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18/05/2008
...meglio del calcio, ovviamente:
postato da Paolo-di-Lautreamont, 23:30 commenti |
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sport
16/05/2008
Diverse indiscrezioni stampa ieri hanno annunciato un blitz giudiziario ai danni della giunta del Comune di Genova.
L'indagine parte da un'inchiesta sugli appalti edili. Abortita.
Conosco abbastanza bene il contesto dei lavori pubblici regionali e sono convinto che sia molto difficile prendere con le mani in pasta gli impresari edili, e ancor più cogliere in castagna il turpissimo traffico che c'è in molte parti d'Italia tra Lavori pubblici e imprese edili. Durissimo.
Forse in ragione di ciò, l'inchiesta si è spostata su questioni più "leggere", in ossequio all'insegnamento di Chicago anni '20, quando Al Capone fu preso in castagna per una faccenda banalissima e minuta.
L'inchiesta è proceduta sugli appalti nelle mense. Il PM Francesco Pintosi è mosso su cinque o sei persone in particolare. Due assessori.
Proprio ieri ho cercato di telefonare a uno di questi assessori che oggi hanno subìto perquisizioni etc.. Si tratta di Massimiliano Morettini, che si potrebbe definire "assessore all'Etica cittadina", viste le sue competenze. Eccole:
Giovani e Città educativa - Politiche dell'immigrazione - Valorizzazione opportunità del territorio per l'aggregazione - Spazi musicali - Valorizzazione del servizio civile - Informagiovani e Antenna Europe Direct - Cooperazione internazionale - Coordinamento politiche rivolte al Centro storico.
Lo volevo sentire in merito a un'altra sua delega: quella ai Rom. A Genova è infatti in atto una piccola "rivolta" contro lo scempio sociale provocato dalla "non accoglienza" cattocomunista dei rom, i quali, grazie ai loro "amici e tutelatori", vivono in tuguri e baracche. Il quadro di degrado e sperperi inconcludenti però coinvolge anche i cittadini delle zone dove finiscono gli accampamenti abusivi (incluso il centralissimo stadio Marassi, d'estate).
Naturalmente, nonostante ripetute telefonate non ho trovato Morettini. Nel suo ufficio anzi non c'era proprio nessuno: magari erano tutti al lavoro, ma da un'altra parte (Brunetta avrà un compito difficile, con certi Enti). Ma forse non c'era nessuno perché l'aria che tirava era pesante.
Ora tre persone rischiano il carcere immediato, e le imputazioni sono pesanti: associazione per delinquere etc. In tutto si arriverà forse a una decina di indagati.
Da anni qui annusiamo un'aria "ultrasiciliana" dalle parti di molte amministrazioni pubbliche liguri. Forse il velo si sta cominciando a sollevare. Quello che emerge però è solo una piccolissima parte del tutto.
Noi siamo per dimissioni immediate della chiaccheratissima Marta Vincenzi. Naturalmente siamo anche per la presunzione di innocenza.
Nel contempo, però, ci aspettiamo che Grillo, Fabio Fazio, Travaglio e Di Pietro organizzino un comizio scientifico a piazza De Ferrari, magari intitolato: "Muffe e lombrichi in Liguria".
Da Il secolo XIX:
Un terremoto nel centrosinistra genovese: due assessori della giunta comunale, uno strettissimo collaboratore del sindaco Marta Vincenzi e un ex consigliere comunale di maggioranza indagati per associazione a delinquere e corruzione. Non basta: l’inchiesta condotta da molti mesi nel massimo riserbo dal pubblico ministero Francesco Pinto tocca anche dirigenti di altri enti pubblici locali e vede almeno dieci indagati di spicco.
Tra questi: un imprenditore e soprattutto un dirigente pubblico di alto grado. Un professionista molto vicino alla Curia, che l’ha destinato a incarichi di rilievo. Insomma, dopo l’inchiesta sul porto, a Genova sembra di essere ripiombati nel mezzo di Tangentopoli. Ma stavolta, almeno secondo la ricostruzione degli investigatori, non sarebbero circolate le classiche mazzette. No, qui i metodi utilizzati sarebbero molto più raffinati.
Altre le merci di scambio: appalti pubblici e, soprattutto, consulenze. Da qui l’accusa clamorosa: associazione a delinquere, un reato che prevede da solo pene da tre a sette anni di reclusione. C’è poi la corruzione con pene fino a cinque anni. Il sindaco non è indagato.
AGGIORNAMENTO
Dopo il blitz della Guardia di Finanza di questa mattina per un presunto giro di mazzette, gli assessori Massimiliano Morettini e Paolo Striano e il portavoce Stefano Francesca hanno rimesso le deleghe al sindaco che ha accettato le loro dimissioni. In corso la conferenza stampa di Marta Vincenzi.
postato da Paolo-di-Lautreamont, 15:50 commenti |
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etica, politica, giustizia, farisei
Kuwait posted a budget surplus of $ 43.02 billion last fiscal year, 10% more than it forecast in February, as oil revenue was higher than expected, government data showed.
Altro che il "tesoretto" di Padoa Schioppa...
postato da Paolo-di-Lautreamont, 12:15 commenti |
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esteri, economia, energia
Dubai, 16 mag. (Adnkronos/Aki) - "Il Jihad è un dovere per liberare la Palestina", E' quanto affermato Osama Bin Laden in apertura del messaggio audio appena diffuso sui forum islamici in Internet. "Oggi vi parlo della questione più importante della nostra nazione islamica, ovvero la lotta che riguarda la questione palestinese". ha affermato ancora Bin Laden.
"Sessant'anni fa non esisteva Israele, c'era solo la Palestina che è stata sottratta con le armi ai palestinesi. Questa è la vostra terra e gli israeliani sono degli invasori - ha affermato il leader di al Qaeda - I vostri media vi hanno raccontato il falso per 60 anni su questo tema. I palestinesi sono gli oppressi".
Bin Laden ha anche "ammonito sulla pericolosità dei mezzi di informazione che sostengono le menzogne della Casa Bianca e della lobby sionista". Per Bin Laden "la partecipazione dei capi occidentali ai festeggiamenti dei 60 anni di Israele dimostra il loro sostegno all'occupazione degli ebrei sulla nostra terra". "Gli occidentali combattono con gli israeliani nella stessa trincea contro di noi" ha aggiunto, quindi ha fatto riferimento all'Unifil precisando che "ciò è dimostrato dal fatto che hanno inviato truppe operative nel sud del Libano in difesa degli ebrei".
Bin Laden accusa poi Bush e Blair di aver rubato il petrolio degli arabi in Iraq per confermare come l'Occidente partecipi con Israele "all'usurpazione dei beni dei musulmani".
Questo pensa Chavez degli "ebrei": parla di "genocidio fascista" nei confronti dei palestinesi. "Israele è simile a hitler"... YOUTUBE. Parole assai alla Vattimo...
postato da Paolo-di-Lautreamont, 12:10 commenti |
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terrorismo, esteri, israele
Secondo le equazioni filosofico-intellettuali dei vari Travaglio, Grillo, Di Pietro e di alcuni genialisti di La Repubblica, l'intera squadra dell'Inter, colpevole di telefonate con un boss mafioso, ma anche gli allenatori, i dirigenti e -chissà- persino l'ultimo dei suoi tifosi sono "peggio che lombrichi".
MILANO — Intercettati al telefono col boss. A un passo dalla giornata decisiva per l’assegnazione dello scudetto, l’allenatore dell’Inter e alcuni giocatori nerazzurri scoprono di essere finiti nelle trascrizioni di intercettazioni che fanno parte di una vasta inchiesta per traffico di droga. Tutta colpa delle chiacchiere in libertà con Domenico Brescia, il loro sarto. Un signore di mezza età con precedenti per omicidio, associazione mafiosa, rapina e droga. Un pregiudicato inseguito dalla Direzione distrettuale antimafia :.. SEGUE
Si dissociano tutti.
Su La pulce di Voltaire la seconda parte della tragicommedia, quella della denuncia per diffamazione lanciata dal sempreverde Travaglio contro il giornalista D'Avanzo.
AGGIUNTA
Stasera per Travaglio è arrivata un'altra denuncia per diffamazione, avendo dato del "condannato" a Castelli nel corso della trasmissione di Santoro.
Anno Zero, coi suoi coristi giustizialisti e come talking velina una zarina post leninista, è diventata l'erede del Processo del lunedi di Aldo Biscardi.
Travaglio fa la parte di anti Moggi, ma insieme anche la parte di Moggi, a giudicare dalle querele che gli stanno arrivando addosso.
postato da Paolo-di-Lautreamont, 00:04 commenti |
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politica, media, giustizia, neogiacobini
14/05/2008
Oggi ho comprato il Manifesto.
Mi piace leggere i pensieri dell'Altra Parte (titolo di un bellissimo romanzo del pittore espressionista Alfred Kubin), lo ritengo un preciso dovere civico.
Il Manifesto di oggi è diverso da quello di mesi o anni fa, è desolante. Non dice più inesattezze, non dice più nulla. I redattori-combattenti-reduci si rendono conto che a ripetere certe cose all'infinito, mentre il mondo è cambiato già una decina di volte tutt'intorno, rischiano di essere ridicoli.
Così ripetono il loro mantra, ma senza convinzione.
Il titolo di spalla oggi era "Pogrom contro i rom". Si rendevano conto che il "presunto rapimento" della ragazzina di Napoli era stato la causa di una esagitata "distruzione di campo". Solo che questo "pogrom" non è stato condotto da squadracce naziste o staliniste, ma da matrone dei quartieri popolari di Napoli.
Certo il campo solo in questo modo è stato "sgomberato", il che forse non risolverà nulla, ma è un segnale per chi delinque, ma anche per la polizia e la politica, incapaci fino a oggi di "sgomberare" il campo in questione o risolvere la questione del degrado sociale nella zona.
Incapaci di leggere la realtà, i Manifestini sono condannati a non dire più nulla. Ormai gli unici che continuano a sparare ad alzo zero non sono più loro, i marxiani puri, ma i cercanos (=vicini) dei servizi segreti e della magistratura di stretta osservanza dipietrina: i Travaglio con Di Pietro, i D'Avanzo...
L'articolo sui rom non diceva nulla, era meno di nulla. Tutti i reduci della napoleonica Campagna di Russia (inclusa la parte destrorsa di Di Pietro-Travaglio-Grillo) sono malati della Cecità del pessimo romanzo nichilista di José Saramago (con film derivato, misteriosamente destinato ad aprire il Festival di Cannes). Sono privi di ogni senso di realtà. La realtà oggi impone pragmatismo.
Per evitare ogni possibile "pogrom" io comincerei col bloccare con ogni mezzo l'immigrazione Rom. Gli inglesi hanno cominciato a preoccuparsene almeno un anno prima di noi, quando la Romania stava per entrare nella UE. A Londra hanno realizzato qualche risultato. Idem nelle altre parti d'Europa. In Italia invece ha vinto la linea pauperista: porte aperte ai diseredati, elemosine libere per i poveri, galere aperte per i criminali. Ma a patto che costoro rimangano per sempre diseredati, poveri, criminali.
Bloccare al massimo l'immigrazione dall'Est non basta. Per i rom che già si trovano in Italia occorre investire, creando per loro dei piccoli quartieri prefabbricati, ma dotati dei comfort necessari. Le baraccopoli andrebbero vietate per legge, punendo chi ci abita e i sindaci che le tollerano: i disperati non vanno nelle baracche, ma in un contesto decente. Non è questo che hanno sempre detto i metafisici leader cattocomunisti?
Peccato che non l'hanno mai fatto.
Ma nemmeno i "mini quartieri attrezzati" da soli basterebbero. Infatti queste aree dovrebbero essere accuratamente e costantemente monitorate e sorvegliate, anche con l'esercito (la polizia ha da risolvere le priorità di tutta la criminalità emergente, italiana o estera che sia).
La sorveglianza dei miniquartieri attrezzati andrebbe svolta in maniera seria, con penali serie per chi sorveglia, se le maglie risultano rotte o troppo larghe.
Quindi servono "mani ferme".
Infine si deve fare un'osservazione. Qual è il dato di fatto di tutta la gestione "buonista" del welfare, dell'integrazione degli extracomunitari etc?
Il dato di fatto è che gli extracomunitari -clandestini o no- o hanno già avuto modo di darsi da fare, risolvendo l'integrazione nei fatti, cioé col lavoro, oppure per loro non c'è il paradiso in terra, ma l'inferno "buonista". Cioé le baraccopoli e il disastro sociale che colpisce bestialmente i cittadini italiani così come gli immigrati e i loro figli.
Il sistema cattocomunista insomma è un vero disastro per tutti: sperpera e tollera ciò che non è tollerabile, cioé il degrado e la miseria, nonostante la tolleranza (anche del crimine) e le spese ingenti dei sindaci e dello Stato.
Il sistema di "accoglienza dei rom e dei clandestini replica lo scellerato patto Stato-sindacati: lo Stato ha assunto per decenni centinaia di migliaia di disoccupati o semplici sfaticati o licenziati o raccomandati che fossero. Una regalia per tutti, a un solo patto: stipendio garantito per fare poco, molto o niente a scelta, ma paghe basse (le più basse in Europa) e nessuna speranza di progresso individuale o collettivo. A un certo punto il sistema collassa, a Napoli nei campi rom e nei quartieri popolari, così come nei ministeri romani e in tutto il Paese. Partono così gli "assalti ai rom". Di chi è la colpa?
Pragmatismo è la rivoluzione vera per questo paese.
postato da Paolo-di-Lautreamont, 18:15 commenti |
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politica, farisei
L'apertura del Festival di Cannes non è delle migliori. Anche se il regista brasiliano Fernando Mereilles non è male, se pensiamo al suo La citade de Deus, il romanzo del semi-comunista semi-antisionista portoghese Saramago da cui è tratto Cecità, il film di apertura, è il solito pamphlet disperato e disperante, da cestinare di corsa se non si è nichilisti con tendenze rutelliane.
La giuria è conservatrice nel suo riproporre eternamente una misticanza multi-etno, con ingredienti come Sean Penn, Sergio Castellitto, l'autrice iraniana Marjane Satrapi, registi, attrici, sale e pepe.
Male anche la presenza -per l'Europe day- di un'amplissima tribuna politica, con un milione circa (esageriamo) di ministri europei della Cultura, incluso il nostro Sandro Bondi.
Trentamila accreditati in tutto per il festival, di cui 4000 giornalisti (questa volta non esageriamo: è vero!). Viva il polli-ticamente corretto. Polli di Renzo ovviamente, alla faccia del povero Bono e dell'Africa senza cibo, cui tanto tengono i cineasti dal core tenero.
Cannes come ciofeca priva di poesia ma non di fica e holly-dollari. I proventi che provengono dai giacimenti di celluloide non sembrano finire mai. Le donne però non sono solo quella parte pur conturbante del loro corpo. Strano che i cineasti siano in fondo solo dei produttori di gnocca artificiale, pur appartenendo alla turba delle "quote rosa" (quote nere, quote gialle, quote anziani etc etc), e pur essendo per la "liberazione intellettuale delle donne". In realtà la "liberazione" si è tradotta in duplicazione del lavoro e dei modi maschili, anche nel cinema. Io rimpiango Cybill Shepherd… andate a rivedere L'Ultimo spettacolo di Peter Bogdanovich, delizioso film di riscrittura del déja vu. Altro che questa disfatta di Cannes... Era più bella delle sue gambe e del suo volto anche Scarlett Johansson, prima di obamizzarsi anche lei. Non bastavano un Moretti e un Michael Moore per tutto il mondo?
Azzardiamo una profezia. Il film italiano Gomorra vincerà il Festival, perché parla di Napoli, e lo fa con un taglio sociologico-letterario molto da vintage gauchista. Così ai villeggianti della Croisette si inumideranno le ciglia, e con la conseguente catarsi ottenuta potranno consumare i loro pasti intellettuali con un tuffo in piscina e una doccia nel Glen Grant, senza troppi complessi di colpa. Napoli come nuova Africa, dunque?
No, forse Gomorra non avrà successo, perché proviene comunque da una nazione di nuovo "berlusconizzata" sotto il segno del Biscione televisivo, che è l'antitesi, negli incubi dei cineasti morettiani, del cinema-Settima arte, del cinema come poesia sociale di massa.
Peccato che la realtà di massa non sia più televisiva da anni. S'avanzano il peer to peer, il web 2.0, social networking, YouTube, voglia di mare e viaggi esotici.
Morto un cinema se ne fa un altro.
postato da Paolo-di-Lautreamont, 15:14 commenti |
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cinema
L’attacco ribelle, condotto da una colonna di camion, con mitragliatrici inchiodate sui ripiani posteriori, è arrivato dal Darfur fino alla periferia di Khartum (Omdurman) nello scorso fine settimana. L’assalto alla capitale è stato condotto da uomini del partito JEM (Giustizia e uguaglianza). Ha invece smentito ogni coinvolgimento diretto il leader islamico del PCP (Partito popolare del Congresso), Hassan al-Turabi, che era stato arrestato lunedi mattina con altri 4 membri del suo partito. Gli arrestati del PCP infatti sono già stati rilasciati. Al-Turabi è il vecchio leader del Fronte islamico nazionale, amico degli alqaedisti, ex alleato del presidente al-Bashir (anche lui un integralista, che però avrebbe offerto la testa di Osama bin Laden a Clinton). Al-Turabi fu arrestato da Bashir nel 1999. Rilasciato nel 2003, da allora ha avuto un ruolo di oppositore assai tutelato, visto il rilascio velocissimo, nonostante dichiarazioni di fuoco contro il governo.
Al-Bashir ha dichiarato alla Tv sudanese che il responsabile principale dell’attacco è il Ciad (supportato dall’Europa e dalla Francia). I rapporti diplomatici tra i due paesi sono stati interrotti e le frontiere sono chiuse. La situazione sul campo non è per niente chiara: il capo del JEM, Khalil Ibrahim, preannuncia nuovi attacchi in stile Hezbollah a Beirut. Circa 300 ribelli sarebbero stati catturati, ma il grosso si trova probabilmente ancora vicino a Khartum. Si tratta di capire quale è il gioco delle alleanze. Il governo è ancora supportato dalla Cina? Se è così, non è comunque pensabile che i ribelli siano cresciuti così tanto senza il supporto di qualcuno più importante del governo di N’Djamena, visto che anche il Ciad si lascia conquistare senza colpo ferire dalla prima colonna di pick up armati di Uzi e Kalashnikov che passa nel deserto.
Lo scacchiere appare completamente opacizzato: ci vorrà del tempo prima che giunga un minimo di chiarezza.
Il JEM è un partito nazionale, che non ha stretti rapporti con i ribelli del Darfur propriamente detti, come il Movimento per la liberazione del Sudan, SLM, interprete della rivolta delle tribù africane contro il centralismo arabo.
Intanto si parla di mediazioni inutili: la solita Unione Africana e Londra. Il presidente del sud Sudan Salva Kiir, annaspa in questa direzione. L’ONU al solito brilla per assenza.
Foto: al-Turabi. Pubblicato su L'Opinione di oggi.
postato da Paolo-di-Lautreamont, 11:17 commenti |
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esteri, africa, bin laden
13/05/2008
Cinquanta immigrati clandestini sarebbero morti mentre cercavano di raggiungere le coste dell'Italia. Erano partiti dalla Libia. Lo riporta il giornale tunisino Assabah-Ousbouii di ieri.
Tutte le vittime sono africani del Camerun, Kenya, Nigeria, Tunisia e Marocco. E' andata alla deriva per cinque giorni. I corpi di 55 persone sono stati gettati in mare. La barca è poi attraccata al porto di Monastir, in Tunisia. A bordo c'erano ancora tre cadeveri e sedici sopravissuti.
Un'altra storia bruttissima. Noi non siamo così crudeli come certi demagoghi ci dipingono: l'emigrazione va bloccata per salvare vite umane e intere nazioni, altrimenti condannate a desertificazione e povertà. Le "braccia aperte" sono un favore alle "Teste di serpente" e ai loro traffici da schiavisti.
A questo punto diventa essenziale imporre un blocco navale attorno alle coste della Libia, o meglio: attorno a quelle della Sicilia e delle isole minori.
L'immigrazione va bloccata in due modi: chiudendo la strada ai pirati, e contribuendo senza "donazioni a fondo perso" alla casta al potere, ad arricchire -industrializzandone anche l'agricoltura- i paesi più poveri.
Gran parte del traffico di esseri umani genera profitti ingenti. In alcuni casi, soprattutto nel caso dei cinesi negli USA, molti "incidenti" di navigazione potrebbero essere provocati dalle "teste di serpente" (i trafficanti di immigrati), allo scopo di eliminare i dissidenti e gli oppositori.
Foto: 27 emigranti finiti in una tonnara.
postato da Paolo-di-Lautreamont, 19:50 commenti |
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etica, politica, esteri, africa, neocom, nazicomunismo
Da Il Giornale, di A. Caprettini:
«Calunniate, calunniate: qualcosa, resterà» predicava Beaumarchais. Passano gli anni, ma non la tentazione. Una volta lo si faceva con discrezione, per non farsi scoprire. Usi e costumi di oggi portano invece dritti sui teleschermi come accade a Marco Travaglio. Che l’altra sera, se n’è uscito da Fabio Fazio con sfumate ma assassine accuse sulle conoscenze mafiose del neo-presidente del Senato.
A Palermo, casualmente davanti alla tv con moglie (già funzionaria della procura generale di Palermo) e figlio, dopo la torta di un compleanno andato a male - ne ha compiuti 58 - Renato Schifani, è rimasto basito dalle allusioni. A chi lo chiamava, offriva spiegazioni politiche dell’agguato: è noto il legame tra Travaglio e Di Pietro che sta sgomitando di brutto per evitare il dialogo tra Pdl e Pd, che Schifani non si stanca di apparecchiare ovunque. Ma agli intimi confessava «una grande amarezza». Un po’ perché il suo è tra i nomi più specchiati nella lotta alla mafia - tant’è che gli si riconosce appieno l’aver trasformato il 41bis (il carcere duro per i mammasantissima) in una normativa stabilizzata, mentre prima si rinnovava di biennio in biennio - ma soprattutto per il «non detto» da Travaglio che, si sa, è uomo d’onore. E che ha deciso di querelare.
Già: perché render noto che nella società di brokeraggio di cui fece parte, c’erano anche Nino Mandalà e Benny D’Agostino che anni dopo sono stati riconosciuti come mafiosi, poteva anche starci. Ma a patto che si rendesse noto pure che nella società, messa su grazie ad accordi con autorevoli broker assicurativi del Nord, Schifani era entrato nel ’79 su richiesta dell’avvocato ed onorevole dc, La Loggia, uno che con la mafia non aveva assolutamente nulla a che fare. Aveva anzi cercato di tirarsi indietro dall’invito a partecipare, accampando scuse economiche da giovane di studio qual era. Ma poi fu convinto a farvi ingresso, versando i 3 decimi di quel 3 per cento di cui risultò proprietario: 1 milione e mezzo o poco più. Non solo: appena un anno e mezzo dopo, liquidò la sua quota (dicembre ’80). E all’epoca Mandalà era rispettato e noto concessionario delle benzine Fina, mentre D’Agostino faceva parte di una famiglia ben conosciuta che costruiva porti e banchine in tutta la Sicilia. Entrambi incensurati e senza macchia alcuna.
«Potevo sapere io, che 18 anni dopo, i due sarebbero risultati collusi? Avevo forse una sfera di cristallo?» s’è lamentato ieri Schifani con chi - come la Finocchiaro o il suo predecessore Marini - ha voluto fargli pervenire un chiaro segnale di solidarietà.
Ma questo Travaglio non l’ha raccontato. E si sa che lui è uomo d’onore. Come non ha specificato, il grimaldello dipietrista (come sempre di più si sostiene a Montecitorio e a Palazzo Madama) che lasciato lo studio La Loggia, Schifani era divenuto un brillante urbanista. Tanto da essere nominato dagli avvocati palermitani (e non dai politici) come loro rappresentante nella speciale commissione urbanistica del capoluogo siciliano. Cominciarono a chiamarlo un po’ ovunque, Schifani, per collaborare alla stesura dei piani regolatori di comuni piccoli e grandi, di centrodestra e centrosinistra. Il sindaco di Lercara Friddi, Biagio Favaro, esponente della Rete di Orlando, se ne servì spesso. Ma Travaglio questo non l’ha ricordato, lui è uomo d’onore. Si è soffermato invece, l’ospite di Fazio, su presunte rivelazioni del pentito Francesco Campanella (già Udeur) secondo il quale Schifani avrebbe avuto una consulenza urbanistica dal comune di Villabate il cui consiglio sarebbe stato sciolto d’autorità più tardi. Corretto, come no! Peccato Travaglio non abbia però fatto notare come non solo esistano relazioni scritte e firmate da Schifani nel corso della sua consulenza di 12 mesi. E che non abbia ricordato come lo stesso Schifani, eletto in Senato nel ’96, lasciò l’incarico. E non è ancora tutto: nel piccolo comune si rivotò nel ’98, ma solo nel ’99 il ministero dell’Interno decise di intervenire e di sciogliere il consiglio comunale in odore di mafia.
Insomma, raccontando un pezzettino di verità, mischiando le date e ignorando (ed è il caso di cominciare a chiedersi se volutamente...) fatti che erano rintracciabili ovunque come è il caso della Sicilia Brokers i cui soci con rispettive quote si possono chiedere alla Camera di Commercio di Palermo, ecco che si crea il nuovo spazio talebano, in cui il mullah Tra-vahglio esplode pallettoni in nome e per conto di Osama Di Pietroh. Schifani non ci sta. Annuncia querele per «l’azione altamente diffamatoria per il presidente del Senato». Si morde la lingua per non poter strillare la sua, visto l’incarico super-partes. E ci soffre non poco. Anche perché tra le sue carte restano assieme alle minacce mafiose («Ti faremo saltare in aria» gli scrissero, condannandolo a un paio d’anni di scorta rigida) dichiarazioni di stima di molti presidenti dell’Antimafia, di parenti di vittime di Cosa Nostra. E persino di Giancarlo Caselli che ricordò come, in presenza del rischio di scarcerazione di pericolosi criminali, si attivò con il mondo politico segnalando la cosa anche al senatore Schifani «che subito si attivò efficacemente». Ma anche questo Travaglio, che è uomo d’onore, non l’ha detto.
postato da Paolo-di-Lautreamont, 12:59 commenti (24)|
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politica, giustizia
Hugo Chavez ha appena nazionalizzato una grande industria siderurgica dell'Orinoco, dicendosi avviato verso il socialismo.
Lo stesso leader bolivarista appare sempre più invischiato con i narcotrafficanti-terroristi delle FARC colombiane.
Forse per questo gioca d'attacco, alla Napoleone. Ma l'ultima sua sparata nel programma da Piazza Venezia Alò presidente è micidiale e da scandalo internazionale. Ci attendiamo che il New York TImes e il Financial Times dicano la loro, visto che sono specializzati nel fare le pulci dei gaffeurs internazionali (meno quelle dei loro idoli).
Domenica il presidente del Venezuela ha lanciato una serie di critiche ad Angela Merkel, dicendo che il partito della cancelliera tedesca condivide le idee politiche di Adolf hitler.
La colpa della Merkel sarebbe di appartenere alla Democrazia cristiana, "partito conservatore che condivide le idee naziste e fasciste.
L'elemento scatenante sembra essere stata una dichiarazione della Merkel, colpevole di aver dichiarato che i leader sudamericani dovrebbero allontanarsi dalla politica seguita dal Venezuela. Chavez stava per lanciare pesanti sequele di insulti ma si è trattenuto. "La cancelliera ieri o l'altroieri ha detto che i governi dell'America latina dovrebbero allontanarsi da Chavez... Signora cancelliera veda di andare a...". Poi Chavez si è zittito, e ha ripreso con un "Siccome è una signora non aggiungo altro".
La Merkel non ha rilasciato note in proposito. Il suo portavoce ha scelto un profilo basso.
I due politici si dovrebbero incontrare nella Cumbre Europa-latino america di questa settimana in Perù...
AP. El presidente venezolano Hugo Chávez lanzó el domingo una serie de críticas a Angela Merkel, y sugirió que el partido de la Canciller alemana comparte las ideas políticas de Adolfo Hitler. Chávez criticó a Angela Merkel por pertenecer a la Unión Demócrata Cristiana, de corte conservador, y consideró a ese grupo "la misma derecha que apoyó a Hitler, y el fascismo".
En declaraciones durante su programa dominical "Aló Presidente", Chávez dijo que recientemente, Merkel instó a algunos líderes latinoamericanos para que no estrecharan vínculos con Venezuela. Chávez estuvo a punto de lanzar más insultos a Merkell, pero se contuvo. "Viene la Cancillera alemana y dijo, ayer o antier, que los gobiernos de América Latina deberían alejarse de gobiernos como el de Hugo Chávez. Vaya usted señora Cancillera a...", dijo Chávez antes de hacer una pausa. "Como es una dama no le digo más nada".
No fue posible confirmar de inmediato cuáles fueron los comentarios originales de Merkel.
Chávez dijo que podría presentarse una confrontación con Merkel durante la Cumbre de América Latina-Caribe y la Unión Europea, que se realizará esta semana en Perú, y bromeó acerca de la posibilidad de que la Canciller termine por pedirle que se calle, como lo hizo el Rey Juan Carlos de España durante una cumbre realizada el año pasado.
postato da Paolo-di-Lautreamont, 01:19 commenti |
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esteri, venezuela, america latina, antidemocratici
Speravo gli venisse affidato un incarico più di rilievo, ma questo è comunque di prestigio.
La giornata politica non è stata male:
1. I galletti che litigavano sono stati messi a tacere: nessun viceministro, finora e speriamo anche dopo.
2. Berlusconi ha stabilito un "telefono rosso" col PD e Veltroni per le riforme.
3. Brunetta ha detto che licenziare i dipendenti pubblici fannulloni non è reato. Il sondaggio del Corriere della Sera gli dà ragione al 94% (!)
4. Schifani ha querelato Travaglio (cui va data libertà di parola ma non la carica a vita di tribuno della plebe. Grillo ha attaccato Fabio Fazio (da me ribattezzato "il finto", per come faceva le domande, ma subito si dissociava dalle risposte. Alias "paraculo"). Il punto è che Fazio -e il suo "partito di riferimento"- continuano a cadere nel vizietto di eccitare le masse per fare facile proselitismo. Il punto è che Grillo sta con Travaglio. Al solito Fazio e il PD restano tra l'incudine e il martello.
Unica nota negativa la vicenda Forleo. Queste erano le accuse nei suoi confronti (vicenda Unipol etc.): "La procedura di trasferimento d'ufficio era stata aperta nei confronti di Forleo dal dicembre scorso. Due le accuse principali: aver creato allarme nella pubblica opinione per aver denunciato intimidazioni da parte di organi istituzionali rimaste prive di riscontri; e aver interferito nell'attività della procura di Milano impegnata nella delicata inchiesta sulle scalate bancarie". Corsera
La cosa che mi stupisce assai è il voto del consigliere in quota AN. Perché ha chiesto il trasferimento d'ufficio?
A favore del trasferimento d'ufficio si sono espressi i consiglieri Fabio Roia (Unicost), Letizia Vacca (Pdc) e Gianfranco Anedda (An); si sono astenuti i consiglieri Livio Pepino (Magistratura democratica) e Mario Fresa (Movimento per la giustizia).
postato da Paolo-di-Lautreamont, 00:55 commenti |
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politica, giustizia
12/05/2008
Ecco un classico caso di illiberalismo, nato dall'Europa eurabica e neogiacobina.
Ma cosa ci potevamo aspettare da quest'Europa di burocrati che credono che la "Libertà", la loro idea di libertà, sia qualcosa che deve essere imposta agli individui (anche contro la loro volontà, logicamente, perché non sanno quello che fanno).
Finirà che toccherà a noi, laici e liberali, di impugnare la "spada" per difendere la Chiesa (sic!).
Da "moschettieri" a "Guardie del Cardinale"! (Commento di Franco Sensi, Riformatori Liberali Genova)
Da liberale e da laico decisioni del genere sono inaccettabili perché contro la nostra tradizione e le nostre radici, dobbiamo fare qualcosa perché la barbarie non trionfi. Dimenticavo: i musulmani fanatici nel nome dell'islam e di Maometto ringraziano...
Continuiamo a farci del male da soli (Commento di Arcipelago fuori dal Gulag)
STRASBURGO - La Corte Europea dei Diritti Umani ha affermato che “la libertà di manifestare le proprie convinzioni religiose comporta anche un aspetto negativo, ovverosia il diritto dell’individuo di non essere costretto a manifestare la propria confessione o i propri convincimenti religiosi e di non essere costretto ad agire in modo che si possa desumere che egli ha - o non ha - tali convincimenti. Le autorità statali non hanno il diritto di intervenire nella sfera della libertà di coscienza dell’individuo e di indagare sui suoi convincimenti religiosi, o di costringerlo a manifestare i suoi convincimenti in merito alla divinità. Questo è tanto più vero nel caso in cui una persona è costretta ad agire in tal modo allo scopo di esercitare certe funzioni, segnatamente in occasione della prestazione di un giuramento”. La Corte Europea con sentenza del 21 febbraio 2008 ha condannato la Grecia per aver costretto l’avvocato Arret Alexandridis a manifestare i propri convincimenti religiosi in occasione della prestazione del giuramento previsto per l’inizio della sua attività forense (la formula del giuramento, infatti, era predisposta in modo tale da far supporre che il giurante fosse di fede cristiano-ortodossa ).
La sentenza rende palese la violazione del diritto di libertà religiosa da parte delle varie confessioni religiose a cominciare dai preti della Chiesa cattolica che, durante il periodo pasquale, si presentano alle case per ‘benedirle’, oppure dei Testimoni di Geova che suonano ai campanelli per fare opera di conversione. Il ministro dell’Interno Roberto Maroni dovrà emanare direttive atte a che simili illecite attività cessino.
Dal Ministero dell’Interno dovrebbero essere inoltrate diffide alla CEI Conferenza episcopale italiana e ai Testimoni di Geova affinché si astengano dall’esercitare simili pratiche, con minaccia di azioni legali per il ristoro del danno derivante dalla lesione del diritto di libertà religiosa (la CEDU ha liquidato 2.000 euro, nel caso di specie). Contrariamente, c’è il rischio che ogni cittadino possa sporgere denuncia penale contro qualsiasi prete della Chiesa cattolica e contro i Testimoni di Geova che si presentassero alla porta. Per scaricare la Sentenza integrale della Corte Europea: http://olir. it/ricerca/ index.php? Form_Document= 4616
postato da Paolo-di-Lautreamont, 12:42 commenti |
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politica, religioni, relativismo, eurabia, filosofia politica, imbecilli, imamesimo, neogiacobini, socialbabbei
La cosa singolare è che i nazicomunisti che manifestano contro Israele non dicono mai nulla, dopo anni di macelli di questo tipo, in Iran e nelle dittature islamo-nazi-collettiviste.
La vergogna ricada sui falsi pacifisti occidentali.
CNRI – Le famiglie e gli abitanti di Ivan-e-Gharb, nella provincia dell’Ilam, nell’ovest dell’Iran, hanno celebrato i funerali di tre giovani malmenati e uccisi il 30 aprile 2008 dalle unità speciali del Corpo dei Guardiani della Rivoluzione, in una sanguinosa repressione durante una manifestazione.
Kasra Miri, Ashkan Bibak e Milad Hassani sono stati brutalmente uccisi dalle CGR (Corpo dei Guardiani della Rivoluzione) mentre la folla in collera manifestava contro la beffa elettorale dei mullah.
Nel descrivere i partecipanti alla manifestazione, in particolare i giovani definiti “hooligans”, Said Hashemi, vice-direttore provinciale agli affari politici e alla sicurezza ha dichiarato che “ I manifestanti dopo aver distrutto i vetri degli edifici municipali, e dei negozi sulla via principale, hanno attaccato gli sportelli del palazzo del governo dove si sono scontrati con le forze di sicurezza.”
Qanbari, il deputato della provincia di Ilam ha riconosciuto i crimini commessi dagli agenti di sicurezza.” Sono state le forze del governo ad aprire il fuoco sui manifestanti, senza alcun avvertimento ed alcuna motivazione. Tra i morti ci sono 3 giovani di 12, 16 e 17 anni, contro i quali le forze del governo si sono scagliati a caso, nel mezzo della folla.”
CNRI, 8 maggio - Le proteste degli studenti degli istituti tecnici Shariati, Vali-e-ASR e Shamsipour di Teheran che hanno avuto luogo Lunedi, 5 Maggio, hanno portato a violenti scontri con le Forze di Sicurezza dello Stato (SSF). Le forze repressive li hanno circondati e brutalmente aggrediti,utilizzando randelli e manganelli nel tentativo di disperderli.
Mercoledì, gli studenti dell’istituto Shariati hanno boicottato le lezioni ed hanno marciato verso l’ ”Organizzazione Generale degli Ispettori dello Stato” per unirsi alla protesta degli altri studenti degli istituti Vali-e-ASR e Shamsipour che chiedevano cambiamenti nelle politiche anti-studentesche del Ministero della Scienza.
Nel frattempo, gli agenti delle SSF e le unità speciali del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie hanno attaccato gli studenti dell’istituto Shamsipour, per evitare che si unissero alle proteste. Le forze repressive hanno attaccato brutalmente gli studenti utilizzando gas lacrimogeni e manganelli, mentre gli studenti gridavano slogan come ad esempio, "Gli studenti, preferiscono morire, piuttosto che essere umiliati" e "Aprite le porte, liberate gli studenti."
postato da Paolo-di-Lautreamont, 10:52 commenti |
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esteri, iran, la repubblica dei benpensanti
11/05/2008
Vorrei parlare di due temi:
1- il quadro attuale (televisivo);
2- il quadro da formare (liberalizzazioni, apertura del mercato pubblicitario su carta);
il primo punto di discussione ha il volto di Marco TRAVAGLIO ieri sera a Il tempo che fa di Fabio Fazio (con la Litizzetto da 1,8 milioni di euro all'anno di entrate), il quale ha definito "meno di muffa e di un lombrico" il presidente della Camera. Di Marco Travaglio ad Anno zero, l'altro giorno. Di Crozza che bacia Bersani al termine di un'intervista in ginocchio, sempre ieri sera. Di Corradino Mineo (zero reddito negli elenchi di Visco) ieri sera che fa uno special su Rai TG24 sulla Fiera del Libro di Torino, quasi senza contraddittorio, tutta dalla parte dei palestinesi. Di Giovanni Floris che continua a fare l'agit prop. De Il tempo che fa di questa sera, che ospiterà il Gino Strada di Emergency, bravo medico ma pessimo ideologo.
Diciamolo chiaro: la stampa italiana televisiva non si è accorta del nuovo '68, del 2008.
Fanno finta di nulla, ospitano i soliti opinion leader massacrati dalle opinioni degli elettori, e questi continuano nel loro tentativo di lavare il cervello su argomenti demagogici e razzistici (su Israele e gli USA e -guarda caso- tacendo su Hezbollah). Colpendo i più giovani, lavorando nelle scuole, cercando di distrarre l'attenzione dei cittadini, riportandoli all'eterna discussione ideologica dovuta alla decomposizione del corpo ideale della sinistra, in putrefazione per colpa della discrepanza macroscopica tra ciò che si dice e ciò che si è (qualcosa di simile a ciò che successe al papato, nel tempo della Riforma).
L'attribuzione del dibattito politico su un piano pluralistico è fondamentale. Porta a porta e Matrix hanno una funzione generalista, e pertanto non riequilibrano il segmento delle trasmissioni di informazione politica.
Serve almeno una nuova trasmissione politica, incentrata sull'economia e sul libero mercato in chiave liberale o lib-con. Poi continuino pure i tardo marxiani a trasmettere e pontificare: siamo in uno stato libero.
Per ottenere questo risultato è importante fare una campagna stampa seria e insistita.
Il secondo punto si sintetizza in breve. Se vogliamo limitare il finanziamento dello Stato alle piccole testate giornalistiche, dobbiamo fare una sola cosa, per evitare che la cosa si riduca all'ennesima monopolizzazione pro soliti gruppi: RCS, Sole24ore, Espresso-Repubblica, Mondadori...: liberalizzare il mercato pubblicitario, che ora è nelle mani di pochissimi soggetti. Nel caso contrario i tardo comunisti non avrebbero la possibilità di avere un loro giornale, e ciò non è del tutto giusto. Idem per altre componenti politiche, storiche o nasciture. Tutto deve passare attraverso la restituzione delle pari opportunità a tutti i soggetti. E' probabile che il finanziamento alla piccola stampa debba continuare finché non ci saranno risultati apprezzabili dalla liberalizzazione nel settore della carta stampata...
postato da Paolo-di-Lautreamont, 16:13 commenti (10)|
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politica, media
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