LE GUERRE CIVILI
CULTURA E ANALISI POLITICA - BLOG DI PAOLO DI LAUTREAMONT
 

29/06/2007

Ban Ki-Moon a sorpresa oggi in Afghanistan

Prima di recarsi a Roma per la conferenza sulla organizzazione della giustizia in Afghanistan, il segretario delle Nazioni Unite oggi si è recato a sorpresa a Kabul. Lunedi sarà a Ginevra:

President Karzai and Ban Ki-moon
President Karzai and Ban Ki-moon

29 June 2007 – United Nations Secretary-General Ban Ki-moon made a surprise visit to Afghanistan today, meeting with top officials there ahead of a planned conference on the country he will attend early next month in Rome.

During a four-hour stay in Kabul, the Secretary General met with President Hamid Karzai, with the leader of the Wolesi Jirga (House of the People), Yunus Qanuni, with the military commander of the International Security Assistance Force, General Dan McNeal and with members of the UN Assistance Mission in Afghanistan (UNAMA).

“Responding to a long-standing invitation from President Karzai, the Secretary General wanted to evaluate the situation on the ground, better assess the progress made, and the role the United Nations can play,” according to his spokesperson.

Mr. Ban has left Kabul and will be heading to Europe, where he will meet President Karzai once more on 3 July in Rome at the Conference on the Rule of Law in Afghanistan, which will be co-chaired by the UN and the Afghan and Italian Governments. The Secretary General's Special Representative for Afghanistan, Tom Koenigs, will also attend the Rome conference.

Before going to Rome, the Secretary-General is expected in Geneva Monday for the opening of the High-level meeting of the Economic and Social Council.

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asia

Leo Facco su Visco

Visco! Ma va a ciapa' i rat! LINK
O sul sito Libertari.org.

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burocrati di partito

Media politici: Wasalive e Moveon

WasaLive è un interessante aggregatore di notizie. Cita spesso questo blog (non è detto che sia un merito...).

Molto utile studiare e ristudiare uno dei principali vortals politici dei democratici Usa, Moveon.org. La missione è la creazione di campagne di informazione in maniera continuativa. Un agit-prop virtuale, utile ad affiancare il sito del Democratic party.

Buy a Democracy Bond

Particolarmente interessante la sezione "manifestazioni virtuali". Potrebbe essere una strada utile anche qui in Italia, soprattutto nel centrodestra, tradizionalmente meno incline delle sinistre a scendere in piazza e/o mobilitarsi in pubblico. Vedere la Virtual march against the escalation in Iraq (con cartina annessa).
Un altro sito dem -
Usaction-  offre una cartina degli States con gli affiliati (si può replicare con gli iscritti di Tocqueville?).

Molto interessante
Campus progress, portale per gli universitari. Ce ne sarebbe un grande bisogno in Italia: un portale liberale per studenti non fagocitati.

Infine
Oregon Action. E' molto chiaro nelle sue sezioni principali: 1) Developing leaders; 2) Organizing people; 3) Taking action; 4) Building power...

N.B. Su tutti i siti dems c'è il banner Make a donation.

Last but not least:
Democratic underground (non solo) ha una pesante annecoulterphobia...

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usa , media, elezioni, blogosfera, liberalismo, filosofia politica

28/06/2007

Veltroni: grandi feste in Africa

Grandi festeggiamenti in tutta l'Africa: Walter Veltroni non viene più.
(Francesco Storace, senatore di AN)  (via
Titollo).

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biberon di stato, burocrati di partito

Media e politica: un quadro

Le opinioni, non gli eventi, muovono gli uomini. (Epitteto)
Secondo Daniel Pipes le guerre moderne si vincono a colpi di editoriale più che a colpi di cannone. Robert Kaplan sostiene che i media globali sono gli “eredi dell’Internazionale comunista”.
Molti avvertono questa realtà, pochi notano che l’Europa continentale concepisce ancora il media system come il Quarto potere di Orson Welles. Restano i tycoon, ma i loro giornali predicano contro il potere. I giornalisti sono i Savonarola del 2000 e gli editori progressisti si autoproclamano papi infallibili. Già negli anni ’80 Samuel Huntington notava che “l’arroganza del potere è stata soppiantata dall’arroganza della morale”. Chi sono i nuovi moralisti? Per Kaplan “C’è un nuovo tipo di tirannia, quella dei media... esercitata da una massa d’urto… non elettiva, non controllabile, che passa da un linciaggio all’altro (…) che non può essere nel torto perché la sua causa è quella dei deboli e degli oppressi: e sta qui il suo potere di opprimere”.
Se è così, i nuovi moralisti si ispirano ai farisei e non a Catone il censore. Come si è arrivati a ciò?
La semiotica studia i segni e il loro rapporto con la verità o la menzogna. Nell’antichità i segni si sono divaricati in immagini e parole. Hanno un’origine sacra comune, ma le immagini (dal greco “eidos” deriva la parola “idolo”) celano menzogne con più facilità. Adamo ed Eva sono traviati dall’apparenza (vedono che il frutto è bello), gli idoli sono l’opposto del Dio di Mosè. La lotta si placa nel Rinascimento, quando l’Occidente si sviluppa proprio conciliando i due opposti, dopo che Marsilio Ficino aveva cercato di “imprigionare” divinità e spiriti nelle statue, costruendo idoli in grado di parlare e agire, come i pre-cyborg Golem e Frankenstein. Dopo la lunga coesistenza tra parola e immagini, nel ‘900 le alchimie di Ficino si sono realizzate: grazie al cinema e alla robotica i quadri parlano e le statue si muovono.
 
La modernità è nata dalla compresenza del Barocco, nel sud Europa, con la Parola nel nord protestante. La Bibbia di Lutero e le arti visive hanno democratizzato nazioni, aperto mercati e avviato la conquista delle Americhe. Ogni volta che intensio ed extensio –immagine e parola- hanno perso l’equilibrio, ogni volta che potere e cittadini non hanno trovato punti di incontro, l’Europa ha rivisto i secoli bui. Non a caso la rivista Aspenia, traducendo il testo di Kaplan già citato, parlava di “Media Evo”. In effetti il modello comunicativo del ‘900 ha creato una frattura che solo internet (sintesi di parola e immagine) può ricomporre.
Radio, cinema e televisione sono la cifra del Novecento totalitarista, quando ha di nuovo trionfato la comunicazione centralizzata, utile per impartire ordini e comportamenti. Anche la stampa utilizza dei Codici e un Canale per rivolgersi a un Ricevente passivo. Tuttavia la parola scritta, rispetto a quella della piazza e al cinema, dà al lettore il tempo di riflettere.
Dal punto di vista semiotico il dittatore è la reincarnazione del Cantastorie che girava nei villaggi per raccontare i miti. Se la voce del Comunicatore entra nelle case, grazie alla tecnica, se si mangia ascoltando la radio o vedendo la televisione, non si produce sapere né si crea nuova letteratura. Resta solo il mito, il racconto iterato, per immagini, la notizia del Minculpop.
  
Eliminare la pedagogia di massa
Il blog ha restituito la possibilità di dirsi, scrivere e creare scenari. Si aprono due vie di fuga: a) la maieutica, cioè la possibilità dell’autoapprendimento; b) la comunicazione tra gli individui, dopo il tramonto dell’agorà. Il web ricompone ciò che la televisione aveva spezzato, uccidendo la parola e favorendo un ritorno delle apparenze che hanno formato la società del look.
I movimenti politici che utilizzeranno appieno la macchina del web avranno successo, se sapranno proporre contenuti, cioè culture.
Purtroppo, tra politica e cittadinanza persiste ancora il vecchio “quarto potere”.
Negli ultimi mesi la stampa italiana ha proposto una preoccupante serie di autocensure, dal caso Litvinenko a quello Sircana. Mentre i media amplificavano Guantanamo, nessuno riportava la morte del 25% degli abitanti della Cecenia (per mano russa), né il genocidio del Darfur o la strage del novembre 2004 in Costa d’Avorio (per mano francese). Nessun giornale ha detto agli italiani che per un mese la Libia ha chiuso tutti consolati e l’ambasciata in Italia, concedendo il visto a 44 aziende e al sottosegretario al Commerio Estero solo un giorno prima dell’apertura della Fiera di Tripoli.
Ciò avviene perché gli editori restano legati ai vecchi modelli, e il mercato pubblicitario è in mano di pochi soggetti.
Le agenzie sono l’unica fonte per tutti, come la Legge. Tuttavia ogni notizia è contorniata dal sottofondo pedagogico dell’ambiente, della pace e dei “diritti”, mentre il liberalismo “pluto-giudeo-anglosassone” rimane un male. Oltre all’apporto dei media, le sinistre possono contare sul “pop” (musica, cinema, sport), struttura portante di molti Comuni, in Emilia come a Roma. La scuola tende a essere un altro medium diffusore dei temi “globali”, e migliaia di istituti hanno scelto La Repubblica come unico quotidiano di classe, senza porsi troppi problemi di pluralismo. La sinistra collega informazione e politica anche per modificare le scelte economiche:  si comprano cibi alla Coop e si aprono conti alla banca etica, ma si tratta pur sempre di banche e coop di parte. Il “socialismo di mercato” ha studiato Jeremy Rifkin e lo applica, amplificando la connotazione politica dei prodotti. Anche la stampa connota: no ai Suv, ma sì ai camper che inquinano di più. Il global warming come punizione per le colpe dei liberisti è un dogma di fede, e Il tempo che fa è diventato una trasmissione politica. Così gli elettori “progressisti” boicottano la Esso, ma non la Elf-Total che ha partecipato allo scempio di “Oil for food”. Lo stesso sistema che condanna Bush come “antiambientalista” non ha mai accusato Gorbacev, che occultò al mondo Chernobyl. Il sistema della pedagogia di massa è ancora dominante.
 
Il modello “area Cdl” si basa su box chiusi. L’identità culturale è bloccata dalla scelta di Mediaset e Mondadori di avere un target generalista. Se il liberalismo fosse un prodotto, sarebbe privo di pubblicità, di informazione. Il Circolo della Libertà rischia il rigor mortis, se continuerà a essere una riedizione del Funari prima maniera, il che non è un’alternativa al pop-giovanile veltroniano. I quotidiani dell’area non fanno rete tra loro. Le riviste, i think tank e i blog sono di alto livello, ma faticano a entrare nel dibattito generale. Così, anche se metà del Paese vota Cdl, le idee che circolano nello strato superficiale dei media sono neosocialiste, e resta utopica la possibilità di cambiare il welfare o ridurre i feudi delle amministrazioni locali.
Considerazione utile: non è detto che la fase “pedagogica di massa” dei media riesca ancora a condizionare la maggioranza dell’opinione pubblica. Non è così, a giudicare dalle elezioni. Bisogna comunque che i media e le forze politiche contrarie alla pedagogia di massa siano in grado di collegare famiglie, individui, scuola e mondo del lavoro con la rete politica. E’ il momento di aprire le scatole chiuse.  Questo il paradosso da risolvere: per migliorare la politica e la comunicazione, entrambi gli schieramenti politici e l’editoria devono fare un passo indietro.

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cinema, media, editoria, blogosfera, berlusconi, cdl , demediacrazia, la repubblica dei benpensanti, farisei, burocrati di partito

Guerra al narcotraffico, a Rio

Appoggiata da elicotteri armati la polizia di Rio de Janeiro è penetrata nella bidonville Alemao di Rio, uccidendo 13 persone, tutti trafficanti di droga. Dieci feriti, tra cui passanti e un poliziotto. La "invasione" della favela è durata tutta la giornata di Une victime des combats entre police et gangs à Rio de Janeiro, mercredi 27 juin. | AP/Ricardo Moraesmercoledi, e i 1350 poliziotti scelti utilizzati per l'attacco hanno dovuto combattere casa per casa contro le gang armate di fucili e mitra. Da maggio a oggi i combattimenti tra polizia e le gang del narcotraffico hanno fatto almeno 40 morti. La guerra si è infiammata dopo il due di maggio, quando sono stati uccisi due poliziotti. s

Sono stai sequestrati 40 kg. di cocaina. L'attacco mirava anche a mettere ordine nel centro della città, visto che il 13 luglio cominceranno i giochi panamericani.

postato da Paolo-di-Lautreamont, 10:55 commenti | | permalink
america latina

Dini, il nostro uomo a Damasco

Se avete fegato, leggete le affermazioni di Lamberto Dini. Questi sono i "moderati" della sinistra.

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israele, medio oriente

Veltroni day in synthesis

Da Camillo la cronistoria della Fiera delle Banalità. Il commento migliore è il penultimo:

Alzategli il teleprompter!
A Walter hanno messo gli schermi del teleprompter troppo bassi, così si vede che legge. (ma anche lui ha il passo di chi legge, non di chi parla a braccio)
27 giugno

Parziale al ventesimo minuto
Con tante parole vecchie e retoriche, Veltroni ha ribadito che il partito democratico sarà la sintesi delle due tradizioni popolari di questo paese, cioè pci e dc. Poi ha detto che il governo Prodi sta facendo benissimo. Infine ha dovuto ricordare ai compagni che "la battaglia non è contro la ricchezza, ma contro la povertà". Peggio, non mi sarei potuto aspettare.
27 giugno

La linea Luca Sofri ha vinto
Veltroni ha fatto l'elogio della società di anziani, secondo lui merito del welfare state conquistato dai nostri padri. Nessun cenno alla crescita zero. Ha pure fatto gli auguri al governo per "ammorbidire" lo scalone, cioè per la controriforma delle pensioni.
27 giugno

"L'edilizia popolare"
27 giugno

"La lotta al precariato è la frontiera che il partito democratico ha davanti a sé"
27 giugno

"Il metodo della concertazione"
27 giugno

Alla mezz'ora
Soltanto tre le parole sensate: "Sì alla Tav"
27 giugno

Momento Superiorità Antropologica
Se fosse solo la destra a chiedere una riduzione fiscale "non varebbe la pena nemmeno di rispondere", però, cari compagni, "il carico fiscale è elevatissimo". Poi una sgrammaticata e confusa riproposizione delle tesi di quelli a cui non valeva la pena rispondere.
27 giugno

Contrordine compagni
"
I prelievi sulle renditi finanziarie sono i più bassi d'Europa"
27 giugno

Sicurezza zzz...
27 giugno

Momento Calderoli
Le forze dell'ordine in divisa lascino i compiti amministrativi negli offici e vadano per strada a far sentire alla gente la loro presenza
27 giugno

Finalmente
Sulla riforma istituzionale ha detto cose buone e giuste (fine del bicameralismo, maggiori poteri al premier, riduzione dei parlamentari). Oggi voterebbe "Sì" al referendum di due anni fa?
27 giugno

?!?
"Una legge per la politica"
27 giugno


Momento melassa
"Voltiamo pagina"
27 giugno

Momento Obama

"Non c'è un'Italia di destra e di sinista, c'è una sola Italia. Non c'è un integralismo religioso e un laicismo esasperato, c'è una sintesi"
27 giugno

In sintesi
Le primarie vere non saranno queste di ottobre, ma quelle successive che sceglieranno il candidato premier tra i vari partiti dell'Unione (Sì, sconfitta con perdite, la mia proposta)

Momento Superiorità Antropologica/2
"Noi, i migliori".
27 giugno

Celestino non va in Africa
"Con allegria"
27 giugno

A Whiter shade of Pale
Finisce così, con la canzone dei Procol Harum credo nella versione di Annie Lennox
27 giugno

Post discorso - L'analisi di un amico, appena ricevuta su Skype:
"Un discorso degli inizi del 900"
27 giugno

Una boiata pazzesca
27 giugno

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ds , pd , imamesimo, incapaciocrati, sragion di stato, la repubblica dei benpensanti, inezio mauro

27/06/2007

Hugo Chavez va alla guerra

Ieri il presidente Hugo Chavez è partito per un viaggio strategico in Russia, Bielorussia e Iran. Domenica scorsa -vestito in uniforme- il despota ha rivolto un discorso ai militari, chiedendo loro di prepararsi alla guerriglia contro gli Stati Uniti. Nelle stesse ore ha assegnato loro un aumento di stipendio del 30 per cento. Non ci si deve sorprendere se i soldati hanno assistito in massa al discorso di Chavez. Erano in piedi sui tank, circondati da striscioni con la scritta “Patria, socialismo o morte!”, oppure “Vinceremo!”. Curzio Malaparte si rigira nella tomba: in effetti si tratta di slogan fascisti, nella forma socialista di Salo’.
La guerra contro gli Usa non è alle porte, ma conta la creazione di un asse “multipolare” guidato da Teheran, il migliore alleato di Chavez. Conta soprattutto la quantità di deterrenza che viene schierata contro l’Occidente –dalla Siria a Gaza, fino a Cuba e al Nicaragua. Chi attaccherà l’Iran o il Venezuela è avvertito.
Non si tratta di boutades: il governo bolivarista ha speso 4.3 miliardi di dollari in nuovi armamenti nel biennio 2005-2006. Più di Pakistan e Iran. Più della stessa Cina –che pure ha una spesa complessiva per la Difesa di oltre 44 mld di dollari (la maggior parte -pero’- è destinata agli stipendi). Tre miliardi su quattro sono stati spesi nel mercato russo, dove Chavez ha acquistato 100.000 Kalashnikov, 50 elicotteri da combattimento e 24 caccia Sukoi Su-30.
 
L’armamento è utile per reprimere la dissidenza interna, che ha rialzato la testa dopo la vile chiusura della televisione RCTV (gli ascolti della statalista Tves, che ha preso le frequenze e le apparecchiature di Rctv, sono molto bassi). Ieri il Dipartimento di Stato americano ha diffuso una nota per i cittadini statunitensi, avvertendoli dei pericoli di violenze durante lo svolgimento della Coppa america di calcio, la cui fase finale si svolge in Venezuela.
Chavez intanto va a parlare alla Duma, come un Castro redivivo. Incontrerà i manager delle principali industrie russe. Scenderà verso il sud del paese e si recherà a Rostov, per visitare l’industria che produce gli elicotteri acquistati dal Venezuela. La delegazione bolivarista si recherà anche in Bielorussia, dove Chavez conta di rifornirsi di sistemi radar e antimissile.
Smentite categoricamente le voci di un cointeressamento venezuelano nella realizzazione dell’atomica iraniana. La visita a Teheran prevede un’agenda legata ai temi economici e strategici.
“Siamo impegnati a rafforzare il nostro esercito per prevenire aggressioni imperialiste e assicurare la pace, non per attaccare”, ha precisato nel discorso ai militari di domenica scorsa.
Domani Chavez inaugurerà il Centro culturale Simon Bolivar di Mosca, prima di partecipare a una cena di gala al Cremlino. Sembra di tornare indietro nel tempo.
I giornalisti peruviani si sono dati appuntamento a Lima sotto l’ambasciata venezuelana, per protestare contro la repressione della libertà a Caracas.
L’economista venezuelano Federico Alves, esule all’estero e collaboratore con il media center noticierodigital.com, ha indirizzato un pressante appello al Dipartimento di Stato degli Stati Uniti. Alves punta il dito contro la ventilata acquisizione di nove sottomarini da parte della marina venezuelana: “le mie fonti nell’esercito sostengono che i sommergibili potrebbero lanciare missili a lunga gittata”. Alves specifica che gli Usa devono calcolare che le basi di appoggio sarebbero dislocate anche a Cuba e nel Nicaragua, cioé a poche miglia dalle coste americane. Cio’ violerebbe gli accordi Kennedy-Kruscev.  Siamo tornati alla crisi dei missili: Chavez riporta indietro le lancette della Storia, in linea con la sua ideologia vintage.  
Su L'Opinione di oggi. Sostenete la stampa autenticamente liberale!

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venezuela, iran, america latina, russia

Il Politburo' Veltroni a Torino

La consueta liturgia di matrice sovietica circonda di fervida attesa la candidatura di colui che dovrebbe essere UNO DEI TANTI candidati alla segreteria del partito democratico. In realtà, esattamente come ai tempi dei Soviet Supremi, i candidati saranno molti -formalmente- ma in realtà si sa già perfettamente che sarà eletto Walter Veltroni.
Cio' che distingueva le dittature di destra e di sinistra era che nel caso delle dittature "proletarie" la parola |democrazia| era più usata del maiale nella cucina emiliana. In realtà il referente della democrazia -cioé la sua realizzazione- era meno probabile dell'uso del maiale nella cucina di Bin Laden.
Cio' è vero ancora oggi, nell'Italia delle discoteche estive, nell'Italia del Partito democratico.
Avanza il Politburino.
Avanza WV,  candidato unico di un partito "multiculturale". Diventerà Segretario Generale né più né meno come lo diventarono i Breznev e i Kossighin: in un clima più unto di una coda alla vaccinara.
Lui già garantisce un'avanzata del 10 per cento. Così recitano i corifei di partito. A sinistra si ode uno squillo di tromba. A destra rispondono quattro trombati del partito di follini. Che bella cosa, il Partito che nasce già morto dentro. Privo di prospettive ideali, privo di contenuti, con una forma vecchia e derivata da un cerimoniale odiato da tutti ma che ritorna come un'araba fenice, perché non c'è nient'altro, se non un vuoto spaventoso che nessun giornalista leccapiedi puo' colmare e nessun politicante d'accatto puo' cementare con la passione del "popolo".

Eccolo il candidato unico del PD, l'amante dell'Africa che ha mandato gli uomini della Nettezza Urbana romana in aiuto al comune di Dakar, il genius ex machina (Mercedes Benz) che ha gestito la nettezza urbana senegalese peggio di un Bassolino, così che i senegalesi gli hanno rispedito indietro l'aiuto dicendo che peggiorava le cose. E' lui il vero cantante degli Zero Assoluto, è lui l'autore dello slogan I care, che suona meglio come Icare, cioé Icaro, uno che vola verso il sole con le ali di cera.
Dopo i Politburo' ci propongono il Politburino, e pensano che ci siano così tanti coatti in questa nazione straziata dalla balnearità (unica e vera Cultura dominante), e così tanti idioti da dare il loro voto a un Maria Antonietta che ha fatto della elargizione delle brioches cinematografare e delle Notti Bianche crostojevskiane una way of li
fe.
Continuate così, mentre i muri delle vostre Città proibite crollano e la gente nemmeno più vi disprezza. Siete diventati invisibili, nonostante tutto il clamore di cui vi fate circondare, al Politburino.

postato da Paolo-di-Lautreamont, 00:32 commenti (14)| | permalink
cinema, ds , cooperative, cortigiani, pd , imamesimo, incapaciocrati, burocrati di partito

26/06/2007

Greenwich in onda

Su Radio Alzozero adesso (cliccare sul link in alto a destra).

postato da Paolo-di-Lautreamont, 16:09 commenti | | permalink
greenwich

Syria reform party su Libano e dintorni

Due giorni fa un attentato ha causato la morte di cinque soldati del contingente spagnolo, dislocato nel sud Libano nell’ambito della missione Onu. Hezbollah ha condannato l’attentato, così come il movimento Amal. Le forze “14 marzo” invece hanno puntato l’indice contro la Siria così come ha fatto la Francia. Nel contempo Dini è accorso andreottianamente al capezzale degli Assad, i quali hanno condannato –arafatianamente- l’attentato.
 Per comprendere il quadro militare e geopolitico del “fronte nord” della guerra asimmetrica contro Israele, è utile seguire le dichiarazioni del principale partito di opposizione siriano, il Reform Party of Syria (RpS) guidato da Farid Ghadry, così come gli organi di informazione libanesi. Il quotidiano indipendente di Beirut L’Orient le Jour sottolinea l’importanza degli incontri del premier libanese Siniora, che ha incontrato Sarkozy e altri leader occidentali riuniti per un vertice sul Darfour, a Parigi. Il Reform Party sosteneva da tempo che gli attacchi condotti al nord del Libano, facevano parte del tentativo di indebolire le posizioni della missione Onu al sud. L’Orient le Jour ieri scriveva: “l’esercito libanese aveva sguarnito le sue posizioni a sud, per rispondere alle necessità militari della battaglia di Nahr el-Bared”. Ma torniamo al RpS, un partito di laici, esuli in Europa e negli Usa oppure residenti in Siria (in incognito). L’RpS ritiene che la stagnazione delle economie arabe –dovuta allo statalismo- sia tra le principali cause del proliferare terrorista nel Medio oriente. La leadership del partito è rappresentativa di tutte le componenti della Siria –oggi governata da una dittatura della minoranza alawita. In Siria vi sono curdi, alawiti, cristiani, drusi. Di recente è nato un altro partito di opposizione, l’Assyrian Democratic Rally. La nuova formazione cerca di rappresentare un punto di riferimento per i cristiani, passati dal 20 al 10 per cento della popolazione.
 
Veniamo ai fatti pesanti riferiti dal Reform Party.
L’Iran sta dispiegando missili Shehab-3 in Siria. Dotati di un raggio di azione di 1280 km., sono in grado di colpire Israele in risposta a un attacco aereo contro i laboratori nucleari iraniani, dove sono stati prodotti già 100 kg. di uranio arricchito (500 chili sono sufficienti per una bomba nucleare). Oltre agli Shahab, sulla via di Damasco stanno arrivando anche dozzine di Scud-C e Scud-B, in riferimento agli accordi di cooperazione militare sottoscritti nel 2005 con Teheran. Ingegneri balistici iraniani stanno addestrando siriani e hezbollah all’uso dei sistemi missilistici. Lo stesso starebbe avvenendo in altri paesi, a partire dal Sudan, che –sempre secondo gli oppositori siriani- potrebbe attaccare i paesi filo-occidentali, a partire dall’Arabia saudita (e dall’Egitto, aggiungiamo noi).  
Nel contempo fonti israeliane annunciano la consegna di MiG-31 russi alla aviazione siriana.  
 
La gravità della situazione è confermata dallaa sessione straordinaria di ieri dell’Onu, per discutere il da farsi dopo l’attacco alle truppe spagnole dell’Unifil.
Gli Azzeccagarbugli dell’Onu si devono rendere conto che anche nel Libano è entrata in vigore l’alleanza tra radicali sciiti e sunniti già in atto in Iraq e a Gaza. Non è pertanto il caso di capire se l’attacco è stato condotto da Hezbollah o da Fatah el-Islam –come sembra più probabile-, ma di rendersi conto che la minaccia è molto seria e non riguarda soltanto Israele.
Se si vuole la pace, non c’è alternativa all’eliminazione dell’atomica dalle mani dei despoti, a Damasco come a Teheran.
Su L'Opinione di oggi.

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medio oriente

Paris Hilton libera!

Con grande gioia apprendiamo il nuovo lutto della canea giustizialista mondiale. Paris Hilton è finalmente libera. Tenuta in galera per 40 giorni, più per il suo nome, che per aver guidato ubriaca e con la patente bloccata, è stata liberata dopo venti giorni di prigionia.
Paris Hilton è la ricca che ci piace: piena di difetti, esattamente come tutti gli umani, tranne i ricchi politicamente corretti e socialriformisti.

Qui l'intera storia di questa ingiusta prigionia.

postato da Paolo-di-Lautreamont, 11:16 commenti (4)| | permalink
autoaccecati

Blog fresco

Col caldo è un piacere trovare qualcosa di nuovo, invece del solito "come eravamo". Un blog fresco e interessante: Alberto Cane.

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blogosfera

25/06/2007

Il Sole 24 Ore entra al 30% in Blogosfere

Si tratta di una strategia di marketing che sarebbe stata percorribile anche per Tocqueville. Purtroppo il centrodx soffre da sempre una serie di blocchi e veti contrapposti (avanti la Tv della Libertà stop a Liberal etc etc.). Bisognerà insegnare il management ai politici oppure semplicemente andare avanti con le proprie forze saltando blocchi e paure?
In ogni caso i singoli blogger dovrebbero utilizzare liberamente il mezzo come credono. Chi pero' punta a fare comunicazione politica e informazione -com'è il caso dei blogger di Tocqueville - dovrebbe puntare innanzitutto a un severo e produttivo automanagement - sfuggendo così all'ideologismo che conduce alla sterilità.

IL SOLE 24 ORE ENTRA AL 30% IN BLOGOSFERE
Il network gestisce 150 blog d'informazione professionale (oltre 1.000.000 di utenti unici).
Milano, 25 giugno 2007 – Il Gruppo Il Sole 24 ORE entra al 30% in Blogosfere, il più Logo Blogosferegrande network italiano di blog professionali d’informazione (www.blogosfere.it). L’operazione è avvenuta a seguito dell’aumento di capitale di Blogosfere s.r.l., che, nata nell’ottobre 2005, conta oggi oltre 150 blog suddivisi per aree tematiche con un traffico totale di oltre 1.000.000 di utenti unici.
Ogni blog del network è dedicato ad un argomento specifico, verticale, ed è curato da un esperto del settore. Blogosfere copre l’informazione a 360°, in modo nuovo e complementare rispetto ai media tradizionali, prestando particolare attenzione alle nicchie dell’informazione.

"Grazie all’ingresso in società di un partner prestigioso come Il Sole 24 ORE, avremo la possibilità di sviluppare più rapidamente ed in modo più efficace Blogosfere, preservando al tempo stesso l'indipendenza dei blogger del network" dichiara Marco Montemagno, AD di Blogosfere.
"L'ingresso in Blogosfere fa parte della strategia di rafforzamento in Internet del Gruppo, consente di incorporare un know how tipico delle practice più avanzate del web e in particolare di un settore in forte espansione come quello dei blog" commenta Matteo Cascinari, Direttore Area Multimedia de Il Sole 24 ORE.

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politica, media, tocqueville




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