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31/03/2008
DUBAI World, società di investimenti del governo di Dubai, ha rilevato la maggioranza di alcune grandi riserve ambientali fondate dall'imprenditore della Eastern Cape ecotourism Adrian Gardiner.
Si tratta della Victoria&Alfred (V&A) Waterfront di Cape Town, dell'80% della riserva Shamwari, della Sanbona Wildlife Reserve a di Jock Safari Lodge, del Mantis Collection group.
Il Sudafrica -come tutto il mondo- è alle prese con l'emergenza dell'aumento dei generi alimentari. Ma i paesi attrezzati riusciranno a vincere la cirsi. Il dramma è per gli stati come lo Zimbabwe, una volta il secondo più ricco in Africa, ora massacrato dalla dittatura di Mugabe, con un'inflazione del 100.000% annuo. Le sue terre erano ricchissime di prodotti agroalimentari, ora la gente muore di fame.
postato da Paolo-di-Lautreamont, 19:40 commenti (2)|
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esteri, economia
Ingrid Bétancourt potrebbe essere morta. Le sue condizioni –già gravi per le torture fisiche e morali dovute alla lunga prigionia- erano peggiorate in seguito a un’epatite. Secondo il rappresentante del governo colombiano Volmàr Pérez le Farc hanno dovuto farla curare negli ambulatori della regione di Guaviare. “Le informazioni di cui disponiamo fino a febbraio dicono che il suo stato di salute è molto compromesso”, ha dichiarato Pérez a radio Caracol.
Forse è per queste complicazioni che il presidente Uribe ha offerto alle Farc uno scambio tra la Bétancourt e 420 terroristi-guerriglieri attualmente in carcere. Tuttavia i 420, che fanno parte di un gruppo di dissociati, si sono rifiutati di partecipare allo scambio di prigionieri. Evidentemente temono di essere uccisi dai compagni.
La situazione richiama quella del sequestro Moro e di diversi casi in Israele, Afganistan e nel Medio Oriente. Il punto su cui la stampa internazionale tace è che il governo di Uribe l’anno scorso ha già liberato 200 membri delle Farc, su pressione del governo francese. Senza ottenere nulla. Perché allora il marito della Bétancourt e Sarkozy insistono su una linea che non ha esiti?
J. P. Sartre sosteneva che “Ribellarsi è giusto!”, e molti benpensanti, ben lontani dai combattimenti in giungle soffocanti, continuano a pensarla così. Però le Farc sono l’opposto dei monaci tibetani del Dalai Lama. Il fatto è che si presentano come “organizzazione rivoluzionaria”, il che conferisce loro una sorta di passaporto diplomatico. Questa tragica ingenuità colpì la stessa Bétancourt al momento del sequestro.
In Italia conosciamo i limiti delle trattative col terrorismo, li abbiamo sperimentati in Afganistan, nel caso Mastrogiacomo, in Irak.
La Bétancourt è in condizioni terribili, ma nel 2002 poteva essere salvata.
L’ex ministro Fernando Londoño dichiara che nell’inverno del 2002 le forze di sicurezza colombiane avevano individuato l’accampamento dov’erano sequestrate Ingrid Bétancourt e Clara Rojas. I militari prepararono un piano di intervento, anche perché l’accampamento non era ben difeso e c’erano ottime possibilità di successo. La famiglia di Clara Rojas autorizzò l’intervento delle truppe speciali, ma quella della Bétancourt e il governo francese lo rifiutarono.
Dimenticandosi di questi fatti si finisce per accusare il “capitalista” Uribe e i nordamericani suoi alleati, dimenticando le atrocità commesse dai narcotrafficanti-guerriglieri delle Farc.
Chi sa in Europa che ben 14.000 bambini combattono con le Farc, arruolati a forza? Più di metà sono femmine costrette a pulire e cucinare, che finiscono come schiave sessuali. Secondo Sergio Tapìa, presidente della Ong Internazionale umanitaria Ruanda 1994, l’età media del reclutamento è scesa fino ai sei anni.
In questo contesto si innesta la vicenda di 30 chili di uranio impoverito, individuati dai servizi segreti di Bogotà. Secondo il Ministero della Difesa, il rinvenimento conferma i dati che sono stati trovati nei computer di Raùl Reyes, ucciso in un’operazione che ha portato la Colombia vicina a un conflitto col Venezuela e i suoi alleati.
Il Dipartimento di Stato di Washington dichiara la sua “grande preoccupazione” per il rinvenimento delle barre. Secondo il portavoce Heide Bronke –pur non trattandosi di materiale particolarmente pericoloso- il fatto denota capacità operative e alleanze tali da innescare crisi anche fuori della Colombia. Daryl Kimball, direttore della associazione per il Controllo delle armi, sostiene che la radioattività delle barre sarebbe bassa, tanto da non poter renderle utili per realizzare una “bomba sporca”. Probabilmente l’uranio proviene da proiettili militari o da altre fonti industriali e mediche.
Chissà se Chavez, alle prese con l’incriminazione di due suoi fratelli da parte del parlamento venezuelano (si sarebbero comprati 17 immense fazende tramite dei prestanome), sa qualcosa di ciò che fanno le Farc colombiane. Comunque sia, non è più l’intermediario accreditato.
(Pubblicato sabato su L'Opinione.it. Ieri l'aereo inviato dalla Francia per portare via la Bétancourt nel caso di una liberazione è tornato indietro, purtroppo vuoto).
postato da Paolo-di-Lautreamont, 00:38 commenti |
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esteri, america latina
29/03/2008
Censurato il film sul cattivo islam. Brutta pagina: gli alqaedisti possono esprimersi, i loro avversari no. Molto strano. LINK alla pagina video di LiveLeak.
postato da Paolo-di-Lautreamont, 00:43 commenti |
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cinema, esteri, media, eurabia, marxislamici, farisei
27/03/2008
La nuova Caterina de' Medici (immagine 3) spopola anche a Londra.
Non è infatti simile -il suo ruolo- a quello assunto dalla Contessa di Castiglione, (immagine 2) che pure le somigliava fisicamente e che a fine vita fece coprire tutti gli specchi della sua casa parigina, per non vedere i segni del tempo sul suo volto.
postato da Paolo-di-Lautreamont, 15:21 commenti |
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esteri, style life
I compagni colombiani fanno i pacifisti ma si portano a spasso 30 chili di uranio.
Su La pulce di Voltaire.
postato da Paolo-di-Lautreamont, 15:08 commenti |
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esteri, marxismo, dittature
Il parlamento venezuelano ha deciso di investigare sulla presunta acquisizione di 17 fattorie da parte di due fratelli del presidente Chavez. Le fattorie sarebbero intestate a dei prestanome e si trovano nello stato di Barinas.
Dopo le grida di "terra ai contadini", "Tierra y libertad", dopo i movimenti dei sim terra, dopo i cangaceiros, oggi da ogni dove si leva un grido: Basta con gli ipocriti.
La Asamblea Nacional inició el miércoles una investigación a dos hermanos del mandatario Hugo Chávez ante las denuncias que realizó un congresista oficialista sobre unas 17 de fincas que habrían adquirido en los últimos años. El diputado Wilmer Azuaje acudió este miércoles a la comisión de Contraloría del congreso para consignar una serie de documentos y registros mercantiles de las supuestas haciendas que habrían comprado Argenis y Narciso Chávez, hermanos del gobernante.
Azuaje denunció el martes, en la televisora privada Globovisión, que los hermanos del mandatario habrían adquirido en los últimos años 17 haciendas en el estado suroccidental de Barinas, por medio de supuestos testaferros. El congresista indicó que acudió a la Fiscalía General para solicitar que se abra una averiguación sobre las supuestas adquisiciones "súbitas" de los hermanos menores del gobernante. Azuaje expresó que aunque pertenece a la filas del partido de gobierno decidió denunciar a los hermanos de Chávez porque ese tipo de hechos afectan la imagen de la "revolución". La diputada oficialista Cilia Flores, presidenta de la Asamblea Nacional, dijo, en declaraciones publicadas el miércoles en el diario local El Universal, que lo "más sano" es que se investigue los señalamientos de Azuaje. Flores informó que la Asamblea Nacional no solo investigará a los hermanos del mandatario, sino también al denunciante. (El Nuevo herald)
postato da Paolo-di-Lautreamont, 00:28 commenti |
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esteri, america latina, hugo chavez, marxismo, cortigiani, biberon di stato
26/03/2008
Ennesimo rinvio per la scelta del nuovo presidente libanese, a fine aprile. Nel frattempo la Lega araba si riunisce a Damasco per cercare di risolvere lo stallo libanese. Il Libano ha deciso di boicottare questo appuntamento (che lo vede "aiutato" da Sauditi ed egiziani), come forma di protesta contro le pesanti ingerenze siriane negli affari interni libanesi (se è possibile chiamare "ingerenze" l'esplosione di deputati e politici).
BEIRUT, March 26 (RIA Novosti) - Lebanon will not attend an all-Arab summit in Damascus on March 20-30 in protest against Syria's alleged meddling in its internal affairs.
The decision was adopted late on Tuesday by Lebanon's Cabinet.
"We believe that Damascus is not the most appropriate place for discussing the Lebanese problem, because we regard Syria as a major obstacle in the search for a compromise in the current internal political crisis," Lebanese Youth and Sports Minister Ahmed Fatfat told the Al Arabiya news channel.
Lebanon has witnessed a protracted political crisis as its parliament has been unable to elect a president since November 23 over disputes between the ruling majority and the Hezbollah-led opposition, allegedly supported by Syria.
On Monday, Lebanon put off for the 17th time the country's presidential polls, rescheduling the planned March 25 elections for April 22.
Beirut's decision was widely expected after Saudi Arabia, Egypt and Jordan announced they would not be represented at the summit of a 22-nation Arab League by their respective leaders. The meeting is normally attended by the heads of state of the participating Arab countries.
Saudi Arabia and Egypt support the pro-Western Lebanese government led by Prime Minister Fouad Siniora and also accuse Syria, which had a significant influence in Lebanese affairs for decades before it was forced to withdraw its troops from the country in 2005, of standing in the way of the election of a new president.
postato da Paolo-di-Lautreamont, 10:57 commenti |
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esteri
25/03/2008
Grazie a Mondo Auto, scopro che nei centri Iper (da non confondere con le Coop!) è in vendita un SUV italo-cinese (Chery), con elettronica Bosch etc... a 15.900 euro. E' una vera bomba nel mercato.
Qui il sito della DR5 company.
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postato da Paolo-di-Lautreamont, 19:34 commenti |
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economia
Da Il mango di Treviso arrivano sempre interessanti notizie su Singapore (e quindi sull'intero Far East).
La finanziaria del governo di Singapore è molto agguerrita. Dopo aver rilevato una quota della UBS, si sta muovendo su Citybank. Arrivano aziende italiane. Ne faremo un articolo.
postato da Paolo-di-Lautreamont, 16:06 commenti |
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esteri, economia, asia
Secondo un sondaggio della CNN il 52% degli elettori democratici preferisce Barack Obama. Anche gli analisti conservatori ipotizzano un successo di Obama sulla Clinton, con percentuali che vanno dal 95% secondo Michael Barone, all’85% di Norman Ornstein. Comunque vada, è bene individuare le ragioni dello straordinario successo di Obama, un mix dovuto alle sue capacità retoriche e alla campagna elettorale. La sua tecnica può essere utile anche per chi fa comunicazione politica in Italia. Qual è la chiave della propaganda di Obama? Lo abbiamo chiesto a Debra Spitulnik, docente al Dipartimento di Antropologia all’università Emory di Atlanta, specializzata in comunicazione. Elettrice democratica, ha partecipato alla campagna per le primarie in Georgia e nel Texas.
Da quanto tempo frequenta il team dell’Obama center di Atlanta?
Obama è venuto in Georgia lo scorso maggio. Un amico mi ha dato un invito. Era un luogo aperto, ampio, e c’era una grande folla, anche se Obama non era ancora molto conosciuto. Ventimila persone almeno, più 500 vip. Mi chiedevo come mai c’era così tanta gente. Poi l’ho sentito parlare e ho capito: parlava chiaro, diretto. Non usava termini da parlamentare e lasciava trasparire una cosa fondamentale: era convinto di ciò che diceva, non recitava una parte imparata a memoria. Ha iniziato parlando della sua vita…
In cosa consiste la sua tecnica di comunicazione all’elettorato?
Parlo della mia esperienza. Sono andata a consultare il sito barackobama.com. La prima cosa che si legge è “Join the movement”. Si lascia il proprio indirizzo. Le mail possono essere personalizzate: su cellulare, più messaggi al giorno... Poi si sceglie se si intende essere “volontari”. A quel punto si è contattati. Obama ad Atlanta ha affittato un piccolo ufficio nel centro. Sono andata là per partecipare alla campagna del “super Tuesday” di febbraio, quando si sono svolte le primarie in Georgia. Ogni giorno si adotta una strategia di comunicazione diversa. I volontari hanno a disposizione liste con numeri di persone da contattare. Ognuno usa il proprio telefono e utilizza un diagramma di dialogo predisposto, a seconda delle risposte ottenute. L’obiettivo principale è coinvolgere nuovi volontari. Non si telefona per convincere, si lavora per creare un network. In questo modo i contatti crescono. Il sistema si basa sul web come base e sul telefono come canale diretto –più caldo rispetto alla mail-. La chiave di comunicazione di Obama si basa sul social network, e non a caso lui ha un sito su Facebook. La seconda chiave di successo consiste nella enorme diffusione dei video dei suoi comizi, tramite YouTube.
I volontari fanno solo social networking?
Per il giorno del super Tuesday si chiedevano tre tipi di collaborazione: le telefonate – che sono lo strumento più importante della campagna di Obama - poi un porta a porta basato sull’invito ad andare a votare. Infine, accompagnare al seggio elettorale le persone anziane o disabili con la propria auto.
Tutto a proprie spese: in Italia è alquanto diverso...
Essere accolti come volontari ti fa sentire parte dell’organizzazione. Si prenda l’esempio dei contributors. Mentre la Clinton utilizza i grandi finanziamenti delle company, Obama ha puntato sulle donazioni inferiori ai 200 dollari e ha raccolto moltissimo (molto più del rivale repubblicano McCain, ndr). C’è voglia di partecipazione: il 5% delle persone da me contattate si è offerto come volontario. I neri sono più motivati, ma rispondono bene anche i bianchi negli stati dove ci sono pochi neri, come nello Iowa. Obama va bene anche nelle città, dove ci sono più radical-progressisti. Nel Texas ha preso quel tipo di voti.
I giovani sono per Obama più che per la Clinton.
I programmi sono simili, la differenza è nello stile: warm oppure cold; corporate (legato alle corporation) o not corporate; visionario oppure pragmatico; presidenziale o anticonvenzionale. Molti giovani preferiscono Obama perché è più “cool”. Un’altra parte –competente- non sceglie il candidato in base alla bandiera, come fanno i più anziani, ma in base alle proposte. Così possono preferire i democratici per l’economia, o i repubblicani per la gestione dei conflitti. Altri giovani sono assai lontani dalle elezioni: è una parte della classe media impoverita, sorprendentemente, ad allontanarsi dalla politica. Va forte uno slogan contro McCain “No Country for old men”. E’ il titolo di un romanzo di Cormack McCarthy e di un film dei fratelli Coen. In generale sono le idee, e non più le bandiere, a muovere l’elettorato.
postato da Paolo-di-Lautreamont, 16:03 commenti |
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politica, esteri, elezioni
Il boicottaggio per ora riguarderebbe solo la cerimonia iniziale di presentazione dei giochi, ma avrebbe comunque un significato notevole. Anche il ministro Kouchner (sinistra) non esclude iniziative di pressione su Pechino.
postato da Paolo-di-Lautreamont, 15:42 commenti |
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esteri, cina
Consiglio di lettura: 1972.
postato da Paolo-di-Lautreamont, 14:14 commenti |
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esteri
Dopo il caso del governatore di New York, Bill Clinton etc. (stendiamo un velo sul caso dell'ex portavoce di Prodi, sorpreso a "guardare" un travestito) ora è la volta del sindaco democratico di Detroit, Kwame Kilpatrick. Il testosteroideo è accusato di aver mentito sotto giuramento rispetto al suo legame con la sua capo-gabinetto, e per aver fatto licenziare dei poliziotti che avevano condotto un'inchiesta su una serata di orge cui il sindaco partecipava. Rischia 15 anni di prigione. In Italia diventerebbe un re. Detta in maniera peggiore: negli Usa i politici fottono le fanzulle. In Italia tutti fottono tutti.
postato da Paolo-di-Lautreamont, 14:13 commenti |
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politica, esteri, style life
La notizia risale a poco più di un mese fa, ma vale la pena tornarci su:
Saif, uno dei figli di Gheddafi starebbe seguendo le orme del padre, che fino a tutti gli anni '90 è stato considerata la mente del terrorismo internazionale (esagerando: le menti allora stavano a Mosca).
Dal Los Angeles Times:
BAGHDAD -- A son of Libyan leader Moammar Kadafi is behind a group of foreign and Iraqi fighters responsible for a devastating explosion in northern Iraq, a security chief for Sunni tribesmen fighting insurgents said.
At least 38 people were killed and 225 wounded in the blast Wednesday that destroyed about 50 buildings in a Mosul slum.
The tribal security chief, Col. Jubair Rashid Naief, who also is a police official in Anbar province, said the group responsible was the Seifaddin Regiment, which he alleged includes foreign fighters supported by Seif Islam Kadafi, 36, the Libyan leader's eldest son.
"I am sure of what I am talking about, and it is documented," Naief said.
Anche su Iraq the model:
After Iran, Syria and others it's now Libya's turn to sponsor terrorism in Iraq.
The news popped up for a second then it vanished; Gaddafi's son is accused by senior awakening officials in Anbar of funding and sending a group of foreign terrorists to Iraq. This particular group, awakening leaders believe, was responsible for the explosives cache that caused the devastating explosion in Mosul last week. SEGUE su Iraq the model .
postato da Paolo-di-Lautreamont, 12:08 commenti |
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Altro che elezioni: sono queste le cose cui pensare... Nippon steel, terzo gigante dell'acciaio al mondo, investirà quasi 6 miliardi di dollari in Brasile, dove costruirà impianti siderurgici e darà lavoro.
Non parliamo di unn "paese in via di sviluppo", ormai il Brasile è un gigante dell'economia mondiale. Il problema è che in Italia tutto ciò non potrebbe verificarsi: il nostro Paese non attira, ma allontana i capitali e le aziende.
Questa è la tragedia da cui partire: un sistema basato sulla lottizzazione del lavoro, tra sindacati, grande impresa, partiti e governo. Burocrazia e tasse, impossibilità di licenziare in caso di crisi. Chi glielo fa fare alla Nippon steel o a qualunque altro?
Bisognerebbe occuparsi di questo. Sennò, a furia di delocalizzare, andremo tutti a vivere all'estero.
postato da Paolo-di-Lautreamont, 11:53 commenti |
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politica, economia
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