stata straordinariamente simile a vicende molto recenti, che potremmo indicare coi nomi in codice di D'Addario, Berlusconi e Spatuzza...

Ecco cosa scrivevo nel 2006 -sempre su La Pulce di Voltaire. Strano che su questo lato della vita di Moana sia calato un silenzio spesso quanto la coltre di ipocrisia che ci riveste tutti, nella società italiana:

"Su News di domani apparirà un articolo interessante. Moana Pozzi aveva accesso a molte stanza segrete del potere: politici come Craxi, ministri, e persino il clero.
Come qualcuno ricorderà, la misteriosa morte di Moana Pozzi, attribuita a un cancro al fegato, potrebbe trovare nuove cause, al di là delle sue frequentazioni di materiale radioattivo. Azioni del controspionaggio? Se fosse vera l'ipotesi sollevata da News settimanale, non ci si dovrebbe sorprendere di nulla. Un'altra ipotesi di Fantauzzi è che Moana non sia morta, ma sia sparita senza lasciare tracce per salvarsi la vita dagli 007.

Roma, 22 feb. - (Adnkronos) - La pornostar Moana Pozzi sarebbe stata una spia al servizio del Kgb implicata in un'operazione finalizzata a destabilizzare Bettino Craxi. Lo rivela in esclusiva ''News Settimanale'' nel numero che sara' in edicola domani. Secondo il settimanale, Moana Pozzi, avrebbe avuto relazioni con politici di tutti i partiti, con ambasciatori, ufficiali e perfino con alti prelati, e proprio da queste persone avrebbe ottenuto informazioni che poi avrebbe trasmesso ai servizi segreti dell'Est. '''Operazione Moana' - scrive il settimanale - era il nome in codice di un capitolo molto particolare dell'interventismo d'oltrecortina in Italia: destabilizzare Bettino Craxi, con ogni mezzo: dal gossip privato alle frequentazioni con personaggi della malavita organizzata''. ''Moana Pozzi - prosegue l'articolo di 'News' - risulta ancora oggi socia della Anlivered Corporation Limited, una societa' iscritta alla Camera di Commercio di Kiev specializzata nel commercio legale di scorie.

Era quella la sua copertura come agente al servizio di un generoso collega di Mitrokhin. Le trame di questa spy story, iniziata negli anni ottanta e proseguita fino a Tangentopoli sono raccontate e in parte svelate, in 'Moana: la spia nel letto del potere', scritto per le edizioni Piscopo da Fantauzzi e la cui uscita e' prevista per i primi dieci giorni di marzo''.

News in edicola domani parlera' in anteprima del nuovo libro di Brunetto Fantauzzi, il giornalista romano curatore del famoso ''Filosofia di Moana''. ''Ancora oggi - ha raccontato Fantauzzi a 'News' - la Digos non si spiega come mai per due, forse tre, volte nell'aereo per New York su cui volava la pornostar, furono trovate valigette con l'uranio.

postato da Paolo-di-Lautreamont, 15:38 commenti | | permalink

politica, televisione, cronaca



02/12/2009

Guanaca -blogtelling- 13

Le precedenti puntate sono sul blog -sotto il tag "Letteratura" o nelle pagine di archivio a partire dal 16 novembre. 

Il mondo sta cambiando davvero, forse qualcosa migliora, si dissero i tre viaggiatori, dopo di che Longino raccontò del suo paese, Guanaca, e chiese all'autista se aveva notizie al riguardo, invano. Erano arrivati in una città piena di voci e movimento, con un'apparenza diversa da tutto ciò che loro avevano visto fino a quel momento... Videro maghrebini e indios silenziosi, coi volti tostati e vestiti cromatici, e poi indiani e cinesi, bianchi e africani, persone provenienti da tutto il mondo. I dialetti si miscelavano in una panglossa indescrivibile: pallidi studenti inglesi, bionde ragazze di Toronto, lavoratori esuli dall'America centrale, professori europei, giapponesi bruciati dal ritmo di produzione nipponico, preti, pope e pastori, contadini asiatici. Il loro amico dell'est Europa li accompagnò in un centro di accoglienza situato vicino al porto, dove stava arrivando il traghetto che trasportava  gli immigrati affascinati dal progetto di Jacob Sorowitz, migliaia di persone che stavano trasformando Altavilla.

Il centro era simile a un vecchio edificio coloniale, costruito in legno dipinto a tinte vivaci. Si ritrovarono in un  ufficio che contrastava con l'atmosfera naïf della strada, dove li attendeva Donald, un funzionario statunitense coi capelli rossi e dall'aspetto dinamico. Dopo le informazioni anagrafiche di rito cominciarono a parlare. Aureliano e Patience dichiararono che intendevano fermarsi per un tempo imprecisato nell'isola, e che erano interessati a contribuire alla crescita del progetto avviato da Sorowitz, grazie alla loro esperienza.

"Affronteremo in seguito questi dettagli... Vedete, qui cerchiamo di individuare il settore nel quale ciascuno eccelle, cercando di affidargli il lavoro preferito: ci serviamo di test, colloqui e di ogni mezzo utile al raggiungimento di questo obiettivo. Cerchiamo anche di far arrivare qui le persone più competenti e capaci, perché in questa fase è necessario raccogliere nell'isola il fiore dell'intelligenza mondiale... E devo dire che ci stiamo riuscendo. Qui per esempio è possibile inventare qualsiasi cosa senza pagare per depositare il brevetto: chi crea un prodotto utile ed economicamente vantaggioso  guadagna bene, e in più ha a disposizione mezzi di ricerca evoluti".
"Credevo che non utilizzaste metodi manageriali nell'organizzazione, devo dire che tutto ciò mi interessa molto... Ma che tipo di lavoro svolgeva negli Stati Uniti, prima di venire qui?"
" ...Lavoravo alla NeoTexaco come responsabile del personale. Ero addetto a un dipartimento importante, con un discreto stipendio, una bella auto e il denaro sufficiente a comprare ciò che volevo..."
" ...E come mai ha piantato tutto? Era insoddisfatto?"
" No, stavo benissimo, ma l'organizzazione di Sorowitz mi ha offerto uno stipendio migliore. Molto convincente, non crede?".
" È passato da un'industria a un'altra più sicura e garantita".
"...Esattamente. C'era anche un'attrazione estetica o morale, non so, ma la motivazione mi è venuta soprattutto quando ho capito che l'organizzazione era eccellente: qualunque cosa Sorowitz avesse in mente di fare, l'avrebbe realizzata. Tuttavia, quando mi spiegarono il Progetto, rimasi dubbioso. Capirete: non è semplice passare da un lavoro che codifica la vita a un tipo di lavoro che invece la modifica. C'è un abisso di distanza. L'idea centrale di Sorowitz è ancorata alla sua impronta manageriale... Credetemi, l'organizzazione è la sola via d'uscita contro il caos che si produce all'interno di ogni struttura complessa. Occorre un metodo postcapitalista per superare i problemi del mercatismo, non trovate? Le rivoluzioni sono fallite per la loro disorganizzazione strutturale, oltre che per limiti ideologici e di progetto. Qui ci sforziamo di andare al di là dei vecchi schemi. E' la sola via d'uscita. ...Ma forse vi ho offeso?".

Aveva assunto un'aria gentile, da direttore d'hotel, che però non suonava falsa, ma solo necessariamente formale.
" Io non sono mai stata troppo legata alle ideologie", disse Patience.
Longino aggiunse: "Marx non avrebbe mai pensato di dichiararsi marxista: era intelligente abbastanza  per capire che la teoria deve modificarsi in continuazione... Io ho fatto parte del gruppo che ha portato al potere Eleuterio Cerisola a Guanaca, ma il cambiamento è arrivato per caso e troppo velocemente:  il cambio di governo non è bastato a entusiasmarmi, com'è invece successo a tutta la popolazione. Ho sempre pensato che occorrono strumenti nuovi per salvare il pianeta, e non credo che la salvezza possa provenire da un'ideologia o da un uomo, per quanto libero e geniale... Non Jacob Sorowitz e neppure Eleuterio Cerisola, il mio amico mio diventato presidente della Guanaca... In realtà penso a un mondo più intimo, fuori dal teatro del sociale. Se ci fosse un gruppo di persone autocoscienti, senza dipendenza reciproca voglio dire, se qualcuno riuscisse a non riproporre la ormai insopportabile sostituzione di un potere con un altro potere, creando qualcosa di veramente diverso... Allora troverei lo slancio per scivolare in nuove illusioni e nuovi sogni, a patto che questi abbiano un fondamento... La matematica è sempre meglio di un cialtrone, e la consapevolezza dei limiti e l'amore per il sapere sono l'eredità migliore che ci è concessa, non è così?"
"Quando conoscerete Sorowitz toccherete con mano i vostri desideri: qui nessuno si sente superiore o inferiore a un altro. Vi sono incarichi di grado elevato, ma questo fatto non produce egoismo o superbia. L'ego, invece di essere esaltato dal servilismo e dall'impunità, come in altre società, qui viene mortificato dall'assunzione di maggiori impegni e da ciò che ipocritamente veniva definito "spirito di servizio".
" Diversi ma uguali, insomma", disse Aureliano.
" Come se la vita intera potesse svolgersi per tutti come nei due momenti della nascita e della morte... Diversi e uguali: una nuova logica, meno ovvia e piatta." disse Patience.
" È questo il nostro progetto!", concluse il manager, dopo di che li congedò, affidandoli a una latinoamericana, che li accompagnò verso un albergo dove potevano alloggiare a poco prezzo, in attesa del futuro.
Il sole era allegro e l'hotel discreto. Longino si immerse nella lettura dei giornali. Aveva improvvisamente voglia di sapere cosa succedeva a Guanaca, a due mesi dalla manifestazione che aveva posto fine al governo degli incapaciocrati.

(Segue domani)

postato da Paolo-di-Lautreamont, 16:59 commenti | | permalink

letteratura



01/12/2009

Gli europei hanno perso il cervello?

Nella classifica delle 25 persone più intelligenti del decennio non c'+è stata molta abbondanza di "materia grigia". Ce n'era senz'altro molta di più al tempo di Nicolas Tesla, Enscher, Edison, Meucci, Einstein, Dalì, per citare solo i primi che mi vengono in mente. Ce n'era persino di più al tempo di Andreotti e di Campanile, Ennio Flaiano, Rodolfo Sonego, Enrico Mattei.

La classifica elaborata dalle teste di cuoio consultare da The Daily Beast di Tina Brown (40 intellettuali, manager etc.) è miserella.

Ma è anche angloamericanocentrica, visto che tra i consulenti c'era la preside di Yale e non il preside del liceo Mamiani di Roma... Ben 19 su 25 “geni”, sono infatti cittadini Usa. Il fatto è che si tratta di geni del tutto incartapecoriti: Steve Jobs, Hillary Clinton, il Generale David Petraeus. Poi c'è un creatore di videogiochi Will Wright, poi i fondatori di Google Larry Page e Sergey Brin, e quello di Wikipedia Jimmy Wales. C'è un Nobel sino-americano per la fisica (nel 1997, sarà in naftalina?):  Steven Chu.

Ancora peggio la classifica dei non-occidentali. Mi sorprende che ci sia il leader di Al Qaida Ayman al-Zawahiri. Poi ci sono degli scienziati, ma pochi, e nessuno scrittore-filosofo-artista-regista-idraulico. Vedo la blogger Arianna Huffington ma non il sottoscritto (ehm ehm), vedo la fondatrice dell'Acumen Fund, ma non vedo troppo acume.

Ciò che però salta agli occhi -lo rileva persino il Corriere della Sera- è che non c'è nemmeno un europeo, nemmeno a pagarlo a peso di Nobel di Stoccolma.
Che gli europei abbiano recuperato la pace ma perduto il cervello non è una novità. E' questa forse la sola scoperta interessante di questa inchiesta di Daily Beast. Il futuro è delle bestie, anche perché i geni sono andati tutti a fare i rappresentanti (guadagnano di più).

postato da Paolo-di-Lautreamont, 17:39 commenti | | permalink

cultura, arte, media, cronaca



Guanaca -blogtelling- 12

Le precedenti puntate sono sul blog -sotto il tag "Letteratura" o nelle pagine di archivio a partire dal 16 novembre.

L'AMORE ALL'AMO
    Aureliano Longino e Patience, dopo l'incontro nell'ambasciata americana di Guanaca, erano rimasti estranei a quella stagione di intensi cambiamenti. Per alcuni giorni si erano fermati a casa di Patience, consumando il cibo che c'era dentro il frigo, vivendo a letto mentre nel mondo esterno cambiava persino il colore del cielo.
Quando il frigorifero rimase vuoto lui tornò a insegnare alla Scuola Guanacinema e lei all'ambasciata. Aureliano si sforzò di seguire l'evoluzione delle idee di Cerisola, ma non riusciva più a capire il suo vecchio amico. Ogni tanto passava da Patience, non avevano voglia di parlare né di fare l'amore,  camminavano nelle strade notturne tenendosi per mano e lamentandosi per l'esplosivo cristallizzarsi della situazione di Guanaca. Patience decise di licenziarsi per andare alla ricerca di energia altrove. Riempì una valigia di abiti e libri, salutò i colleghi, salì su uno dei nuovi mezzi di trasporto che scivolavano nell'aria azzurra di Guanaca, passò da Longino che ancora non sapeva niente e lo portò nella sua città, a Seattle. Rimasero in quella città umida e fredda per tutto l'inverno. Capivano che dovevano ridisegnare le loro vite, e intanto si guardavano stupiti intorno, nell'aria bagnata come il mare, tra gente sconosciuta, nelle fabbriche di periferia, dove iniziavano laghi e brughiere agghiacciate. Si sposarono per avere un alibi utile a nascondersi ancora agli occhi del mondo, alla presenza dei loro straniti genitori appena arrivati da Guanaca e Boston. Per la luna di miele avevano affittato un piccolo yacht, pensando di navigare nel mare attorno ad Altavilla. Lui sapeva veleggiare bene e sognava già di lavorare su quel mare come skipper, mentre lei adorava l'idea di vivere su una barca a vela e passare il tempo libero a nuotare prendere il sole e leggere.

TEMPESTA AD ALTAVILLA
       ...Il mare lentamente alzò gli occhi. Era stato una gemma turchese accesa dal sole che lo umiliava di calore: i pesci venivano all'amo, i corpi ciondolavano al sole, la barca era una culla e la vela un lenzuolo.
... Ma di pomeriggio cambiò il vento. Inizialmente non se ne accorsero: era una lenta e piacevole brezza che faticava a increspare la superficie del mare. Più tardi però il vento mutò d'aspetto, e così il mare: il colore di ogni cosa divenne blu nerastro e le onde saltavano verso il ponte della barca senza una direzione precisa. Avevano ammainato la vela maestra e cominciarono a navigare a motore, con l'incubo di restare senza benzina, se la tempesta fosse durata a lungo. Non avevano paura, pensavano  alla fatica di governare la barca e alla mancanza di sonno. Maledissero se stessi per non aver consultato il bollettino nautico col computer di bordo e rinunciarono a pensare al peggio, un atteggiamento che in certe condizioni è la soluzione migliore, anche se è il contrario del metodo applicato da Freud e Jung nel corso di una tempesta che avevano dovuto affrontare sul transatlantico che li trasportava in America. Per farsi coraggio, immaginarono di essere naufragati, aggiungendo ogni possibile disgrazia aggiuntiva così da far risultare la loro condizione -al confronto- come idilliaca. Patience si sdraiò per terra nella cabina di comando e cercò di chiudere gli occhi. All'alba il timone non governava più e il vento veniva avanti a mulinelli impossibili da contrastare.

            Le onde avevano strappato e inghiottito cime e verricelli con naturalezza estrema, come se si trattasse del bottino di guerra dovuto al dio Poseidone. Sentirono uno schianto più forte quando si spezzò la parte superiore dell'albero. Poteva essere il coup de theatre definitivo, ma poi la barca sembrò resistere meglio senza quella lunga appendice. Anzi il peggio sembrava passato, la tempesta cominciò a placarsi, sentivano il rombo dell'acqua contro una scogliera,  e ad ogni ondata vedevano rimbalzare insieme la schiuma bianca e una macchia nera di foglie e tronchi. Anche le onde avevano assunto una direzione precisa, come se finalmente avessero trovato una scia da seguire.
Ma i problemi, in realtà, stavano aumentando. La chiglia urtò contro uno scoglio sommerso e il mare si impadronì della barca. Non avevano tempo di calare il tender e allora si lasciarono andare nell'acqua coi soli giubbotti di sicurezza, cercando di restare vicini. Quand'erano trascinati sulla cresta delle onde vedevano la terra che li aspettava, in un modo o nell'altro. Era un'alta scogliera apparentemente priva di spiaggia. Nuotarono verso il largo per evitare di finire sugli scogli. A mezzogiorno la corrente cambiò e le onde calarono abbastanza per poter raggiungere la riva dove era riapparsa una sottile striscia di sabbia. Erano salvi.
           Si riposarono sulla sabbia e andarono a bere l'acqua piovana che chiazzava le rocce. Dall'alto scendeva una cascatella pluviale e di lato si vedeva una macchia di alberi e cespugli. Cercarono di catturare dei pesci con una rete fatta di rami e foglie, senza prendere niente, poi costruirono un riparo, e si addormentarono avvolti dalle alghe che avevano fatto asciugare al vento.

Il giorno dopo il clima era mite, il cielo era traversato da nuvole bianche e laghi di sole che scintillavano al largo. Sul bagnasciuga si era formato un tappeto di frammenti di corallo e gusci di conchiglie, un tesoro che li affascinò per ore, più del futuro e della fame stessa.
Più tardi trovarono un passaggio -scavato dall'acqua e dal vento- che s'inerpicava verso il tetto della falesia, dove iniziava un altopiano. Giunti in alto capirono di essere naufragati sulle coste di un'isola: lontano, dove la terra terminava e ricominciava di nuovo la ruota del mare, si indovinavano villaggi e piccole città dove vivevano persone sconosciute, ma uguali a quelle che avevano conosciuto in altre parti del mondo, nelle pianure di Guanaca o nelle foreste pietrificate delle metropoli americane.
Non sapevano più nulla di Eleuterio Cerisola e degli avvenimenti di Guanaca: si erano allontanati dalla politica e dalle voci elettroniche già quand'erano fuggiti a Seattle, dove le voci dei media filtravano in maniera osmotica anche dai muri delle case e dove persino i morti giocavano coi videogames. Si sentivano trascinati in un'esperienza nuova, diversa dalle futilità a cui si erano abituati. Il mondo poteva risolvere i suoi problemi da solo, con le solite semplificazioni estreme, forse gli uomini sono troppo concentrati sulle futilità e dimenticano di alzare gli occhi per guardarsi attorno. E così la Venere che oggi nasce dalla schiuma del mare è disinibita e bella come sempre, ma in più è diventata un'oca glossy.

INCONTRO AD ALTAVILLA
            I gabbiani gareggiavano col vento sopra una strada polverosa e assolata. Camminavano tra  strepiti di animali e campi coltivati dove verdeggiavano i frutteti, prova evidente della presenza umana, anche se non avevano ancora incontrato nessuno. Il primo segnale di vita apparve in fondo alla strada, con un oggetto silenzioso e veloce, attorniato da una nuvola di polvere. Ancora non sapevano cosa fosse un velocar, né che si chiamasse in questo modo: fu l'uomo che li prese a bordo, un ex impiegato appena arrivato dall'Europa dell'est, a spiegare dov'erano finiti e su quale mezzo stavano viaggiando.

(Fotocredit: vedere il sito Greenbird, auto a vela da 200 kmh) 
Aveva ascoltato con attenzione il racconto del naufragio, mentre il vento sospingeva il veicolo lungo la strada. Sembrava felice di stare in quella terra, viaggiare in quel modo e vestire abiti di cotone e lino, adatti al lavoro e allo svago. Parlava in un inglese approssimativo al quale aggiungeva parole di altre lingue, quando spiegava le vicende della costruzione del velocar sul quale si trovavano. "Il veicolo è stato realizzato grazie a una tecnologia disinibita e perché nell'isola non manca mai il vento. Sarebbe stato stupido non utilizzare un trasporto a vela anche sulla terra". 
Si trattava di un'auto priva di motore, con l'asse delle ruote allargato per sostenere meglio l'urto del vento e il peso della velatura. Al centro del veicolo era piazzato un albero da barca a vela modificato, dotato di una sorta di turbina. In cima all'albero, al posto della coffa, una ventola serviva a produrre elettricità per l'illuminazione dei fari e ricaricare le batterie che entravano in funzione quando mancava il vento oppure quando ce n'era troppo.

"Perché ha detto che si tratta di una tecnologia disinibita?" chiese Patience.
"Questa è una piccola nazione, ma non abbiamo nessun tipo di inferiority complex: vogliamo raggiungere grandi risultati senza subire passivamente le invenzioni di chi è più grande di noi".
(Segue domani)

postato da Paolo-di-Lautreamont, 17:16 commenti | | permalink

letteratura



30/11/2009

Guanaca -blogtelling- 11

Le precedenti puntate sono sul blog -sotto il tag "Letteratura" o nelle pagine di archivio a partire dal 16 novembre.

POCHI MESI DOPO ALL'ESTERO
    cominciò a diffondersi un astio crescente contro Cerisola e i suoi metodi di governo. Un ministro cinese affermò ch'era necessario sganciare una bomba atomica su Guanaca per fermare il ciclone Eleuterio. Le associazioni dei grandi costruttori italiani erano entrate in sciopero e si rifiutavano di realizzare ponti ed ospedali, se non cessavano le importazioni di case premontate da Guanaca. Le agenzie di informazione insultavano i lettori  esortandoli ad uscire dal torpore e arruolarsi contro l'ideologia "sovversiva" di Cerisola ("Neanche Gandhi osò tanto", dicevano). Nonostante tutto ciò, i cittadini del mondo cominciavano a interessarsi alle iniziative del nuovo leader, in barba alle censure dei mass media. La diplomazia del governo di Guanaca serviva a bloccare le iniziative degli organismi internazionali e ancor più funzionava il continuo richiamo alla non-belligeranza sostenuto unilateralmente dal premier. Infatti i capi di governo delle repubbliche vicine speravano di creare uno pseudo-conflitto, una guerriglia interna provocata da agenti infiltrati che avrebbe dato modo di intervenire contro Guanaca. Decisero infine di rinviare l'invasione, anche perché Cerisola promise di esportare prodotti di qualità a basso costo.

Si crearono due movimenti alle frontiere: uno verso l'estero, formato da manager e politici del vecchio governo di Carlo Fé d'Ostiani che non si sentivono più in grado di resistere alla "nauseante ondata di moralità" che saliva da Guanaca. L'altro, più consistente, era formato da giovani che avevano deciso di emigrare laggiù. Era una pacifica crociata di ragazzi di quindici e vent'anni, vomitati dalle metropoli occidentali, di solito dediti ai lavori più umili o al furto o all'accattonaggio. Figli di disoccupati e padri di disoccupati, operai a corto di manodopera, impiegati in cerca di impiego, militari all'arma bianca, arrivavano fino ai confini di Guanaca scortati da truppe in istato confusionale.

 ATTI DI GOVERNO 3
      ..."Le chiese e i culti siano liberi e paritari: evitate l'odio tra religioni, cosa non religiosa. Non sia ammessa alcuna pratica di simonia.

            ...Le autostrade siano riconvertite in nastri a levitazione magnetica, quando ciò sarà possibile, nel frattempo siano affiancate da canali navigabili sui quali viaggeranno la polizia e i mezzi di soccorso. Ogni viaggiatore pagherà un biglietto e ciò aiuterà a finanziare l'immane lavoro che ci attende, e a ridurre la disoccupazione per molti anni.

Come ho già detto, il pendolarismo sarà abolito al massimo. Ciascuno non dedicherà più di cinque ore al giorno al lavoro, mentre le altre ore della giornata potranno essere dedicate a Dio, al dio dei laici, al gioco alla famiglia al campo all'arte o a ciò che più gli aggrada.
Chi però vuole lavorare anche quindici ore al giorno, lo faccia. Ma il frutto del suo sudore sia allora destinato in parte ai poveri.

            ...Edifica la tua casa su due piani, con il piano di sopra dedicato al sonno e allo studio (che sono simili) e il piano di sotto al cibo e al divertimento (che son simili). All'esterno siano accettati cani gatti e uccelli, alloggiati confortevolmente. Ogni abitazione sia provvista di cisterna per la raccolta dell'acqua piovana destinata all'irrigazione, nonché di pozzo nero, isolato olfattivamente, utile come concime e per salvare il mare dall'eccesso di fogne.

La casa venga munita d'impianto di riscaldamento multifunzione con raccolta e ridistribuzione di calore dai pannelli posti sul tetto (dai quali proverrà pure l'acqua calda), con una caldaia a gas (posta all'esterno), con una stufa a legna che serva come cucina di tutta la casa.

L'arredo sia modesto e legnoso e non arrogante e plasticoso. Alle pareti non giacciano impiccati quadri psichedelici di artisti idiotariani, ma quadri della gente di casa: fossero pure ciofeche avranno più senso.

             ...I direttori delle TV e i produttori di cinema e musica siano devastati nel loro compito di rimbecillire gli spettatori.

Come nessuno può godere più di quattro case, così nessuno può possedere più di un'azienda, tranne chi non ne ha nessuna. L'eccesso di guadagno di ogni azienda sia devoluto alla popolazione povera, perché in un'onesta società chi guadagna più di diecimila dollari al mese può solo godere di maggior tempo di riposo, e questo sia il suo guadagno extra. Siano incentivate le attività produttive utili a tutti, e ciò che non serve sia perseguito e tassato, perché produrre e consumare merce inutile ha un costo enorme e occulto. Ugualmente si evitino i lavori troppo utili, se svolti per guadagnare lo stipendio. Coloro che non hanno di che fare, siano dirottati ad altro compito, come pulire i prati o effettuare ricerca scientifica.

             Le città siano ricche di luoghi d'incontro, all'aperto e al chiuso, freschi d'estate e caldi d'inverno. La gente discuta liberamente fino all'ora che desidera, e vada al cinema o alle sale da concerto o da gioco!
Che i giovani siano amati dai vecchi e i vecchi dai giovani. Chi odia un altro essere lo dica pubblicamente.

La musica non sarà più l'arte dell'ascolto passivo ma l'arte della produzione dell'armonia: che ciascuno impari a suonare fin dalla più tenera età, si eviterà la proliferazione di musica abominevole. Chi non suona, ascolti.
Infine, buttate via gli orologi: essi vi servono per non sapere che ora è. Infatti perché mai guardi l'orologio? Perché non sai l'ora. Ma se non porti l'orologio, conosci l'ora lo stesso: te la dice il tuo senso del tempo, che difficilmente sbaglia.
(Segue domani)

postato da Paolo-di-Lautreamont, 19:26 commenti | | permalink

letteratura



28/11/2009

Dubai e le altre crisi, in Grecia e Spagna

Vorrei ringraziare per il prezioso contributo J. Christian Falkenberg (The Mote in the God's Eye),  eccellente analista finanziario, per professione e per vocazione. Di seguito ecco  il mio editoriale sulla crisi di Dubai, in cui (grazie a J.C.F.) ho spostato le preoccupazioni soprattutto su Grecia e Spagna. Sul Secolo XIX di oggi.

  La crisi finanziaria della città-Stato di Dubai era prevedibile: Il Secolo XIX aveva lanciato un allarme a giugno, parlando del ruolo di banca Rothschild, chiamata come "advisor" al capezzale della bolla immobiliare di Dubai World, gestita dalla società Nackheel, che aveva utilizzato un capitale da 60 miliardi di dollari per realizzare l'edificio più alto del mondo o Dubailand, il più grande parco divertimenti. Nonostante le inizioni di petrodollari da parte degli altri membri degli Emirati, a giugno il mercato immobiliare era già crollato del 50%, provocando la rimozione di Nasser al-Shaikh dalla carica di direttore del Dubai's Finance Department.

La crisi finanziaria ha toccato persino il sistema bancario saudita, col gruppo Saad che in primavera era entrato in ambasce per non avere onorato un prestito concesso da 26 banche, quasi tutte europee. In questi giorni Dubai World ha chiesto di congelare i debiti per sei mesi (si parla di 59 miliardi di dollari). La Nakheel ha un'obbligazione da 3,5 miliardi, in scadenza a metà dicembre. Per giunta -come osservava il Sole 24 Ore di ieri- il costo per garantire il debito dell'Emirato è raddoppiato nell'arco di una giornata e Dubai ha un indice di rischio finanziario del 38,8%, quasi al livello di Ucraina, Venezuela e Argentina. Del resto ciò è persino logico, in un territorio privo di risorse naturali (petrolio) ed industriali, e che ha puntato a diventare un hub mondiale del lusso e dell'immobiliare, a fini puramente speculativi o a fini turistici. 

Le fonti del Secolo XIX ci confermano comunque quanto è stato detto da Bankitalia:  l'esposizione italiana nei confronti di Dubai è relativamente bassa. Tuttavia, nonostante il rasserenamento borsistico di ieri, la crisi nella penisola araba non va affatto sottovalutata, per l'allarme che getta su contesti a noi molto più vicini.
SEGUE qui in PDF: DUBAI 28 NOV SEC XIX

Foto: Dubai, 1990

La stessa strada nel 2003

La stessa strada nel 2009 (
Altre foto QUI).

postato da Paolo-di-Lautreamont, 16:01 commenti | | permalink

esteri, economia



27/11/2009

Guanaca -blogtteling- 10

Le precedenti puntate sono sul blog -sotto il tag "Letteratura" o nelle pagine di archivio a partire dal 16 novembre.
Questione rilevante di oggi: sulle nostre teste, per 24 ore al giorno, c'è una marmitta dovuta alla somma degli autoveicoli mondiali, di 5000 km. di diametro?

ATTI DI GOVERNO
" Saremo intolleranti con chi è intollerante. In tutto il territorio nazionale si promuoverà la diffusione dell'antropologia culturale come forma principale di conoscenza. La principale scienza sarà l'ecologia, per evitare la fine dei tempi e del pianeta.

 "...Inizia oggi la costruzione dei nastri trasportatori che sostituiranno le strade cittadine e le autostrade: ognuno d'essi si avvale di diversi apporti di energia, da quella elettrica diretta a quella generata dal motore a scoppio di un TIR posto in contenitori interrati.
Ogni motore, posto alla distanza di 1500 metri, è sufficiente a fornire la totalità dell'energia necessaria al Tapis roulant; altri apporti proverranno da energia elettrica prodotta da canali d'acqua posti a fianco del tapis, nei quali verranno anche allevati pesci. I nastri saranno dotati di comodi seggiolini e coperti da tettucci fotovoltaici. A fianco del Tapis, oltre al canale d'acqua, realizzeremo anche viali di alberi da frutta che serviranno a ombreggiare d'estate e dare luce d'inverno, nonché al nutrimento della popolazione."

       "...Provvederemo alla progressiva distruzione di tutti i palazzi esistenti, sostituendoli con case indipendenti munite di orto, che dovranno essere prodotte a Guanaca e saranno esportate in tutto il mondo. Il primo business mondiale infatti è la speculazione edilizia, e noi diventeremo i monopolisti della costruzione di case.

Miglioreremo le idee messe in pratica dalla comunità giapponese Millennium City, che costruisce eco-residenze nelle prefetture di Chiba e Tokio dal 1999. Non utilizzeremo la loro moneta interna, il Mille, e non ci trasferiremo nelle campagne giapponesi, tuttavia incentiveremo l'idea di creare delle case-comunità con spazi interamente condivisi, dai bagni alle cucine, nella tradizione della house forestry, e altri spazi privati. Realizzeremo strutture alte sette metri, interamente in vetro, secondo i progetti dell'architetto Iguchi Iroshi. Tuttavia si dormirà come si vuole, non solo sui penitenziali futon giapponesi, ma anche su materassi in lattice o amache di Merida.

 ...Da oggi ogni cittadino non potrà possedere più di quattro appartamenti o case monofamiliari e non più di 200.000 dollari (al cambio attuale) di rendita personale. Ogni conto bancario eccedente verrà espropriato e le somme saranno destinate a un fondo nazionale di solidarietà posto sotto il controllo della popolazione tramite il parlamento, con la supervisione di organi internazionali come la Croce Rossa, l'ONUMedia e il Vaticano.

             "...Il traffico aereo dev'essere ridotto. Non posso più tollerare che le nuvole di pioggia vengano sostituite nei giorni sereni dalle nuvole di gas di scarico prodotte dagli aerei. La popolazione non si deve muovere per far guadagnare le compagnie aeree. Ognuno lavori vicino a casa sua! Siamo stati imbecilli a tollerare questo stato di cose! Una commissione nazionale di studio provveda a sistemare ed eliminare al massimo il pendolarismo forzato.
Le linee aeree da utilizzare saranno quelle che collegano i posti più distanti e impervi, le isole con la terraferma etc.

Il turismo dovrà essere dichiarato nemico del genere umano e sarà perseguito penalmente con la reclusione da uno a tre anni. Intendiamo invece promuovere la cultura del viaggio, che dovrà avere la durata minima di un mese e si limiterà alla conoscenza di un solo territorio o nazione. I giovani, dopo aver compiuto i 18 anni di età, saranno obbligati a compiere un Grand Tour della durata di sei mesi, a spese dello Stato, a patto che partano da soli e senza le consuete riserve di cibi materni, escludendo però un ricambio di abiti e le letture preferite.

             L'autociviltà è un disastro di dimensioni colossali. Pensate che ogni marmitta ha un diametro minimo di 5 cm. Immaginate che in tutto il mondo ci siano ogni giorno, per 24 ore, almeno 100 milioni di veicoli costantemente in movimento, escludendo le moto, i bus, le centrali a combustione e altre fonti che bruciano idrocarburi. Forse sono anche di più, le auto che circolano. In base a questo mio calcolo ogni giorno, nel mondo c'è un'unica marmitta da 500 milioni di cm. che sputa fumo tossico nell'atmosfera. Sono 5 milioni di metri... Vi parlo di una megamarmitta da 5000 chilometri di diametro sopra le nostre teste, dall'alba al tramonto e dal tramonto all'alba. E' l'autociviltà il vero nemico da combattere. Facciamolo, dunque. Eliminate le automobili crolleranno vizio e criminalità, e l'uomo diventerà un animale civilizzato...

 ...Gli imprenditori non temano e non fuggano all'estero. Chi rimane sappia che Eleuterio Cerisola non l'odia e anzi ridurrà le tasse alle società private e ai professionisti. Le tasse da questo momento valgono il 30% in meno! Rallègrati dunque e nel contempo trema, perché se non paghi il giusto subirai il seguente danno: le pene per evasori fiscali, usurai, bancari disonesti, professionisti indebitamente costosi etc. siano aumentate di due volte ed equiparate al furto continuato e aggravato, con processi penali immediati.
Nessuna comunità che si rispetti può tollerare che l'evasore o l'usuraio o l'inquinatore non vengano puniti come ladri e criminali dalla comunità dei giusti. Ciò vuol dire che fino a ieri ladri e bifolchi sedevano al governo insieme col legislatore, e nessuno mi leva dalla testa che così sarà anche per il futuro, se non interverremo.

(Agenzie internazionali) IL RICAVO NAZIONALE DELLE MISURE DI CERISOLA E' STATO DI CIRCA 1 MILIONE DI MILIONI DI DOLLARI, IL CHE HA APPIANATO OGNI SITUAZIONE DEBITORIA DELLO STATO.

 7.mo DISCORSO (Sul tema dell'agricoltura)
      ...Cari miei, l'agricoltura non è una minuzia ma la parte principale della ricchezza di una nazione. Gli Stati Uniti non sono diventati il primo paese del mondo per la loro produzione industriale, ma per quella di cereali. È il grano che fa il grano e il dollaro è stato fatto col grano. Provate a mangiare un frigorifero, anche se bello e di marca. Io, da parte mia, preferisco mangiar fagioli.

Eppure le regioni agricole del nostro paese sono diventate le più povere, secondo le piraterie dei ladri che hanno governato su questi scranni. Il sud del paese, dove il clima quasi tropicale delizia la coltivazione di cereali e frutta, potrebbe essere la ricchezza del paese, mentre invece si langue nella disoccupazione. Ma non è solo colpa dei politici se i popoli non hanno più di che mangiare a parte i transgenici surgelati. Certo quasi tutti hanno il denaro per comprare il cibo. Ma quando il grano dei campi finirà cosa compreranno? (...) Non dobbiamo limitarci a produrre frutta industriale, ricca di concime chimico e diserbanti velenosi per l'intero paese. Produciamo invece cibi di qualità, raffinati e non inquinati. Con l'agricoltura biologica vivremo meglio e venderemo all'estero a prezzi superiori. Questa attività da sola potrà cambiare il mondo, perché nessun essere intelligente tra il veleno e il pane sceglie il veleno. Basterà certificare la qualità dei prodotti della nostra agricoltura e tutti correranno da noi, ci imiteranno, mentre i cattivi industriali che controllano l'occidente e rovinano il sud del mondo dovranno cambiare pianeta. 
  Gli alimenti saranno utili per chi li mangia, non per chi li vende. Fagioli e pasta come sempre siano la base del nostro pranzo, quanti a noi incentiveremo la produzione di miele, che nutre, è ricco di sostanze utili e addolcisce la bocca senza cariare i denti (questa sola regola rovinerebbe la grassa categoria dei medici dentisti senza scrupoli). Però chi preferisce cariarsi i denti e poi lavorare per il proprio dentista, sia libero di agire come preferisce.

 ...Riforestare la nazione creando vaste isole selvagge e protette, dove l'uomo quasi non può entrare, ampie come province, tra una pianura coltivata e un'altra, vuol dire creare un clima più fresco e umido e mantenere fertile una parte del territorio. Ciò ci permetterà di buttare via gli impianti di aria condizionata.
(Segue lunedi)

postato da Paolo-di-Lautreamont, 14:39 commenti | | permalink

letteratura



26/11/2009

Guanaca -blogtelling- 9

Le precedenti puntate sono sul blog -sotto il tag "Letteratura" o nelle pagine di archivio a partire dal 16 novembre.

DISCORSO MEMORABILE
       "A me piacerebbe arrivare in una città su un comodo e silenzioso nastro trasportatore a levitazione magnetica. Di lontano una nebbiolina cela i laghi e i parchi che circondano le case.  I laghi  ospiterebbero pesci allevati in acquacultura, mentre ai loro bordi trionferebbe una sinfonia strawinskiana di prati all'inglese, alberi ombrosi e bungalows per l'alloggio dei gitanti. Lì vicino dovrebbero estendersi allevamenti di animali da cortile destinati alla nutrizione dei cittadini, lasciati liberi e non costretti al chiuso con cibo ormonale e antibiotico. Numerosi campi da tennis e da golf, piscine e, più in là, il limitare dei campi gialli coltivati dai contadini.

...Entrato in città vorrei trovare delle costruzioni dipinte con colori vivaci, dai tetti spioventi e dotate di un orto sufficiente alla coltivazione del minimo indispensabile alla famiglia. Nell'orto alcuni alberi da frutta potrebbero bastare alla golosità dei bambini.

 Mi ha fatto meraviglia, in questi anni, vedere che si possono realizzare case unifamiliari a due piani, realizzate su fondamenta di cemento armato, ma interamente costruite con i nuovi materiali al posto dei mattoni. La francese Cité de l'architecture & du patrimoine predica già da tempo il nuovo vangelo. Ho trovato su un sito web della Eco-Logis-Innovation, e su un altro della italiana Villeurop,  notizie di case infinitamente migliori di quelle attuali a  un decimo del prezzo di mercato. Il problema è trovare i lotti di terra dove costruire... ma noi abbatteremo tutte le vecchie case, e ricostruiremo.
Una casa nuova, fatta di materiale ecologico, può essere consegnata pronta per essere abitata in due settimane appena. Il sistema utilizzato è simile a quello dei Lego, so
descrizionelo che si tratta di pannelli in fibra di legno mischiata, secondo la Eco-Logis, con residui di lino, ignifughi e perfetti come isolanti  antirumore. I pannelli sono grandi ciascuno un metro per tre metri e si incastrano l'uno con l'altro e sulle putrelle. Tetto escluso, la casa costa meno di ventimila euro. Nella versione italiana, con 130.000 euro si ottiene una villa perfettamente antisismica, di maggiore durata di quelle in cemento, dotata di tutto (incluso sistema di pannelli fotovoltaici). Queste nuove case recano infatti in dote tutte le innovazioni tecnologiche e sono autosufficienti, perché sono coibentate, dotate di solare, mini mulini a vento, cisterne per la raccolta dell'acqua piovana.

Con le nostre fabbriche ci dedicheremo a costruire centinaia di migliaia di queste abitazioni in tutto il mondo. Faremo la prima rivoluzione umanistica dopo il Rinascimento. 
 A non più di tre o quattrocento metri di distanza da ciascuna casa vi saranno aree destinate ai giochi di bambini e adulti, complete di giochi d'acqua, grazie alle canalizzazioni poste a fianco dei nastri trasportatori. Ogni quartiere residenziale sarà dotato di un lago destinato alla pesca e al canottaggio. Ai bordi vi saranno panchine e parchi con grandi viali alberati e passeggiate e piste ciclabili dedicate alle elebici.
Ogni quartiere avrà, oltre all'area di gioco, un'area destinata agli acquisti, ai servizi e agli uffici, dove la gente possa recarsi a lavorare o a sbrigare pratiche. I servizi amministrativi saranno gestiti tramite computer.

 Le fabbriche saranno situate nella periferia in luogo comodo e raggiungibile, e saranno automatizzate al massimo, per evitare che uomini e donne perdano tempo ad avvitare bulloni. Siano ridotti al minimo rumori e inquinamento. Ogni fabbrica sarà collegata con una linea ferroviaria ad alta velocità per il trasporto merci.

Il lavoro -se possibile- sarà svolto a casa, quello che a ognuno piace sarà reso a ognuno dallo Stato. "Così sia" gridava il popolo di Guanaca.
(Segue domani).

postato da Paolo-di-Lautreamont, 15:39 commenti | | permalink

letteratura



25/11/2009

Guanaca -blogtelling- 8

Le precedenti puntate sono sul blog -sotto il tag "Letteratura" o nelle pagine di archivio a partire dal 16 novembre.

IL MONDO ROVESCIATO
      Carlo Fé d'Ostiani restò libero e senza processo e, dopo aver lavorato per pochi giorni come impiegato di banca, si ritirò nella casa lasciatagli in usufrutto.

Il vecchio Presidente della repubblica, minotauro pellegrino negli intricati palazzi di Guanaca, inauguratore delle inutili opere pubbliche di Carlo Fé d'Ostiani, rimase al suo posto, perché Cerisola ritenne opportuno convincere la diplomazia internazionale che il paese non era caduto in mano a sovversivi. Con la stessa logica, l'assemblea elesse come viceprimo ministro un leader moderato, legato a lobbies economiche locali. In questo modo speravano di bloccare l'ascesa di uomini pilotati dall'estero.

 Intanto Cerisola dichiarò: Il Parlamento da oggi diventa dormitorio, mensa e sede di governo: ognuno verrà e se ne andrà dall'aula libero come l'acqua. Inoltre lasciò che i parlamentari andassero a lui, cioè ne scelse 99 tramite elezioni molto rapide, li nominò suoi eterni conviventi e andarono tutti ad abitare nel palazzo del Governo. Molti di questi post-parlamentari erano di sesso femminile, a causa della rappresentanza egualitaria dei sessi.

 Il primo decreto del nuovo governo di Guanaca fu lo scioglimento della prima industria nazionale, una fabbrica di aerei il cui proprietario aveva dettato legge all'intera nazione, facendo e disfacendo governi, imponendo di costruire aeroporti là dove s'adimava uno splendido fiume e distruggendo intere foreste là dove ora striscia l'oscuro asfalto.

  "Il personale dell'industria si dedicherà alla riconversione dei trasporti in senso moderno, cercando di mantenere intatto il vecchio sistema: questo progetto riguarda l'intero territorio nazionale e prevede l'elaborazione di un nuovo modello di trasporto, a partire dalle aree metropolitane".

 "...Nell'immediato ogni centro urbano dovrà eliminare l'uso delle auto private, salvo i mezzi pubblici necessari (ambulanze, pompieri etc.), e salvo le auto private utilizzate per scopo di necessità. Le strade principali saranno percorse da filobus nei due sensi di marcia, ogni due minuti, a meno che ciò non sia possibile. L'industria nazionale si impegnerà nella fabbricazione di pannelli solari a basso costo, partendo dalla constatazione che fino a questo momento la produzione è stata bloccata dagli interessi dei costruttori di automobili, che non sono riusciti a imporre uno standard ecologico dopo la carapocalypse del 2008".

Inoltre intendiamo realizzare dei parchi di alghe sotto serra, la cui fermentazione contribuirà alla formazione di biogas. Vogliamo tornare alle ricerche di alcuni anni fa.

  In America la ricerca sul settore energetico corre veloce. Si punta su nuove tecnologie: ottenere carburante (etanolo) dalle alghe, non sui campi ma in bioreattori chiusi. Una tecnologia promettente per il biodiesel di terza generazione. Ci lavorano alcune società, tra cui la Algenol.

Il sistema sembra geniale: invece di disboscare foreste per imporre la coltivazione di soia e canna da zucchero, si utilizzano dei "bioreattori" ad acqua di mare.
Nella stessa direzione anche la ricerca della
Sapphire di San Diego (California), che afferma di poter utilizzare una tecnologia per produrre benzina a 98 ottani sempre dalle alghe, in coltivazioni da piazzare nei deserti, visto che, a differenza del biodiesel, il carburante ottenuto potrebbe essere trasportato facilmente attraverso i gasdotti già esistenti.
La AlgaeLink ha già ottenuto da KLM un contratto per la fornitura dei propri aerei con carburante proveniente dalle alghe e sta creando impianti in Spagna.
La
Solazyme ha rifornito la Mercedes... Non stiamo parlando di fantascienza, ma di un progetto che consuma CO2 e utilizza acqua di mare...
Segue domani.

postato da Paolo-di-Lautreamont, 11:34 commenti | | permalink

letteratura



24/11/2009

Guanaca -blogtelling- 7

Le precedenti puntate sono sul blog -sotto il tag "Letteratura" o nelle pagine di archivio a partire dal 16 novembre.

DISCORSO DI ELEUTERIO CERISOLA
       Nei telegiornali di tutto il mondo si sta dicendo ciò che soltanto noi finora sostenevamo: Carlo Fe' d'Ostiani è un criminale. Come sapete, un gruppo di cecchini ai suoi ordini ha sparato contro la manifestazione da noi organizzata, uccidendo alcuni innocenti. Abbiamo catturato uno degli assassini, un membro della sua milizia che uccide i dissidenti, nel silenzio di noi tutti. L'uomo ha confessato nella sede dell'ambasciata americana e adesso siamo pronti a recarci nel Palazzo del presidente per arrestarlo.

 (Un membro del partito di opposizione cerca di salire anche lui sul palco e inizia a parlare, ma viene buttato giù dalla sedia su cui era salito).

...Dobbiamo però fare ancora molto per salvare questo paese: in realtà, la lotta comincia adesso...  Occorre evitare l'arrivo dei parassiti, perché per noi l'unico rischio è finire corrotti come gli altri.

(La piazza lentamente si va riempiendo di gente, anche se ormai è  buio).

...Bisogna cambiarci d'abito, fuori e dentro, non possiamo illuderci di essere "diversi" dagli altri solo perché non abbiamo avuto l'occasione e la possibilità di rubare. C'è qualcuno convinto che non avrebbe rubato se fosse stato al posto di uno dei ministri di Fe' d'Ostiani?

(Si alza un coro di Io!)

            ...Invece no, credetemi... Siamo tutti dei ladri potenziali. Ma lasciamo perdere il passato, ora occorre cambiare... Dobbiamo superare la divisione del territorio tra lavoro e casa, tra città e campagna. Ricordatevi una cosa: nessuno ci può fermare! Nessuno può fermare un gruppo di persone che hanno la stessa idea!
E scese dal palco.

IL GRUPPO DI ELEUTERIO DIVENTA UNO
       I cento che fino a quel momento avevano partecipato a tutte le azioni di Cerisola, dalla cattura dell'autista alla fuga attraverso le fogne, si avvicinarono all'oratore e si strinsero a lui... così fortemente che quasi diventarono un solo uomo, o meglio una sola coscienza. Cerisola in apparenza...

Continua a leggere "Guanaca -blogtelling- 7" »

postato da Paolo-di-Lautreamont, 15:15 commenti | | permalink

letteratura






Liberté
INégalité
Fraternité



Tocque Ville, la città dei liberi Tocque Ville, la città dei liberi Blog
Abr's no comment
Jefferson
Leibniz
A conservative mind
Una questione privata
Azione parallela
Eurosiberiacristiana
Luigi Crespi
Hamelin
Burekeaters
Congredior
Dilifa F. Bapa
Eighties
Gianni de Martino
Paolo Guzzanti
Harry
Herakleitos
Itablogs for freedom
Malvino
Mario Sechi
Minima Moralia
Il motel dei polli ispirati
New Blog new blog
Non solo Napoli
Oni-fled
Pepe
Per curiosità
pescevivo
wXre
Ricreazione art
Scritture...Eventi
2 Twins
Sorvegliato Speciale


Glenn Reynols says "My empire shall crumble now that Le Guerre Civili is part of the Alliance"

Blog esteri
The Alliance
American Digest
Atlas shrugs
Barcepundit
Boing boing
Captain Marlow
Daniel Pipes
Demosophia
Dry Bones
Drudge Report
DssHubris
Hispa libertas
Fall of Jericho
Foro liberal
France échos
Frontpage
FuckFrance
Glittering eye
Grouchy old Cripple
Instapundit
Jawa report
John Ray blog
Libertad Digital
Little green f.
MiasmaticReview
Moore watch
Nickie Goomba(+)
Nicolai Foss
No Pasaràn
Pajamas
Registan
Rotter Israel
Samizdata
Shinig full plate
Spanish Pundit
Sprucegoose
Tapuz israel
Techne
The Anti Idiotarian
The Asylum
Tiémoko Coulibaly
25centimetros..
Voto en Blanco
Zachtei Niederland

Add link
Abies Nebrodensis
Alberto Cane
Azione parallela
Acme
Taccuino
Andrea Rossetti
Antikomunista
Antonio Palmieri
A prova di stupido
Astrolabio
Azione parallela
Battitore Libero
Being-becoming
Blog di Alessio
Blog di Barbara
BlueRefolution
Bolognaanticomunista
Born to be free
Brainwash
Bruno Pellegrini
Book of secrets
Bub
Calamity Jane
Cantor
Captain's Log
Carlo Panella
Carta libera
Castello Bianco
Céline
Cohoba
Congredior
Creonte
Criterio
Dall'altra parte
Daw
Della Vedova'06
Destra giovane
Digito ergo sum
Dopobarba
Fabio Sacco
Francy Ismael
Ebrei d'Italia
Face the truth
Federalista
Fenomeni non..>
Freedomland
From being to becoming
Fronte occidentale
Generativa
Gianteo Bordero
Giarina
Gino
Giornoxgiorno
Giuda Maccablog
Hillman
Hurricane
Il camper
Il Cannocchiale
Il Castello
Il circo di Bisanzio
Il giovine Occidente
Il Giulivo
Il mango di Treviso
Il miscredente
Rumore dei miei XX
Ineffabile blog
Ingrandimenti
IHSV
Inyqua
Isoppo
Italia Laica
Italian libertarians
Italians
JimMomo
Joyce
La Melandrina
La riscossa
Leibniz
Lexi
LCo.Padana
Liberali-L.Paganelli
Liberali per Israele
Lisistrata
Lo pseudosauro
LucaP.
Lucignolo
Lupo di Gubbio
MAB
Magnifiche sorti
Maranatha
Mariniello

Millenium Falcon
Mirko
Neocon Italiani
NeOquidnimis
Nextcon
Nordest postcard
Note personali
Notturno umano
Nuvola Rossa
Kagliostro
Krillix
Oggettivista
OtiMaster
Paola Liberace
Paolo Smeraldi
Parbleu!
PensierInEccesso
Perla scandinava
Phastidio
Phibbi
Pinocchio
Placida Signora
Politically-scorrect
Pro american mvt
Rabbi a Barcelona
Radio weblog
Il reazionario
Regime change
La Ripubblica
Robinik
Sacripante
Salvatore Lauro
SandrodiRemigio
Saura Plesio
Schegge di vetro
Sciopenàuer
Sergio Vivi
SGS
Shock & awe
Shockvillage
Silver lynx
Sim0ne
Simone Spiga
Simone Carletti
Sole e Ombra
Starsailor
Stelle filanti
Steppenwolf
Suspence
Tempi
Terra del mattino
Tonio
Torre di Babele
Totus Tuus
The hole in the Wall
The mote
They killed Kenny
Valeforn blog
Ventinovesettembre
Vexilla
Zona Nebbiosa


Hai parenti negli USA?
Ecco quando sono arrivati
ELLIS ISLAND ARCHIVES

Liberali contro la pena di morte



Le guerre civili



Italian Blogs for Darfur


Weblog Commenting and Trackback by HaloScan.com