LE GUERRE CIVILI
GEOPOLITICA - POLITICA INTERNAZIONALE - CULTURA, di PAOLO DELLA SALA
 

30/11/2008

Chabad house

(IsraelNN.com) Nonie Darwish, the founder of Arabs for Israel, says that the hatred the Muslims have for Jews is even worse than the hatred the Nazis had for them. "It isn't a societal thing, it's a religious thing," she explains. "It's intrinsic to their lives because it isn't a human command to kill Jews, it's the word of Allah." 
Rav Gabriel e Rivka Holzberg, viene spontaneo chiamarli Gabi e Rivki per la loro giovane eta', erano in India da 5 anni per dare aiuto a tutti, agli ebrei lontani da casa ma anche agli indiani poveri e bisognosi di una parola e di un po' di cibo. 
I terroristi pakistani li hanno catturati, legati insieme ad altri sette ebrei e israeliani e alla fine li hanno uccisi. 
Questi sono i nomi degli israeliani gia' riconosciuti :
> Rivka Holtzberg
> Gavriel Holtzberg
> Leibish Teitlebaum
> Bentzion Chroman
> Yocheved Orpaz 
Riposino in pace. 
Un membro di Zaka, l'organizzazione che si e' recata in India per il recupero e il riconoscimento delle salme, ha detto che i corpi erano avvolti negli scialli da preghiera e uno di essi, Bentzion, un giovane di Bat Yam era abbracciato alla Tora' e riverso su di essa. 
Il centro ebraico era uno degli obiettivi dei terroristi arrivati per fare strage di americani, inglesi e israeliani e l'unico superstite del gruppo islamico ha rivelato che il loro scopo era far saltare il Taj Mahal e il centro Chabad e fare almeno 5000 morti. 
Si chiama Amir Kasab, ha 21 anni e ha dichiarato che l'attacco aveva come scopo principale l'uccisione di israeliani per punirli delle atrocita' contro i palestinesi e gia' che c'erano hanno voluto includere nella punizione il Grande Satan, l'America, e i Crociati, l'Europa. 
Una grande orgia per soddisfare la loro sete di sangue e la loro fame di morti. 
Avevano armi sufficienti per superare orgogliosamente le vittime fatte dai loro fratelli assassini a New York, l'11 settembre. 5000 morti! ...
Deborah Fait  www.informazionecorretta.com

Leggere anche Panebianco sul Corriere della Sera.

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terrorismo, esteri, eurabia



28/11/2008

L'India, un testo di Carlo Buldrini

Nel segno di Kali. Cronache indiane
CARLO BULDRINI ha vissuto in India più di trent’anni. Ha scritto per varie testate italiane e indiane ed è stato addetto reggente dell’Istituto Italiano di Cultura di New Delhi. Nell’anno accademico 2001-2002 ha insegnato presso la Jamia Millia Islamia, l’università islamica di Delhi. È autore di In India e dintorni (1999) e, con le Edizioni Lindau, ha pubblicato Lontano dal Tibet. Storie da una nazione in esilio (2006).
Intervista
Buldrini, dopo il Black Friday del 12 marzo 1993 (300 morti) e le bombe sui treni delle Western Railways dell'11 luglio 2006 (200 morti) il terrore è tornato a Mumbai...
Siamo di fronte alla risposta islamica alle distruzioni di moschee, ai massacri di mussulmani a Bombay, al pogrom antimusulmano in Gujarat, nella terra di Gandhi, nel 2002 a opera delle componenti più oltranziste del Sangh Parivar, la Famiglia delle associazioni dei nazionalisti hindu che potrebbe ritornare al potere con le elezioni del maggio prossimo?
 
Sì, l'intenzione dei terroristi è di far precipitare l'India nel caos. Il terrorismo sembra ormai essere il leitmotiv dell’India del XXI secolo. La sequenza degli attentati degli ultimi tre anni è spaventosa: New Delhi, Varanasi, Mumbai, Hyderabad, Bangalore, Ahmedabad, Guwahati e, adesso, di nuovo Mumbai.
 
Chi arma la mano dei terroristi?
C.B. I sospetti maggiori vanno sul Lashkar-e-Taiba (l’Esercito dei Puri). Il gruppo venne costituito nel 1990, in Pakistan, come braccio armato dell’organizzazione religiosa Markaz Dawa wak Irshad. Nel 1993, poco tempo dopo la distruzione della moschea di Ayodhya, in India, il gruppo divenne operativo in Kashmir. Negli anni successivi il Lashkar-e-Taiba ha esteso il suo campo di azione a tutta l’India.
 
Dopo la «spartizione» del subcontinente da cui nacque l’Unione Indiana e il Pakistan, gli scontri tra hindu e musulmani non si sono mai fermati…
C.B. Il revival del nazionalismo hindu degli ultimi 15 anni ha riacceso la miccia degli scontri tra le varie comunità dell’India. Il sogno di Jawaharlal Nehru dell’«unità nella diversità» sembra andare in pezzi.
 
Presto, in India, ci saranno le elezioni politiche.
C.B. Saranno le quindicesime elezioni generali indiane e saranno molto importanti. Dovranno tenersi entro il mese di maggio del 2009. La posta in gioco è molto alta. L’idea stessa di un’India come paese laico e pluralista è a rischio.
 
Da dove vengono le minacce a questa India «tollerante»?
C.B. Dal fondamentalismo hindu che ha trovato nell’«hindutva» (l’hinduità) la propria matrice ideologica. Si tratta di un movimento formato da varie organizzazioni racchiuse sotto la sigla di «Sangh Parivar», la Famiglia delle associazioni dei nazionalisti hindu. Il movimento è particolarmente forte in questa fase della vita politica indiana. Le sue componenti più oltranziste, la Vishva Hindu Parisad e il Bajrang Dal, sono state proprio le responsabili della distruzione della moschea di Ayodhya nel 1992, dei massacri dei musulmani a Bombay nel 1992-93 e del pogrom anti-musulmano a Gujarat. 
Sono le stesse organizzazioni che, quest’anno, hanno causato la morte di 38 cristiani nello Stato indiano dell’Orissa. Il Bharatiya Janata Party (Bjp) è la proiezione politica di questi movimenti nazionalisti hindu. Il Bjp ha già governato l’India dal 1998 al 2004. Con le prossime elezioni c’è la possibilità di un suo ritorno al potere. Il terrorismo islamista sembra auspicare proprio questo. La sua è la logica del «tanto peggio, tanto meglio».
 
Carlo Buldrini
Nel segno di Kali
Cronache indiane
Edizioni Lindau / «I Pellicani» / pagine 240 / euro 18,50 / ISBN 9788871807782
«L’India è diversa e, per quanto esasperante
la cosa possa a volte apparire, intende rimanere tale.»
Indira Gandhi
 
L’Occidente si è sempre trovato in grande difficoltà nel tentativo di interpretare la realtà indiana. 
 
Per secoli, l’approccio orientalista ha posto esclusivamente l’accento sulla sua spiritualità e sulla sua cultura millenaria. Oggi si analizza l’India prendendo in considerazione il solo tasso di crescita del suo prodotto interno lordo. Entrambe le letture sono parziali e distorte.
 
Per cercare di capire questo grande e complesso paese Carlo Buldrini vi ha trascorso più di metà della vita e ha scritto le «cronache indiane» raccolte nel presente volume. 
 
Dall’incontro con Indira Gandhi a quello con Krishnamurti, dall’assassinio di Rajiv Gandhi agli scontri tra hindu e musulmani, costellati di stragi e veri e propri pogrom, dalla vita nei villaggi rurali e nelle infernali metropoli alle architetture avveniristiche di Electronic City, la Silicon Valley indiana vicino a Bangalore, l’affresco che, pagina dopo pagina, l’autore viene delineando, è duro, violento, fitto di contrasti, e confuta lo stereotipo oggi imperante secondo il quale l’India sarebbe avviata a un radioso futuro nel segno delle tecnologie avanzate. 
 
Le contraddizioni irrisolte della società indiana stanno proiettando su ciò che verrà un’ombra lunga e minacciosa.
 
l'indice
 
                9      Prologo
             13      Il giorno del sole nero
             23     Dote
             39     L’India di Indira
             53     La regina dei banditi
             67      La battaglia del Tempio d’oro
             89     A colloquio con J. Krishnamurti
             99     Sati
            109     Caccia agli assassini di Rajiv
            129     Intoccabili
            141      Ayodhya
            159     Massacro nella terra di Gandhi
            177      Satyagraha
            195     La «Silicon Valley» dell’India
            215     Kali
            227     Bibliografia
 

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cultura, terrorismo, esteri, editoria



Mumbai: smacco e macello

Gli attacchi di Mumbai sono opera di 25 terroristi giunti dal Pakistan, visto che uno degli arrestati parla la lingua del Punjab, regione musulmana ai confini tra India e Pakistan.
L’attacco si è svolto ai piedi del World Trade Center, richiamando simbolicamente l’11 settembre. L’intero quartiere colpito è una Manhattan inserita in una città che è diventata il maggior centro di produzione di cinema dell’Asia, colpa imperdonabile per al Qaida. I terroristi hanno agito con un piano preciso, colpendo dieci obiettivi simultaneamente, ospedali e hotel in particolare, dedicandosi a una nazistoide caccia agl angloamericani ed ebrei (una decina dei quali è ancora sequestrata nella Chabad house).
Sotto i colpi dei fondamentalisti islamici sono cadute 125 persone, tra le quali un imprenditore italiano e il capo delle squadre speciali antiterrorismo. I feriti sono centinaia, come i sequestrati, tra i quali figurano diversi italiani
Questo secondo 11 settembre potrebbe avere serie conseguenze per gli equilibri internazionali.
Terrore a Mumbai. La capitale economica dell'India è stata colpita da una serie simultanea di attacchi ad alberghi, stazioni e siti turistici. Decine di ostaggi occidentali, soprattutto americani ed inglesi, sono tenuti in ostaggio dai terroristi negli hotel. Una quindicina gli italiani sono «ancora asserragliati» negli alberghi ha detto il capo dell'Unità di crisi della Farnesina, Fabrizio Romano. Si parla di almeno uin centianio di vittime (Afp) E’ uno smacco per l’intelligence e l’esercito indiano, che non sono riusciti a chiudere la partita contro 25 terroristi –probabilmente sono almeno il doppio-, i quali sono arrivati a Mumbai navigando liberamente dal lontano porto di Karachi, in Pakistan. Speriamo che il cantiere di Sarzana della Intermarine possa migliorare l’efficienza della flotta indiana, vincendo la gara d’appalto per la realizzazione di dieci nuovi cacciamine.
E’ la fine del sogno di chi sperava che l’ascesa di Barack Obama potesse dissolvere l’incubo del nazionalismo, dando nuovo impulso all’idea kantiana di un mondo senza confini né nazioni, e a quella marxista e liberale del dominio dell’economia sulla volontà di potenza della politica. Il brusco risveglio di Mumbai (accentuato da clamorosi errori della polizia indiana) smentisce queste illusioni beatlesiane, perché l’India attuale è una potenza economica, spaziale e militare che può decidere i destini del mondo. A Mumbai i terroristi hanno colpito per scompaginare le scelte strategiche di Obama, che punta su un’alleanza col Brasile nell’America latina e una con India e Giappone in Asia, nel quadro di un mondo multipolare.

Delhi si avvia a sostituire gli Stati Uniti nel controllo dello stretto di Malacca, via obbligata dei traffici marini di Cina e Giappone verso Africa, Medio Oriente ed Europa. La sua flotta militare controlla un’area che va da Singapore a Mogadiscio e Aden, e nei giorni scorsi una sua unità ha affondato una nave pirata di Al Qaida.
La guerra strisciante contro il Pakistan non è mai finita, e gli ectoplasmi terroristi di Mumbai sono una variante dell’esercito pakistano, secondo le parole indirette del premier indiano Singh. Nello smacco e nel macello di Mumbai torna a vincere la strategia dell’11 settembre 2001, molto più efficace della guerra tradizionale, e utile a cambiare gli equilibri internazionali. Dopo il 2001 si spezzò l’alleanza atlantica. Con Mumbai si attacca l’alleanza asiatica tra USA, Giappone e India.
L’India teme l’espansione di Pechino, che la aggredì nel 1962 e ha aiutato il Pakistan a diventare una potenza nucleare. Per controbilanciare la Cina nel 2007 i primi ministri indiano e giapponese (il Giappone rimane pur sempre la seconda potenza economica del mondo) hanno stabilito nuove relazioni anche militari, concretizzatesi nell’estate del 2007 con un’esercitazione navale nel golfo del Bengala, cui partecipavano USA, India, Giappone, Australia e Singapore. La Cina ha risposto con una protesta formale e con esercitazioni terrestri compiute con l’esercito russo.

Mumbai non è una “semplice” azione terrorista, ma segna l’ingresso dello jihadismo anche nel quadro multipolare del dopo Bush. Fanno bene gli indiani a parlare di “Warzone Mumbai”, e fanno male i media italiani a non dare sufficiente copertura a un evento che tocca anche la nostra economia. Oltre al nuovo presidente degli Stati Uniti, il segnale è contro l’integralismo hindu, protagonista di massacri e attentati contro cristiani e musulmani. L’obiettivo terrorista infine mira a dare nuovo slancio ai talebani di Afganistan e Pakistan, dare respiro all’Iran, e affidare alla jihad il controllo dei traffici d’Orienta. La via della Setta al posto della via della Seta… Ma anche la Russia è sotto scacco da parte jihadista, dal Caucaso fin dentro il Tatarstan, nel cuore del fiume Volga.
Mio articolo pubblicato da Il Secolo XIX di oggi. 

postato da Paolo-di-Lautreamont, 17:06 commenti (5)| | permalink

terrorismo, esteri



27/11/2008

Mumbai: evoluzione degli attacchi

LA ZONA COLPITA E' VICINA AL WTC DI MUMBAI (vedi post infra). Copertura degli eventi in diretta (i media italiani questa notte erano in ritardo di un'ora).

24 ore e non sono riusciti a snidare i terroristi.
la polizia indiana ha spento solo ora le luce nei palazzi dove ci sono i terroristi.
125 morti
Colpi all'interno del Taj Hotel, con un'esplosione
Due esplosioni all'Oberoi Hotel

postato da Paolo-di-Lautreamont, 10:57 commenti | | permalink



Strage jihadista a Mumbai INDIA 9/11

Lanci di agenzia su India tv news: UPDATE ORE 2
Su tv internet NDTV live

N.B. LA ZONA COLPITA E' VICINA AL WORLD TRADE CENTER (di Mumbai), parte del WTC di New York da 30 anni...

12 colpi sentiti chiaramente per tv, dall'interno del Taj hotel ore 2,15
ostaggi nel Cama hospital nel taj e Trident hotel
Spari nella JJ school of arts e nel cinema Metro
SHIVRAJ PATIL LEAVES FOR MUMBAI BY SPECIAL PLANE
9 terroristi arrestati, 5 uccisi
Sono arrivati in barca a Mumbai e hanno attaccato 10 punti diversi della città
l'esercito è entrato in azione, con soldati e 200 membri delle squadre speciali
ostaggi nel Cama hospital
COMMANDO ATS ENTRA NEL TAJ HOTEL
Deccan mujaiddin rivendicano azione terrorista
DUE BARCHE PIENE DI ESPLOSIVO RINVENUTE DA POLIZIA
- Maharashtra anti-terrorism squad chief Hemant Karkare and DIG Ashok Kampte were martyred in tonight's terror strikes in Mumbai. Encounter specialist Vijay Salaskar was also killed in the firings.
- 50 terroristi in azione: According to police estimates, narly 50 terrorists were engaged in tonight's terror strikes in at least 10 places throughout Mumbai. The terrorists include 6 to 7 women. Two terrorists have been arrested by police, reports said. A red alert has been sounded throughout Maharashtra, Gujarat and the national capital Delhi.
-  Five persons were reported killed in a blast inside a taxi in Mumbai's Ville Parle.
- 15 ostaggi nel Taj hotel, 40 nell'Oberoi hotel

Gli attacchi e il macello di Mumbai hanno un duplice significato: dare un segno forte alle prime mosse di Obama, sul campo globale, e mantenere la pressione nei confronti dell'India sul piano locale.

Nei confronti di Obama si muovono diversi interessi, che tendono tutti a ricattare la sua futura azione di governo: dall'America latina, con le esercitazioni navali congiunte Venezuela-Russia, all'Iran, che con l'India ha un rapporto economico anche positivo, ma che forse ha anche l'interesse a mantenere sotto scacco quello che potrebbe diventare il più pericoloso partner nell'area tra Molucche, golfo Persico e Corno d'Africa.
Il terrorismo alqaidista potrebbe quindi aver trovato -se non complicità- degli spazi nel vuoto di potere che si è creato a livello mondiale, riempito a stento da altri protagonisti geopolitici, come appunto Russia, Europa, Giappone.

Nei confronti dell'India poi il gioco è anche più scoperto. Il tentativo è di bloccare l'ascesa del più forte partner strategico degli americani in Asia. L'India può bilanciare la forza di Pechino con una competizione economica, e nello stesso tempo può evitare che la Cina venga presa da tentazioni di espansione.
Inoltre l'India è tenuta sotto scacco dall'azione di tre diversi fondamentalismi, tutti (tranne uno) ampiamente finanziati strumentalmente da potenze esterne all'India.
Si tratta del fondamentalismo islamico, legato al vicino Pakistan; del fondamentalismo neomarxista, che sta crescendo in tutti i Paesi emergenti, in America latina come nel sud est asiatico (in Giappone, sud Corea, India, Nepal, Taiwan...).
Infine il terzo fondamentalismo che sta agendo in quella che fu definita la patria della pace (a torto, perché i gandhiani e gli hippies dimenticavano i fiumi di sangue dei Thugs), è quello induista.

QUI (in francese) l'elenco degli attentati compiuti in India negli ultimi due anni.

LeTaj Mahal, un hôtel de luxe de renommée mondiale, était la proie des flammes vers 3 heures du matin après avoir été attaqués par plusieurs hommes armés de grenades et d'AK47.

postato da Paolo-di-Lautreamont, 02:22 commenti | | permalink

terrorismo, esteri, asia



26/11/2008

Ucraina, Polonia e Lituania: soldati in comune

Ukraine, Poland and Lithuania plan to form a joint peacekeepers unit of a brigade size before 2011. This is the point of talks between Ukrainian Defense Minister, Yuri Yekhanurov, and his Polish counterpart, Bogdan Klich. The talks took place on November 18, in the context of the Polish minister's set visit to Ukraine, a correspondent of REGNUM in Kiev reports, citing information of the Ukrainian Defense Ministry press office.
“We are glad to second this initiative".

Aumenti micidiali del gas per l'Ucraina.
C'è da dire che Kiev ha 2,4 mld di $ di debiti con Gazprom.
Gazprom released a statement overnight of the company's head, Alexei Miller, saying that “during a transition to market relations in transporting natural gas to Ukraine, the price can be higher than $400 starting from January 1, 2009”. The current price is $179.5 per 1,000 cubic meters. Kommersant newspaper (Russia) noted today that the statement was preceded by a meeting of Mr. Miller with the President Dmitry Medvedev.

postato da Paolo-di-Lautreamont, 11:42 commenti | | permalink

esteri, russia



Fatiha che respira gas

Ha 15 anni e respira gas butano da quando aveva 8 anni. E' di Tizi Ouzou (Cabilia, Algeria), è un bisogno insopprimibile di consumare questa sostanza tossica, una forma di suicidio con la formazione di dipendenza. Per riflettere sul dramma dei Cabili in Algeria, anche se questo caso non è direttamente connesso alla questione etnica.
Due video.

postato da Paolo-di-Lautreamont, 11:33 commenti | | permalink

ambiente, esteri, africa



Thailandia: si muove l'esercito

Alla fine si attendeva l'unica forza organizzata all'interno dello stato tailandese, l'esercito, che ha un ruolo simile a quello dell'esercito turco ad Ankara e dintorni.
Nel mezzo dell'occupazione dell'aeroporto di Bangkok, l'esercito ha fatto l'unica mossa possibile: ha chiesto che il parlamento venga sciolto e che si indicano nuove elezioni. Speriamo che
il doppio nullismo di governo e opposizioni venga migliorato da un terzo partito. Ma sarà dura.

postato da Paolo-di-Lautreamont, 11:08 commenti | | permalink

esteri, asia



Alex del Nogal: chiesti 12 anni di carcere

Il PM del processo che si sta celebrando a Palermo contro Alex del Nogal per narcotraffico tra Europa e Venezuela ha chiesto oggi 12 anni di carcere per il venezuelano detenuto in Italia dal settembre 2007.

Secondo l'accusa (il PM Marcello Viola) Del Nogal era al centro dei traffici di stupefacenti e si occupava del trasporto nel sud Italia della cocaina prodotta in Venezuela e Colombia, che poi veniva distribuita dalla mafia.
Nel corso del processo, l'ex membro della Sacra Corona Unita, il "collaboratore di giustizia" Massimo Lo Vreglio ha affermato che Del Nogal aveva strette relazioni con Hugo Chavez, che è stato convocato come teste in giudizio. Successivamente, d'accordo col ministro Alfano, Chavez non è andato a Palermo. Gli avvocati di difesa hanno negato ogni accusa. Del Nogal era stato arrestato a Milano nel 2007. Era stato giudicato in primo grado il 25 gennaio, ma dopo poche ore la giudice incaricata lo aveva scarcerato per un vizio di forma. Dopo quattro giorni era stato riarrestato (proteste degli avvocati (da me arrestati). Altre notizie e indiscrezioni:
http://leguerrecivili.splinder.com/post/14521246/Chavez,+narcotrafficanti,+Ital

postato da Paolo-di-Lautreamont, 01:02 commenti | | permalink

esteri, venezuela



25/11/2008

L'economia indiana e l'industria militare italiana

Da un forum:
"La rottura dei rapporti russo-indiani farebbe la felicità delle industrie occidentali, chi ne ha più da guadadagnare sono Fincantieri e AW".

Finmeccanica's helicopter division, Augusta Westland, is the frontrunner in a multi-million contract to supply 12 AW-101 VVIP helicopters worth around Rs 110 crore each for use by the President and prime minister. Four of these are for the use by the Special Protection Group. In a replay of the Marine One contest for the US presidential helicopter last year, field evaluations conducted by the Indian Air Force (IAF), the triple-engined Italian helicopter trumped its only competitor, the US Sikorsky S-92.
The contract to be signed later this year for the flying offices equipped with advanced communication aids and self-protection devices could well be the greatest Italian export to India since the iconic Vespa scooter in the 1960s.


If the 38,000-tonne Indigenous Aircraft Carrier being built at the Cochin Shipyard Limited looks like a bigger version of Italy's new carrier, the Cavour, it is because it was designed with assistance from Fincantieri which is also integrating the ship's propulsion system.
Italy has emerged as an attractive shipbuilding destination due to rapid delivery schedules, high technology and competitive costs.
VINTO APPALTO a scapito dei cugini (ed è sempre bene), spagnoli e credo russi.

Prima ho dimenticato una cosa, gli Indiani hanno invitato i cantieri nostrani per una decina di cacciamine in fibra (hanno scritto Fincantieri sulla news ma quasi sicuramente è Intermarine) sempre con la formula del capoclasse all'estero e i restanti in India .

Il sottomarino nucleare russo Nerpa dovrebbe andare all'India.

postato da Paolo-di-Lautreamont, 18:41 commenti | | permalink

esteri, economia



Venezuela: arriva la flotta russa

Medvedev sarà a Caracas domani e parteciperà con Chavez alle esercitazioni.
Possibile che le navi trasportino armi e tencologie, in segreto?
I due governi sigleranno un accordo di cooperazione nel nucleare ad "uso civile"...
Su La Pulce di Voltaire.

postato da Paolo-di-Lautreamont, 18:26 commenti | | permalink

esteri, venezuela, russia



Thailandia al bivio

Da mesi parlo (grazie anche a Il mango di Treviso) del cambio drammatico che si annuncia per la Thailandia. Ormai siamo vicini alla resa dei conti. I manifestanti che da due giorni sono in piazza sono stati raggiunti da colpi di arma da fuoco. Due feriti, mentre l'aeroporto di Bangkok resta bloccato. Il nodo resta Thaksin.
Per seguire il contesto della Thailandia (e in generale dell'intera area dell'Asia del sud-est), consiglio di leggere 1972.

postato da Paolo-di-Lautreamont, 17:09 commenti | | permalink

esteri, geopolitica, asia



Italia contro ingresso Georgia e Ucraina in NATO

La Francia, con Germania, Italia, Belgio e Paesi Bassi si oppongono all'integrazione della Georgia e dell'Ucraina al Piano di azione per l'adesione alla Nato, qualificando l’operazione come "prematura". L'indiscrezione proviene da una fonte diplomatica di Bruxelles all'agenzia russa Ria Novosti. La valutazione sull'ingresso di Kiev e Tiblisi al MAP (Piano di preadesione) sarà compiuta a Bruxelles il 2 e 3 dicembre nel corso di un incontro dei capi delle diplomazie dei 26 membri dell'Alleanza atlantica.

Secondo l'interlocutore (italiano?), ci si deve aspettare una discussione "tempestosa" tra i partecipanti all'incontro, perché USA, Polonia e i paesi baltici sostengono l'adesione di Georgia e Ucraina alla Nato.

Nel corso del summit Nato dello scorso aprile a Bucarest, la decisione era stata rinviata a dicembre e delegata ai ministri degli Affari Esteri dei paesi membri dell'Alleanza. Era comunque stato affermato il principio che -prima o poi- i due paesi sarebbero divenuti membri della Nato.

Evidentemente alcuni paesi stanno scegliendo di interloquire in maniera soft con Mosca. La scelta è in primis guidata dall'Italia. Si attendono sviluppi, nei primi mesi del 2009, quando si capirà se e come Obama intenderà affrontare la questione dei confini "strategici" europei, lasciando a Mosca un'area di ingerenza più ampia di quella attuale.
Secondo l'analista russo Fedor Voïtolovski Barack Obama proseguirà l'attuale politica USA nelle aree postsovietiche, preoccupandosi soprattutto di allargare alla Nato alcuni paesi della CSI -Comunità degli Stati indipendenti-. (Fonte Armées).

A quanto pare, nonostante alcune critiche di scuola realista, l'ultimo testo di Robert Kagan, Il ritorno della storia..., ha centrato almeno un punto: il sogno paneuropeo di passare dalla geopolitica alla geoeconomia e dal contrasto alla composizione kantiana dei conflitti è almeno in parte naufragato, a causa del risorgere degli Stati-nazione (e dell'identità etnica, cultuale etc.), un fenomeno che vediamo emergere in ogni scacchiere del mondo, a partire dalla stessa Europa e dalla stessa Bruxelles.

Mentre una squadra navale russa entra nelle acque territoriali venezuelane per un’esercitazione congiunta, la definizione "Comunità degli Stati Indipendenti" suona sempre più incongruente.

postato da Paolo-di-Lautreamont, 16:31 commenti | | permalink

esteri, europa, russia



Hezbollah con 40.000 razzi e missili

Diplomazia: c'è qualcosa di peggiore di un'alleanza tra Germania e Italia?
Risposta: sì, un'alleanza -con tanto di spedizione- tra Italia e Francia.
Questa l'inferenza logica dell'operazione condotta in Libano tra Chirac e D'Alema. Erano i giorni in cui <B>D'Alema con il deputato Hezbollah<br>ed è subito polemica sulla foto</B>D'Alema si faceva cogliere a passeggio per Beirut con un hezbollino rosso sottobraccio. Era il tempo delle mele, quelle che avevano in testa i due governi di Roma e Parigi quando si misero in testa di salvare Israele impedendo lo scoppiare di una "guerra". Colpa dello spirito postnazionale e irenista dell'Europa? Colpa di un Kant male applicato? Colpa di un eccessivo ascolto di Imagine di John Lennon (Immagine no countries...)? In effetti, a giudicare dal poderoso riarmo indisturbato di Hezbollah (meglio scrivere Hizbollah: abbiamo imbecillescamente trascritto il lemma inglese, che però pronuncia la E come I), era meglio lasciare che i due si combattessero. Paradossalmente il proseguire di piccoli scontri avrebbe impedito la formazione di un esercito vero e proprio, e (quindi) lo scoppiare di una guerra -quella sì- pesante e sanguinosa. Perché la tregua non continuerà ancora per molto, prima o poi Hizbollah attaccherà, e saranno dolori.
Secondo Barak, Hizbollah è tre volte più armato rispetto al 2006.
Si parla ormai ovunque del numero di missili e razzi utilizzabili dai flli sciiti libanesi. Una cosa è certa: quei missili verranno utilizzati, non sono certo stati comprati come deterrente.

postato da Paolo-di-Lautreamont, 12:47 commenti | | permalink

esteri, libano, israele



24/11/2008

Barack Obama Mastella & Villari Clinton

Su Camillo. (Sua la perla su Villari Clinton)

postato da Paolo-di-Lautreamont, 18:41 commenti | | permalink

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