LE GUERRE CIVILI
CULTURA E ANALISI POLITICA - BLOG DI PAOLO DI LAUTREAMONT
 

30/11/2007

Test sulla vostra età mentale

Ottimo test, trovato grazie a Endor.

postato da Paolo-di-Lautreamont, 15:16 commenti | | permalink
style life

Sull'Espresso e su questo blog: LCDM

http://leguerrecivili.splinder.com/post/14845635/Berlusconi+sotto+scacco.+Crear#14845635

http://www.difesa.it/Sala+Stampa/Rassegna+stampa+On-Line/PdfNavigator.htm?DateFrom=30-11-2007&pdfIndex=41

postato da Paolo-di-Lautreamont, 15:14 commenti | | permalink
politica

Kosovo da dividere in due

Il presidente della Repubblica di Serbia Boris Tadic e il premier Vojislav Kostunica hanno dichiarato ieri che i negoziati sullo status del Kosovo e Metohija sono falliti. In Austria la presenza della troika internazionale non è servita a risolvere il contenzioso, e USA, Russia e UE non hanno raggiunto l’accordo nemmeno tra di loro. Tadic ricorda che “questo non significa per la Serbia che il compromesso è impossibile da raggiungere”. Ma il presidente ha ribadito che “La Serbia non accetterà l’indipendenza del Kosovo e Metohija, perchè così si provocherebbe l’instabilità e un effetto domino nella regione e mondo”. Secondo Tadic (un moderato) “la Serbia non userà la violenza, bensì tutti i mezzi giuridici e diplomatici”.
Il governo serbo ha comunque riconosciuto alla “troika” internazionale il merito di aver condotto i negoziati di questo autunno “molto meglio” del precedente mediatore, il finlandese Martti Ahtisaari. 
Il contesto kosovaro ritorna pertanto al suo grado zero a parti invertite, il che ci fa diffidare dal considerare giusta –in questo caso- l’applicazione del diritto di secessione. In effetti, dopo la pulizia etnica operata dalla parte serba e l’intervento della Nato, cui ha fatto seguito la missione KFOR, le parti si sono invertite. Nella provincia sono rimasti solo 100.000 serbi, 75.000 dei quali si trovano nella zona dei monasteri ortodossi, considerata una zona sacra per la chiesa e la storia serbe. La secessione dovrebbe essere duplice.
Nella capitale Pristina si parla apertamente di indipendenza, a partire dal prossimo gennaio.
Gli USA -e nei giorni scorsi anche l’Ucraina, attraverso una dichiarazione di Boris Oleynik- sono favorevoli alla secessione. Ma alcuni stati e la Russia sono decisi a sostenere la parte serba, non solo attraverso il veto all’Onu. Bruxelles resta a metà del guado, mentre la Merkel ha inviato altri 500 militari di rinforzo a Pristina, a supporto dei 17.000 presenti nell’ambito della missione KFOR, molti dei quali sono italiani. Uno scenario di guerra avrebbe un esito pericoloso, vista la decisione con cui Putin affronta le contese internazionali. Non c’è più la Russia di Eltsin, e questo cambia i rapporti di forza.
Nel Kosovo prosperano criminalità e traffici illegali. In questo non c’è distinzione tra religioni e nazionalità. Anche in questo territorio, come nel Montenegro e a Sarajevo, cresce la presenza jihadista. Dal 1999 a oggi ben 200.000 serbi sono stati costretti a fuggire dal Kosovo e 150 chiese ortodosse sono state bruciate. Nella zona circolano ben 400.000 armamenti leggeri. Il fatto che i moderati siano spariti dalla scena politica, sempre più dominata dai vecchi quadri militari dell’UCK, non migliora il contesto. La soluzione è l’ennesimo rinvio indefinito della secessione, sponsorizzato dagli europei, il che però significherebbe il proseguimento dell’anarchia e dei traffici illegali, a poca distanza dall’Italia. L’alternativa bellica certo è peggiore.
Rimane solo uno scenario possibile. Si tratta di affidare la parte nord del Kosovo ai serbi. In questo modo i monasteri e la popolazione entrerebbero del tutto sotto la protezione di Belgrado. La parte sud e Pristina, a quel punto, potrebbero andare verso una piena indipendenza. Le forze di peacekeeping si disporrebbero sulla linea di confine. Non sarà molto, ma è l’unica soluzione sensata, vista la presenza di due popoli e due culture. Tuttavia nessuno sponsorizza questa opzione, il che lascia intendere che molti attori internazionali preferiscono mantenere acceso il fuoco sotto le ceneri dei Balcani.

postato da Paolo-di-Lautreamont, 12:06 commenti | | permalink
esteri, europa

Tax man VS taxi men

Veltroni ha fatto scrivere un capolavoro sul titolo di testa di Repubblica di oggi:
Trasporti, l'Italia si ferma
Roma ostaggio dei tassisti...

Invece se l'Italia intera è fermata dalle corporazioni e dagli uomini delle tasse come Veltroni, allora non c'è niente di male.

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politica, media, mediocrazia, la repubblica dei benpensanti, inezio mauro

Il Corriere dello zar e Benigni

In prima pagina del Corriere della Sera di oggi l'occhiello sullo show Benigni è condito di ecumenismo. Secondo questi gentlemen della intelighentzija Benigni ne avrebbe avute per tutti: Prodi come Berlusconi. Non siamo idioti: ogni tanto giravo su Rai Uno, e puntualmente parlava di SB. Falsificare la realtà è già una colpa da girone dantesco, ma arrivare persino a falsificare ciò che era già falso (lo "show" di Benigni) è pornografico.

P.S. Perché la Rai non sospende "cautelativamente" Benigni, come ha fatto con Deborah Bergamini? In questo caso non c'è bisogno di intercettazioni per capire che c'è un piano P$4 per deformare l'informazione.

postato da Paolo-di-Lautreamont, 11:57 commenti | | permalink
media, mediocrazia, babbeus ex machina, biberon di stato, il corriere dello zar

Intercettazioni RAI e scioperi trasporti

Stasera ho intercettato un'ora pallosissima di Benigni (che gli studenti comincino a odiare Dante, e la politica, se così sono il Dante e la politica loro presentati).
In contemporanea su Rai2 andava la trasmissione di Santoro, Travaglio e della Borromeo. Nessuna inchiesta è scattata. La propaganda per il politburò è "legale" e non viene mai indagata. Chi ci prova finisce come Clementina Forleo e molti altri giudici.

Oggi lo sciopero dei tassisti di Roma ha provocato un'ondata di indignazione. Sarà che ce l'avevano con Veltroni e le sue 500 licenze, utili a gestire poteri? Sarà che lo stesso Veltroni ha vietato che i tassisti potessero applicare liberamente prezzi e sconti (cioé: libero mercato, unico mezzo per beneficare gli utenti). Sarà che Veltroni ha vietato i prezzi a forfait (per Fiumicino etc...). Tutti contro i tassisti e i disagi da loro provocati.
La Procura della Repubblica ha aperto un'inchiesta per interruzione di pubblico servizio e i bradipi mentali hanno parlato subito di precettazione dei tassisti.
Domani invece la corporazione dei sindacati bloccherà tutta quanta l'Italia: navi, aerei, bus e treni. Otto ore. In questo caso non c'è interruzione di pubblico servizio.
E' lo stesso che succede in Rai: i corporativi di sinistra fanno il bello e cattivo tempo (ho frequentato un pochino viale Mazzini, da esterno), per gli altri fioccano intercettazioni e proteste. Intanto i cittadini si ciucciano una tv da fare invidia a Mussolini... e al padre di Veltroni (che faceva l'inviato al seguito del duce, per l'Eiar). Vicende come questa dovrebbero farci immediatamente correre ai ripari per eliminare la turpe prosecuzione di un "Tv di Stato", roba buona ai tempi di Goebbels e Stalin, indegna di uno stato moderno e civile. Che i servitori del Progresso si leggano il Trattato sulla servitù volontaria. Dieci volte di fila, prima di mangiare (alla greppia dei loro re cattocom).

postato da Paolo-di-Lautreamont, 00:49 commenti | | permalink
politica

29/11/2007

Moratti indagata, Bergamini punita

Il Corriere della Sera fa eco a La Repubblica e prova a ingigantire un'indagine sul conto della Moratti, presentata da subito presunta colpevole, come del resto anche dal coté RAI, dove la Bergamini è stata sospesa (miracoli di importanza evangelica, visto che in Rai tutti sono dei paria). A Deborah Bergamini tutta la mia solidarietà. Del resto Guzzanti ci aveva detto chiaramente che ai tempi di Inezio Mauro alla Stampa tutto veniva concordato con Mieli e Scalfari, e la minestra finiva riscaldata, pronta per ANSA e i TG della sera. Tutto legale e "giusto", naturalmente. Ipocriti.
La parte PD di Repubblica aveva attaccato la RAI con lo scopo di fare pulizia etnica dei residui di informazione dalla parte del centrodestra. Ora i Montezemolini rilanciano a Milano.

Inutile menare il can per l'aia, lo scenario è chiaro: tutti contro Berlusconi. Che abbiano torto o ragione, si capisce una cosa: Berlusconi avrà pure la rogna, ma gli altri hanno almeno la lebbra, e del resto sono sempre stati loro a governare questo Paese, dal 1960 a oggi, tolto il 2001-2005. Guarda caso, l'Italia è andata bene solo dal 1946 al 1960. Poi siamo vissuti di rendita e  cattocomunismo, e di capitalismo protetto.

 Quanto alla Rai, bisogna proprio autostrapparsi gli occhi e le orecchie per non vedere che una serata con Celentano o con Benigni sono uno spot gigantesco, gratuito (anzi a pagamento del contribuente) e legalissimo- pro la Quadrimurti PD-Espresso, Prodi-banche, D'Alema-Coop, Monti-Montezemolo-Corsera.

postato da Paolo-di-Lautreamont, 17:42 commenti | | permalink
politica, giustizia, inezio mauro, il corriere dello zar

Sarkozy, la rivolta, Berlusconi

Mai come oggi ciò che succede sulla Senna ha importanza per ciò che succederà sulle rive del Tevere: il PDL berlusconiano e l’UMP sono farina dello stesso sacco. Prima però partiamo dai fatti.
 
Cronache sarkoziane
Nessuno ha memoria corta quanto i cronachisti. Non ci vuole Pico della Mirandola per collegare gli incidenti nelle banlieues agli scontri italiani provocati dagli ultrà del calcio. Dietro gli scontri delle periferie parigine si cela forse la stessa malattia che ha colpito Catania e Roma, senza dimenticare la stagione tatcheriana degli hooligans, punk e skinheads.
Al rientro da una lucrosa missione in Cina (dove ha strappato commesse per conto di Airbus e non solo, in perfetto stile statalista), Sarkozy si è recato dalle famiglie dei due giovani uccisi (non si sa bene se si è trattato di uno scontro stradale con la polizia. Un video dimostrebbe che la versione ufficiale non è corretta). In stile ecumenico il presidente si è anche recato in ospedale, per portare solidarietà agli agenti feriti. Si noti che i “casseurs” hanno esploso colpi di arma da fuoco contro gli agenti. “Chi spara contro dei funzionari di polizia andrà in Corte d’Assise… Si tratta di tentato omicidio”, ha detto Sarkozy, rinnovando il voto di “tolleranza zero”. Intanto l’organizzazione si dimostra più efficiente rispetto ai precedenti del 2005, quando la police sembrava la Pantera Rosa di  Peter Sellers. Questa rivolta è un’altra cosa, anche se si collega alle violenze dei giovani immigrati: ancora nel 2006 sono state incendiate ben 44.000 auto.
 
Cronache sociali
Ma allora, se questi sono lontani parenti dei casseurs del 2005, di cosa si tratta? Risposta: di una crisi sociale-economica, oppure della protesta di alcuni settori in una fase di riforme “heavy”. La seconda opzione prevede che Sarkozy segua modelli reaganiano-tatcheriani, ma non crediamo sia così. Come ha riferito Mario Seminerio su Libero Mercato, in Francia consumi e produzione sono in calo come in Italia, il “braccio di ferro” coi ferrovieri è stato all’acqua di rose, e la commissione Attali (quella con Monti e Bassanini) ha preso calci metaforico-reali dalla BCE, visto che i costi unitari di produzione sono cresciuti in Francia del 14%, contro il 2,1% in Germania.
Quindi la rivolta delle periferie sarebbe a) spontanea; b) un revanchismo involontario della sinistra, delusa dalla scoppola rimediata in una delle sue roccaforti, l’università. Stefano Magni ricordava su L’Opinione che il movimento universitario delle ultime settimane è fallito per mancanza di appeal, con appena il 25% di universitari favorevoli alle proteste e alle occupazioni.
La scuola assorbe il 30% dei fondi statali. Decine di migliaia di studenti “fantasma” vanno all’università solo per beneficiare di sussidi e riduzioni, e “studiano” swahili e finlandese per i corsi sulla sicurezza. La spesa per studente è dieci volte più elevata che nelle università americane.
Deliri nelle iscrizioni (350.000 studenti su 470.000 studiano materie umanistiche). Ci sono 136 facoltà, alcune delle quali contano meno di 100 studenti. Edifici fatiscenti, computer inutilizzati, sprechi, risultati apocalittici nelle classifiche internazionali… sembra l’Italia! Si studia male e non si produce bene. Molto acqua deve ancora passare sotto i ponti della Senna.
 
Berlusconi copia Sarkozy
In Italia poco si sa dell’UMP. E’ un partito di destra? No, l’UMP è nato dopo il successo di Le Pen, che ha obbligato a matrimonio poligamo i gollisti, i liberali, i centristi dell’UDF, i cattolici conservatori e i radicali. Sembra il nascente PDL di Berlusconi, inclusi Capezzone e Casini. Ma in Francia il presidente ha un ruolo-guida che l’Italia non vuole. Sul Tevere come sulla Senna c’è bisogno di serie riforme, per evitare che la deriva degli ultras e dei casseurs diventi parte inevitabile del paesaggio.
www.opinione.it

postato da Paolo-di-Lautreamont, 14:24 commenti | | permalink
politica, esteri

Puttane e politica

Evo Morales ha dovuto cacciare un suo ministro, reo di avere intrattenuto affettuosi rapporti con una prostituta, con una serie di fotografie finite su diversi giornali mondiali (vedi a fianco).
Ricordo che Evo Morales è stato ricevuto con tutti gli onori in Italia un mese fa ed è stato premiato dalla Fondazione Pio Manzù per l'impegno pro infanzia abbandonata.
Il PRC ha addirittura proposto il cocalero presidente boliviano come Nobel per la pace...

Certo è bene che i vizi privati del ministro non ricadano sulle "pubbliche virtù" del Premier, ma è anche vero che Morales si è scelto un frequentasciacquette come ministro...

Notiziuncola. Nel Paese dove san Roberto Benigni predica al volgo "sesso-politica e Dante Alighieri" in alcune serate (dicono al modico prezzo di un milione di euro (milioni di lire al minuto! Ditelo ai kompagni lavoratori operai!) sono ben nove milioni i frequentatori di Mig Notte. Nove milioni. Chi è senza peccato scagli la prima pietra. Io non la scaglierò certo, ma dico solo che senza rigor ethicae resta solo il rigor mortis. Invece c'è chi pensa solo al rigor penis.

postato da Paolo-di-Lautreamont, 00:17 commenti | | permalink
cultura, etica, politica, esteri

28/11/2007

Il clan familiare di Chavez

http://www.parismatch.com/parismatch/dans-l-oeil-de-match/reportages/le-clan-chavez-fait-main-basse-sur-la-ville/(gid)/7351

postato da Paolo-di-Lautreamont, 17:54 commenti | | permalink
esteri

I ministri del prossimo governo

Aderisco al gioco di Ismael, proseguito anche da altri (Perla Scandinava...). Secondo me non è male, il quadro che mi è uscito. Non ci si scandalizzi per gli infiltrati del PD, sono loro a essere sciovinisti. Philippe Daverio è un grande.

Presidente della Repubblica: Silvio Berlusconi
Presidente del Consiglio dei Ministri:
Guidalberto Guidi

Ministro dell'Interno: Antonio Polito (PD)
Ministro degli Affari Esteri: Morando (PD)
Ministro della Difesa: Franco Frattini
Ministro della Giustizia: Raffaele Costa (vice: Malan)
Ministro dell'Economia e Finanze: Antonio Martino
Ministro delle Attività Produttive e Sviluppo Economico: Adriano Teso
Ministro del Lavoro e Politiche Sociali: Daniele Capezzone
Ministro della Sanità/Salute: Alberto Mingardi
Ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca Scientifica: Professor Umberto Veronesi (vice: Lottieri dell'IBL)
Ministro delle Comunicazioni: Marco Taradash
Ministro delle Infrastrutture e Trasporti: on. De Luca (PLI)
Ministro dell'Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare: Carlo Stagnaro
Ministro per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali: Giorgia Meloni
Ministro dei Beni e Attività Culturali, Turismo e Spettacolo: Philippe Daverio
Ministro per le Politiche Comunitarie e Commercio Estero: Benedetto della Vedova (vice: Giancarlo Pagliarini)
Ministro della Funzione Pubblica: Giulio Tremonti
Ministro per le Riforme Istituzionali: on. Giorgio La Malfa
Ministro per le Pari Opportunità: nessuno: le "pari opportunità" sono contro le "pari opportunità".
Ministro per lo Sport e le Politiche Giovanili: Emanuela Di Centa (qualcuno contro la lobby e monocrazia del calcio).
Ministro per l'Attuazione del Programma e i Rapporti col Parlamento: Arturo Diaconale
(vice: Tremonti).

postato da Paolo-di-Lautreamont, 17:34 commenti (10)| | permalink
politica, elezioni, liberalismo, neoliberali

Calerà prezzo del petrolio

In margine al congresso dei paesi produttori (Opep), alcune importanti notizie sono arrivate. E' fallito il tentativo di Chavez e Ahmadinejad di imporre il rialzo del prezzo per strozzare l'economia occidentale.
Altra notizia importante la dà Mohammed al-Hamli: 150 miliardi di dollari investiti nei prossimi 5 anni per migliorare le tecnologie di estrazione e raffinazione, e soprattutto un aumento della produzione. Si tratta di 5 milioni di barili al giorno. Al di là della quantità è un indicatore per capire che l'Opep è interessata a mantenere stabilità, e a evitare le bolle speculative. C'è speranza che il prezzo del greggio vada a scendere.

(Les Echos) Les dépenses du cartel des pays exportateurs de pétrole visent à accroître sa production d'un peu plus de 5 millions de barils par jour et à anticiper une hausse de la demande. L'Opep fournit actuellement plus de 30 millions de barils par jour   

Les pays membres de l'Organisation des pays exportateurs de pétrole (Opep) vont investir 150 milliards de dollars d'ici à 2012 pour accroître leur production, a annoncé mercredi le président du cartel, le ministre émirati du Pétrole, Mohammed al-Hamli. Cet investissement, qui concerne 120 projets, vise à accroître la production de l'Opep d'un peu plus de 5 millions de barils/jour et à anticiper une hausse de la demande, a expliqué à Singapour M. al-Hamli.

postato da Paolo-di-Lautreamont, 13:22 commenti (9)| | permalink
esteri, economia, energia

Benigni V-night

Questo nuovo santo degli antisanti fa davvero pensare. Prende un fracasso di soldi per fare il "dantista" e i docenti indecenti di tutta una nazione nulla dicono... Legge Paolo e Francesca come un "inno all'amore". La serata è presentata (su ANSA) come "serata d'amore, sesso e politica". Chissà cosa avrebbe detto Dante... nel figurarsi ridotto a talk show, tra tromboni e trombate.
Del resto viviamo in un Paese dove la Scienza diventa un Festival della scienza... e allora ben vengano i Benigni a insegnarci Dante...

ROMA - L'amore, ovvero "il regalo più bello che ci è cascato addosso". Ma anche il sesso, "il motore del mondo", e la politica, "da Voltaire a Silvio Berlusconi". Sono i temi che Roberto Benigni affronterà giovedì sera su Raiuno ne Il V dell'Inferno, in onda in diretta alle 20:30 subito dopo il Tg1 e senza interruzioni pubblicitarie. Lo annuncia lo stesso premio Oscar in una lettera in cui dà appuntamento agli italiani.

La serata evento - che culminerà nella lettura del canto di Paolo e Francesca - riporterà Benigni in tv dopo il grande successo della trasmissione del 23 dicembre 2002, L'ultimo del Paradiso, e dopo il trionfale tour TuttoDante, che ha avuto oltre 100 repliche in 48 città diverse e più di un milione di spettatori. 

postato da Paolo-di-Lautreamont, 12:48 commenti (4)| | permalink
cultura, politica, cinema, televisione, truffa mediale, teledamasco

Forza Italia non si scioglie più

La dichiarazione di questa mattina cambia le carte in tavola. Si aprono spazi per diverse formazioni politiche e movimenti.

N.B. Il modello attuale di SB è Sarkozy.
In Italia poco si sa dell’UMP. E’ un partito di destra? No, l’UMP è nato dopo il successo di Le Pen, che ha obbligato a matrimonio poligamo i gollisti, i liberali, i centristi dell’UDF, i cattolici conservatori e i radicali. Sembra il nascente PDL di Berlusconi, inclusi Capezzone e Casini. Ma in Francia il presidente ha un ruolo-guida che l’Italia non vuole. Sul Tevere come sulla Senna c’è bisogno di serie riforme, per evitare che la deriva degli ultras e dei casseurs diventi parte inevitabile del paesaggio.

ROMA - Contrordine: Forza Italia non si scioglierà più per fondersi nel PdL. Silvio Berlusconi ha riunito stamani molto presto parlamentari e vertici del partito ed ha annunciato - secondo quanto riferito da numerosi presenti - che il nuovo soggetto politico si strutturerà su un "modello confederale". In sostanza, ha aggiunto il Cavaliere, il PdL sarà "un partito rete" come il Partito Popolare Europeo a cui potranno aderire non solo formazioni politiche, ma anche associazioni e singoli cittadini. 

postato da Paolo-di-Lautreamont, 12:34 commenti (6)| | permalink
politica, cdl

27/11/2007

Membro della RAF in carcere per nazismo

Ricevo via mail e pubblico:

Il NAZISTA Horst Mahler, fondatore della R.A.F. (Frazione Armata Rossa), conclude la sua ultima intervista a Vanity Fair con saluto romano e Heil Hitler.
Tornerà in galera in Germania per nazismo. Qui cenni biografici.

La R.A.F. erano i NAZISTI ROSSI, i camerati tedeschi dei FASCISTI ROSSI delle B.R. italiane, gli stessi tedeschi che nel 1976, all'urlo di "SCHNELL E RAUSS", fecero la SELEZIONE DEGLI EBREI dopo aver dirottato a Entebbe l'aereo Air France a Entebbe insieme ai loro camerati arabi del FPLP.

Tutti i partiti italiani in occasione di Entebbe (ad eccezione del Partito Repubblicano Italiano) attaccarono Israele per aver liberato gli ostaggi e ammazzato i terroristi in quella che Giancarlo Pajetta e Sergio Segre definirono "pirateria internazionale", perché avevano violato la sovranità di uno stato (secondo le veline di Mosca che pubblicò la stessa cosa sulla Pravda; il che era stupido e pretestuoso come definire "pirateria internazionale" lo sbarco alleato in Sicilia per aver violato il territorio nazionale italiano, all'epoca sotto la dittatura di Mussolini come l'Uganda era sotto il dittatore assassino Idi Amin Dada). La maggior parte degli altri "politicanti di grido" condannarono Israele perché parte del "ciclo della violenza" (inclusi Moro, Andreotti e il resto), con la classica equazione immorale, e con la prassi di un colpo al cerchio e uno alla botte, oscurando la realtà in un'oscurità moralmente cieca in cui tutte le vacche sono grigie.

17 Kislev 5768, November 27, 07

http://www.israelnationalnews.com/News/News.aspx/124395
71-year-old Neo-Nazi Goes Back to Jail for Sixth Term
Published: 11/27/07, 5:34 PM
Lawsuit Filed Against Vanity Fair for Neo-Nazi Interview
by Hana Levi Julian

(IsraelNN.com) Jewish historian Arno Lustiger has filed a lawsuit against Vanity Fair magazine for publishing an interview with one of the most rabid neo-Nazis and Holocaust deniers of all time: Horst Mahler.

The monthly fashion magazine published the article on Mahler in the November edition of its German edition.

Lustiger, who is a survivor of the Nazi genocide, contended in the November 7 lawsuit that Mahler denied and minimized the Holocaust, which is against the law in Germany.

During the two-hour interview, Mahler praised Adolf Hitler as "the liberator of the German people," adding "He is demonized as the liberator of Satan." The journalist who wrote the story for the magazine, Michael Friedman, personally filed charges against the neo-Nazi after the interview, for "incendiary" remarks.

Mahler, freshly released in August 2007 after having served a nine-month jail term for incitement to hate, greeted his interviewer by saying, "Heil Hitler."

Friedman, an attorney and former leader in the German Jewish community, said he had intended to question the neo-Nazi about his past as a founding member of the extreme-left Red Army Faction (RAF) 30 years ago.

After the interview, which Friedman said was dominated by Mahler's pro-Hitler ranting the journalist commented that neo-Nazi terror is "not only a reality of the past but also of the present."
Ulf Poschardt, editor-in-chief of the German edition of Vanity Fair, acknowledged in his magazine editorial that the neo-Nazi said things in the interview "that are banned in Germany." He defended the magazine's decision to publish the article, however, saying the author's "courageous interview gives an important insight into the deep chasms that this society must confront." 

Poschardt added that he had wanted to confront German citizens with the reality found in recent polls that showed secret grassroots approval of neo-Nazi ideology.
There has been a firestorm in response to the article, which the secretary-general of the Central Council of Jews in Germany, Stephan Kramer, told the Der Tagesspiegel newspaper was "unspeakable and completely without justification."
Leading politicians across the spectrum, including the Social Democratic, Christian Democratic and Left parties, all slammed the magazine's decision to publish the interview as well.

The 71-year-old Mahler is going back to jail for the sixth time after being sentenced this week to a six month term for giving the 'Heil Hitler' salute and calling out 'Heil Hitler' as he was led to his prison cell a year ago.
Before joining the neo-Nazi movement, Mahler received training in guerrilla tactics from the Popular Front for the Liberation of Palestine (PFLP) terrorist organization, after fleeing to Jordan to escape trial for bank robberies he committed in Germany.

Mahler has also been jailed for praising the September 11, 2001 attack on the United States by the international Al-Qaeda terrorist organization, which felled the Twin Towers at the World Trade Center while also striking the Pentagon. A third simultaneous attack targeting the White House was averted by the passengers on the third hijacked plane, which they succeeded in forcing to crash in Pennsylvania.

postato da Paolo-di-Lautreamont, 23:48 commenti | | permalink
terrorismo, esteri, israele, antidemocratici, sinistra antiliberale, nazicomunismo




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