LE GUERRE CIVILI
CULTURA E ANALISI POLITICA - BLOG DI PAOLO DI LAUTREAMONT
 

30/01/2008

Incarico a Marini e minacce a Casini

Il comunista Napolitano ha affidato al democristiano Marini il tentativo di fare un governicchio "per le riforme".
Questo è quanto.  La frase denota già di per sé di cosa si tratta in realtà: della palingenesi estrema del duopolio nefasto DC-PCI, quelli che hanno prodotto il disastro della nazione, dagli anni '70 in poi, Prodi incluso, ex ministro dell'Industria nel 1978 e boiardo di Stato del più grande gruppo statalizzato del mondo, l'IRI, negli anni '80 e primi '90.

Il pressing politico sull'UDC -perché appoggi il tentativo di Marini- si manifesta col solito modo democratico e pacifista di certe parti politiche: l'invio di un proiettile in busta chiusa.
Il socialisti nietzschiani sono fascisti, e il fascismo è di sinistra (a partire dal fascio, simbolo della rivoluzione francese). Lo dico da sempre.

Sembra che l'UDC respingerà l'appoggio di Marini: sarebbe suicida.
Spero pertanto che quest'altro tempo perso sia il più breve possibile, e che i poltronisti si rassegnino al voto.
L'unica soluzione concreta sarebbe stata affidare a Gianni Letta un governo bipartigiano, con dentro PD e centrodestra.
Era una proposta concreta, non la balla-a-cui-nessuno-crede della necessità di fare una riforma elettorale che non è certo la cosa indispensabile. Basta rifare le nomine dei candidati, in modo che non provengano pesantemente dai partiti, e stop. L'Unione ha avuto da questa legge elettorale un'ampissima maggioranza alla Camera, -e con soli 24.000 voti in più!-. Al Senato ha avuto qualche senatore in più pur avendo avuto 350.000 voti in meno. Che tipo di legge vogliono, quella che li farà vincere comunque?

Su La pulce di Voltaire una disamina sulla necessità per la CDL di presentarsi con due schieramenti e proposte distinti agli elettori.

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politica, elezioni

Rudolph Giuliani out

Ci eravamo sbagliati: Rudolph Giuliani non era un buon candidato per la Presidenza USA (sono lieto di potermi esprimere così: in Italia si sarebbe scritto: ..."un buon candidato per il partito Repubblicano").  Me ne ero accorto un paio di settimane fa, parlandone con amici "liberal" americani. Avevano detto che Giuliani, fuori da New York, ha scarse competenze e conoscenze. Vero, lo hanno capito gli elettori repubblicani.
Se devo a questo punto fare una previsione, è questa: i candidati GOP per la presidenza sono simpatici (McCain), bravi etc., ma non danno l'impressione di poter gestire gli USA. La Clinton ha maggiori esperienze istituzionali e un buon network di consiglieri. Obama ha dalla sua il grande tema della New frontier morale e del sogno americano. Sarà un salto nel buio, Obama, ma ha appeal. La Clinton sarà algida e sciagurata con le sue idee sul welfare, ma è l'opposto del salto nel buio rappresentato dagli altri candidati.
Inoltre quando l'Europa va a destra, l'America va a sinistra, e viceversa. E' una regola non scritta che permette un certo bilanciamento.
Pertanto, dopo il naufragio di Giuliani, vedo un'America in mano ai democrats.
P.S. Oggi ho sentito il geniale presidente Francesco Cossiga alla radio. Ci ha dato un chiarimento fondamentale: il PD non ha nessuna parentela concreta coi democrats americani. "I democrats sono l'espressione della borghesia americana più avanzata e "progressista".
Bush ha vinto su Kerry. "Al confronto di Kerry, G.W. Bush era uno straccione".

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esteri, usa

29/01/2008

Kosovo, Pakistan, Israele e Libano

Si tratta di tre paesi a rischio guerra. Se la pax mercatorum offerta dalla UE alla Serbia avrà successo, la crisi più imminente sembra essere in Libano, dove si è vicini al punto di non ritorno. Otto dimostranti di Hezbollah sono morti per scontri nelle strade di Beirut.

Hez rocketsHezbollah ha visto le peggiori performances politiche dell'ex ministro degli Esteri Massimo D'Alema, che si mise a passeggiare per le strade di Beirut con i rappresentanti di quello che lui definisce un partito politico. Eppure nella storia non si è mai visto un partito politico dotato di un arsenale con 18.000 missili.

Quanto ad Hamas, che spadroneggia a Gaza, questa è la lista incompleta degli attentati commessi da quella che secondo l'Onu non è un'organizzazione criminale.

1994
* 6 avril: opération-kamikaze à la voiture piégée à Afoula : 8 morts, 44 blessés
* 13 avril: opération-kamikaze dans un autobus à Hadera : 5 morts
* 19 octobre: opération-kamikaze dans l’autobus n° 5 rue Dizengoff à Tel-Aviv : 22 morts

1995
* 22 janvier double opération près de Netanya, qui fait 19 morts ; c’est la première opération réalisée conjointement par le Hamas et le Jihad islamique

1996
* 25 février 1996: opération-kamikaze à Jérusalem, bus n° 18 : 26 morts et 80 blessés
* 30 juillet 1997: opération-kamikaze au marché Mahane Yehuda, à Jérusalem ; 16 morts et 178 blessés

2001
* 1er juin: opération-kamikaze devant une discothèque à Tel-Aviv ; 21 morts, tous des colons, et 120 blessés
* 9 août: opération-kamikaze à la pizzeria Sbarro, à Jérusalem ; 15 morts et 107 blessés
* 1er décembre: double opération-kamikaze rue Ben Yehuda à Jérusalem ; 11 morts, 180 blessés
* 2 décembre: opération-kamikaze à Haïfa; 15 morts et 40 blessés

2002
* 27 mars: attentat-suicide dans la salle à manger de l’hôtel Park de Netanya, où 250 personnes dînaient à l’occasion de Pessah (Pâque juive) ; 29 morts, dont 19 avaient plus de 70 ans
* 31 mars: opération-kamikaze à Haïfa ; 15 morts, 40 blessés
* 10 avril: opération-kamikaze dans un car ; 8 morts, 22 blessés
* 7 mai: opération-kamikaze à Rishon LeZion, dans une salle de billard ; 15 morts, 55 blessés
* 19 mai: opération-kamikaze dans la bande de Gaza ; 3 morts, 59 blessés
* 8 juin: opération commando à Karmei Tzur ; 2 morts, dont une femme soldate
* 18 juin: opération-kamikaze dans un bus à Jérusalem ; 19 morts, 74 blessés
* 31 juillet: opération-kamikaze à la cafétéria de l’Université Hébraïque de Jérusalem ; 9 morts, et 85 blessés

2003
* 5 mars: opération-kamikaze dans un bus allant à l’université de Haïfa ; 16 morts, 55 blessés
* 30 avril: quelques heures après la nomination de Mahmoud Abbas comme Premier ministre palestinien, opération-kamikaze à Tel-Aviv, au café Mike’s Place (3 morts, dont la Franco-Israelienne Caroline Hass, et 60 blessés)

2004
* 31 août: double opération-kamikaze dans deux bus à Beer Sheva ; 16 morts, 100 blessés.

Altro che Giornate della Memoria, leggendo la violenza di questi macelli...

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esteri, eurabia

Arrestato finanziatore di Obama

L'arresto di Tony Rezko rischia di porre lo stop definitivo alla campagna di Obama, già depressa (nonostante ciò che ha raccontato la stampa"progressista" mondiale) dall'endorsement del clan Kennedy, che è alquanto considerato male negli Usa, Ted e non solo...
Rezko è inoltre indagato per corruzione. Avrebbe anche ricevuto 3,5 milioni da una company libanese, in un'operazione poco chiara.
Dopo accuse e un grado di giudizio Cuffaro si è dimesso. Facile pensare che questo tipo di accusa darà un brutto colpo a Obama, molto più della false allusioni al suo essere vicino ai musulmani (OBAMA BIN LADEN).

E' parimenti molto interessante tornare al COME la stampa italiana propone gli intrecci tra politica e giustizia.
Peggio che nel nel fascismo, in certi casi.
Senza tornare alle inaccettabili non dimissioni di Bassolino e Jervolino in Campania, notando con sollievo che lo stesso PM e la Procura della Repubblica hanno chiesto la revoca degli arresti domiciliari per la moglie di Mastella, c'è il piccolo index relativo agli arresti di ieri in Calabria. La notizia era anche "arrestato Domenico Crea, consigliere regionale". Nè il TG3, il tg occupato da un partito per diktat, ma nemmeno il resto della stampa, come il
Corriere della Sera, hanno minimamente detto che Crea è consigliere regionale per il PD.

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politica, esteri

28/01/2008

Magdi Allam: Salviamo l'Italia

Appello da sottoscrivere.

Cari amici,
vi chiedo con tutto me stesso di aderire all’Appello “Salviamo l’Italia”. Condivido la preoccupazione di Cesare Beghi, medico e docente universitario, che nella motivazione con cui ha aderito all’Appello rileva che da quando è stato pubblicato, nella serata di venerdì 25 gennaio, sono arrivate poche adesioni, circa una sessantina. E’ possibile che molti di voi non l’abbiano letto nel fine settimana. Ma ora dobbiamo mobilitarci per raccogliere il maggior numero possibile di adesioni che attestino la nostra generale preoccupazione e denuncia del degrado strutturale e diffuso in cui versa l’insieme della classe politica italiana, nonché la nostra consapevolezza e determinazione ad assumerci la responsabilità di agire da protagonisti per la riforma etica dell’informazione, della cultura, della società, dell’economia, della politica e dello Stato.
Potete aderire visitando il sito
www.magdiallam.it e cliccando il link “Aderisci all’Appello Salviamo l’Italia”.

Ecco il testo dell'Appello "Salviamo l'Italia"
Cari amici,
è giunto il momento di mobilitarci per salvare l’Italia dai mercanti che hanno profanato il Tempio della politica, trasformandolo in un bordello dove coloro che dovrebbero rappresentare il popolo si vendono al miglior offerente, dove si svendono i valori e gli ideali in cambio di denaro e di potere. Nel giorno della caduta del governo Prodi, abbiamo assistito nell’aula del Senato a uno spettacolo incivile e ripugnante, con aggressioni verbali e fisiche, schiamazzi e urla. Ma tutto ciò è tutt’altro che una novità. Purtroppo è un tratto fisiologico di una classe politica che, oltre ad essere del tutto priva del senso dello Stato e della dignità nazionale, ha fatto venir meno il rispetto e l’onorabilità delle istituzioni che dovrebbero incarnare la volontà e le aspirazioni del popolo italiano.
A conferma della continuità della classe politica italiana, vi invito a leggere questo brano del mio penultimo libro “Io amo l’Italia”:
“Il 9 aprile 2006 ho deciso di non votare. Ho rifiutato di legittimare un sistema elettorale che ha violato uno dei cardini della democrazia sostanziale, il rapporto fiduciario tra l’elettore e l’eletto, tra il popolo e i suoi rappresentanti in Parlamento. Possiamo veramente definire democrazia sostanziale quella in cui il leader del partito decide in partenza chi entrerà a far parte della Camera dei deputati e del Senato, mentre agli elettori non resta altro che avallare le sue...
SEGUE

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politica

Fascismo e socialismi: identità profonde

La grande bugia del XIX secolo è che il fascismo e il nazional-socialismo erano "di destra".
Bisogna distinguere nettamente tra fascismo e conservatorismo. Quest'ultimo affida a individuo e famiglia gran parte della gestione della società, lasciando allo Stato i compiti primari, con ambiti ristretti e precisi.
Al contrario fascismi e socialismi rimandano ogni aspetto della vita dagli individui al predominio della "Volontà generale", inclusa l'etica del "lavoro", inteso come contributo- obbligo del singolo per il bene della società. Si pensi all'Arbeit macht frei posto sui cancelli dei lager nazisti, così come nei gu-lager socialisti e nei laogai cinesi di oggi (dove tra i sei e i nove milioni di persone sopravvivono in un modo spaventoso, e quando muoiono il loro collagene diventa prodotto di bellezza e i loro organi sono venduti). 

Marx ed Engels erano ebrei, come Lenin, Trotzkij, Zinoviev, Kameney. Stalin parlava yiddish. Nello stesso tempo anche i principali oppositori al comunismo erano di origine ebrea: Ginzburg, Lakir, Litvinov...
Le camere a gas sono state aperte e utilizzate molto tempo prima che in Germania nella Unione Sovietica, dal dipartimento "amministrativo-economico" della NKVD (da cui derivò il KGB) di Mosca. 
Nonostante le sue origini in una minoranza perseguitata Engels anticipò Hitler nel disegno di genocidio. Nel testo "Ungheria e panslavismo" (gennaio 1949) Engels qualifica gli slavi come "spazzatura etnica della Storia". Molto illuminante la sua definizione di "Guerra mondiale". Ecco "Il Panslavismo Democratico"  vel "La lotta delle nazioni, risposta all'Appello agli slavi di Bakunin (1848)":

Alle frasi sentimentali sulla fratellanza offerteci qui a nome delle nazioni piu` controrivoluzionarie d'Europa, noi rispondiamo che l'odio per i russi e` stato ed e` ancora la prima passione rivoluzionaria dei tedeschi; che dopo la rivoluzione si e` aggiunto l'odio per i cechi e i croati, e che noi, insieme ai polacchi e ai magiari, possiamo salvaguardare la rivoluzione soltanto con il terrorismo piu` risoluto contro questi popoli slavi. . . Lotta allora, 'lotta inesorabile per la vita o per la morte' [citazione del pan-slavista Bakunin] contro lo slavismo traditore della rivoluzione; lotta di annientamento e terrorismo senza riguardi -- non nell'interesse della Germania, ma nell'interesse della rivoluzione!. . . . Un giorno compiremo una sanguinosa vendetta sugli slavi
[Neue Rheinische Zeitung, Febbraio 1849; scritto da Engels secondo Franz Mehring, Gustav Meyer, Fernando Orlandi; K Marx, F Engels, Opere
, vol VIII, pp 380-381, 377]

Ecco "Lotta dei Magiari":

La prossima guerra mondiale fara` sparire dalla faccia della terra non soltanto classi e dinastie reazionarie, fara` sparire anche interi popoli reazionari. E anche questo e` un progresso.
[Neue Rheinische Zeitung, Gennaio 1849; scritto da Engels secondo Franz Mehring, Gustav Meyer e Fernando Orlandi. K Marx, F Engels, Opere
, vol VII, p 237]

Daniel Pipes torna su questi temi con una recensione su Fascism's Legacy: Liberalism (via Armées. Si noti che "liberal" nel significato americano indica la sinistra dei democratici. Si può tradurre con "socialdemocrazia" o socialismo", ma è l'opposto del "liberalismo" nel senso italiano ed europeo).

"Fascismo liberal" suona come un ossimoro. In effetti l'espressione è stata coniata da un socialista molto influente, H.G. Wells, che nel 1931 invitava i suoi compagni progressisti a diventare dei « fascisti liberali » e dei « nazisti illuminati ». Non è una balla.

In effetti le parole di Wells si inscrivono in un progetto molto più ampio, volto a fondere socialismo e fascismo: 
Mussolini, che era stato un leader socialistadi spicco, si era spostato dall'internazionalismo al nazionalismo nel corso della Prima guerra. Anche Hilter dirigeva il partito nazional-socialista dei lavoratori tedeschi. 

Questi fatti sconcertano perché mettono in crisi la nostra visione politica che, dopo gli anni '30, piazza il comunismo all'estrema sinistra, il liberalismo al centro, e poi il conservatorismo a destra e il fascismo all'estrema destra. 

Ma questa suddivisione, nota Jonah Goldberg in  Liberal Fascism : The Secret History of the American Left from Mussolini to the Politics of Meaning (Fascismo liberal: la storia segreta della sinistra americana da Mussolini alla politica del significato-  Éd. Doubleday) –...riflette l'uso del termine fascista fatto da Stalin, utilizzato come insulto utile a discreditare Trotski, Churchill, i contadini russi... Già nel 1946 George Orwell osservava che il termine fascismo aveva perso i legami originali di senso, passando a denotare semplicemente "qualcosa di indesiderabile".

Per comprendere appieno il significato del fascismo, occorre mettere da parte la deformazione del termine introdotta da Stalin, e fare riferimento agli anni precedenti alla Shoah, definiti da Goldberg "ora fascista". Siamo negli anni tra il 1910 e il 1935. Il fascismo, ideologia statalista, si serve della politica come mezzo per trasformare la società da insieme di individui a un insieme organico. A questo scopo, lo Stato domina sulle esigenze individuali. I leader dominano sul libero dibattito, il socialismo domina sul capitalismo. Siamo in un totalitarismo espresso nella formula originale di Mussolini "Tutto nello Stato, niente fuori dallo Stato, niente contro lo Stato". Inoltre valgono espressioni come "Meno parole e più azione!". L'attrattiva fascista è la sua incisività nella vita sociale quotidiana. 

Al contrario, il conservatorismo chiede un governo efficace ma ristretto, presuppone l'individualismo, il dibattito democratico e il capitalismo. Le sue attrattive sono la libertà e il grande spazio lasciato ai cittadini. 

La più fantastica prova della fondazione del liberalismo fascista si ha però nella Germania di Bismarck. Bismarck mantenne un carteggio con Marx, mediato dal sindacalista Lasalle.
Fu questa trimurti a edificare il perfetto welfare tedesco, all'interno del quale il cittadino si muoveva come un pesce nell'acqua. C'era un solo difetto, la mancanza di libertà, un difetto che, sommato alle deformazioni spicciole dello Stato assoluto hegeliano e della teoria del Superuomo, porteranno agli esiti totalitaristi. Nel 1885 Bismarck creò la prima Previdenza sociale europea. Il suo era uno stato fortemente sindacalizzato. Ciononostante gli esiti spaventosi successivi sono un monito contro l'adorazione dello stato perfetto bismarckiano.
Bismarck e Marx concordavano sulla concessione di un reddito universale garantito a tutti i cittadini. Questa teoria è stata di recente riproposta sotto il nome di "Capitalismo comunitario".

Il testo di Goldberg stabilisce una parentela tra comunismo, fascismo, liberalismo. Tutte e tre risalgono ai giacobini della rivoluzione francese. Questo modello è basato sul ruolo decisivo dello Stato (si veda nel recente governo Prodi) e si esplica in numerose applicazioni locali: americana, italiana, tedesca, russa, cinese, cubana.

Le variazioni si basano su un ventaglio di dettagli. Così Mussolini si è concentrato sullo Stato; Lenin ha fatto dei lavoratori l'avanguardia del progresso; Hitler ha fatto riferimento alla razza. Mentre la versione tedesca era militarista, la variante americana era semipacifista. Goldberg cita lo storico Richard Pipes "Il bolscevismo e il fascismo erano eresie del socialismo". Lo spiega in due modi:

In primo luogo delinea la "storia segreta della sinistra americana".
1. "Il progressismo di Woodrow Wilson implicava un programma militarista, fanaticamente nazionalista, imperialista e razzista". Questo programma era facilitato dalle esigenze della Prima guerra mondiale.
2. Il "New Deal fascista" di Franklin D. Roosevelt riprendeva ed estendeva i princìpi di governo di Wilson.
3. La "Grande Società di Lyndon B. Johnson ristabiliva lo Stato-Provvidenza moderno « la concretizzazione ultima (al tempoi di quella tradizione statalista.
4. I giovani rivoluzionari della Nuova sinistra degli anni '60 portarono una "modernizzazione americana" alle vecchie concezioni romantiche della destra europea.
5. Hillary Clinton vuole « inserire lo Stato profondamente nel seno della vita familiare", un passo essenziale in tutti i progetti totalitari.

Si può riassumere l'ultimo secolo di storia americana con questo ragionamento: "Visto che il sistema politico americano promuove la Ricerca della felicità... un numero crescente di cittadini si sta convincendo di smettere di cercarla e pensano di farsela consegnare a domicilio".

In secondo luogo Goldberg mette a nudo il programma liberal americano -razziale, economico, ambientalista, incluso il culto per il "biologico"- e mostra le sue continguità con quello di Mussolini e Hitler.
Quando i liberal agitano gli spettri di Joseph McCarthy, che comunque fu un anticomunista che ha contribuito a bloccare l'espansione stalinista in Europa e USA, la risposta dev'essere: pensate alla vostra stretta parentela con Mussolini. Simile atteggiamento dovrebbe utilizzare la destra conservatrice italiana.

Scrivo queste note mentre al quotidiano La Padania vengono recapitate buste contenenti minacce di morte contro i leader della CdL.
Il che conferma le parole di sopra: il fascismo è l'anima segreta del comunismo. Singolare che i "pacifisti"-stalinisti con alle spalle genocidi e stragi inenarrabili se la prendano con la Lega, sulla quale si può dire tutto, ma che non ha alle spalle nemmeno un omicidio politico.

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politica, liberalismo, marxismo, biberon di stato

Chavez mastica coca: il video

Delizioso siparietto tra Morales (pusher di foglie) e Chavez sulla "sacra foglia" da cui la civiltà "capitalistica" (ultimamente in gran parte concentrata tra Venezuela e Messico, a quanto pare) trae la cocaina.
Ammirabili gli applausi dei delegati di partito.
Il dittatore rosso mastica tutto: la "compagna" Naomi Campbell, la coca, il suo popolo.
LINK
Qui la lunga risposta filosofica di Evo Morales.

Simile alle cose di Chavez è la occupazione del Terzo Canale RAI da parte dei red noses. La trasmissione di stanotte della Dandini (quella che dirige un teatro romano, ex Avanzi) e Vergassola era a un livello intollerabile persino per i totalitarismi del '900. Pianti per la caduta del governo. "Niente paura" cantata da un guitto pseudo Ligabue; una intervistata qualsiasi e un sacco di "battute" su Mastella. Vietato fare il nome di Bassolino.
Non è a caso che non passano le leggi sul conflitto di interessi di Berlusconi. Come potrebbero farla? Prima di parlare di SB, dovrebbero andare via dalla RAI, e di corsa.

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esteri, america latina, hugo chavez, filosofia politica, farisei

26/01/2008

Nonno Prodi e Berluschino

By Ed Baraldi.

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politica

25/01/2008

Eurispes: cosa vuole l'elettore

Non è più tempo né questione di fare la "Riforma elettorale", ma davvero Fassino e altri credono che sia questione di cambiare la  legge che manda deputati in Parlamento? Che lontananza dai temi reali!
Ben altro si deve riformare, pensano quasi tutti i cittadini (vedi infra) controllando il proprio portafogli e il proprio conto in banca.

Se la questione è riformare le elezioni, allora ha ragione il centrodestra a dire no.

Se la questione è riformare il Paese, ci vuole ben altro.
Ci vorrebbe un'alleanza impossibile, tra F.I. e PD, magari mediata da Casini e Fini.
Solo che chissà cosa succederebbe, coi sindacati, elettori etc.
Da anni dico che DS-PD e F.I.-centrodestra si devono mettere insieme per un governo ponte di 6 mesi e fare tutte le riforme IMpopolari necessarie. Una Grosse Koalition per rimettere a posto il Belpaese, pro tempore.
Dopo di che sciogliere le Camere e ognuno dalla sua parte.
Ma a patto di fare una Grosse Koalition vera, non solo per "mettere a posto" la questione elettorale. Su quel punto ha ragione Fini: la frammentazione è un problema della sinistra, e una sistemazione della parte che riguarda il Senato si può fare in due giorni. Ma il problema non è quello, è globale.
E' l'economia, la scuola, la Sanità, il welfare... Viviamo in un Paese di corruzione obbligata, prodotta da un lato dalla classe dei parassiti di Stato e Enti Locali, e dall'altro dalla tassazione che spinge all'economia sommersa. Infine dalla malavita vera e propria, che in questo mix ha facile gioco.
Moralità e OLIGARCHIE. Fare le vere riforme liberali significa mandare all'aria tutte le oligarchie a destra, sinistra e al centro. Non solo Mediaset-Rai, ma anche COOP, banche, Confindustria e sindacati, e Compagnia delle Opere, tanto per citarne qualcuna...
Il che complica enormemente le cose e spinge verso lo stallo perpetuo, con piccole cosucce -fatte dal Bersani di turno o dal centrodx di turno... Ma non è tempo di riformicchie. La palla comunque è in mano a SB, con tutti i pregi e difetti che ha.
Ci vorrebbe un giovane Einaudi e una rinascita culturale che non vedo se non in potenza. Ma non sono troppo pessimista.

DATI EURISPES
Si dice che i governi di sinistra producono povertà per ottenere votanti...
Il rapporto Eurispes è di una drammaticità spaventosa.
Solo il 38% delle famiglie riesce ad arrivare alla fine del mese, pur lavorando marito e moglie. Erano più del 50% due anni fa.
Negli anni '50 si stava meglio... pur vivendo con meno lussi. Infatti le case e il gruzzolo che i più fortunati hanno ereditato provengono dagli anni '50 e '60. Una famiglia su 10 si è indebitata, col numero raddoppiato in un solo anno.
I salari italiani sono i più bassi d'Europa e le tasse sono le più alte d'Europa. Sei milioni sono i dopolavoristi in nero.
Complimenti a coloro che hanno saputo e voluto "redistribuire il reddito". Hanno tolto ai ricchi per non dare ai poveri, ma alla propria macchina parassitaria. Risultato: tutti poveri e in crisi. Ciò che succede nel socialismo reale e irreale da un secolo.

Tre milioni di crimini denunciati con un terzo degli italiani che ammette di non aver denunciato il reato subìto.
L'economia sommersa (anche per necessità, non solo per crimine) è pari a 549 miliardi di euro, equivalenti all'intero PIL di Romania, Ungheria, Portogallo e Finlandia messe assieme.
E' evidente il fallimento dell'emersione dal nero. Si calcoli che moltissime aziende sono emigrate all'estero, visto le persecuzioni monetarie subite in patria. Fallimento su tutta la linea. I proletari ringraziano la "redistribuzione del reddito" imposta per diktat dal Potere dei Migliori e non ottenuta dalla libertà del mercato e dalla valorizzazione della qualità del lavoro. Il ceto medio e i piccoli commercianti e imprenditori ringraziano.

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politica, economia, marxismo

Attentato a Beirut

40 chili di tritolo in un quartiere cristiano di Beirut. Dieci morti tra cui il capitano Aid, che indagava sull'omicidio di Hariri.
Hezbollah pronta alla guerra contro Israele.
Il contingente italiano in Libano rimane privo di governo.
Le ultime follie del duo eurabico D'Alema-Prodi: il tutto su La pulce di Voltaire.

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esteri

Stampa estera e italiana su Prodi

Secondo l'editoriale di Le Monde (socialista) l'Italia è "un Paese immobile e diviso". Gli italiani "sono mortificati per essere stati sorpassati dalla Spagna, e sono depressi". La crescita economica, che era del 6% prima che intervenissero le sinistre e i sindacati nel governo, ora è piatta.
Qui il link all'editoriale.

Uno dei principali sconfitti in seguito alla caduta del governo Prodi e il Corriere della Sera di Paolo Mieli, il quale ultimo, nonostante sia saggiamente sparito di scena, dovrebbe trovare il coraggio di dire la verità: "mi sono sbagliato a dare l'appoggio al governo Prodi", e dimettersi. Ben altra stoffa dimostra il pur "filo"dem The New York Times, il quale ieri ha dato il suo endorsement a Hillary Clinton e... John McCain, come è bene che sia. La bipartigianeria da noi è una ratio impossibilis, più che difficilis.

E' impossibile per InEzio Mauro, direttore de La Repubblica, organo del PD. Dopo aver sponsorizzato l'orrore al quale abbiamo assistito in questi 19 mesi, da qualche tempo La Repubblica fa finta di essere all'opposizione. Ma se pure è possibile riverginarsi con un intervento di chirurgia, restano i fatti a dimostrare che La Repubblica in questi mesi ha fatto figli e figliastri con coloro che ora critica. Dunque non può fingersi verginella, seguendo la vecchia scuola de La Pravda sovietica.
Mentre infatti InEzio Mauro e Massimo Giannini (il più bravo giornalista del gruppo) si provano a criticare l'operato dei loro partiti di riferimento, su la pagina web di Repubblica si torna agli scenari che hanno portato l'Italia al disastro: manco Ferrero e Pecoraro hanno portato via i bagagli, che già si mobilitano le Quinte colonne dei plutocrati rossi alla Nanni Moretti, con i soliti accenti razzisti. Si leggano queste parole testuali:
"Meglio un giorno da Prodi che mille da Berlusconi": parte la mobilitazione via internet.

Sono gli stessi che poi chiedono a Berlusconi di fare un governo insieme per la legge elettorale.

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politica, esteri, elezioni

Il dopo Prodi

Prendo questi appunti subito dopo aver visto Fini prendere a calci metaforici Fassino (a Porta a porta). Con Fassino e Barenghi (ex Manifesto) litigare tra loro, con l'insipiente Fassino intento a recitare il mantra della "legge elettorale" (respinto da tutto il centrodestra e quindi, a oggi, impraticabile), e il mantra del "come siamo stati bravi" che è mediaticamente un suicidio.

Prodi è caduto perché ha fatto
1) una cattiva o nulla azione di governo, bloccato com'era da Turigliatto e Diliberto e Fisichella e Dini;
2) perché ha fatto una politica a metà tra Bismarck e Vladimir Lenin, colpendo non solo i "poveri da tutelare", ma anche il ceto medio basso (quello tra i 1500 e i 2700 euro di reddito familiare);
3) perché ha pensato di risanare i conti pubblici punendo le imprese e tassando tutti; 4) perché il ceto politico di sinistra non ha nessuna cultura di riferimento, il che è gravissimo: il comunismo è deceduto, le socialdemocrazie quasi, il cattocomunismo idem. Non hanno un timone.

Adesso sarà difficile pensare ad altro che alle elezioni. Napolitano dovrebbe tirare fuori dal cilindro un nome ultragradito a Berlusconi. Si fa il nome di Gianni Letta. In questo momento mi sembra una strada molto difficile.

Nel frattempo alcune cose salteranno in aria: Alitalia-Air France, ad esempio.
I baci ai terroristi e ai loro sponsor, per proseguire. Ieri e oggi -in mezzo alla crisi agonica- Prodi e d'Alema hanno incontrato un panzer di Ahmadinejad a Roma.
Pur considerandolo il migliore dei vecchi DS, D'Alema è stato per me il peggiore dei ministri di Prodi, battendo persino i Visco e i Padoa Schioppa.

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politica

24/01/2008

Prodi è caduto

Finisce così la carriera politica più fantascientifica d'Italia.
Il mistero di Prodi è come mai un ministro dell'Industria presente nel governo di Andreotti nel 1978, il capo dell'IRI negli anni '80 di Craxi e De Mita, l'uomo vicino a grandi oligarchi mondiali (come Soros) e a grandi banche internazionali, l'uomo legato alle oligarchie più grandi... sia diventato il leader politico votato da quella classe dei lavoratori che ha combattuto per anni (a torto o a ragione) proprio quel sistema della DC di Andreotti e De Mita quale il colpevole supremo dell'indebitamento, della corruzione e della crisi italiana.

Adesso la fantascienza è finita: si torna alla realtà.

postato da Paolo-di-Lautreamont, 20:07 commenti (3)| | permalink
politica

Cusumano, Udeur

Foto del Senatore Stefano CUSUMANOIl sen. Cusumano si "dissocia". Gli altri dell'Udeur se la prendono con lui.
Non è concussione, ma vilissimo mercato dei voti, del tutto avvilente se si pensa che è un infimo trucchetto, che non sposta minimamente la realtà politica: il governo ha fallito, ha perso un partito fondamentale, non c'è più, anche se Prodi raggiungesse i voti a lui necessari, ciò avverrebbe tramite il voto dei senatori a vita, il cui voto vale come gli altri in toto, ma non nei voti di fiducia.

P.S. Serve un chiarimento : l'Udeur era parte organica del governo delle sinistre da DIECI ANNI. Così, per chiarezza.
Anche Bassolino, Pecoraro & Co. erano e sono a sinistra.
Anche Burlando è a sinistra.
Così, per ribadire...

postato da Paolo-di-Lautreamont, 20:00 commenti (4)| | permalink
politica

I palestinesi ed Eurabia

Mentre Franco Frattini ha avuto un buon atteggiamento nella crisi di Gaza sullo stop alle forniture di energia in risposta al lancio di razzi contro Israele, l'eurabico ministro D'Alema continuava a non azzeccarne mezza, con la sua dichiarazione sullo stop a Gaza come "punizione collettiva". Certo, è uno strumento di pressione sulla popolazione. Ma non è violento. Di norma se si lanciano migliaia di razzi su uno stato, come minimo c'è una risposta bellica...

Adesso trovano conferme alcune indiscrezioni, che cioé il "black out imposto dagli ebrei" sia stato amplificato in chiave di sceneggiata napoletana ad uso della stampa razzista italiota ed eurabica. Che ovviamente non aspettava che il La per imporre all'opinione pubblica l'immagine di una Israele decapita-palestinesi.

Dura rimettere le cose a posto.
In primo luogo è opportuno ricordare un'immondo episodio degli italioti (gli italiani, che ci sono, sono un'altra cosa) contro gli ebrei in Libia. Episodio nascosto ai nostri giovani, ma immondo oltre ogni limite. Su Liberali per Israele.
In secondo luogo, la sceneggiata palestinese è stata scoperta, ma tanto La Repubblika non ne parlerà. Eppure Scalfari ha molto da farsi perdonare dagli ebrei.

Ricostruzione di Deborah Fait:
" Haniye', ci ha convocati nel suo ufficio, siamo entrati e abbiamo trovato lui e i suoi ministri, al buio, seduti intorno al tavolo e davanti a ognuno c'era una candela accesa. Strano, abbiamo pensato, perche' era giorno e sulle scale c'era la luce elettrica! Avevano chiuso tutte le tende per rendere la stanza completamente buia. Ci ha ordinato di fotografare e di ritornare la sera stessa. Siamo ritornati e abbiamo trovato il quartiere al buio, nelle zone da cui venivamo invece c'era la luce, e decine di donne e bambini per la strada con le candele accese in mano".
Questi sono i racconti dei giornalisti palestinesi arrivati ieri a Gerusalemme. Li abbiamo visti e sentiti in diretta alla TV israeliana e stiamo ancora ridendo.
Sembra impossibile che i palestinesi siano tanto sicuri di poter prendere in giro il mondo intero da arrivare a fare le sceneggiate "aiuto non abbiamo la luce, Israele ci sta togliendo tutto!" persino durante il giorno. Sono davvero arcisicuri che Eurabia creda ad ogni loro parola.

Sembra impossibile ma hanno ragione, il mondo gli crede, qualsiasi cosa dicano il mondo pende dalle loro labbra e all'ONU ti schiaffano una bella risoluzione contro Israele, senza nemmeno accennare ai bombardamenti su Sderot.
Il mondo urla "Israele affama i palestinesi" e li guarda, belli grassi, hanno persino la pancia, i bambini hanno belle guanciotte rotonde pero' continuano a gridare i soliti idioti "Israele affama i palestinesi, non possiamo accettare una punizione collettiva".
A Sderot invece si? Sderot puo' essere punita collettivamente? I bambini di Sderot possono im-pazzire di paura? Sparano 50 missili al giorno, in poco piu' di 2 anni sono caduti nel sud del Neghev piu' di 9000 kassam .
Esiste paese al mondo che permetterebbe questo inferno sulla propria popolazione civile? Ditelo, ipocriti, esiste?

Vi prendono in giro e voi piangete per loro e il signor Dalema rilascia dichiarazioni indecenti.
Incomprensibile reazione di Israele a Gaza, signor D'Alema?
Che schifo e che vergogna.
Che miserabili parole, signor D'alema.
Qualcuno ha forse sentito un commento dalemiano sulle parole del becchino suo amico, Nasrallah, che ha detto , con dovizia di particolari, quali parti di corpi di soldati israeliani sono in suo possesso?
Qualcuno ha sentito forse qualche commento indignato da parte di qualche ministro eurabico per le oscene dichiarazioni del becchino libanese?
E Condoleeza ha fatto qualche commento?
Silenzio.
Silenzio anche per la sceneggiata di hamas, eppure anche in Italia qualcuno ne ha parlato, se togliamo i media filopalestinesi, gli altri hanno detto chiaramente che Israele non ha tagliato l'energia elettrica, l'ha solo diminuita dopo aver chiesto per anni di piantarla con i bombardamenti su Sderot.
Filippo Landi, che fa la cronaca da Gaza, sta gongolando, parla di palestinesi che "invadono pacificamente" l'Egitto sotto " lo sguardo affettuoso dei soldati egiziani" mentre "Israele dice di mantenere il blocco e i capi dell'esercito sono molto arrabbiati per l'atteggiamento egiziano".
Landi dovrebbe fare il pittore perche' con le parole e gli aggettivi al posto giusto ha fatto un quadro perfetto della pacifica reazione palestinese alla fame (!) e della bonta' egiziana contrapposta alla cattiveria e alla rabbia di sti ebreacci di israeliani del cavolo.
Ehhh si, sono bravi, lo dico sempre, sono furbi, lo dico sempre, hanno la propaganda nel sangue, lo dico sempre, ormai sono 60 anni che prendono tutti in giro e incassano soldi a palate, prima con Arafat e adesso con i suoi discendenti furbi e imbroglioni quanto lui.
I viveri che Israele fino a ieri, nonostante i bombardamenti, ha mandato nella striscia sono la', nei magazzini di hamas, non li danno alla popolazione per creare il panico e quelli che sono nei negozi sono incomprabili a causa dei prezzi alle stelle.
Loro stessi affamano la loro popolazione per incolpare Israele ma nessuno lo dice.
Centinaia di gaziani sono curati negli ospedali di Israele ma nessuno lo dice.
E la propaganda continua e oggi all'ONU ci sara' un'altra riunione presieduta dalla Libia, paese notoriamente democratico, per condannare Israele.
E in Europa l'odio contro gli ebrei cresce a dismisura "poveri palestinesi, maledetti ebrei".
Non si sa se ridere o piangere, c'e' ben poco da ridere ma come non farlo, amaramente, nel rendersi conto che persone civili e intelligenti, in Europa e in tutto l'occidente, credono a questi pagliacci malefici.
Leggo su internet solo maledizioni contro Israele, se cerchi di dirgli come stanno le cose, ti accusano di essere senza cuore perche' per "causa vostra, maledetti, i bambini palestinesi ( sempre quelli colle guanciotte belle grassocce) fanno la FAME"
Se gli fai notare quanto soffrono i bambini di Sderot che non potranno fare una vita normale a causa dei postumi del terrore cui sono sottoposti, si mettono a ridere.

All'ONU in questo preciso momento Israele e' sotto accusa.
In questo momento gli ambasciatori dei paesi presenti all'ONU stanno dicendo che niente, nemmeno i missili su Sderot, puo' giustificare Israele.
Credono fermamente a hamas, credono perche' odiano Israele, odiano la civilta' e la democrazia, odiano gli ebrei.
Io riesco a pensare solo alla nostra gente a Sderot, al loro terrore, ai bambini che non si riprenderanno piu', molti di questi bambini dal giorno della loro nascita hanno sentito ogni giorno e ogni notte i bum dei razzi , l'allarme suonare, i genitori afferrarli tra le braccia e scappare da qualche parte per salvarsi.
I bambini di Sderot, sorridono, dicono "si abbiamo paura", chiedono "perche'?"come chiedevano perche' i bambini ebrei che i nazisti portavano nei campi della morte.
I nuovi nazisti palestinesi tentano di portarci alla follia ma fino a questo momento, a parte l'amore del mondo per la loro barbarie travestita da miseria e tanti soldi, sono riusciti soltanto a distruggere la loro gioventu'.
I nostri bambini, i nostri giovani hanno l'educazione e l'amore che li salvano.
La loro gioventu' ha solo odio, violenza e ferocia.

In questa tragedia, in questa solitudine totale in cui si trova Israele, c'e' stata una luce, una voce fuori dal coro, quella di Franco Frattini , ex ministro degli Esteri italiano prima della disgrazia equivicina Dalema, portavoce dell'UE che al summit di Herzelia ha detto "L'Europa non puo' lasciare solo Israele" .

Grazie Ministro, spero di rivederla presto al governo in Italia.
Deborah Fait

postato da Paolo-di-Lautreamont, 16:31 commenti (1)| | permalink
esteri, israele, eurabia, razzismo, farisei




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