LE GUERRE CIVILI
CULTURA E ANALISI POLITICA - BLOG DI PAOLO DI LAUTREAMONT
 

30/06/2006

Appello di Italian blogs for Darfour

Di Africa tutti si riempiono la bocca, per finta. I media, poi, nemmeno quello.
Un appello contro il disgustoso silenzio sul Darfour (su Costa d'Avorio etc etc.)

postato da Paolo-di-Lautreamont, 18:56 commenti | | permalink
africa

La Francia se la prende con Israele

Naturalmente a protestare "con vivacità" per la reazione israeliana e per l'arresto di militanti (ministri, sindaci etc.) di Hamas sono stati in due (attendiamo un pronunciamento dell'impresentabile D'Alema): qualche migliaio di turchi esagitati, che hanno bruciato le bandiere americane e israeliani, e il governo francese, nella persona del portavoce del ministro degli esteri.

Mi correggo: a protestare ci sono anche questi signori.

postato da Paolo-di-Lautreamont, 18:54 commenti | | permalink
israele

L'acciaio francese diventa indiano

Ieri, nel corso dell'assemblea dei suoi azionisti, Arcelor, colosso franco-belga dell'acciaio, ha ceduto alla Opa del gruppo indiano Mittal. Ha così avuto fine il lungo braccio di ferro che ha opposto i due gruppi. Arcelor aveva cercato, nel tentativo di contrastare Mittal, di ottenere una alleanza con la russa Severstal, tuttavia questa alleanza era stata, nei fatti, bocciata dai mercati. Da ciò la bandiera bianca da parte del CdA nei giorni scorsi, e ieri da parte degli azionisti di Arcelor.
Non tutti i protezionismi riescono. Chissà cosa succederà adesso al gruppo Gas de France, che si era opposto alla fusione con Enel, cercando appiglio nel gruppo indigeno Suez.
Che la Francia sia uno stato di destra è un abbaglio: il sistema è, in realtà, più vicino ai soviet di infausta memoria. Non a caso le relazioni tra Prodi e Chirac sono mirabolanti, e il primo viaggio del premier italiano è stato dai suoi "azionisti di maggioranza".
Ciò è tanto più vero se si considera la faccenda Gaz de France. La azienda è ancora nazionalizzata e -ovviamente- la opposizione di sinistra si è opposta alla sua privatizzazione e fusione con Suez (annunciando la bellezza di 40.000 emendamenti).

postato da Paolo-di-Lautreamont, 17:12 commenti (1)| | permalink
economia

29/06/2006

Se taglia l'Unione è "manovrina"

Manovrina da mezzo punto... secondo il Corriere della Sera. Toni rassicurantissimi: nessuna manovra sui c/c. La fantascienza in un articolo: mentre si parla di 40-50 MLD di euro di "prelievi", Prodi, Visco e l'uomo Ragno dicono che non toccheranno le tasse:

«Non vogliamo aumentare le tasse» Il vice ministro all'Economia Vincenzo Visco, nel suo intervento, ha criticato il ricorso ai condoni del precedente governo ed ha spiegato che «si metterà mano al sistema dei rimborsi Iva». Poi, con una battuta, avrebbe aggiunto che «non vogliamo aumentare le tasse più di tanto...». A questo punto è intervenuto il presidente del Consiglio Romano Prodi che, sorridendo, ha aggiunto: «Come avete capito Visco ha detto che non vogliamo aumentare le tasse».  

postato da Paolo-di-Lautreamont, 16:32 commenti | | permalink

Dopo referendum

Mi si permetta di fare alcune osservazioni sul voto referendario. Partiamo dal punto fondamentale: “Cosa è la Costituzione italiana?”
I problemi iniziano già qui.
Mentre nei paesi anglosassoni la Costituzione è (tende a essere) un Patto tra cittadini, relativo al funzionamento dei diritti naturali e alla difesa della proprietà e dell’incolumità personale, in Europa e in Italia la Costituzione è la Legge fondamentale dello Stato. In quanto legge, la stessa uguaglianza e cittadinanza diventano una imposizione.
Il Foglio ha riportato il giudizio inequivocabile di Gaetano Salvemini:

Dalle «scempiaggini dei costituenti», scriveva nel 1947, su Controcorrente, «sta uscendo la Costituzione più scema che mai sia stata prodotta dai cretini in tutta la storia dell'umanità. Ti par poco farsi un'idea di quell'Himalaya di somaraggini? Un'assenza così totale di senso giuridico non si è mai vista in nessun paese del mondo... i soli articoli che meriterebbero di essere approvati sono quelli che rendono possibile di emendare, o prima o poi, quel mostro di bestialità... Non c'è nulla da fare. Bisogna lasciare che la barca vada a mare come può, e bisogna mettersi a costruire un'altra barca». Gli italiani «meritavano di meglio che un'Assemblea costituente formata in gran maggioranza da somari, scelti non dagli elettori ma dalle camorre centrali dei partiti così detti di massa…». (via JimMomo).
 
In effetti, il testo della nostra costituzione potrebbe essere applicato in una dittatura comunista quasi integralmente e con lo stesso lessico. Già il primo articolo richiama con troppo stridore i cartelli posti all’ingresso dei lager e dei gulag e rimane legato alla logica dello Stato etico, base dei totalitarismi. La riga successiva serve unicamente a ribadire la fine della monarchia, senza però attribuire al “popolo” niente di concreto al di fuori dell’esercizio del voto.
 
Da ciò deriva l’ipertrofia dello stato –oggi estesa a livello locale, grazie alla cordiale intesa tra assessorati di osservanza prodiana-diessina e le imprese appaltatrici.
Se si pensa alle Costituzioni come a “patti”, si capirà che la possibilità di recedere, pacificamente e liberamente, da questi accordi, è la migliore garanzia per il buon funzionamento della macchina statale. La secessione (possiamo definirla come una maggiore e reale autonomia e indipendenza dall’amministrazione pubblica), così demonizzata dai bonzi prodiani, dovrebbe invece essere il primo fondamento di ogni democrazia.
Se lo Stato non assolve ai suoi compiti, serve un contrappeso, una penale da pagare. La monarchia poteva essere sostituita dalla Repubblica. Ma un presidente può essere solo sostituito da un altro presidente. Ne deriva che oggi il principale sviluppo democratico si potrà avere soltanto attraverso la riduzione (anche geografica) del potere statale. L’esatto contrario della strada imboccata da quella che sta diventando non a caso Unione Sovietica Europea, colpita inguaribilmente dal gigantismo, dalla moltiplicazione dello statalismo, dalla riduzione del localismo a feudo.
 
L’orrore per ogni revisione costituzionale, e il terrore degli statalisti (ambidestri) nei confronti di ogni autonomia dal controllo statale, hanno una origine storica, derivata da due passaggi tragici: la guerra civile che ha messo a sacco il Paese nel biennio 1919-1921 e l’8 settembre 1943, che ha sancito la vittoria del fascismo di sinistra, poi messo sotto relativa tutela dalla azione combinata di Usa e Vaticano.
 
E’ grazie a questa combinazione di fattori (ipertrofia dello Stato e sfiducia nella “nazione” da parte del cittadino) che ogni tentativo di autonomia viene regolarmente bloccato, e si può perpetuare la barbarica bugia secondo la quale “pubblico” equivale a “gratuito”. Infatti chi paga i professori della scuola del così detto “obbligo”, chi paga il riscaldamento degli ospedali, i medici e le medicine?
 
Siamo ancora fermi alla domanda di Etienne de la Boétie nel suo “Discorso sulla servitù volontaria” (1550): Perché mai il popolo accetta la propria servitù?
 
Le gravi colpe della CdL
Col voto referendario masse sterminate di difensori di “legge e ordine” si sono stracciati le vesti per difendere il potere delle migliaia di prodi amministratori del Paese. L’innovazione proposta non era granché, se non un segno di risveglio.
Gli errori della riforma erano molteplici. La nuova configurazione dello Stato era frutto di compromessi tra statalisti e federalisti (tutti quanti troppo preoccupati del successo della propria parte). In conseguenza di ciò, la riforma era incompleta e sbagliata in alcuni punti.
Ma l’insuccesso è dovuto soprattutto a ciò che ho cercato di esporre: il cittadino continua a vivere nell’abitudine alla sottomissione, se nessuno lo informa sui pregi del trasferimento di alcuni poteri a livello locale. Se gli elettori non sanno che la Costituzione è un patto di cui essi sono i soli firmatari, come si poteva pretendere che gli elettori approvassero variazioni che non erano frutto di dibattito culturale?
Purtroppo il problema fondamentale per le componenti riformatrici e liberiste nella CdL resta il “Media Evo” (per riprendere la bella espressione di un numero di Aspenia sul quale torneremo). Se l’informazione negli stessi USA è prevalentemente in mano ai democratici, la situazione italiana è peggiore, e Mediaset e Mondadori non lavorano sul consenso ma sulla audience…
 
Riferimenti culturali
“Il liberalismo non obbliga nessuno a entrare contro la sua volontà nelle strutture dello Stato. Chiunque desideri emigrare non viene trattenuto. Se una parte della popolazione desidera abbandonare l’unione, il liberalismo non glielo impedisce.
Ogni qualvolta gli abitanti di uno specifico territorio, che si tratti di un solo villaggio, di un’intera provincia o di una serie di province confinanti, rendono noto, attraverso il voto popolare liberamente espresso, di non volere più rimanere uniti allo Stato di cui facevano parte fino a quel momento, il loro desiderio dev’essere rispettato e accettato”…
“Alla domanda su quale sia il modo migliore in cui una forma di governo può proteggere i diritti di proprietà, Von Mises risponde che esso consiste nella minaccia di illimitata secessione e nella natura [dello Stato] di associazione volontaria”. (H.H. Hoppe).
 
Uno dei capitoli di “Democrazia in America” (1835), di Alexis de Tocqueville, si intitola “In America l’amministrazione non si vede”.
 
“Se si vuole spogliare lo Stato dei suoi poteri e riportarlo alla condizione di organizzazione volontaria, non è necessario conquistare il potere, o rovesciarlo con la forza o anche semplicemente riuscire a mettere le mani su un governante. Anzi, queste strade non farebbero che ribadire il principio di coercizione e di aggressione violenta… e condurrebbero inevitabilmente a sostituire un governo o un tiranno con un altro. Viceversa tutto quel che serve è decidere di ritirarsi dall’unione forzosa e riprendersi il diritto di auto-protezione” (Hoppe).
 
“In America il popolo nomina coloro che fanno le leggi e coloro che le applicano; forma le giurie che puniscono le infrazioni alle leggi. Le istituzioni non sono democratiche soltanto nel loro principio, ma anche nel loro sviluppo”. (Tocqueville).

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liberalismo

27/06/2006

Un nastro per Gilad Shalid

Quando il missile ha colpito il suo carro armato, Gilad stava facendo la guardia ai confini di prima del 67.

I confini di cui Hamas ha parlato per mesi. Proprio quel confine sul quale, se noi ci ritirassimo, loro farebbero la pace con noi per le prossime generazioni.
Oppure solo sino a domenica mattina, qualunque venga prima.

Quando il missile ha colpito il suo carro armato, Hanan Barak e Pavel Slutzker, sono stati uccisi nell'esplosione. Un terzo è stato gravemente ferito. E poi è rimasto Gilad, questo ragazzino, sanguinante, solo, trascinato fuori nella striscia di Gaza da individui che l'avrebbero piuttosto assassinato che imprigionato.

C'e' una foto che spezza il cuore: un ragazzino che non ha ancora vent'anni.
L'ampio, innocente, sorriso, non ancora cambiato da quando era piccolo.

C'e' questa famiglia adorata, che aveva abbassato la guardia perchè credeva che lui, facendo il servizio militare nel nord, fosse lontano dai pericoli. Un padre, che nel profondo del suo incubo, riesce a dire ai rapitori :" Noi crediamo che quelli che lo tengono prigioniero abbiano anche loro famiglie e figli, e sappiano cosa stiamo provando".

Il mondo non può fare finta di niente.

Quando il missile ha colpito, c'era questo ragazzino, in servizio in un punto tranquillo, in alcun modo vicino ai territori Palestinesi... (Liberali per Israele).

Intanto gli olandesi giudicano l'islam incompatibile con l'Occidente. Precisiamo meglio: incompatibile a installarsi nell'Occidente... (Jerusalem Post, via Blog di Barbara).

postato da Paolo-di-Lautreamont, 23:59 commenti (30)| | permalink
israele

Pozzi petrolio in USA e Canada

Negli ultimi 20 mesi sono stati realizzati nei soli USA e Canada ben 50.000 nuovi pozzi (30.000 in Canada), e sono stati individuati nuovi reservoirs.
Si calcoli che nello stesso periodo in tutto il Medio Oriente sono stati approntati 2000 nuovi pozzi.
Il consumo di petrolio domestico USA è circa del 40% sul totale.

In questi giorni la Shell dovrebbe risalire ai livelli di estrazione pre Katrina nei suoi giacimenti nel Golfo del Messico devastati dal ciclone.

postato da Paolo-di-Lautreamont, 15:57 commenti (4)| | permalink
energia

Elisabetta I e la nascita del buongoverno

Consiglio vivamente a tutti la lettura di questo accurato saggio di Richard Newbury, storico inglese (marito della giornalista Erica Scroppo), sulla vita di Elisabetta I, la giovane regina che salì al trono e scelse di non sposarsi, pur di non consegnare l'Inghilterra nelle mani dei pretendenti francesi e spagnoli. Si pensi alla rappresentanza femminile, all'imbecillità nazieuropea delle "quote rosa", alle Melandri, alle Turco, e si pensi che nel 1500 il regno inglese rimase nelle mani di una ragazzina... Ma che ragazzina!
Nacque allora il proto-stato liberale, e fu Elisabetta a ispirare molte pagine di Shakespeare. Tagliati i ponti con il leviatano europeo, l'Inghilterra si rivolse al mondo e prese lo slancio che mantiene ancora oggi.

Una lettura agile, scritta con l'inguaribile mix inglese: chiarezza di linguaggio, precisione nei dati, sottile vena ironica. Tutto a 13 euro (Claudiana, Torino, 2006).
La recensione al libro.

Sempre su L'Opinione è uscito oggi un articolo di Enzo Reale (1972) sulla crisi nord-coreana.

postato da Paolo-di-Lautreamont, 15:06 commenti (1)| | permalink
editoria

Animali

BAQUBA (IRAQ) - Stavano guardando Italia-Australia ai mondiali di calcio davanti a un bar di Kharnabat (Baquba), quando una moto-bomba è esplosa uccidendoli: vittime del micidiale attentato sono 22 giovani iracheni, mentre altre 40 persone sono rimaste ferite. Il bilancio aggiornato (ieri si parlava di sette morti, poi divenuti 18 nella notte) è stato fornito stamane da una fonte della sicurezza, secondo la quale la moto è esplosa alle 20:30 ora locale (le 18:30 in Italia), durante lo svolgimento della partita per la Coppa del mondo.
"Tra i morti e i feriti vi sono molti giovani e bambini", ha precisato la fonte, che ha parlato sotto anonimato. Stamane, durante i funerali, c'era molta tensione: gli abitanti, per paura di un altro attentato, si sono presentati armati alla cerimonia funebre (Ansa).

Si tratta di animali: come hamas, implicata nel rapimento di un soldato israeliano. Ricordate la fine (e le raccapriccianti fotografie) di due soldati israeliani? Non abbiate timore, l'Unione sa da che parte stare: l'importante è che voi facciate il buon gregge, e seguiate compatti le direttive di turno, così comprensive verso i "resistenti" che fanno saltare in aria ragazzi e bambini, davanti alla tv di un bar e rapiscono, macellano e se ne vanno in giro a mostrare le budella umane che hanno in mano...

postato da Paolo-di-Lautreamont, 11:22 commenti | | permalink
terrorismo

25/06/2006

Io voto sì

Referendum

postato da Paolo-di-Lautreamont, 12:42 commenti | | permalink

24/06/2006

Mondiali di calcio: riprese tv penose

Per seguire una partita a Germania 2006 ci vuole la lente di ingrandimento. La gran parte degli incontri viene seguita da telecamere piazzate in cima alle gradinate, a un'altezza nella quale gli spettatori minimamente intelligenti non si mettono mai, nemmeno quando sono in 100.000. La nobile arte dello zoom è scarsamente usata, in Germania, così le partite sono una macchia verde con dei puntini che si muovono qua e là, il tutto condito da commenti troppo spesso euronazionalisti (non mi piace chi fa tifo contro le squadre africane, ma questa è opinione personale).
Delusione estrema questa regia tedesca.

postato da Paolo-di-Lautreamont, 16:41 commenti (1)| | permalink
calcio

Italia Libera n°4

Denso numero del nuovo "bollettino" web diretto da Raffaele Iannuzzi e coordinato da Francesco Natale. Chi ha detto che F.I. manca di struttura? No, almeno una decina (una ventina, una cinquantina...) di persone in gamba c'è... LINK.

postato da Paolo-di-Lautreamont, 15:05 commenti | | permalink
forza italia

Riflessioni sul net tocqueville.it

Tudap di Born to be Free rilancia alcune mie riflessioni, aggiungendo del suo.
In sintesi, la questione è quella di trasformare il net (radio, giornali, web, riviste...) in qualcosa di più strutturato. E' bene sapere che senza questa crescita (economica, comunicativa, di coordinamento etc) nessuna idea -anche ottima- potrà essere realizzata.

Si tratta di agire, evitando di trasformare il net e le sue strutture in una mera community ideal-ideologica, il che sarebbe una dissolvenza infinita.

Molte idee sono arrivate: pensare a un blogging più tematico e specializzato. Dividersi il lavoro per argomenti, aree di affinità etc. Pensarsi come un agenzia stampa web. Realizzare la scuola di giornalismo proposta da Diaconale a Sestri. Tudap aggiunge:

A proposito in merito al tuo post precedente quando ti domandi se vogliamo fare scivolare TV "più" verso una web-agenzia stampa... e meno verso una community "ideal-ideologica"... si potrebbe concentrare la community ideal-ideologica in "strutture" come Il Criterio, Quartiere Libertarians, Neolib, Blogs4CdL, Blogs per Fini, [credenti, centristi liberali...], etc... e lasciare il resto alla web agenzia stampa.

Al Network si potrebbe aggiungere anche Informazione Corretta, Storia Libera, Il Legno Storto, Il Velino, Il Pungolo.com (se me ne vengono in mente altri te lo faccio sapere). Siamo sempre di più... e vaffanculo a Indymedia!

A proposito di Informazione Corretta perchè non crearne una sugli USA? A dirigerla potrebbero essere Andrea Mancia e Christian Rocca. Contributi finanziari potrebbero arrivare anche dalla Fondazione Italia Usa, visto che la promozione di una informazione più corretta sugli USA rientra tra le sue finalità.

So che Taradash ha contatti con i Comitati per le Libertà (www.libertates.com), essi sembrerebbero essere ben strutturati a livello internazionale, mi domando perchè non proporgli di creare un Osservatorio Internazionale sulle Libertà Negate? La velocità della rete e la diffusione dell'inglese possono fare miracoli: I comitati delle diverse nazioni trasmettono agli altri comitati degli articoli/brevi rapporti in inglese sulle libertà negate (chiamiamole così) nel proprio paese, ogni comitato poi traduce gli articoli più significativi e li pubblica sul proprio sito nazionale. Questo avrà anche come vantaggio il fatto di superere la disinformazione (come in Italia) e la censura (Cina, Russia ecc...) presente ancora in molti paesi, fornendo quindi all'esterno un quadro della situazione più chiaro di quello che potrebbe apparire dalla lettura dei grandi giornali per lo più gestiti da oligarchie.
Una cosa che ad essa si avvicina mi sa che già ha luogo ma andrebbe maggiormente potenziata e soprattutto inserita in un Network che possa fare da cassa di risonanza.
A questo Osservatorio potrebbe collaborare anche il Partito Radicale Transnazionale.

Cambiando argomento bisognerebbe poi creare un Osservatorio nazionale sul regime soft della sinistra italiana sfruttando le ramificazioni territoriali: creare un sito dove i singoli blogger, i circoli giovani ecc... inseriscono notizie (anche reperite da giornali locali semi sconosciuti a livello nazionale)sulle irregolarità e la malagestione delle amministrazioni rosse (si potrebbe partire da sprechirossi.it, ma svilupparlo meglio e non limitarsi agli sprechi).

Insomma, tre imperativi: Informazione corretta, Network e Cassa di risonanza.

Così Tudap, e Liberalista è d'accordo.
Ma dobbiamo fare in modo che le idee si realizzino.

postato da Paolo-di-Lautreamont, 15:01 commenti | | permalink
convegno, liberalismo

Con chi stanno i neocom? Necessità di un "media watch"

Libro su Stalin di Ludo Martens in traduzione italianaAncora pochi mesi fa, volevano che si riconoscesse come "resistenza" quella del Baath, alleato dei nazisti e patrocinato da Saddam. Non hanno certo paura di perdere la faccia, dal momento che non ce l'hanno da tempo.

Si guardi in che compagnia sta Giulietto Chiesa. Mi domando come sia possibile vedere questo portatore di baffi sovietici in trasmissioni come Matrix, dal momento che vivifica siti nei quali si esprime solidarietà con il baath e con stalin, ahmadinejad etc.

Si notino nel sito: 1. Il comitato Italia-Libia; 2. il comitato per la riunificazione delle due Coree (riunificazione alla vietcong); 3. ovviamento, quello per Cuba socialista... 4. un vomitevole articolo di Israele Shamir, intitolato Le ragioni di Ahmadinejad (topics: "io ammiro Ahmadinejad"; un elogio ai rinnegati che consegnarono la bomba atomica a Mosca; etc; 5. "Valore decisivo della resistenza irachena"; e diversi altri ribrezzi.  

Si rende sempre più urgente, all'interno di Tocqueville, la realizzazione di un Media watch, con particolare attenzione alla informazione rosso-verde...

postato da Paolo-di-Lautreamont, 01:07 commenti | | permalink
pacifinti, antidemocratici

23/06/2006

L'Opinione su Tocqueville e la blog-info

Diversi articoli (Perla, Punzi, il sottoscritto), su L'Opinione, si aggiungono a quelli pubblicati nei giorni scorsi.
Come continuo a ripetere fino allo sfinimento, il problema attuale di Tocqueville è se la vogliamo fare scivolare "più" verso una web-agenzia stampa... e meno verso una community "ideal-ideologica"...
Inutile dire che io sono per la prima soluzione: niente valori, solo pochi princìpi fermi, e molta filosofia del fare, e
a più livelli.

postato da Paolo-di-Lautreamont, 15:49 commenti | | permalink
media, blogosfera, convegno




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