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27/07/2007
Il blog -il suo titolare, la sua famiglia, il gatto...- vanno in ferie fino al 20 di agosto. A 800 metri, senza internet né tv. Buone vacanze.
postato da Paolo-di-Lautreamont, 01:15 commenti (10)|
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26/07/2007
LINK .
postato da Paolo-di-Lautreamont, 18:01 commenti |
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imamesimo, socialbabbei, marxislamici
Molto condivisibili le perplessità di Perla Scandinava nei confronti di un "manifesto" di blogger di centrodestra a sostegno della candidatura di Mario Adinolfi alla guida del Partito Democratico.
Adinolfi è redattore di Europa, ex democristiano, editorialista di Avvenire. Assunto da Rai, collaboratore di Radio Vaticana e Radio Alzozero. Si è candidato alle elezioni regionali in Lazio con Marrazzo.
Nell'aprile del 2006 è stato indicato da Time come una delle dieci giovani speranze della "Young Italy". Nel 2006 fonda l'associazione per il partito democratico Generazione U, animata da blogger under 40 di centrosinistra.
Ai miei occhi ha un unico difetto: è povero di contenuti. Con ciò fa "molta" audience, soprattutto nel mondo virtuale.
Strano appoggiarlo "da destra", anche se -per carità- virtualmente è il più presentabile di tutti. Al di là della excusatio non petita di dar prova di anti-ideologia, il punto è che Adinolfi sembra essere una delle tante foglie di fico utili ad accreditare la candidatura di Walter Veltroni. Cui Prodest, igitur?
Come dice, giustamente, Perla.
postato da Paolo-di-Lautreamont, 17:57 commenti (1)|
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politica, società civile, pd , imamesimo
Non sono affatto d'accordo con la dichiarazione di SB. Non è questione di "giustizialismo". Anzi. Qui ci sono degli "intoccabili". Non concedere l'autorizzazione significa renderli più duri e forti ancora.
Inoltre il liberalismo persegue il fumus persecutionis, non il normale iter della giustizia, se questa è davvero giusta. Qui non c'è nessun clima forcaiolo. I giornali stanno abbottonati. Non è partito nessun procedimento giudiziario. Non ci sono condanne all'impiccaggione. Non c'è nulla, assolutamente nulla.
Votare no è un pessimo modo di non sganciarsi dalla feccia. Un minisuicidio politico.
Sono stanco dei residuati bellici democristiani dentro a F.I. e dintorni. Ne conosco un paio: fanno solo del danno per il centrodx... Prendono occulti voti a sinistra, tanto per capire l'intreccio. Bene, è proprio questa cosa e questa gente vanno tagliate come si taglia un ramo malato.
Con questo andazzo, è chiaro che D'Alemah e Fassino si sentano così ben protetti (dal Quirinale all'opposizione, mica è poco) da sponsorizzare loro stessi, contro lo stesso parere dei parlamentari, l'autorizzazione a procedere contro di loro. Così il teatro andrà avanti. Magari però potrebbero trasferirsi al Brancaccio, invece che restare in Parlamento...
postato da Paolo-di-Lautreamont, 13:56 commenti (1)|
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politica, giustizia
25/07/2007
Altri scriverebbe che la gestione degli Esteri da parte di D'Alema può configurarsi con un solo aggettivo: mussolinismo. D'Alemah è uno che non sopporta il profilo basso: vuole essere protagonista, sbattere i pugni, fare a pugni con le plutocrazie. Non a caso, dopo le sue ultime esternazioni, Condoleeza Rice ha dato forfait al suo incontro con D'Alema, previsto a fine luglio.
Ma in realtà a lui interessa la Stanza dei Bottoni: all'ISAF dovrebbero coinvolgerlo, mandarlo su un caccia o su una portaerei... Così si gaserebbe, credendosi di essere il Dottor Stranamore del Bene, come in Serbia.
...Però è anche un sinistro pacifista... Un classico di D'Alema, nel mezzo di una guerra alla quale partecipa, è cominciare a chiedere la sospensione dei raid e corridoi umanitari dopo mezz'ora dall'inizio delle operazioni, oppure sospendere i bombardamenti in caso di cerimonie, feste etc., come durante il Ramadan (Afghanistan 2001). "Scusi, devo andare a pranzo: mi bombarda quando ritorno?"... Ecco l'atteggiamento Ipocritamente corretto, in linea col PD...
Non c'è niente da dire: è proprio il peggior ministro degli Esteri, dai tempi di Antonio e Cleopatra...
ROMA - Il ministro degli Esteri, Massimo D'Alema, ha auspicato che si ponga fine alla missione "Enduring Freedom" in Afghanistan, guidata dagli Stati Uniti per evitare quei problemi di coordinamento con quella Isaf che in alcuni casi hanno causato vittime civili. (Corriere della Sera)
Synopsis.
The italian leftist politician Massimo D'Alema foretells that Italy gives up the mission "Enduring freedom", leaded by USA, and so stop the problems with ISAF mission in Afghanistan.
Someone may define mr D'Alema, italian Foreign affairs minister, just in one way: a mussolinian. D'Alema never likes to remain in a low profile, he needs to be protagonist, the lead actor, he likes come to blows with anyone and with democracies. Condoleeza Rice scratched a meet wit him, scheduled next week.
In effect D'Alema seems to be proud when he's sitting in the control rooms. ISAF officers must involve this man, i.e. sending him into an aircraft carrier, or into a Stealth flying and gently bombing... He is a pacifist Doctor Stranamore... So just few minutes after starting a war, he talks about the urgent necessity to stop raids and stop bombing because holydays etc... as in Afghanistan, 2001. "Excuse me, I must go to lunch... Could you bomb me just when I'll come back?" Something Hypocrital correct like so... We know: D'Alema is the worst minister from the times of Cesar and Cleopatra...
postato da Paolo-di-Lautreamont, 17:56 commenti (15)|
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usa , medio oriente, difesa, ds , autoaccecati
Non è vero. Non sono mai stato giustizialista. Sono però per la giusta giustizia. Trovo quindi sgradevoli le parole di Fassino, che ha trovato sgradevoli le parole di Bertinotti, che ha trovato sgradevole che i parlamentari cercassero dei privilegi"...
postato da Paolo-di-Lautreamont, 15:09 commenti (7)|
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giustizia
24/07/2007
L'accordo Enipower-unicredit è importante. Io resto decisamente diffidente nei confronti del fotovoltaico, ma se a qualcuno interessa verificare di persona, o con tutto un condominio, ora è possibile farsi finanziare il 100% dell'investimento in 20 anni a tassi agevolati. Come succedeva all'estero. il fatto è che all'estero, nonostante tutto ciò, il fotovoltaico NON è decollato come sarebbe stato logico aspettarsi. Dite la vostra.
San Donato Milanese (MI), 24 luglio 2007 – Enipower ha firmato oggi con UniCredit Banca l'accordo per il lancio di una nuova offerta integrata legata all'energia solare. Enipower offrirà alla propria clientela la fornitura e l’installazione di impianti fotovoltaici con la possibilità di finanziarne l’acquisto grazie ai finanziamenti messi a disposizione da UniCredit Banca.L’offerta, inoltre, includerà un'adeguata copertura assicurativa dell’impianto.
Enipower provvederà alla fornitura e alla installazione degli impianti fotovoltaici e assisterà i clienti nell’espletamento delle pratiche per ottenere i contributi previsti dal Decreto emesso il 19 febbraio 2007 dal Ministero dello Sviluppo Economico di concerto con il Ministero dell’Ambiente. UniCredit completerà l’offerta concedendo finanziamenti che copriranno fino al 100% del costo dell’impianto e che potranno essere rimborsati in massimo 20 anni con utilizzo dei contributi pubblici.
La copertura assicurativa, che sarà fornita da Padana Assicurazioni in co-assicurazione con la società HDI, garantirà il cliente da furto, incendio e mancata produzione elettrica dell’impianto.
Attraverso questa operazione, Eni conferma il proprio sostegno allo sviluppo e alla diffusione delle fonti energetiche rinnovabili proseguendo la propria attività di promozione della sostenibilità ambientale in ambito energetico. Nel proprio piano strategico 2007-2010, Eni ha programmato investimenti per 350 milioni di euro da destinare a progetti su fonti di energia rinnovabile, in particolare solare e biocarburanti.
postato da Paolo-di-Lautreamont, 17:37 commenti (7)|
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economia, energia

La vignetta è di inizio 2007...
postato da Paolo-di-Lautreamont, 16:35 commenti |
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21/07/2007
A leggere quanto risulta alla gip Clementina Forleo (l'ultragarantista islamica, qui criticata per certe scelte) c'è davvero da pensare che D'Alema, Fassino, Latorre e Grillo possano finire sotto condanne pesanti. Molto pesanti. Fa specie il loro atteggiamento: sono gli "altri" i colpevoli. Loro sono innocenti e i migliori a prescindere, perché anche quando agiscono male, lo fanno a "fin di bene"... Adesso bisogna che la Cdl non sbagli dei colpi, però... Cicchitto non ha esordito al massimo, oggi... D'accordo che c'è di mezzo Grillo...
Milano, 20 lug. (Adnkronos/Ign) - I parlamentari intercettati in 73 conversazioni telefoniche nel corso dell'inchiesta condotta a Milano sulla mancata scalata alla Bnl, non sono solo interlocutori ma ''consapevoli complici di un disegno criminoso di ampia portata''. Lo scrive il gip milanese Clementina Forleo nell'ordinanza con la quale ha disposto la trasmissione al Parlamento delle intercettazioni richieste dalla procura, come prova della responsabilità di alcuni indagati.
Quello che si stava realizzando con la mancata scalata alla Bnl era un ''disegno criminoso di ampia portata'', ossia un piano che ''si stava consumando proprio ai danni dei piccoli e medi risparmiatori in una logica di manipolazione e lottizzazione del sistema bancario e finanziario nazionale'', scrive ancora Forleo nel provvedimento.
Nelle vicende di cui si tratta, pur a un certo punto bloccate attraverso l'intervento della Consob e della magistratura, non può non sottacersi la grave ricaduta delle condotte incriminate non solo sull'immagine del paese, messo a nudo nella sua realtà istituzionale anche nei confronti della comunità internazionale, ma anche sul singolo risparmiatore-investitore, debole e ultimo anello della catena su cui riversare le conseguenze di tali condotte", si legge in uno dei passaggi del provvedimento.
Si dicono '''totalmente estranei'' a qualsiasi ipotesi di condotta illecita il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri Massimo D'Alema, il segretario dei Ds Piero Fassino e il senatore Ds Nicola Latorre.
Sessantotto delle 73 intercettazioni telefoniche disposte nel capoluogo lombardo nell'ambito dell'inchiesta sulla tentata scalata alla Bnl da parte di Unipol, che coinvolgono alcuni parlamentari, saranno dunque trasmesse al Parlamento.
Sono 6 i nomi dei politici che ricorrono nelle due ordinanze depositate dalla Forleo: Massimo D'Alema, Piero Fassino, Nicola Latorre, Salvatore Cicu, Romano Comincioli e Luigi Grillo.
postato da Paolo-di-Lautreamont, 01:05 commenti |
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ds , unipol, tangenti, cooperative, consorte, paribas, incapaciocrati
20/07/2007
L'UE potrebbe inviare migliaia di soldati in Ciad entro il 2007. Nicolas Sarkozy, e il presidente del Ciad hanno convenuto su questa necessità in un incontro avvenuto ieri a Parigi. Il progetto dovrà passare il vaglio dei 27 membri Ue.
postato da Paolo-di-Lautreamont, 11:27 commenti |
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europa, africa
E’ in Pakistan la nuova frontiera dell’islam jihadista. La campagna di primavera in Afghanistan è fallita. Gulbuddin Hekmatyar, signore della guerra alleato dei talebani e trafficante di oppio, ha annunciato la decisione di lottare esclusivamente con Hezb-i-islami, un partito politico come Batasuna nei Paesi baschi, Hezbollah in Libano o Hamas in Palestina, e attendere che i zapo-dalemiani del mondo abbocchino all’amo.
L’attenzione degli strateghi wahabiti si concentra sul Pakistan, una nazione dotata di armi atomiche. Del resto tutti i sunniti vorrebbero controbilanciare la deterrenza nucleare di Teheran, senza dipendere dall’ombrello di Washington. Di conseguenza il Pakistan sta diventando uno dei Paesi più a rischio del pianeta, con l’Iran e la stessa Russia, sempre più vicina a una riedizione della Guerra Fredda che spingerebbe in secondo piano lo stesso conflitto contro l’integralismo.
I detonatori sono stati la “rivolta giudiziaria” e quella della Moschea Rossa. Ieri due attentati suicidi –nel sud e nel nord- hanno causato 32 vittime, in gran parte poliziotti. Dopo la “battaglia” della moschea di Islamabad sono morte in tutto 140 persone a causa di attacchi terroristi. Il presidente Pervez Musharraf ha comunque escluso la proclamazione della legge marziale, anche dopo che un attentato contro una sede dell’ex Premier Benazir Bhutto, esiliata a Londra, l’unica leader dell’opposizione che ha appoggiato l’attacco contro la Moschea Rossa.
L’utilizzo di strutture religiose come basi militari costituisce –sostiene Daniel Pipes- una nuova forma dell’islam di guerra, dopo la rivoluzione, il golpe e la guerra civile.
Non c’è alcuna differenza tra i guerriglieri che operano in Pakistan e l’idologia talebana. L’islam dell’anima è morto col poeta afghano Sayd Bahodine Majrouh, assassinato a Peshawar nel 1988. Era l’autore delle « Songs of love and war » (Other press), raccolta dedicata allo strazio delle donne pashtun. Per gli invasati l’attacco di Musharraf contro la Moschea è un’onta da lavare col sangue. L’islam si scomunica reciprocamente: il governo pakistano definisce «miscredenti » i talebani. Poche ore dopo la “liberazione” della Moschea Rossa il capo effettivo di Al Qaeda, Ayman al-Zawahiri, ha rivolto un appello contro Musharraf. Il presidente (non democratico, ça va sans dire) considerava invece la moschea Lal Mashid una “fortezza da conquistare con le armi”, e si è mosso di conseguenza, con il sostegno dell’Occidente e della Cina (vedi L’Opinione del 17 luglio).
La Moschea di Islamabad, costruita negli anni ’80, fa parte di un centro religioso che comprende la madrassa Jamia Hafsa. La scuola islamica ospita 9000 studenti, molti dei quali sono donne. Il fondatore Maulana Abdullah era riverito per la sua predicazione antisovietica. Maulana Abdullah fu assassinato nel 1998. Gli successero i due figli Abdul Aziz e Rashid Ghazi: la loro ideologia deriva dalla tradizione di Deoband, in India. Si tratta di una versione alternativa all’islam “britannico”: i fondatori si ispiravano a un ritorno alla “semplicità dei tempi del Profeta”, simile al salafismo.
La scuola deobandita ha formato i monaci-soldati talebani il cui sogno è naufragato nel dicembre 2001.
Il piano di Al Qaeda in Pakistan era chiaro fin dagli anni del generale Zia, il più vicino alla loro ideologia. Scrive Roland Jacquard: “l’obiettivo di Al Qaeda era destabilizzare il Pakistan per mettere le mani sull’arsenale nucleare… A partire dal 1997, bin Laden aveva già speso somme ingenti per corrompere alcuni ingegneri nucleari e ottenere la complicità dei generali e dei membri dei servizi segreti pakistani”. In effetti l’ISI (Inter Service Intelligence) naviga per conto proprio. Fondato nel 1948 dal generale australiano Cawthorne alla vigilia della spartizione su basi religiose dell’antica colonia inglese, l’ISI è controllato in minima parte da Musharraf ed è stato uno degli artefici della incomprensibile tolleranza che ha accompagnato la crescita delle madrasse pakistane. Lo stesso Musharraf ha flirtato col partito “alqaedista” pakistano, il Muttahida Majlis-e-Amal (MMA).
Forti del sostegno esplicito del MMA, e di quello implicito dell’ISI, i due figli di Maulana Abdullah hanno costruito (illegalmente) decine di moschee e madrasse, hanno proceduto ai falò di libri e video, hanno “chiuso” i negozi “contrari alla shariah”, hanno creato la Brigata dei burqa, formata da donne velate e armate di bambu. Credevano di godere di una forza tale da poter sfidare il regime: hanno sbagliato i conti, ma oggi il Pakistan è spaccato in due.
postato da Paolo-di-Lautreamont, 11:26 commenti (2)|
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terrorismo, religioni, islam, asia
19/07/2007
Coloro che hanno fatto questa schifezza appartengono con ogni evidenza alla famose Corti islamiche. Ricordo la stampa rivoluzionarista e i politici di sinistra con La Repubblica (dei benpensanti) in testa, quando rigioivano pensando a come andavano bene le cose in Somalia con le Corti, che avevano garantito "ordine e disciplina" (sono i padri dei fascismi, i sinistri, e non solo per le biografie di Muss. hitl. e stal.). Gli stessi partirono subito con le lamentele sul "caos" prodotto dagli etiopici, intervenuti per stabilire il governo legittimo, legittimo per quanto possibile in un paese così tribalizzato e incatenato dall'islam peggiore...
MOGADISCIO - Diversi colpi di mortaio sparati contro l'edificio sede della conferenza di riconciliazione somala a Mogadiscio hanno mancato il bersaglio ed hanno ucciso sei civili, tra cui cinque bambini. Lo riferiscono residenti nella zona. Una fonte della sicurezza ha precisato che il primo ministro Ali Mohammed Gedi aveva lasciato già il posto quando è avvenuto l'attacco. (Ansa)
postato da Paolo-di-Lautreamont, 23:49 commenti |
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esteri, africa, farisei
18/07/2007

Sono pazzi questi PD... Tra un Adinolfi che si autocandida e una Bindi che cerca di dare una parvenza di democraticità al Poltiburò dei Politburini... arriva la barzelletta di un gruppo di "sostegno a Veltroni"... denominato... Leggere (dichiarazione di Benedetto Della Vedova tratta dal sito dei Riformatori Liberali) per vedere il livello di ignoranza della nostra classe po(l)litica di sinistra:
I giornali di quest’oggi danno notizia di una iniziativa del Ministro degli Interni Giuliano Amato, che, insieme ad altri esponenti del centro-sinistra, intende sostenere la candidatura di Walter Veltroni a leader del costituendo Partito Democratico, promuovendo a questo fine un manifesto liberaldemocratico e una lista denominata “Riformatori liberali”.
A questo proposito Benedetto Della Vedova, Presidente dei Riformatori Liberali e deputato di Forza Italia ha scritto una lettera al Ministro degli Interni in cui, tra l’altro si legge:
‘Non esiste, come è ovvio, alcun copyright o monopolio politico sull’uso degli aggettivi “riformatori” e “liberali”, o dei termini “partito” e “democratico”. Nel caso in cui, però, la sigla “Riformatori Liberali” denominasse un raggruppamento interno al Pd – ed i giornali di quest’oggi sembrerebbero confermarlo – questo avrebbe l’identica denominazione del soggetto politico, di cui sono Presidente, appartenente al centrodestra e costituito nel 2005 per portare il sostegno delle proposte radicali, liberali e liberiste alla leadership di Silvio Berlusconi.
Sono sicuro che a Lei, titolare di un Ministero chiamato a vigilare sulla non confondibilità delle denominazioni e dei contrassegni politico-elettorali, non sfuggirà che la legge e un’ampia giurisprudenza impediscono di utilizzare una denominazione non analoga, ma addirittura identica per soggetti politici diversi. Visto che inoltre è una persona di spirito, non Le sfuggirà neppure che chiamare un gruppo, una corrente o una lista interna al maggiore partito del centro-sinistra come un piccolo soggetto politico della Cdl sarebbe considerato, dalle parti del Pd, un lapsus rivelatore.
Non dubito che saprà trovare il modo e le “parole” per scongiurare il rischio che la Sua iniziativa possa venire intesa come “intelligenza con il nemico”’
postato da Paolo-di-Lautreamont, 16:47 commenti |
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politica, pd , incapaciocrati, burocrati di partito
Hamas sarebbe un “Movimento terrorista, ma anche popolare, che rappresenta tanta parte del popolo palestinese”: colpiscono queste affermazioni del Ministro degli Esteri D’Alema pronunciate alla Festa dell’Unità di San Miniato lo scorso 16 luglio. Hamas sarebbe una forza voluta dal popolo? A parte la contraddizione di un partito totalitario “popolare” (anche Hitler, seguendo lo stesso criterio, visto che fu eletto nel 1933, potrebbe essere definito “popolare”?), a Gaza Hamas ha conquistato il potere con la forza, dopo sette mesi di guerriglia metropolitana, rifiutandosi di affrontare le elezioni anticipate chieste dal presidente Abu Mazen il 15 dicembre 2006. Elezioni che il partito islamista avrebbe molto probabilmente perso. Infatti Hamas, soprattutto a causa della sua politica religiosa estremamente repressiva, aveva già bruciato buona parte del consenso palestinese conquistato negli anni precedenti con una forte campagna moralizzatrice contro la corruzione dell’Autorità Palestinese.
Hamas, insomma, ha ripetuto la strategia di un partito che D’Alema conosce molto bene: quello bolscevico di Lenin che, vista la mala parata elettorale, sciolse con la forza l’Assemblea Costituente e prese definitivamente il potere nel gennaio del 1918.
Con questa strategia la democrazia c’entra ben poco. Hamas, nella sua conquista del potere, non ha badato al rispetto dei diritti dei Palestinesi. Secondo la denuncia di Human Rights Watch, non solo molti militari fedeli ad Al Fatah sono stati passati per le armi dopo che si erano arresi, ma nel corso dei combattimenti del golpe di Gaza anche centinaia di civili inermi sono stati usati come scudi umani, non sono stati rispettati neppure i feriti e gli ammalati (con gli ospedali occupati e usati come basi) e i Palestinesi non musulmani sono stati perseguitati. I cristiani, in particolar modo, hanno dovuto subire il saccheggio e la devastazione di chiese, scuole e asili.
Secondo D’Alema “La comunità internazionale deve evitare che movimenti come Hamas e Hezbollah possano finire tra le braccia di Al Qaeda”. Dovremmo dunque...
Stefano Magni su L'Opinione: SEGUE.
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terrorismo, medio oriente, ds , autoaccecati, la repubblica dei benpensanti, teledamasco
Tutta la campagna contro l'acqua minerale è una sindrome ambientalista, in salsa rossa, simile alla atomofobia di cui sotto. Qui (Protonutrizione), e qui.
Hanno iniziato facendo campagna stampa sulla natura "pubblica" dell'acqua, il che non significa assolutamente nulla, se non che hanno paura di perdere delle aree di potere.
Poi hanno continuato dicendo a pieni polmoni che l'acqua del rubinetto è sana.
Sarà pur vero, ma gli italiani continuano a credere alle aziende e a non credere ai loro comuni...
Una cosa invece va risolta subito: l'uso delle bottiglie di plastica è un'infamia. Si usi il vetro, ottimamente riciclabile, e il problema sarà risolto. Ma per il resto valga la libertà di bere ciò che più aggrada ad ognuno: lo Stato padrone non vuole che fumiamo, non vuole che beviamo alcool. Bloccare addirittura il consumo dell'acqua che preferiamo sarebbe nazista e stalinista.
Di solito io mi fido dell'esperienza personale. L'acqua del mio rubinetto è piena di micidiali nitrati e di residui dannosi per i calcoli renali. Per non parlare del sapore del cloro.
L'acqua di un paese di collina (vicino alla mia cittadina) era stupenda. Un mio parente l'aveva fatta analizzare: valeva tanto quanto una minerale, sotto ogni punto di vista. Tutti felici tutti contenti bevevano a garganella. Poi arrivano le direttive comunitari: l'acqua deve essere immessa in megavasche di plastica per essere "trattata".
Risultato: l'acqua diventa schifosa, e gli abitanti del paese fanno la fila ai supermarket per comprarsi le bottiglie di minerale che prima avevano nel rubinetto di casa. Solo qualche vecchietto, che ancora conosce l'ubicazione di qualche rivolo di sorgiva, esce furtivo nella notte per riempirsi una bottiglia. Una storia esemplare che spiega come e quanto i regni degli uomini siano governati dagli asini. Beppe Grillo -invece di fare il tuono di Odino- è filosofo e scienziato quanto Gianni e Pinotto, anzi infinitamente meno: che parli del perché la gente preferisce la minerale, invece di condannarla all'ambientalismo degli asini.
postato da Paolo-di-Lautreamont, 15:14 commenti |
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