|
31/10/2006
Gli italiani devono toccare il fondo prima di darsi una mossa.
Lo scrive L'Economist, citato da Enclave.
postato da Paolo-di-Lautreamont, 20:29 commenti (5)|
|
permalink
prodi
Orrendo articolo del Corriere della Sera sulla prostituzione delle studentesse universitarie (non solo). Il quotidiano milanese riferisce un inquietante dato sulle studentesse francesi (e anche alcuni maschi) che si “venderebbero” per mantenersi agli studi. Si tratterebbe di 40.000 giovani. Una ragazza ogni 57 sceglie di fare la prostituta lolita, a causa del peggioramento delle proprie condizioni di vita. Lo stesso succede in altre parti del mondo, a partire dal Giappone. In effetti le condizioni di vita della popolazione giovanile e degli studenti in particolare non sono mai state esaltanti. Uno dei background cultural-politici della rivolta all’università di Bologna del 1977 fu proprio il disastroso stato degli studenti: si facevano due ore di coda per una mensa davvero disgustosa; la popolazione universitaria era il 10% di tutti gli abitanti, i corsi erano sovraffollati, gli affitti alle stelle. Si parlava di “proletariato studentesco”, e degli studenti “non garantiti” come nuova classe rivoluzionaria. Non molto è cambiato da allora, né in Italia né altrove.
Alcune di loro «praticano» nei bar degli hotel o vengono ingaggiate dalle agenzie che forniscono accompagnatrici a manager e uomini d'affari. Ma la stragrande maggioranza preferisce l'anonimato di Internet, e lo fa tramite annunci di «massaggiatrice» o «femme de menage» (donna delle pulizie) a domicilio. Le più coraggiose, dopo le lezioni, occasionalmente o anche regolarmente, vanno in strada a Parigi, Lione, Montpellier, spingendosi anche sino alla vicina e ricca Bruxelles, in Belgio, e affiancandosi così alle professioniste del sesso a pagamento. E’ tutto vero, confermano all’Osservatorio della vita studentesca.
Emma, 36 anni, studentessa di veterinaria a Bruxelles e donna-oggetto in una casa chiusa: «In due mesi avevo denaro sufficiente per tutto l'anno - racconta -. Non dico che fosse denaro guadagnato in modo "facile", ma ero orgogliosa di non aver derubato nessuno».
Le Figaro riporta la storia di una studentessa di psicologia, che ha cominciato a prostituirsi allettata dall’offerta di fare pulizie in casa di un uomo, il quale ha poi richiesto gradualmente altre prestazioni. Laura ha 21 anni ed ha poi conosciuto un ragazzo che l’ha aiutata a uscire dal “giro”. Ma la sua storia rischia di essere isolata.
Infatti nessun commento incornicia l’articolo del Corsera né le inchieste francesi. Si ricorre alla interpretazione marxista della realtà, che esclude a priori l’opzione etico-
morale e spiega la successione degli eventi individuali e sociali in base alle sole leggi economiche. In questo modo si ripetono percorsi di degrado già visti: se uno ruba o uccide o si prostituisce soltanto perché è “povero”, allora la colpa non è sua, ma “del capitalismo”. Con questo trasferimento di colpa alla società e al suo istinto di repressione dell’istinto (nella variante psicoanalitica), l’individuo trova legittimazione a ogni comportamento e diventa il dittatore di se stesso, ponendosi "al di là del bene e del male” come il superuomo di Nietzsche. Così fare la puttana a Saint Denis diventa come fare la cameriera a Pigalle o il Guardiano all'Hotel de Ville, solo che "darla via" è più remunerativo e "veloce". E’ normale raccogliere le carezze altrui, se “non si ha il denaro sufficiente”. Siamo sicuri che la questione sia solo l'eccesso di miseria? Non è piuttosto il desiderio di averne di più, a qualunque costo? Comunque sia, la questione etica rimane esclusa in partenza: non si può più dire che c’è differenza tra vendere il proprio corpo e vendere una parte del proprio tempo per un lavoro. Dove sono finiti i concetti di bene e di male? Dov'è il concetto laico di responsabilità individuale, se tutto è da attribuirsi al contesto di ingiustizia sociale? Solo il biberon di Stato salverà tua figlia dal pelvismo di 100 clienti al mese? E’ così che muore una civiltà, fin dall'epoca romana.
Si vivrà solo attribuendo all'essere umano soltanto alcune parti del corpo?
I tagliateste e tagliacuori giacobini e marxisti sono la malattia mortale dell’Occidente.
postato da Paolo-di-Lautreamont, 12:02 commenti |
|
permalink
etica, francia, neogiacobini, autoaccecati, biberon di stato
29/10/2006
La principale agenzia stampa italiana, in riferimento a questa notizia
TEL AVIV - I rapitori del caporale israeliano Ghilad Shalit condizionano il suo rilascio alla liberazione di 1.500 detenuti palestinesi. "Adesso è in corso una vera e propria guerra per definire l'identità dei prigionieri che saranno liberati": lo ha detto oggi, in una intervista alla radio militare israeliana, il portavoce del governo di Hamas, Ghazi Hammad. Secondo Hammad i rapitori insistono per vedere liberi innanzi tutto "le donne, i giovanissimi e quanti hanno scontato lunghe pene detentive".
Il problema, ha aggiunto, è che Israele "si oppone alla liberazione di quelli che chiama 'terroristi', che hanno versato sangue".
...ha messo nel sottotitolo in home page queste parole :
E' questa la richiesta avanzata per la liberazione del caporale israeliano. I sequestratori vogliono vedere liberi soprattutto dobbe [sic] e bambini palestinesi da tempo detenuti.
Ora che il lemma |giovanissimi| utilizzato con enfasi dal portavoce di Hamas nella democratica e antirazzista Italia si trasformi nel lemma |bambini| mi sembra un segno inequivocabile di quanto razzismo politico e partigianeria siano segnate la stampa e la società nazionale, se si tollera vilmente che la realtà venga così alterata .
postato da Paolo-di-Lautreamont, 11:58 commenti (6)|
|
permalink
israele, eurabia, razzismo, autoaccecati
28/10/2006
L'idolo dei pacifisti no global, il fascista Hugo Chavez ne combina di irricevibili, cose mai tentate dai dittatori sudamericani, nemmeno dal Videla dal quale attinge Chavez (insieme al castrismo). Il Venezuela è lo stato più militarizzato del continente, ma Liberazione lo considera un camerata (=compagno, in francese e tedesco). Articolo di C.A. Montaner:
Hugo Chávez costruirà 20 basi militari in Bolivia. Le basi saranno situate nelle cinque frontiere del paese: Cile, Perù, Paraguay, Argentina e Brasile.
Queste istallazioni rimarranno sotto il controllo di militari venezuelani e cubani in complicità con i militari boliviani. Certamente i cubani avranno passaporto e identità venezuelana. Non è facile distinguerli. Si assomigliano molto persino nelle virtù e nei difetti. I costi dei nuovi armamenti venezuelani ascendono a trenta MLD di dollari. Il Venezuela è diventato il primo acquirente mondiale di armi ed equipaggiamenti militari.
Il piano si rifà ad un vecchio sogno ed ad un antico concetto strategico di Fidel Castro e del Che Guevara: trasformare la Bolivia, situata nel cuore dell’America Latina, nel bastione sovversivo del Sudamerica. Questa convinzione è costata la vita al Che nel 1967. E’ un paese dal quale si può destabilizzare tutta la regione andina riattizzando i conflitti etnici. E’ un paese –che presto avrà le basi idonee- dal quale potranno operare i nuovi aerei da combattimento comprati da Chàvez in Russia.
Suppongo che i cileni, primo obbiettivo nella mira del colonnello venezuelano disposto a farsi il “bagno nel mare boliviano”, avranno preso nota dell’enorme pericolo che a breve li minaccerà.
Chàvez, d’accordo con Evo Morales, si propone di sedurre e reclutare i boliviani per la sua avventura rivoluzionaria mediante un gigantesco piano assistenzialista che include cure mediche, alfabetizzazione ed abbondante cibo.
E’ sicuro che queste massicce sovvenzioni demoliranno qualsiasi sospetto nazionalista. E’ ormai una figura molto apprezzata dalle masse boliviane e lo sarà ancor più in futuro. La Bolivia è il paese più povero del continente. Varie centinaia di milioni di dollari convenientemente distribuiti – secondo i calcoli di Chàvez- possono realizzare il miracolo di provocare l’entusiasta adesione dei più bisognosi e la complicità dei gruppi radicali alla causa della conquista redentrice dell’America Latina per il socialismo del secolo XXI.
Quello che stiamo vedendo è la conseguenza di una visione delirante della storia e della realtà politica planetaria. Alcuni mesi fa, nel dicembre scorso, lo ha spiegato in Caracas il cancelliere cubano Felipe Pèrez Roque ed il mondo ha commesso la stupidaggine di non prestare la dovuta attenzione.
Fidel Castro e Hugo Chávez sono due personaggi assolutamente messianici, senza prudenza né senso del limite, sono arrivati alla conclusione che il marxismo sia rinato, dopo la debacle che quindici anni fa aveva posto fine alla URSS ed ai suoi satelliti europei.
Da ciò deriva la sacra missione che entrambi assumono con l’entusiasmo dei crociati: Caracas e La Habana dovrebbero portare sulle loro spalle il compito di redimere l’umanità abbandonata in modo codardo da Mosca.
Questo è il mostruoso quadro che abbiamo davanti ai nostri occhi: Caracas-La Habana, ed ora La Paz, sono la nuova Mosca, madre e padre del socialismo mondiale. E il compito che si sono assunti inizia con la conquista rivoluzionaria del Sudamerica e l’istallazione in tutte le nazioni di governi affini che collaborino con la battaglia finale contro “l’imperialismo”.
Qual’è la battaglia? Ovviamente mettere in ginocchio gli Stati Uniti e i loro spregevoli accoliti europei. Porre fine per sempre con lo sfruttamento ingiusto del terzo mondo mediante la creazione di una grandiosa civilizzazione collettiva ed egualitaria che regnerà eternamente per la gloria dell’umanità.
Sarebbe un immenso errore scartare questo progetto di conquista solo perchè si tratta della pazzia di due personaggi che non hanno preso Prozac a tempo. Il Terzo Reich dei nazisti non era meno pazzo o assurdo ed è costato al pianeta quaranta milioni di morti ed il mostruoso Olocausto.
Cuba è una impoverita isola del terzo mondo, affamata e senza speranze, cosa che non ha impedito al suo governo di partecipare ad esitosi colpi di stato in Madagascar e nello Yemen, o che le sue truppe lottassero per quindici anni in sanguinose guerre africane, tanto in Angola come in Etiopia.
Chávez, con i petrodollari e con l’aiuto e la direzione dei cubani, esperti e bene addestrati, sta costruendo il più grande esercito di lingua spagnola: un milione e duecentomila uomini che avranno a loro disposizione la più distruttiva forza aerea di tutto il Sudamerica. Quando quest’apparato sarà dovutamente oliato non esiterà a usarlo, come è accaduto con le forze armate cubane.
Una volta che sarà disponibile, inevitabilmente si metterà in funzione. Non importa che Chàvez sia un pazzo. Anche i pazzi uccidono.
Indiscrezioni sulla presunta morte di Castro. Un video sulla tortura nel regime di Cuba.
postato da Paolo-di-Lautreamont, 15:04 commenti |
|
permalink
america latina, antidemocratici, marxislamici
La "spiata sui conti di Prodi" si rivela sempre di più una bufala costruita ad arte dagli spin doctor dell'Unione. Per più di un giorno gli unici ad essere "spiati" sembravano Prodi e Consorte (e consorte), per giunta in corrispondenza con le elezioni.
Come ha osservato Maria Giovanna Maglie nella ottima trasmissione Confronti (Rai due venerdi sera, la consiglio come la migliore politica sulle reti Rai), la canea è andata avanti per un giorno intero in corrispondenza della prima votazione sulla Finanziaria.
Nessuno tuttavia ha detto quale potrebbe essere il vero motivo della canea mediatica, alla quale hanno risposto supini e obbedienti i vertici di Hopa, Repubblica, Rai etc...
Si tratta del cambio forzato dei vertici e dei quadri intermedi dei servizi.
Questo è il vero scopo dell'operazione, già avviato in corrispondenza dello scandalo Telecom e Abu Omar. Così come avvenne negli anni '70, chiunque possa indagare sui conti rossi e sul background dei capi dell'Unione (Cossutta fu finanziato da un Paese nemico, Prodi è stato accusato di essere legato al KGB, la qual cosa non mi sorprenderebbe affatto, se fosse confermata), deve "saltare" per mano "popolare", come avvenne a Guido Giannettini, a Gladio, agli adepti della P2.
Soprattutto deve saltare l'intelligence legata al fronte NATO, cioé a Israele e agli USA, per essere sostituita da quadri dello schieramento eurabico, legato ai servizi francesi (Prodi ormai diffida dalla Germania della Grosse Koalition).
Tutto il resto è fumo negli occhi, buono per i gonzi. Non fate i gonzi: ripetete e scrivete che Prodi vuole mettere le mani sui servizi segreti italiani.
Si legga anche su Parbleu di Emile e Jeanne, e i link segnalati (con opportuna riflessione sulle percentuali di voti per Napolitano).
(Foto: riunione dell'Unione a Villa Pamphili: i brutti nel Parco dei mostri).
postato da Paolo-di-Lautreamont, 14:31 commenti |
|
permalink
intelligence, prodi, ds , antidemocratici, sragion di stato
27/10/2006
Tra 30 minuti (alle 16) potrete sentirmi nella trasmissione Greenwich, news dal mondo. Trasmissione di servizio dei e per i blogger di Tocqueville.
postato da Paolo-di-Lautreamont, 14:44 commenti |
|
permalink
media, greenwich
26/10/2006
Mentre in Italia si osa ancora fare "Politica ambientale", cioé inventare partiti per la "tutela" dell'ambiente, nell'Australia antiambiente che non ha firmato Kyoto si ha la faccia, la capacità, il denaro, per fare senza parlare invece di parlare senza fare (di oggi la imposizione verde al governo di non dragare i nostri porti). La questione non è tanto politica quanto culturale: qui vogliamo solo farci belli ... vedi Veltroni l'Africano che non dice nulla sugli scempi francesi in Costa d'Avorio (ma non è l'unico, lo fanno tutti i media italioti, anche destrorsi).
In Australia stanno dando vita a una ipercentrale solare in grado di rendere autonome 45.000 case...
Su La Pulce di Voltaire .
postato da Paolo-di-Lautreamont, 17:33 commenti |
|
permalink
ambiente, imbecilli, demediacrazia, incapaciocrati
Continua il fascismo francese in Costa d'Avorio, mentre Walter Veltroni parla di Africa senza collegare la bocca con la testa e col cuore (l'ipocrita era il peggior peccatore per Gesù).
Come già scritto ieri su La pulce di Voltaire, Parigi ha fatto sozze proposte per la riunione del Consiglio di Sicurezza ONU, che oggi si è conclusa con una trombatura alle proposte men che fasciste di Chirac:
Parigi detta la sua legge all'Onu: "Divieto di manifestazioni nel paese africano [già colpito da sanzioni Onu per essersi ribellato al colonialismo... nel silenzio dei terzomondisti mondiali]; la sospensione della Costituzione; la dissoluzione delle Istituzioni della repubblica (Parlamento, Corte costituzionale etc.); il trasferimento dell'esecutivo nelle mani del Primo ministro Banny; la ristrutturazione forzata dell'esercito ivoriano per mezzo delle forze Onu ONUCI e della missione militare francese Licorne. [Link]. Nemmeno Mussolini in Abissinia osò tanto.
Per fortuna non tutti i pazzi onusiani sono così pazzi da dare carta libera a questo ritorno dello schiavismo coloniale (o forse di un rimbecillimento straordinario di massa? Come interpretare il silenzio dei benpensanti di sinistra del mondo di fronte al perdurare di questa immondizia francese?):
La résolution du Conseil de sécurité de l’ONU sur la Côte d’Ivoire n’a pas été adoptée hier. Trois des quinze pays membres, le Ghana, la Chine et la Russie, ont demandé à la France, initiatrice de la résolution, de revoir sa copie parce qu’elle est illisible. Selon une source onusienne, la France, belligérante en Côte d’Ivoire, ne peut proposer pareille proposition de résolution censée conduire à la paix. Dans les jours qui suivent, les débats reprendront sur le projet de résolution présenté par Paris.
(Foto: giovane ivoriana massacrata dai carri armati francesi, novembre 2004. Cfr. i post del periodo, su questo blog negli archivi).
postato da Paolo-di-Lautreamont, 17:01 commenti (1)|
|
permalink
africa, francia, onu , pacifinti, autoaccecati
La Mongolia fa Muri intelligenti!
"Una "muraglia" lunga 3mila chilometri, composta di pini, salici, ginepri, biancospini ed altri alberi, che attraversi il deserto lungo i confini con la Cina. Si presenta in questi termini il progetto della Mongolia che, secondo il The Wall Street Journal, dovrebbe costare almeno 150 milioni di dollari ed essere portato a compimento in una trentina d'anni.
Il progetto della "muraglia verde", che evoca la Grande muraglia costruita dai cinesi proprio per fermare i mongoli, nasce alla scopo rifermare la crescente desertificazione che sta colpendo la Mongolia. Con la "muraglia verde", Ulan Bator vuole "proteggere se stessa ed il mondo intero da un problema estremamente serio: la polvere del deserto del Gobi, raccolta dalle tempeste dell'Asia centrale, viene trasportata verso oriente", con conseguenze che vengono avvertite in Cina ed in Corea. Tracce della polvere del deserto sono state trovate in Kansas.
Per i Paesi confinanti, però, le nuvole di sabbia del deserto del Gobi significano cieli oscurati, a volte fino alla chiusura di aeroporti e malattie respiratorie. Il problema della desertificazione significa per la Mongolia 140mila chilometri quadrati di territorio inutilizzabile, 683 corsi d'acqua che si sono seccati negli ultimi anni, la diminuzione del 10% delle precipitazioni, rispetto al 1940.
Così, la "muraglia verde" è divenuta per i mongoli una necessità: negli ultimi due anni hanno già piantato 360mila alberi". (Asia News)
Io sto con la Mongolia, quanto ai muri.
La Cina invece sta perfezionando un muro antiprofughi lungo il confine con la Corea del Nord (Asia e dintorni).
La Cina continua a perseguitare i tibetani e a sparare sui profughi: uccisa una suora tibetana. (Asia News).
A JiangXi, in Cina 10.000 studenti universitari si sono scontrati con le truppe della polizia militare: feriti e arresti. Gli studenti protestano perché il governo cinese non considera validi i propri diplomi universitari, conseguiti presso università private (e in Italia?).
postato da Paolo-di-Lautreamont, 15:25 commenti |
|
permalink
ambiente, asia
C'è una Arabia Felix, viva e reale. E' quella del Golfo Persico che fa esercitazioni militari con gli Usa, quella che tende verso uno stato laico e basato sul mercato (Marocco), quella che realizza accordi con Israele (Giordania). Dubai può diventare la nuova Svizzera del Medio oriente, visto che il Libano è asservito agli interessi di Iran e Siria (vedi infra: ogni giorno all'aereoporto di Damasco atterra un Antonov iraniano pieno di armi...).
Dubai propone ottime possibilità di investimento, in particolare nell'acquisto di appartamenti.
N.B. Questa non è pubblicità per la quale ricevo emolumenti o gratifiche di qualsiasi tipo e entità, ma solo informazione.

postato da Paolo-di-Lautreamont, 15:14 commenti (5)|
|
permalink
economia, israele, medio oriente
Unifil 2, Hezbollah riarma e l’Onu sta a guardare
di Franco Londei
Quando nel settembre 2006 prese il via la missione Unifil 2, si prefiggeva non solo di frapporsi tra le parti in conflitto, ma anche di sostenere l’esercito libanese nel disarmo delle milizie Hezbollah. Certo, le regole di ingaggio erano ferree: i militari, se attaccati, potevano rispondere al fuoco, potevano difendersi senza aspettare il solito tran-tran della linea di comando Onu e potevano, in casi estremi, intervenire a supporto dell’esercito regolare libanese.
Alla fine di ottobre cosa è stato fatto in sostanza per ottemperare alla risoluzione 1701? Niente. Anzi, le milizie Hezbollah invece di disarmarsi hanno provveduto puntualmente a riarmarsi con nuove armi e nuovi sistemi d’arma; hanno preso il monopolio della ricostruzione (che vuol dire milioni di dollari); hanno spostato i loro centri di comando in zone ancora sconosciute alla intelligence israeliana; hanno dichiarato (con la forza delle armi) che non solo non accetteranno il disarmo ma che quella zona del Libano è zona loro. Ma la vera ciliegina sulla torta l’hanno offerta i francesi, chiedendo il permesso di sparare sugli aerei israeliani, che sorvolano quotidianamente il sud del Libano.
Cosa accade nello scacchiere medio-orientale piombato improvvisamente in un silenzio mediatico assordante? Si è scoperto ultimamente che Hezbollah non vede molto di buon occhio i militari italiani e tutto grazie a un accordo che risale al 13 giugno 2003, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n° 130 del 7 Giugno 2005 diventato legge nel maggio 2005 tra Italia e Israele denominato ‘Memorandum per la cooperazione militare’, secondo il quale Italia e Israele avviano una cooperazione che riguarda anche l’importazione, l’esportazione e il transito di materiali militari, l’organizzazione delle Forze armate e l’attività di formazione e addestramento.
Insomma, secondo alcuni illuminati islamisti di rango (guarda caso italiani), l’Italia sarebbe partita a spron battuto solo per difendere i suoi interessi (si parla di un accordo da 181 milioni di dollari in tecnologie di interdizione, sorveglianza e guerra elettronica) che coincidono con quelli di Israele e non, quindi, per una missione di interposizione e pacificazione. Sempre secondo i medesimi illuminati islamisti, l’Italia sarebbe arrivata a offrire una ‘corposa’ partita di armi all’esercito libanese, così da metterlo in condizione di disarmare Hezbollah e quindi di fare un favore a Israele.
Di contro, sempre in questo assordante silenzio, nessuno ha fatto notare che ogni giorno atterrano in Siria gli Antonov provenienti dall’Iran con le nuove scorte di missili e tecnologie destinate a Hezbollah. Nessuno ha fatto notare che una nota fabbrica di armi, la russa Kbp, produttrice di sistemi d'arma antiaerei, ha concluso con Siria e Iran un contratto da centinai di milioni di dollari per la fornitura della sua migliore creatura, cioè il sistema missilistico terra-aria Pantsir, derivato dalla famosa serie Sam, leggero e altamente portatile, che può operare in movimento su qualunque veicolo e può raggiungere aerei a quote altissime. Nessuno ha fatto notare che a Cipro è stata bloccata una nave diretta in Siria, che ufficialmente doveva contenere frigoriferi destinati al Libano e che invece conteneva diciotto camion con radar mobili per la contraerea e tre veicoli con apparecchiature di controllo in palese violazione alla risoluzione 1701 che vieta il commercio di armi dirette in Libano.
In compenso, per riprendere il concetto di ‘basso profilo’ enunciato dal generale Bernardi su queste Pagine, il nostro ministro degli Esteri, Massimo D’Alema, in una intervista a Yediot Aharonot dice testualmente: "Hezbollah è un partito politico, con membri di parlamento e ministri e, è vero, anche con missili Katyuscha. È un paradosso, ma questa è la realtà - una realtà con molte contraddizioni. Il nostro obiettivo è il disarmo delle milizie e quello di obbligare Hezbollah a divenire un ente unicamente politico, affinché il Libano sia una democrazia normale. Anche quando lo Stato di Israele è stato fondato, vi erano partiti politici armati. Molte persone, allora, hanno dovuto disarmarsi", paragonando in pratica Hezbollah ai due movimenti israeliani Lechi e Etzel, organizzazioni clandestine di resistenza al mandato britannico che operarono prima della fondazione dello S tato di Israele, ma che non professavano la distruzione di altri Stati né colpivano i civili.
In pratica, gli islamisti illuminati ci accusano di essere in Libano per difendere gli interessi di Israele (e i nostri) ma intanto, proprio grazie alla presenza dei caschi blu, Hezbollah si riarma. Il ministro degli Esteri definisce Hezbollah un partito politico, ma con i Katyuscha, e predica il riconoscimento politico di questo gruppo terrorista, mentre i nostri soldati sono proprio in mezzo a tutto questo ‘basso profilo’. Tempo fa qualcuno diceva che in Medioriente ogni guerra ne prepara un’altra peggiore. Se ne sarà accorto il ministro degli Esteri? Si sarà accorto che a Hezbollah non interessa nessun riconoscimento politico (perché dannarsi l’anima per una cosa che in pratica già hanno?).
Avrà notato che nessuno ha consegnato un singolo fucile? Si spera che qualcuno nelle alte sfere si accorga presto di questo, perché gli israeliani non rimarranno per molto tempo a guardare Hezbollah che si riarma. Loro il basso profilo non lo conoscono e presto presenteranno il conto, cioè chiederanno perché la risoluzione 1701 non viene applicata. Chiederanno cosa ci fanno tutti quei caschi blu armati di tutto punto nel sud del Libano. Poi chiederanno a tutti di andarsene perché inutili. E allora? Si spera che nessuno chieda di disarmare Israele.
postato da Paolo-di-Lautreamont, 14:39 commenti (15)|
|
permalink
israele, medio oriente
25/10/2006
Consorte è persino simpatico. Fa solo specie che un amico di Fassino -quasi novello Previti- abbia preso sei mesi di condanna per uno dei processi che lo riguardano e riguarderanno, ma senza la solita canea cui siamo avezzi quando i processati e condannati hanno altro colore. E' questo che indigna: l'ipocrisia e il servilismo. Com'era nascosta la notizia, in casa Ansa!
postato da Paolo-di-Lautreamont, 23:34 commenti (2)|
|
permalink
ds , unipol, consorte
Qualcosa da dire, Giulietti Chiesa e amici di sinistra, che siete diventati docenti universitari e avete ville al mare pagate 600.000 euro come si trattasse di fare pipì? Leggete, leggete: Oggi come agli albori della rivoluzione americana, gli Stati Uniti sono il paese sviluppato con i prezzi più bassi per comprare una casa, mettere su una famiglia e realizzare il proprio sogno. Steyn ha fatto l’esempio di Crawford, in Texas, dove accanto al ranch di Bush, con 30 mila dollari (meno di 24 mila euro) si può acquistare una casa dotata di aria condizionata, con tre stanze da letto e ampio giardino. (da Camillo). Aggiungo che il prezzo del cibo e dei vestiti è zero rispetto al nostro cosmo benettonico-cinese (gli Usa lavorano in casa e con l'India, per il tessile) etc etc...
postato da Paolo-di-Lautreamont, 16:59 commenti (12)|
|
permalink
usa
Il Ministro della Difesa tedesco Jung non è Massimo D'Alema, questo è il minimo da sapere. Non è male però notare che le sue ultime dichiarazioni al quinto convegno sulla sono il Massimo di distanza da D'Alemah.
La parte più interessante del discorso del ministro Jung è riservata alle alleanze internazionali. Nuovo slancio alle relazioni con gli USA:
"A close and trusting relationship to the US is of paramount importance for Germany's security in the 21st century," Jung said.
Rispetto alle tendenze brusselline dell'ultimo decennio siamo di fronte a una ricoluzione copernicana: l'universo non ruota più attorno al sinistro-destro Chirac. Ditelo a Prodi.
Ma c'è ben di più: secondo Jung non ci deve essere competizione tra Nato e UE. Anzi: la crescita dei legami strategici con gli USA di Bush è nella agenda della presidenza tedesca UE nei primi sei mesi del 2007. Ditelo a D'Alema.
Non basta? Ecco quanto basta per riconvertirvi a una flebile speranza nei confronti di una Europa meno Eurabica:
Meanwhile, a report in the German daily Frankfurter Allgemeine Zeitung said Germany and France were in disagreement over expanding the role of NATO.
Berlin wants to give NATO more power to get involved in civilian rebuilding tasks, but Paris is strongly opposed and wants to reserve such missions for the EU.
The issue is expected to be debated at NATO's summit in Riga, Latvia next month.
Parigi vuole vendere barbera e champagne, Airbus e Mirages... Ai destro-sinistri napoleonici non gliene frega niente di alleanze o altro: les affaires sont affaires, e gli ideali sono buoni per i gonzi....
...Cazzo! Ma si può dire che l'Europa sta rivivendo, con meno morti in casa, lo stesso ventennio disastroso di Napoleone Bonaparte? Che la malattia perenne d'Europa sia il "mal francese"?
postato da Paolo-di-Lautreamont, 16:52 commenti (1)|
|
permalink
europa, francia, eurabia
Evidentemente Unifil ubbidisce ai dettami di Hezbollah, visto che continua a concentrare la propria attività contro Israele e non per la pace.
Mentre Hezbollah sta ricostituendo a nord la sua forza armata e missilistica, l'Italia e la Francia provvederanno ad armare l'esercito libanese (contro chi?), forse con missili, senz'altro con armi di altro tipo. Il generale Pellegrini, quello che ha dato avvio una settimana fa alla manovra contro ogni possibilità concreta di sorveglianza sui traffici tra Siria, Iran ed Hezbollah, torna a tuonare contro Israele.
D'Alema approva?
Articolo sulle ultime dichiarazioni di Pellegrini sul sito del CDS ONU.
postato da Paolo-di-Lautreamont, 14:21 commenti (8)|
|
permalink
israele, medio oriente, babbeus ex machina
|