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28/09/2007
Ricevo da La libera compagnia padana e volentieri rilancio:
La Lega Nord per l'indipendenza della PDN invita tutti oggi pm. a protestare davanti al consolato della Cina in vai Benaco 4 a Milano.
Siete tutti invitati
Firmare una petizione on line a Cina e Onu (207.000 firme)
postato da Paolo-di-Lautreamont, 14:29 commenti (6)|
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politica, esteri, cina, asia
Ho conosciuto bene Salvo, e anche Agliana e Cuppertino. Persone eccellenti, un gruppo di persone che comprendeva anche un vero eroe, Fabrizio Quattrocchi.
Le sinistre però hanno imposto la loro visione: quella in Iraq non è una liberazione ma una invasione. Sono sfilati a decine di migliaia. Ancora un anno fa, come ricorda Giampaolo Pansa su Libero di oggi, le sinistre hanno sfilato in un corteo dove si gridava "10-100-1000 Nassirya!".
C'era anche gente come Diliberto, che ha tenuto a precisare che chi gridava era un "infiltrato", uno "scemo". Balle staliniste.
Un Pm vuole incriminare Salvo per aver "assoldato" dei mercenari. E' un'accusa ideologica che cadrà, ma che intanto offusca la memoria di un caduto, premiato da Ciampi con la medaglia d'oro.
Vorremo sapere se le guardie del corpo di D'Alema o Veltroni sono da considerarsi come "mercenari". Non intendiamo quelle stipendiate coi soldi nostri. Intendo quelle private, se ne hanno, visto che di solito non amano spendere del proprio.
Oggi la giustizia è al grado zero. Come per le coop è urgente e obbligatorio separarla dal suo referente politico. De Felice disse che la cosa peggiore del fascismo è stata la trasmissione del potere e del sistema di casta ai comunisti (e non solo a loro).
postato da Paolo-di-Lautreamont, 14:17 commenti |
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terrorismo, giustizia, marxismo, imamesimo, incapaciocrati
Lo scempio di Roma. Anzi: il sacco di Roma. Anzi: il sacchetto di Roma.
Per capire di cosa stiamo parlando pensate a Napoli, poi cliccate QUI. (Segnalato da Il Mango di Treviso).
postato da Paolo-di-Lautreamont, 10:56 commenti |
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politica, ambiente, babbeus ex machina, biberon di stato
27/09/2007
Dieci morti, forse molti di più. Raid all'interno dei monasteri. Domani ci sarà una manifestazione di protesta a Washington. Vorrei che anche in Italia fosse così.
Ucciso anche un fotoreporter giapponese.
Cosa facciamo, ministri italiani?
Una bella "trattativa"?
Apriamo il "dialogo"?
Invochiamo la "pace"?
Facciamo una bella "conferenza internazionale"?
Cosa facciamo? Ditelo voi, siete voi che date la linea a questo Paese...
Speriamo che la comunità internazionale fermi questo ennesimo scempio. Con ogni mezzo, a partire da quelli pacifici, ovvio. Temo però che in questo caso le sanzioni non siano utili: serve un intervento diretto.
Oggi ci si veste di rosso, per testimoniare contro la giunta del Myanmar.
Petizione alle Nazioni Unite. Foto.
postato da Paolo-di-Lautreamont, 19:26 commenti |
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esteri
Su La Pulce di Voltaire.
postato da Paolo-di-Lautreamont, 19:05 commenti |
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politica, imamesimo, incapaciocrati, babbeus ex machina, la repubblica dei benpensanti, inezio mauro, burocrati di partito

Un mural apparso sulle strade di Caracas (quartiere 23 enero). Evidente la venatura esaltatoria. Chavez è il terz'ultimo a destra. Questo potrebbe essere il migliore esempio iconico del cattolicesimo materialista, o del marxismo cristiano, o del cattocomunismo.
P.S. Al singolare si dice "mural", non |Murales|, come si ostinano a dire in Italia. Imparare l'abc di 3-4 lingue non è delitto, soprattutto se si esercita la professione di comunicatore.
postato da Paolo-di-Lautreamont, 16:09 commenti (6)|
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venezuela, america latina, imamesimo, sinistra antiliberale
Domani si tiene la XIV giornata mondiale della malattia Alzheimer, un processo degenerativo che distrugge lentamente e progressivamente le cellule del cervello.
Attesi Beppe Grillo, Romano Prodi, centinaia di giornalisti, migliaia di blogger e milioni di persone. ( Da S'i fossi foco)
postato da Paolo-di-Lautreamont, 15:19 commenti |
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politica, pop system, style life
Molto bello e storicamente interessante questo articolo di Gilberto Oneto pubblicato ieri su L'Opinione.
postato da Paolo-di-Lautreamont, 15:11 commenti |
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liberalismo
Una pagina bella, quella scritta dai monaci buddisti birmani, anche se 1972 sottolinea che "pregare non basta". Speriamo che la dittatura (e l'Onu) cedano il passo alla libertà.
postato da Paolo-di-Lautreamont, 11:42 commenti |
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esteri, asia
Su La Pulce di Voltaire.
postato da Paolo-di-Lautreamont, 11:29 commenti |
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esteri
''Ricordiamoci che il comico genovese era quello che nel 2000 distruggeva i computer con l'accetta''
Al di là dei contenuti deteriori, il successo di Beppe Grillo ha risvolti di interesse.
Per cominciare, anche in Italia ci si dovrà rendere conto che internet e i blog sono uno strumento fondamentale per la promozione delle idee politiche. Finora nessuno ci credeva.
Nel Manifesto dei blogger liberali, pubblicato dalla rivista Ideazione nel 2005, scrivevo: Questo movimento non si muove in base a schemi di partito ed è per forza di cose fluido, mobile, più innovativo dei suoi quadri politici di rappresentanza. (…) Il centrodestra non si è accorto di un cambiamento che è ormai evidente nell'editoria e nel mondo dei blogger”. E ancora: “Si tratta di dare voce e gambe a chi non crede che la dissoluzione dei valori sia un destino inevitabile. Dove deve correre il movimento neolib che non c'è? Bisogna farlo correre, se non nelle strade dove sfilano gli integralisti social-comunisti con i loro cortei e liturgie ancestrali, nei canali del web, nei media, a partire dai luoghi più democratici e vivi della comunicazione attuale: i blog".
Il quadro ora è scardinato: Beppe Grillo era un personaggio noto, ma è anche vero che è emerso attraverso il blog.
Il centrodestra sta sviluppando idee, culture politiche, informazioni? Tv della Libertà ha un target politico, a differenza di Mediaset, ma non esce dal sistema televisivo e dalla sua “cultura”. Serve dell’altro, perché conservatori e liberali hanno il grave handicap di non avere alcun controllo sul “pop”. Il pop è l’ultrapopolare, il "panem et circenses" veltroniano, lo “Spettacolo” dei situazionisti. Il pop è un sistema basato su artisti e intellettuali, l'ultima veste dello statalismo. Il pop non è il male assoluto, ma ha il difetto di tendere a occupare lo spazio della cultura e sovrapporsi al sapere. Qui –e solo qui- sta il suo problema: non si limita al gossip e alla canzone. Ha bloccato lo sviluppo culturale nelle scuole, ha monopolizzato l’informazione. Ma non c’è solo il monopolio del pop…
Il totalitarismo italiano ha prodotto Mussolini e Gramsci. Il fascismo ha causato guerre, colonizzazioni, leggi razziali. Gramsci ha prodotto altro. Il suo obiettivo non era la superficie della società, ma la forma dei suoi contenuti. Ha confezionato un modello per la conquista invisibile del potere. Lo strumento non erano i proletari né i “militanti”, ma gli intellettuali “organici” dei quali Ennio Flaiano scriveva “Gli mancava qualcosa per essere un perfetto artista, si è iscritto al partito comunista”.
La Macchina del consenso è nata prima del pop, grazie a Gramsci. Per funzionare, la Macchina ha bisogno di “artisti” e “intellettuali”. I guitti di regime però, per azionare i motori, hanno bisogno di trotzkismo, cioè di “rivoluzione permanente” o di “rivoluzione culturale” maoista. Funzionano solo se fanno opposizione, anche quando stanno al governo. Il loro scopo è ottenere consenso intercettando il dissenso. In Cina la rivoluzione Culturale fu promossa dalla dittatura. Dopo l’istituzionalizzazione di San Benigni e Santo Nanni Moretti, dopo il fallimento dei Girotondi, il Grillismo è l’ultima reincarnazione della Macchina di consenso.
La “democrazia” in tutto questo è relativa. Grillo ripropone una politica piramidale e moralizzatrice, un neo-vangelo utile a formare masse e greggi. Nulla di più antiliberale. Soprattutto l’esatto contrario della web-democrazia, dove l’informazione circola in maniera orizzontale e pluralista. Invece il blog di Beppe Grillo è una Tribuna del popolo, se non una piazza Venezia. E’ uno schema da mass media del ‘900, applicato al web. Ciò spiega il successo: è vintage rassicurante. E’ il “popolaresco” nel quale confluiscono il Pop (all’italiana, non all’anglosassone), la Macchina del Consenso gramsciana, il veltronismo e Grillo, che è il volto non buonista di Veltroni. Costoro offrono una certa felicità, ma bisogna ubbidire alle leggi della massa. La semiotica dei mass media mostra che l’eccesso di informazioni video-suono-parola produce disinteresse, e ciò è una tragedia per il ruolo della Scuola, e perché le masse cercano di riaggregarsi in nuove Piazza Venezia sotto l’égida di un Capo. Il blog è un sistema comunicativo bidirezionale… Il “secolo breve” si è espresso attraverso la radio e il cinema nei primi cinquant’anni, mentre nella seconda metà ha utilizzato soprattutto il linguaggio televisivo. Questi media hanno permeato il secolo scorso con una comunicazione imperfetta e potenzialmente totalitaria, perché unidirezionale. Le masse del Novecento, secondo Ortega y Gasset, amavano essere guidate: «Molti uomini ritornano ad avere nostalgia del gregge. L’odio per il liberalismo non procede da altra fonte» (La ribellione delle masse, il Mulino 1962). Oggi l’individuo torna a comunicare in un modo bidirezionale: Internet è la reincarnazione migliorata di Gutenberg? Gli scribi stanno tornando di moda ma, a differenza dei tempi antichi, non sono una casta di pochi privilegiati. Gli scribi siamo noi, tutti noi.
Grillo rischia di richiudere gli spazi di pluralismo nel web, che pure definisce come unico spazio “democratico”. E’ diventato una popstar, attorno a lui si coagula chi vuole tagliare la testa al vecchio re e ricomporre la propria identità, perpetuando l’archetipo rousseauiano: edenizzare il mondo al posto degli dei, della Storia, di Cristo.
Il centrodestra e i liberali hanno diverse risposte possibili. Puntare sulla neo televisione popolare rischia di non bastare.
Gli antistatalisti possono utilizzare la solita strada dell’elitismo, ma in questo modo non andrebbero da nessuna parte e subiremmo per altri cinquant’anni il dominio dell’ectoplasma DC-PCI.
Vi sono altre soluzioni. La prima è una pragmatica aggregazione della galassia liberale. Ciò contribuerebbe ad avere una voce unica e (più) forte, utile a contrastare l’informazione banalista e incidere nella cultura, riaprendo la strada verso una società davvero plurale. Non dimentichiamo che il pluralismo è il fondamento della democrazia. Occorre offrire nuove chances al pensiero e alla cultura, affiancandoli alla monocrazia del pop: è un compito primario perché le società europee non abbiano più soltanto una veste balneare. Sarkozy l’ha capito perfettamente. Facciamolo anche noi.
In secondo luogo occorre che i pluralisti liberali cerchino un successo numerico, come un qualsiasi brand aziendale o politico che si rispetti. Anche se è difficile raggiungere le masse senza renderle gregge.
Infine, per avere buoni risultati occorre integrare il mondo delle idee con azioni concrete, sviluppando libere associazioni di imprese e di lavoratori, alternative a Confindustria e sindacati. Occorre che qualcuno si decida a sviluppare l’interscambio con l’Estero, settore strategico che in questi anni è andato in malora. Serve una politica creativa. Si pensi a Rudolph Giuliani: perché non aprire un suo ufficio a Roma, quando ci sono 15 milioni di italo-statunitensi?
Non si deve trascurare il più grande sistema pop, la scuola. Può bastare un portale dedicato a studenti e professori? No, bisogna entrare negli istituti e nelle facoltà, collegare le persone, dare loro strumenti. Il web è il motore, ma senza corpi e menti liberi diventa solo una Second Life.
Viceversa vale questa profezia: Il Pop è l’oppio dei popoli, e Veltroni è il suo profeta.
Su L'Opinione di oggi
postato da Paolo-di-Lautreamont, 11:27 commenti (1)|
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politica, liberalismo
Hugo Chavez ha da anni una affettuosa corrispondenza con Carlos lo Sciacallo. Finora è sempre fallito il suo tentativo di liberarlo. Carlos lo Sciacallo è stato il primo terrorista marxislamico. Leninista, convertito musulmano, terrorista, antisemita). Adesso Chavez ci riprova.
En los últimos meses se ha comentado en muy diversos medios sobre nuevas gestiones que el gobierno de Venezuela realizaría para obtener que Francia libere al venezolano Carlos Ilich Ramírez. A principios del gobierno de Chávez, Caracas habría intentado que Ramírez (preso desde 1994 y quien cumple cadena perpetua) fuera extraditado a Venezuela. La gestión no prosperó. La actual intervención de Chávez en el caso de la franco-colombiana Ingrid Betancourt ha despertado las sospechas de que Ilich Ramírez pudiera formar parte de un eventual cambalache . Chávez visitará París a mediados de octubre y, en su reunión con el presidente francés, Nicolas Sarkozy, algunos piensan que el asunto Ramírez formaría parte de la agenda. Desde La Habana y Caracas, las juventudes comunistas arrancaron con una campaña de propaganda pidiendo la libertad de quienes consideran “presos antiimperialistas”. Afiches pegados en abundancia en la Universidad Central de Venezuela en Caracas, muestran las imágenes de varios presos, incluyendo a dos de las Farc procesados en EEUU: los comandantes Simón Trinidad y Sonia. Las Farc exigen como parte del intercambio humanitario, que sean devueltos a Colombia los dos presos en EEUU. El propio Chávez calificó esta exigencia como difícil de obtener.
postato da Paolo-di-Lautreamont, 11:20 commenti |
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terrorismo, america latina, antidemocratici, sinistra antiliberale
 Assad di Siria
postato da Paolo-di-Lautreamont, 02:09 commenti (3)|
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Che penosa intervista, quella di Daniele Mastrogiacomo a Hugo Chavez.
Davvero degna del quotidiano che è stato accusato di essere stato aperto (con L'Espresso) coi soldi dell'ufficio KGB di Roma.
I giornali liberi hanno bisogno di andare dal dittatore? O per meglio dire, possono andare dal dittatore? Io non vorrei, innanzitutto. Ma nemmeno potrei.
COncepisco le interviste di un settimanale a un dittatore come Stalin o Mussolini, perché c'è più spazio per un commento o un altro articolo o intervista, in modo che il lettore abbia diversi punti di vista. Mastrogiacomo invece riesce in ciò che non si deve fare: fare qualche domanda maliziosa di prammatica, e fare risolvere dal Grande Capo i piccoli dubbi dei benpensanti italioti di sinistra e del cattolicesimo materialista. Uno schifo di operazione informativa.
Un giornalista libero può -ad esempio- intervistare Luis Miquilena, padre della Costituzione venezuelana, che Chavez vuole calpestare. L'ha fatto in Spagna ABC.
Si capisce bene che Mastrogiacomo non vada più in Afghanistan, dove ha già combinato dei brutti casini. Ma questo articolo lo restituisce all'empireo, fa in modo che gli venga dedicata addirittura una Costellazione. Quella del Dromediario.
postato da Paolo-di-Lautreamont, 00:59 commenti (5)|
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esteri, venezuela, america latina, pacifinti, marxislamici
Al solito il governo è splittato tra centro e sinistra. Da una parte Rutelli e Mastella. Dall'altra i red skin convinti di poter fare in Italia come fa Chavez in Venezuela. Ma Pecoraro non è un parà golpista.
Sembra che sia il solito gioco levantino: contrattare e ancora contrattare all'infinito, come consigliava Pietro Nenni. Il miglior sistema per andare a bagno.
Poi si metteranno d'accordo, e le rendite finanziarie non saranno toccate, ma solo osteggiate quanto basta per accrescere la fuga di capitali.
postato da Paolo-di-Lautreamont, 00:47 commenti |
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politica, neocom, antidemocratici, neogiacobini
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