LE GUERRE CIVILI
GEOPOLITICA - POLITICA INTERNAZIONALE - CULTURA, di PAOLO DELLA SALA
 

30/11/2004

FRANCIA E COSTA D'AVORIO

La Francia ammette che le sue truppe hanno sparato sulla folla in Costa d'Avorio (62 morti e più di 1000 feriti).
La Costa d'Avorio denuncerà la Francia alla Corte Internazionale di Giustizia.
Vedremo all'opera gli stessi attori che hanno censurato la barriera israeliana, ma non le organizzazioni terroriste e non chi le finanzia.



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29/11/2004

BELLUM SINE PACEM

Nel giorno in cui la UE festeggia l'ennesimo suicidio politico (mangiare oggi ma sparire domani), grazie alla esilarante gag sulla "rinuncia" al nucleare da parte dell'Iran, vale la pena di fare una serie di considerazioni.

Molti paesi arabi sono in concorrenza "pesante" con l'Occidente.
Armare un potenziale nemico o è da deficienti (e l'ipotesi non è da scartare) o è da collusi (idem come sopra).
Come riconosciuto da ogni parte politica i principali vettori di guerra potenziale sono Arabia e Iran.
L'Iran ha venduto armi al Sudan, ha investito per 20 anni 300 MLD all'anno in Africa dove è riuscito, in partnership coi "concorrenti" sunniti a imporre la shari'a, grazie anche a un accordo con le "ex" potenze coloniali europee: a queste l'economia e le risorse (petrolio e uranio), a Teheran & Co. le popolazioni (per ora).
Intanto il moderato Khatami è stato in Algeria, a parlare di relationship e armamenti.
Anche in Egitto vi sono stati movimenti con l'Iran.
In effetti, di cosa si preoccupano gli americani? Da un certo punto di vista gli europei hanno ragione: l'atomica ce l'hanno già, gli arabi. Non ricordate?
In effetti il Pakistan ha già tutto, test inclusi. Di che ci preoccupiamo allora?
Vendiamo almeno qualcosa! e infatti, qui dietro all'angolo di casa mia, ho scoperto che l'Iran acquista tecnologia a tutto spiano: mega turbìne, per l'esattezza. Niente di grave: businness 's businness, peccato che non si tratta soltanto di turbine.

L'ARABIA SAUDITA HA ARMI NUCLEARI
Teheran 28 Novembre (UPI)- Fonti Iraniane hanno dichiarato che l'Arabia Saudita ha accesso ad armi nucleari e tecnologie ad esse correlate, come riporta Middle East Newsline.
Arabia Saudita e Pakistan hanno firmato nel 2003 un accordo col quale si è stabilito che il Pakistan avrebbe assistito il regno Arabo nello sviluppo di armi nucleari e vettori missilistici.
Il prof. Abu Mohammad Asgarkhani dell'Università di Teheran ha dichiarato in un discorso che l'Iran aveva bisogno dell'arma nucleare in risposta all'acquisizione di armi nucleari da parte di Pakistan ed Arabia Saudita.
Sarà, ma non ci credo. Se costoro giocano al rialzo per combatterci meglio, forse un minimo di prudenza consiglierebbe che è il caso di smettere di a(r)marli.
Boutade: sono contrario alla guerra in Irak... l'urgenza era l'Iran.

Sempre a proposito di Iran watch, questo ottimo link con national review via
Free thoughts.
Intanto in Darfur il massacro continua. Con armi
tedesche, via Iran.





















postato da Paolo-di-Lautreamont, 20:03 commenti (7)| | permalink



OSCAN MIGLIORI BLOG STRANIERI

Ehm, pare che questo blog sia in concorso come migliore blog "straniero" tra i Blog awards dei cugini de Il Cannocchiale.
Per chi volesse aumentare la mia vanità, e/o dare una mano alla filosofia di questo blog, si può votare a questo
link.


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DOVE ABBIAMO GIA' SENTITO QUESTE PAROLE?

Domanda: chi ha pronunciato queste parole? Quando? Dove?
"Il presidente [...] ha dichiarato che la diversità culturale può contribuire a irradiare i valori universali. Nel suo discorso d'apertura, il Presidente (...) ha
precisato che il multiculturalismo dev'essere innanzitutto una apertura, una capacità di integrare, una necessità di conciliare e una determinazione a coesistere senza dominare. Per [...] la [...] deve coltivare relazioni privilegiate fondate sullo sviluppo delle complementarità e la messa in azione della solidarietà: "Risponderemo alle aspirazioni dei nostri popoli di fare della comunità [...] uno spazio di stabilità politica e di progresso economico".

Risposta: il dittatore del Burkina Faso Compaoré, nel corso della fantascientifica (Ritorno al passato coloniale) Xma assise della Comunità francofona, svoltasi nella capitale del Burkina questa settimana. Si leggono parole ben note agli europei, in bocca a personaggi che leggono un discorso scritto da altri.

Chi sono questi nuovi Mussolini dalle parole di miele?

Ouagadougou, 26 nov. (AIB) - " La pace è la condizione prima dello sviluppo", ha dichiarato venerdi a Ouagadougou, il presidente Jacques Chirac.
Intervenendo alla apertura del X summit dei capi di Stato della Francophonia, M. Chirac ha esortato i suoi pari ad avere un messaggio "amichevole e fermo" all'indirizzo dei protagonisti della politica ivoriana affinché rinuncino alla politica suicida della violenza e all'illusione della soluzione militare".

    
Ma le foto parlano altrimenti (
vedere su questo sito)

Ma nessuno si indigna. Assistiamo alle parole di un macellaio soft che predica bene e razzola male. ben diverso dai Saddam. L'america tace, l'Europa tace (la Francofònia è qui?). L'Africa è spezzata tra Iran, Arabia e Francia, più tutti gli altri che dividono i pochi ossi che rimangono. A quando l'Africa agli africani?

Fonte: Agence d'information du Burkina








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28/11/2004

SUMMIT FRANCOFONIA: PERQUISITI GLI IVORIANI

In Burkina Faso questa settimana si è svolto il decimo "Sommet de la Francophonie". Giova ricordare, come al solito, una pesante latitanza dei mezzi di informazione. Eppure si trattava di un incontro importante, cui partecipavano numerosi capi di stato, da Chirac a Martin, p.m. del Canada, a un codazzo di "capi di stato" installati al potere dalla dottrina Françafrique. Per esempio Compaoré l'ineffabile capo-dittatore del Burkina Faso, stato che ospitava il Summit, è stato addestrato alla scuola di fanteria di Montpellier nel 1975-76, e successivamente si è specializzato alla scuola di Mont-Louis di Pau... qui altre notizie, tra le quali la sua nomina nel 1995 come membro associato della Accademia delle scienze (!) Ultramar di Parigi, e la laurea honoris causa (!) alla Scuola di Studi internazionali di Parigi (1992).
Questo il contesto nel quale il ministro ivoriano Mel Eg Théodore si è recato (naturalmente Laurent Gbagbo, aveva pensato bene di non andare a Ouagadougou, capitale del Burkina).
Par conséquence, le cose non potevano che svolgersi nel seguente modo:

I rappresentanti diplomatici e governativi della Costa d'Avorio, scesi dal loro aereo, sono stati accompagnati nella sala VIP, e non nel Padiglione d'onore, come gli altri rappresentanti intervenuti al Summit. Qui sono stati presi in consegna dalla polizia del Burkina e hanno subito ispezioni corporali e dei bagagli, in dispregio alle più elementari regole diplomatiche e della buona educazione. Sono stati sequestrati più di 50 CD con immagini che documentavano gli avvenimenti di Abidjan, sono stati sequestrati documenti e i discorsi preparati per l'occasione.
Inutile il ricorso, da parte degli ivoriani, alla presidenza del Burkina: la risposta è stata che "erano in corso dei colloqui", (evidentemente molto francofoni). A nulla sono valse le proteste dell'ambasciatore della Costa d'Avorio in Burkina, Kodjo. Al che Eg Théodore, ministro ivoriano per l'integrazione africana ha chiesto se doveva rientrare in patria. Il ministro del Burkina non si è opposto all'ipotesi, e a questo punto la delegazione ivoriana è rientrata ad Abidjan. Ecco il rispetto delle opinioni, della democrazia, del confronto, della pace.
Il sequestro abusivo dei documenti viene interpretato dal ministro ivoriano come una deliberata volontà di impedire che il punto di vista di Abidjan venga risaputo (come già successo in sede ONU). Inoltre il governo ivoriano ricorda che l'articolo 21 della convenzione françafrique del dicembre 1969 proclama "l'inviolabilità e la protezione dovuta a Capi di stato e ai loro rappresentanti nel quadro delle missioni ufficiali. Ma la legge, nel paese dei diritti umani, è a senso unico quando va contro gli interessi "prioritari".

Come commenta Gaspard H nel Forum "Cote d'Ivoire" di Le Monde:
Viva la "real politik"...
…della Francia col Rwanda d'Habyarimana, il Togo d'Eyadema , il Gabon di Bongo , il Burkina Faso di Compaoré , il Tchad di Déby , il Congo-Brazzaville di Sassou Nguesso , il Cameroun di Biya , etc…etc…
[tutte feroci dittature]
ma non la Haïti d'Aristide
né la Costa d'Avorio di Gbagbo.
Dov'è l'errore?
(fonte in CdA:
Fraternité Matin)













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UNA PARLAMENTARE CHIEDE L'UCCISIONE DELLE PROSTITUTE

Con un discorso pronunciato nel Parlamento della Repubblica iraniana la parlamentare Eshrat Shayegh, deputata di Tabriz, ha dichiarato: "Non esiste alcuna legge specifica nei confronti delle prostitute... Se ne giustiziamo una decina, avremo risolto il problema".
Secondo la agenzia di stampa governativa ILNA la parlamentare ha aggiunto: " Se un giudice obietta che non c'è giurisprudenza a questo proposito, portatelo da me!... Le donne singole non hanno alcun valore e in molte culture sono escluse dalla società! La nostra cultura rispetta la donna, ma molte donne non rispettano se stesse!"
Fonte: Iran Press News  (Kaveh Mohseni)



postato da Paolo-di-Lautreamont, 11:22 commenti (2)| | permalink



26/11/2004

STRATAGEMMI DI BATTIATO

Franco Battiato, Ermeneutica, dal CD Dieci stratagemmi (2004):
Eiacula precocemente l'impero /tornano i vecchi testamenti/ gli stati mostri si avventano sui regimi fascisti//
Tensioni di tensioni di frustrazioni si manifestano /nel nostro seme si nascondono si riproducono germi di desideri infetti

(...) deus est filius dei (...)
Eiacula precocemente l'impero /Ritorna il circolo dei combattenti /gli stati servi si inchinano a quella scimmia di presidente
s'invade si abbatte si insegue si ammazza il cattivo /si inventano democrazie
...

Odore di polvere da sparo:
E' vero che sul Mar Nero sul mare nero/ le rose fioriscono tre volte?
E' vero che le colonne doriche/ vanno in briciole e si sente parlare di distanze/ per andare ad Alessandria d'Egitto?
Fasto della vecchia Europa./ L'odore di polvere da sparo /sparso per quartieri mentre una banda / accompagna le reliquie della santa, /
impulsi religiosi dell'Occidente. Accidente
.

Esegesi/ decrittaggio:
Non tutti sono a conoscenza delle frequentazioni islamiche di Battiato. I testi dell'ultimo Cd, però, sono tipicamente nichilisti: la mancanza di chiarezza getta una luce oscura sulle idee del cantante e del suo writer. "Stati mostri si avventano su stati fascisti", ricorda confusion will be my epitaph, cantata da Greg Lake dei King Crimson. Ma qui il pop ha avuto la sua mutagenesi, e predica la "illuminazione", pur indicando il Vecchio Testamento come una bandiera sporca. Si utilizza la minuscola per |Deus| nel contempo imponendo all'inconsapevole ascoltatore la suggestione che solo Deus è filius Dei (ricusando con ciò "Iesus").
L'Oriente è vissuto come Eden nostalgico: "Nel Mar Nero le rose fioriscono tre volte", mentre l'Occidente è visto come una civiltà in decomposizione: "le colonne doriche vanno in briciole". I nefasti fasti dell'Europa traspaiono in una festa patronale -con fuochi d'artificio- trasformata in "sfida di civiltà" (questo suggerisce l'odore di polvere da sparo mentre una banda accompagna le reliquie della santa).

"...quella scimmia di presidente", oltre che essere un insulto di dubbio gusto nei confronti di Bush, denota una precisa indicazione ideologica e semantica. Infatti l'accezione "scimmia" qui non viene certo utilizzata nel senso familiare, ma indica l'insulto col quale wahabi e sciiti apostrofano gli ebrei, un insulto che deriva dall'antichità, quando la metafora "Scimmia di Dio" indicava il demonio, cioé il nemico di Dio. Giova anche ricordare che il dispregiativo |scimmia| fa parte del lessico del "progressismo eugenetico" nazista.
L'accezione utilizzata da Battiato insomma non sfigurerebbe nell'album The third Reich 'n roll dei Residents, gruppo nazirocker.

Aggiunta:
l'accezione |scimmia| non può non richiamare il darwinismo. Non sono di quelli che si stracciano le vesti pro o contro le teorie di Darwin, anche perché esse non scalfiscono la fede.
Rimane strange case la spaccatura tra un'ipotesi scientifica secondo cui l'uomo discende dalla scimmia (nemica di Dio, secondo le religioni), e la fede secondo la quale l'uomo discende -prima di tutto- da Dio.























postato da Paolo-di-Lautreamont, 18:23 commenti (28)| | permalink



23/11/2004

AL QAEDA INSISTE

Sventato dai servizi inglesi un attentato in stile 11/09. Lo riferiscono AP e il canale televisivo inglese Itv News. L'azione dei terroristi avrebbe colpito l'aereoporto di Heathrow e Canary Warf, quartiere degli affari della capitale inglese.

postato da Paolo-di-Lautreamont, 15:19 commenti (15)| | permalink



22/11/2004

A CIASCUNO IL SUO

Brigitte Bardot, attraverso la sua Fondazione, scrive una lettera aperta ai mullah iraniani contro le lapidazioni di adolescenti. [link]
In Italia cosa fanno le Manuele Arcuri, le Rosanna Cancellieri, le Serena Dandini, le veline di varia stazza?


postato da Paolo-di-Lautreamont, 21:12 commenti (14)| | permalink



21/11/2004

ARAFAT-OLP: 1,5 MILIARDI $ OFF-SHORE

Forse si è capito perché i leader arabi hanno un seguito così altolocato in Occidente. Non è solo una questione di petrolio, non è solo questione di oil for foods. E' questione di denaro, né più né meno, e la valuta viaggia.
La penetrazione dell'OLP in America data da molti anni.
Nel 1982 mi trovavo nel Belize. Erano passati pochi mesi dalla proclamazione dell'indipendenza dell'ex Honduras britannico. In uno dei bar vicini al porto della capitale incontrai un algerino simpatico e ciarliero: -...Ah sei italiano. Anch'io sono stato in Italia: ho collaborato a Milano con la Rai...-. Dopo essere giunto in Belize -non so come- era diventato segretario di uno dei nuovi ministri del Belize. Il ministro era un uomo di Arafat. Niente di male, naturalmente, ma l'indizio di questa grande capacità operativa dell'OLP può essere utile a comprendere la notizia riportata del settimanale austriaco "Format", ben collegato con fonti CIA.
Nell'ultimo numero della rivista si ricostruiscono i percorsi di un filone del capitale di Arafat. Secondo Format si tratta di 1,5 miliardi di dollari, che non facevano parte dei conti bancari immobilizzati in Francia, ma di partecipazioni a diverse multinazionali. Tutto parte dal Canada (stato americano ma in salsa francese, o meglio québecoise), dove la Palestinian Commercial service corporation (PCSC) aveva investito 9 milioni di $ nel capitale della Bionic Life Science inc., una industria di medicinali situata a Belleville. A partire da questa piccola operazione azionaria la CIA ha scoperto un'ampia rete di partecipazioni dell'OLP a ricche multinazionali dell'Occidente capitalista: da Chalcedony, Onyx, Evergreen, SilverHaze fino al gruppo Avmax International, con sede ad Aruba, nei Caraibi. (Aruba è nota per essere sede di una Internet company).

L'Austria è coinvolta nel giro di capitali per mezzo della banca Bawag e Telekom. Il gruppo Casino Austria ha finanziato la realizzazione del Casino municipale di Gerico, molto attivo fino al 2000. Bawag ha inoltre contribuito all'acquisto del jet privato di Arafat, un Challenger 604 costato 23 milioni $ e immatricolato in Austria. L'ex capo dell'OLP avrebbe inoltre controllato 800 milioni di dollati registrati su conti in Lussemburgo, Svizzera, Austria e nelle isole Cayman.
In questa indagine la CIA ha computato ad Arafat almeno 1,5 miliardi di dollari.
[Format online] [Link] [Link2]

kimsmap.bmp
Cartina: ironic courtesy by
Grouchy old Cripple









postato da Paolo-di-Lautreamont, 17:51 commenti (5)| | permalink



20/11/2004

IDEAZIONE: ITALIA SENZA DINAMISMO SOCIALE

E' in edicola il nuovo numero di Ideazione, rivista di orientamento liberale. L'orizzonte culturale politico non consiste soltanto di Limes, Micromega, i Thing tank di sinistra...
Ma se si va in una biblioteca civica di una cittadina della provincia italiana, si possono avvertire ben altri brividi rispetto al Middle east, al grande ventre della provincia americana così vituperata dagli Esaù  nostrani. Ad esempio, si può scoprire che i libri e le riviste di politica internazionale adottati nei comuni di sinistra sono rigidamente unilateralisti e monoculturali. Abbondano le Naomi Klein, c'è persino qualche Naomi Campbell. Abbondano i Gino Strada, mancano del tutto i Magdi Allam, le Fallaci, i Glucksmann. C'è Keynes, occhieggiano Marx ed Engels, ma latitano i testi liberali. Sugli scaffali strizza gli occhi una pila di riviste internazionaliste molto di parte. ...Ed è così che si forma l'opinione degli studenti che vanno a documentarsi per una ricerca o una tesina. Tutti elettori di domani.
Tutto ciò in nome di un'etica non a caso collettiva, figlia di una visione pianificata della realtà sociale e di un modello scuola-lavoro basato sull'uniformità.

Eppure gli strumenti che propongono -a torto o a ragione- un modello sociale diverso, più dinamico e più aperto alle diversità, vi sono.
Ideazione, per esempio, propone -insieme ad altri- una serie di articoli sulla "Creatività perduta". Un argomento che è stato affrontato dalla stampa, ma al solito modo, in un'ottica uniforme, oppure in modo da deviare il focus snaturandolo a gossip. Perché l'Italia non è più il paese dei mandolini, dei poeti e degli artisti... E già questa è una tragedia... ma il punto è che nelle società avanzate servono cervelli capaci di inventare e progettare in tutti i settori.
La creatività è un affare aziendale, insomma. E lo diceva già Jeremy Rifkin qualche anno fa, uno studioso di sinistra.
Purtroppo la concezione che le sinistre anti-moderniste (purtroppo largamente vincenti) impongono alla loro parte politica e all'intero "sistema-Italia", non punta affatto all'interconnessione tra scuola e aziende a tecnologia avanzata, perché diffida ontologicamente dal "capitalismo", anche in versione post-industriale.
"...L'Italia risponde [alle esigenze di una società dinamica] con la proletarizzazione del lavoro intellettuale: pochi soldi, precariato, salari legati all'anzianità e non al merito". (articolo di Vittorio Macioce: Il paese dei colletti blu"). Lo stesso nella scuola dove i più bravi devono rallentare il loro apprendimento in eterna attesa dei meno volenterosi, e dove -quando va bene- i migliori non hanno né premi né stimoli né sollecitazione alcuna.
"...E' il contrario di ciò che Richard Florida, professore alla Carnegie Mellon University di Pittsburgh, ha definito "ascesa della classe creativa" (...) Singapore sta lanciando in questi mesi la nuova città satellite One North (così chiamata perché a un grado a nord dell'equatore), progettata dall'architetto decostruttivista londinese Zaha Hadid come un magnete per fare incontrare "una massa critica di talenti, imprenditori, scienziati e ricercatori".
I poli scientifico-tecnologici stanno nascendo ovunque nel mondo: a Recife in Brasile, o vicino a Nizza, pochi anni fa si è formata una università favorendo insieme la nascita di aziende ad alto contenuto tecnologico che davano spazio a scienziati, studenti, operai. In 4 anni il fatturato generato dalle nuove aziende a dall'università collegata ha superato il fatturato prodotto dall'industria turistica (e siamo in Costa Azzurra!). Certamente, bisognerà vedere cosa succede, anche perché in Francia il dirigismo statale supera persino le fallimentari NEP sovietiche. Ma almeno è intelligente.
Del resto in Italia non c'è neanche quello.
"L'Italia è un paese di consorterie, di professioni a numero chiuso: notai, medici, farmacisti, avvocati, giornalisti, architetti: tutte o quasi le professioni liberali. Quando c'erano ancora, i posti in banca o al ministero si ereditavano... Anni e anni di mercato del lavoro blindato hanno spezzato questa repubblica in due: c'è una generazione di superflessibili, con un quota preoccupante di precari, e un'altra di ipergarantiti (...) Il numero di laureati è il 10%, un punto più della Turchia. Il numero di occupato con laurea è del 6,5%. In Irlanda è il 20,2%, negli USA il 18,4%, in Francia il 13,1%".
Del resto, un laureato cosa guadagna? Meno del padre che fa il rappresentante di spumanti con la seconda media.

E i professori, i baroni universitari?
"In america ogni tre anni hanno una review, un esame che valuta il lavoro fatto. E il posto viene riconfermato solo se ha funzionato bene. "Quando le università fanno domanda per ottenere dei grant, cioé dei fondi per la ricerca, se hanno prestigio, un buon nome e un corpo docente con buoni profili, aumentano moltissimo la possibilità di avere fondi. Quindi le università americane hanno tutto l'interesse a promuovere la qualità invece che il nepotismo". (Creatività, il deficit dell'Italia, intervista a Irene Tinagli di P. Bracalini).
Anche perché, dopo la laurea, "moltissimi ricercatori vengono assorbiti dall'industria, e non devono aspettare l'assunzione in università".
E in Italia? "Non si aiutano le aziende che vanno bene, ma quelle che vanno male".
(Do you remember Olivetti, mr. Prodi?)
















postato da Paolo-di-Lautreamont, 23:44 commenti (13)| | permalink



18/11/2004

ANALISI COMPARATA SULLA SANITA'

La sanità pubblica è inefficiente, costosa, iniqua. Ad argomentare questa critica rigorosa ed affilata di uno dei pilastri del Welfare State è un economista canadese, Pierre Lemieux (Università del Québec  e Research Fellow dell'Independent Institute), in un "Occasional Paper" scritto per l'Istituto Bruno Leoni: "La sanità socializzata".

 

Lemieux focalizza la sua analisi, condotta nel segno del "realismo economico" della "public choice", sulla dissonanza fra i fini in omaggio ai quali sono giustificate le politiche interventiste, ed i loro effettivi risultati. Molto spesso, l'assistenzialismo produce incertezza e, nell'incertezza, iniquità. La burocratizzazione della sanità riduce opportunità e libertà di scelta per i pazienti.

 

Il lavoro di Lemieux è stato dibattuto dall'autore e da Oscar Giannino nell'ambito di un seminario organizzato dall'IBL. "Nei prossimi mesi", annuncia Alberto Mingardi, direttore del dipartimento "Globalizzazione e concorrenza" dell'Istituto, "IBL cercherà di fornire nuovi e più puntuali strumenti per comprendere le ragioni della crisi dello Stato sociale, e come è possibile uscirne".

postato da Paolo-di-Lautreamont, 14:54 commenti (22)| | permalink



ALTRE CONDANNE A MORTE IN IRAN

Il 17 novembre Mehdi -di 17 anni- è stato condannato a morte. Accusato dell'assassinio di un commerciante nella città di Shahriar ( vicino Teheran ), è stato riconosciuto colpevole. Mahdi si è dichiarato innocente ma il giudice Yavarzadeh del 74mo Tribunale Penale Regionale ha optato per la pena di morte nel quadro della applicazione della Qessas [legge del Taglione].

Il quotidiano Hamshahri riporta che la sentenza è stata confermata martedi scorso dalla 27ma Sezione della Alta Corte di giustizia. Sarà eseguita "appena possibile".

Il 16 novembre, secondo AFP, un altro minore è stato condannato a morte a Teheran. Si tratta di Vahid, accusato di aver pugnalato un conoscente che cercava di violentarlo. La notizia è pubblicata nel giornale "riformatore" Shargh. La sentenza non è ancora confermata in Appello e il condannato ha la possibilità di ricorrere in appello.
Infine, 8 minatori attendono l'esecuzione nelle celle della morte.

KAVEH MOHSENI

Sezione Francese del Comitato di coordinamenteo del Movimento degli studenti per la democrazia in Iran. 


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TROVATO GAS SARIN A FALLUJA?


I contenitori sono quelli giusti...
Link su Freetoughts (Stefania Lapenna)



postato da Paolo-di-Lautreamont, 10:32 commenti (27)| | permalink



BESTIE

143138.jpg Un comune in Europa ha fatto questo. C'è chi se ne vanta.


Il "padre della patria" palestinese, Gran Mufti' Husseini, a colloquio con adolf hitler.
Il Mufti' fu amico e alleato dei gerarchi del terzo reich, visitò i lager e ne raccomandò l'efficienza.
Fu forse parente diretto di colui che il Tg3 ha chiamato "padre dei palestinesi".
Ecco i primi veri nemici dei palestinesi. Ad essi si aggiungono altri, come si vede sopra.





postato da Paolo-di-Lautreamont, 01:11 commenti (10)| | permalink






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