LE GUERRE CIVILI
GEOPOLITICA - POLITICA INTERNAZIONALE - CULTURA, di PAOLO DELLA SALA
 

29/04/2009

Parlamento europeo: 33 giorni di lavoro all'anno

Altro che Brunetta, a Bruxelles servirebbe il capitano de Gli ammutinati del Bounty, William Bligh, oppure un negriero del '600, per rimettere le cose a posto. A Bruxelles rinasce la Casta che in Italia è all'angolo. Se i politici italiani guadagnano da un decimo a un centesimo di ciò che guadagnano i Santoro, i registi, i Fabio Fazio e i cantanti di sinistra (che fanno politica per il partito di riferimento), in Europa i parlamentari guadagnano molto di più, lavorando molto di meno. Una modesta proposta: mandateci me, a Bruxelles. Lavorerei almeno per tre mesi all'anno...

(Dagospia) In Francia il presidente Nicolas Sarkozy ha abolito la settimana lavorativa di 35 ore. Il Parlamento europeo, invece, quest'anno ha introdotto una novità mondiale: l'anno lavorativo di 33 giorni. Ai 785 eurodeputati, pagati 30mila euro mensili, basta volare a Bruxelles o a Strasburgo una volta al mese, starci due-tre giorni, ed è fatta. (...)
Insomma, quello che voteremo fra un mese è un enorme, simpatico e costosissimo ente inutile che serve soprattutto per far socializzare centinaia di giovani portaborse multietnici (dalla Lettonia a Malta, dall'Irlanda a Cipro): sono loro a effettuare il vero lavoro, per l'eurodeputato di cui sono «assistenti». Il quale è libero di decidere quanto pagarli. Dispone di 17.500 euro al mese: può darli tutti a uno solo (magari parente o amante), oppure assumerne 17 a mille euro ciascuno...
Nella Babele di Strasburgo si parlano 22 lingue. Quindi, in teoria, il numero di interpreti è di 22 al quadrato, perché ciascuna lingua dovrebbe essere tradotta in ogni altra. Impresa impossibile. assorbirebbe tutto il bilancio dell'Unione. «Ci sono quindi le lingue-ponte», spiega la dirigente, «per esempio un interprete dall'estone all'inglese, e subito dopo un altro dall'inglese all'italiano». Il risultato è comico. Se qualcuno fa una battuta, un terzo della sala ride subito, un terzo dopo dieci secondi, e gli altri dopo venti. Sempre che capiscano qualcosa, perché si calcola che ad ogni traduzione si perda in media il 30 per cento del significato. «Gli irlandesi hanno preteso che il gaelico diventasse lingua ufficiale, anche se neppure loro lo parlano. E così i maltesi». Ora si aspettano il croato, il serbo, l'albanese, il norvegese, l'islandese, l'ucraino e il turco. Si spera invano che i moldavi accettino il rumeno. L'altro grande spreco dell'Europarlamento sono le tre sedi: Bruxelles, Strasburgo e Lussemburgo. (...) Questa è la vita dell'eurodeputato. Pagatissima, undici mesi di ferie annui. Ma frustrante.

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politica, europa



Veronica Lario, le veline, Berlusconi

Su La Pulce di Voltaire. Per  dirla in sintesi, con Catalano:
E' molto meglio avere a che fare delle donne belle, brave e intelligenti piuttosto che con delle donne brutte, odiose e stupide.

postato da Paolo-di-Lautreamont, 14:27 commenti | | permalink

pop system, neogiacobini



Il 25 aprile: Trieste e Venezia vendute a Tito

Riporto un post di Loris Palmerini su un tentato golpe di Togliatti e Tito, i quali avrebbero voluto creare la Repubblica Socialista del Nord Italia, da Trieste al Garda. Operazione poi fallita per l'intervento americano.
Palmerini utilizza documenti che non conosco, per i quali rimando al suo blog e alle sue fonti. Il suo punto di vista è decisamente "veneto" e non sono d'accordo sul fatto che la "Repubblica socialista del Nord Est" fosse appoggiata, oltre che dal PCI, anche da De Gasperi, dal PD'Az e dai liberali. Comunque si tratta di un post utile a far capire quanto gravi siano state le responsabilità storiche del comunismo italiano, e quanto tutti i totalitarismi siano da condannare, senza se e senza ma.


A nord del Po e nelle Venetie la storia della resistenza fu totalmente diversa da quella del sud, anzi, è un falso storico parlare di resistenza, come ora dimostro.
Nel 1944 Togliatti (comunista), al tempo ministro della giustizia italiana, con la complicità di tutto  Governo Italiano FINANZIAVA TITO per l’annessione di Istria e Dalmatia e di tutte le Venetie , e CI SONO LE RICEVUTE.
Questo era conforme al progetto già stabilito dal Congresso comunista del ‘33, di sottomettere la Venezia Giulia ( Istria e Dalmatia) e il popolo veneto alla dittatura comunista e a Tito, naturalmente mascherando la faccenda con il “diritto di autodeterminazione” di quelle terre. ( si veda http://www.palmerini.net/blog/?p=308 ).

Come dimostrato dallo storico Marco Pirina, Togliatti e Tito pranzavano assieme in via Veneto a Roma, insieme ad altri che oggi vengono definiti “Padri della Patria” , e Tito riceveva l’equivalente di diversi milioni di Euro odierni al mese per realizzare il progetto.
Quando nel 1945 Tito arrivò a Trieste , Togliatti ordinò ai Partigiani di mettersi al suo servizio, e così fu, ma  furono mandati a spasso per la Slovenia fintanto che i Titini facevano l’epurazione di migliaia di persone gettate nelle foibe intorno a Trieste.

Il progetto per un certo momento fu quello di annettere tutte le Venetie fino al Garda con la motivazione che quei territori erano “legittimamente Sloveni” ed si disse che i veneti erano sloveni e dovevano avere una repubblica comunista confederata ( http://www.palmerini.net/blog/?p=88 )

Per stabilire il confine orientale della nuova repubblica Italiana il governo italiano dette DELEGA IN BIANCO
al Comandante della Brigata partigiana Garibaldi , certo Toffanin detto “Vanni”, morto solo nel 2007, noto  comunista che come tutta la sua Brigata  voleva realizzare non già la liberazione ma la dittatura comunista tanto da aver ucciso anche i comunisti moderati.
Si veda anche il video in questa pagina http://www.palmerini.net/blog/?p=318

Insomma, il governo Italiano tentò, con la collaborazione attiva dei Comunisti Jugoslavi, non di liberare le Venetie, ma di SOTTOPORLA ALLA DITTATURA COMUNISTA DI TITO, cioè ad un altro Totalitarismo ed ad un altro stato. Tutto questo è  dimostrato dai documenti usciti dagli archivi dei paese dell’est e a volte RITROVATI ANCHE A ROMA.

Il progetto in questi termini fallì perché gli alleati (che si dice arrivarono a Trieste  prima di Tito) a cui il governo del 8 settembre voltò le spalle, arretrarono al di là del Po e cominciarono una massiccia opera di bombardamento areo squarciando Padova, Treviso e altre città, radendo al suolo Latisana ecc, proprio per impedire questo progetto. Perfino la ritirata (in rotta) dei tedeschi non racconta una storia di liberazione, perché ci furono solo alcuni episodi di ritorsione nazifascista provocata dagli sporadici attentati dei partigiani che non avevano nemmeno una utilità militare (i tedeschi erano in rotta ) ma ebbero purtroppo gravi conseguenze sulle popolazioni. Tutto questo è  dimostrato dai documenti raccolti da vari storici della resistenza nel veneto .

Resa impossibile la creazione della Repubblica Socialista del Nord Italia, comunque il Governo Italiano operò per l’annessione e riuscì a non far votare al Referendum monarchia/repubblica  del 1946 gli Istriani, i Dalmati, gli italiani delle Isole, e ci riuscì, ma impedendo il voto anche a Udine, Pordenone, Belluno, Bolzano e centinaia di migliaia di altri cittadini avente diritto. Quindi si può dire che in maggioranza il popolo veneto non ha nemmeno votato per il referendum, rendendolo nullo.

Nella notte dello spoglio dei voti dopo un lungo silenzio nell’afflusso dei dati d’  improvviso comparvero 2 milioni di voti per la  repubblica, e tutta via lo scarto con la quale la repubblica “vinse” non è sufficiente a cancellare il fatto che a quasi 3 milioni di persone  (quasi tutti veneti)  fu  IMPEDITO DI VOTARE, nullificando il risultato (si veda http://www.palmerini.net/blog/?p=43). Tutto questo l’ho  DIMOSTRATO io nel 2007 con dei documenti raccolti nelle biblioteche e con le gazzette ufficiali.Non stupisce dunque che Napolitano, Fini e Berlusconi quest’anno ribadiscano all’unisono la favola della resistenza, perché la realtà è ben diversa e massacra e sbugiarda la storia della resistenza.

Per quanto riguarda le Venetie, si può parlare non di resistenza ma solo di un colpo di Stato fallito, operato dai comunisti con la complicità di repubblicani, liberali e cattolici popolari come De Gasperi e del Governo Italiano. Ma sono il primo a dire che la resistenza ci fu nel centro italia, ed è una storia  italiana, ma non può essere un valore condiviso della storia veneta.
Anche in questo aspetto la storia delle Venetie è ben diversa dal resto d’Italia e non ha nulla a che spartire.
SEGUE.

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politica, negazionismo, nazicomunismo



Lieberman "amico" di Putin

Leggo ora una nota a commento su Lieberman (ministro di Israele), e sulle sue buone relazioni con Putin.
Se così fosse (non ne sono del tutto convinto), nei prossimi mesi potremmo assistere a un clamoroso rovesciamento di posizioni nel Medio Oriente.

postato da Paolo-di-Lautreamont, 00:51 commenti | | permalink

esteri, israele



28/04/2009

Governatore PD Liguria "Lei non ha portato fiori ai morti delle BR"

Che il governatore del PD e dei verde-marxisti della Liguria, Claudio Burlando, fosse un personaggio da prendere con le pinze è notorio. Inquisito e incarcerato negli anni '90, quand'era ministro, non molto tempo fa finì sotto la luce dei riflettori (di stampa e polizia) per aver imboccato uno svincolo autostradale contromano.

Oggi Dagospia aveva già riportato un clamoroso autogoal del PD, nella persona di Dario Franceschini, che forse è riuscito a far ritirare la legge sulle pensioni di guerra ai (quanti?) repubblichini ancora in vita. Solo che la legge in realtà esisteva già, ed era stata siglata dal presidente della Repubblica Sandro Pertini, e dal premier Andreotti. Non da Mirko Tremaglia o da Dario Fo (ex repubblichino anche lui). Vedi su La Pulce di Voltaire.

Burlando però è riuscito a fare di più e di peggio. Peggio che andar contromano. In seguito al dibattito in Consiglio regionale sui manifesti taroccati del 25 aprile, con i partigiani ai quali sono state cancellate pistole e bombe a mano (americane), Burlando ha attaccato tutto e tutti.

"... E alla prima occasione ufficiale se ne esce con una giustificazione che butta fango sugli appelli del capo dello Stato e del premier alla pacificazione nazionale e a una festa finalmente condivisa. Replicando a Gianni Plinio (Pdl) che gli chiedeva un gesto di pietà anche verso i caduti repubblichini, Burlando equipara i ragazzi di Salò alle Brigate Rosse: «Io non porto una corona al sacrario della Rsi - è l'incredibile sortita del governatore - ma lei, Plinio, non ha mai portato un fiore ai brigatisti uccisi nel covo di via Fracchia». Il riferimento al blitz delle forze di polizia nella base operativa genovese delle Br indigna il consigliere del Pdl, che si becca un «richiamo formale» per la reazione".
Complimenti a Burlando. 

postato da Paolo-di-Lautreamont, 17:05 commenti | | permalink

politica



Hezbollah e Hamas come sincretismo sunni-sciita

Si tratta, naturalmente, di un'ipotesi. Tuttavia nella Striscia di Gaza e in Libano, Al Qaida e sciismo non sono in conflitto come lo sono Arabia Saudita e Iran. Sembrano stare dalla stessa parte, sia nell'ideale (il ritorno alla purezza "salafi" delle origini dell'islam). Questo è ciò che predica la setta wahabita-salafita, con la precondizione del rovesciamento violento della dinastia Saudi in Arabia. Questo è ciò che predica il komeinismo. Simili anche i metodi, terrorismo e uso del "welfare" attraverso le madrase.
I siti dove la cosa potrebbe prendere forma più compiuta, formando una Regresso-Riforma islamica, sono quelli di Gaza e del Libano. In realtà le tensioni tra palestinesi ed Hezbollah permangono, ma più a livello di dirigenza che a livello di base, come si è visto nel sostegno ottenuto da Hezbollah nel corso della guerra in Libano.

(MedArabNews) Nelle ultime due settimane, l’attenzione della stampa e delle televisioni arabe è stata monopolizzata dalla crisi politica scoppiata fra il governo egiziano ed il gruppo libanese Hezbollah, a seguito della notizia secondo cui le forze di sicurezza egiziane avevano scoperto ed arrestato i membri di una cellula di spionaggio affiliata al movimento libanese, che operava in territorio egiziano. Il segretario generale di Hezbollah, Hassan Nasrallah, pur ammettendo l’esistenza di questa cellula, ha affermato che il suo obiettivo era di aiutare la resistenza palestinese a Gaza, e non certo quello di destabilizzare l’Egitto. In realtà, l’episodio della scoperta di questa rete di spionaggio risale al novembre scorso – dunque addirittura prima della guerra di Gaza – ma è stato reso noto soltanto adesso. Anche questo particolare ha sollevato numerosi interrogativi fra gli addetti ai lavori, molti dei quali si sono chiesti perché rivelare proprio adesso un fatto risalente a diversi mesi fa, scatenando una grave crisi politica che in realtà non coinvolge solo l’Egitto e Hezbollah, ma si inserisce nell’ambito della sempre più aspra contrapposizione fra l’Iran ed i suoi alleati (fra cui il movimento libanese) da una parte, e l’Egitto, l’Arabia Saudita e gli altri paesi arabi “moderati” dall’altra...

(Haaretz) La storia della rete terroristica in Egitto ha preoccupato il Medio Oriente per oltre una settimana. La rete, che ha preso ordini diretti da Hezbollah, e che è stata apparentemente finanziata o da Hezbollah stesso o dall’Iran, è sospettata di pianificare attacchi terroristici su vasta scala contro le navi che passano nel canale di Suez e contro obiettivi americani e turisti israeliani.

postato da Paolo-di-Lautreamont, 12:07 commenti | | permalink

esteri, religioni, islam



La Quinta Internazionale in America latina

Raffael Correa ha stravinto le presidenziali, in Ecuador, con più del 51% dei voti. Il “cammino verso il progresso socialista verrà accelerato”, dice Correa, e ciò significa che il regresso è alle porte, e che l’organizzazione latinoamericana di Hugo Chavez, l’ALBA, ha ancora possibilità di diventare una Quinta internazionale del 21mo secolo.
La politica delle strette di mano avviata dal presidente Obama va bene, a patto che dall’altra parte non s’instauri una politica di calci nel sedere. Obama oscilla tra realismo e un idealismo neoleftist, parente dei neocon di Bush, in versione pacifica. Che oggi gli USA desiderino seppellire la vecchia Dottrina Monroe è commendevole, ma la nuova “Alliance for the progress” deve avere delle controparti democratiche, come il Cile e il Brasile recentemente diventato a maggioranza nera. Quale alleanza di progresso è possibile con chi eternizza i vecchi disastri latinoamericani?
Il Sole dell’Avvenire in America latina. Il presidente venezuelano lo ha detto chiaramente, nel suo messaggio di congratulazioni a un Rafael Correa: “Un leader che continua nel suo impegno per la costruzione di una Patria Grande nel nostro continente, con un’autentica visione socialista del XXI secolo”. E Correa chiama “canaglia” un deputato che ha parlato di suo padre, implicato in un traffico di droga negli USA, poi afferma che si taglierà la mano piuttosto che concedere di nuovo agli Stati Uniti l’uso della base militare di Manta, e insulta chiunque lo accusi di coinvolgimento con le Farc colombiane.
Obama avvia trattative con Cuba, e il 61% degli statunitensi approva l’iniziativa. Non è solo, con lui c’è Zapatero (che in realtà mira ad allargare la propria sfera di influenza economica). Obama è aiutato anche dal Brasile, che chiederà alla World Bank e al Fondo Monetario Internazionale di riammettere Cuba tra i membri, una decisione difficile, visto che Cuba deve pagare dal 1986 un debito di 1,6 miliardi a una ventina di banche europee.
 
In Venezuela il 50% della popolazione vive con meno di due dollari al giorno. Chavez avrebbe potuto allargare a costoro le rendite petrolifere, risolvendo per sempre il problema della fame. Invece le sue “misiones”, con le terre sottratte ai latifondisti per affidarle all’oligarchia di partito, non hanno risolto nulla: i sindacati sono stati sciolti e ora i contadini producono soltanto per lo Stato. Hernando De Soto definisce questo tipo di socialismo come “società di complici”. Sono complici di Chavez le formazioni paramilitari con camicia rossa che circolano ovunque coi kalashnikov sulla spalla. Controllano cosa e chi? Il tasso di omicidi è divenuto il più alto al mondo, e nel 2006 il ponte che collegava Caracas all’aeroporto è crollato da solo. Il Venezuela è salito al 18mo posto al mondo tra gli importatori di armi (dati SIPRI di Stoccolma). In realtà, tolte le potenze e le nazioni in guerra, è il primo paese al mondo per armamenti. Le esportazioni russe in America latina sono aumentate del 900%, grazie agli accordi col Venezuela.
 
In Venezuela ci sarà un “consigliere” cubano in ogni distretto scolastico, così come c’è un cubano in ogni distretto sanitario, militare e nei servizi sociali. Si tratterà di “supervisione educativa”, dicono al Ministero della cultura. E l’opposizione? Langue, distrutta dalla propria pochezza e dal fatto che non si esce più di casa, a causa della delinquenza. E a casa si seguono le 2810 ore di telepredica di Chavez…  
Intanto si lavora all’individuazione di miniere di uranio, nel sud militarizzato dove pullulano iraniani e russi (pochi giorni fa è caduto un elicottero russo a San Ignacio de Yuruani). Gli iraniani hanno ottenuto da Rafael Ramirez, presidente della compagnia petrolifera nazionalizzata PDVSA, un reservoir di bitume pesante. Ramirez risulta essere parente di Carlos lo Sciacallo, corrispondente di Chavez, vecchio terrorista venezuelano coinvolto in diversi attentati (inclusa la strage alla stazione di Bologna), poi convertito all’islam e finito in carcere a Parigi. E, mentre i russi riaprono e potenziano la loro base per lo spionaggio elettronico di Lourdes (Cuba), il Venezuela avvia un piano missilistico con Iran e Cina. Così, mentre si stringono delle mani, si prepara una nuova crisi dei missili.
L'Opinione di oggi, di Paolo Della Sala.

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esteri, venezuela, america latina



Libertiamo: Della Vedova su welfare e povertà

E' il sistema del welfare italiano, impostato sulle basi del sistema tedesco di Bismarck, poi sulle basi dell'elefantiaco welfare di Mussolini, infine sulle basi del cattocomunismo, a fare acqua.
Il welfare statale produce povertà, perché ha costi altissimi, e perché è orientato alla tutela dei lavoratori dipendenti, che oggi non sono i "poveri". Si tratta del sistema per cui il "socialismo" viene sfruttato a fini politici, e non per eliminare la diseguaglianza di opportunità.

QUI l'intervento -in audio- di Benedetto Della Vedova (Libertiamo) alla Camera su questo argomento. Eccellente, contro i tassi barbassi del PD.

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politica, economia



Pakistan: pronto un altro reattore al plutonio

Warning! Il Pakistan continua a restare al centro del caos mondiale. L'escalation della guerra con l'India, e quella interna "contro" (o a favore?) i talebani e le tribù della linea Durand al confine con l'Afganistan, si è condensata in un risultato notevole, di cui è bene tenere pesantemente conto: un altro reattore nucleare a Kushab, costruito in fretta e furia, come dimostra questo studio (anche con immagini da satellite) dell'ISIS (Istituto internazionale per la sicurezza). Attenti al Pakistan, e la voce sulla morte di Osama bin Laden non cambia nulla. Ora il leader dei wahabiti è l'egiziano Zawahiri, e sempre in Egitto si può formare l'eresia/neoislamica che vedrebbe riunirsi la "purezza" wahabita-salafita sunnita, con il radicalismo sciita di matrice iraniana. Tutte le mosse dei Fratelli musulmani e di Hamas vanno in questa direzione! LINK

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esteri



27/04/2009

Influenza suina in Spagna

Se si vede la mappa in tempo reale dei casi di influenza suina, si vedrà che, senza allarmismi inutili, molti casi sospetti sono presenti in Spagna, anche a Barcellona, molto vicina a Francia e Italia.
Inoltre l'apparente mancanza di casi sospetti in paesi come Nicaragua, Cuba e Venezuela (casi sono stati rilevati nella vicina Colombia), non significa mancanza dell'epidemia, ma mancanza di servizi sanitari democratici.
LINK

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esteri



Franceschini regala soldi ai giovani del sud. Wow!

Il PD è all'ultimo stadio, e ormai si limita a una serie di proposte demagogiche, nella speranza che qualcuno abbocchi e conceda uno straccio di voto a Franceschiniello del sud.
La proposta di concedere 400 euro a ciascun giovane disoccupato del sud è una bestialità che va in questa direzione. E' una bufala statalista e borbonica, "l'invenzione" di presentare il tutto come "paga" per i famosissimi e falsissimi "Corsi di formazione", operazione ultradecennale di finanziamento delle coop cattocomuniste. Sballata anche l'idea di "regalare" 3000 euro una tantum alle aziende che assumeranno i giovani. Passa così l'idea assolutamente sovietica di finanziare ciò che non è finanziabile. Se infatti un'azienda avesse davvero la necessità di assumere personale, lo farebbe indipendentemente dai "bonus". Ma evidentemente nessuna azienda del sud, di questi tempi, è in grado di farlo. Assumere significa facilitare il fallimento, in certe situazioni.
Si tratta di una "paghetta", fatta per giunta con denari non del PD, in grado di peggiorare i conti dello Stato, e di bloccare lo sviluppo del sud.
Infatti con 450 milioni di euro si possono realizzare industrie (anche agricole, ambientali etc.) in grado di risolvere il problema in maniera strutturale, e non con "l'elemosina di Stato" tipica dei regimi cattocomunistifascisti. Certo non si creerebbero posti di lavoro per 100.000 persone, ma sicuramente per una parte, per le loro famiglie, e per sempre. Inoltre Franceschini/Franceschiello ha fatto i conti? Ci sono davvero 450 milioni di disponibilità nelle casse dello Stato? Questa proposta da giardino d'infanzia (quelli di Reggio Emilia sono i migliori?) rassomiglia il PD al genitore che non ha più una lira né lavoro, ma che, invece di dire al figlio "Va', e cerca di lavorare", gli regala gli ultimi soldi della spesa.

Il dilettantismo è un disastro per tutti. Il dilettante che si raffigura come professionista è anche peggio. Cristo si è fermato a Eboli. E Franceschini?

  (APCOM) Dal Pd arriverà presto in Parlamento una proposta per 100mila giovani diplomati e laureati del Sud. Un piano che costerà 450 milioni di euro. Lo ha annunciato il segretario del Partito democratico Dario Franceschini, ad Eboli nel corso di un appuntamento elettorale. La proposta, che porta anche la firma del deputato Sergio D'Antoni, prevede 400 euro al mese per sei mesi per attività di formazione e un bonus per un anno di 3mila euro all'azienda che assumerà i diplomati e laureati, senza limiti di età, con un contratto a tempo indeterminato. "La proposta verrà fatta nei prossimi giorni in Parlamento e vogliamo risposte dalla maggioranza - ha detto il leader del Pd - la nostra idea costa 450 milioni di euro, esattamente quella gettata dalla finestra per evitare l'election day e cedere al ricatto della Lega. E' una somma accessibile - ha proseguito Franceschini, parlando dal piazzale della stazione a Eboli - possibile. Aspettiamo dalla maggioranza delle risposte". Dario Franceschini è poi salito su un treno dei pendolari che da Eboli si dirigerà a Salerno. Una delle tappe del tour elettorale sia per le europee che per le provinciali che si terranno in Campania il prossimo giugno.

postato da Paolo-di-Lautreamont, 14:39 commenti (1)| | permalink

politica, economia



Esposto di Fare Ambiente contro Licia Colò

Tempo fa avevo scritto qualcosa contro Licia Colò (absit iniuria), la maggiore esperta di esotismo patinato ambientalista.
Ieri ho letto su L'Opinione la notizia che Fare Ambiente ha fatto un esposto contro la Colò, rea di avere sponsorizzato in Rai i finanziamenti per il Wwf.
E sarà anche ora di finirla con queste cose. Un conto è dare denari ai poveri, un conto è fare l'elemosina ai ricchi. E Wwf e Greenpeace sono ricchi, sono organizzazioni potenti, molto. Troppo.
Ciò va a scapito di altre organizzazioni, meno ricche, meno potenti, e magari dotate di idee migliori e meno populiste-demagoghe.

postato da Paolo-di-Lautreamont, 00:33 commenti | | permalink

ambiente, media



25/04/2009

Blog 2.0 per Tocqueville.it

Vorrei dire agli amici di www.tocque-ville.it che domani non potrò partecipare alla riunione di redazione, ma vorrei comunque dire due parole a proposito delle community di blog.

Io c'ero quando si cominciò a parlare di fare qualcosa del genere, in quello splendido pensatoio che era la rivista Ideazione. Allora i blog erano poca cosa, e quelli politici ancor meno. Poi c'è stato il big bang, anche in Italia.
Un paio di anni fa è arrivata la crisi, sotto il nome di Web 2.0.
Ma in realtà non era quella la crisi. Era che i vecchi blogger erano cambiati: alcuni erano diventati professionisti della comunicazione (molti, in Tocque-ville), altri erano diventati professionisti in altri settori, altri lavoravano o studiavano. Tutti quanti sono cresciuti.
Da qualche mese ci siamo accorti che Facebook è una bufala, molto utile per alcune cose, ma molto vuota per altre. Il blog è un quaderno di appunti pubblico, oppure uno spazio dove ciascuno affigge i suoi scritti più compiuti e ricchi di contenuti e idee. Facebook invece è una bacheca e una iper chat. Sono due cose distinte e non sovrapponibili.
Il blog professionale può e deve crescere, anche e soprattutto dentro una community. Non dico che si devono creare livelli o caste di blog. Dico che si devono offrire delle opportunità per avere visibilità, che si possono confezionare dei contenitori in grado di offrire qualcosa del genere, un blog 2.0.

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media, blogosfera



24/04/2009

Paganesimo all'ONU: Giornata della Madre Terra

La cosa sconvolgente è che alla cosa partecipino anche i soliti teologi della "liberation music orchestra". Di Evo Morales e della lega tra ambientalisti e rossi (con gli integralistiislamici) già si sapeva.
Stupisce che questi ignoranti siano atei e "laici", a parole, mentre poi, nei fatti, ritornino a culti pagani che risalgono alla barbarie.
L'ambiente si salva col progresso: ha più fatto per la natura la caduta dell'Impero sovietico, che mille Kyoto. Faranno più le lampadine a LED di quelle a fluoroscenza, mentre è delirante l'imposizione del divieto di vendita di quelle a incandescenza, una legge fascista e idiota, visto che le lampadine a fluorescenza, anche solo per il mercurio che contengono, sono una bomba ecologica.

Da
Internationalia:
Con una risoluzione approvata per acclamazione, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha proclamato il 22 aprile la Giornata internazionale della Madre Terra (International Mother Earth Day), con cui l’Onu si unisce ufficialmente all’Earth Day celebrato ieri, iniziativa nata negli Stati Uniti nel 1970 e rapidamente diffusa in tutto il mondo. <
La Giornata internazionale della Madre Terra, promossa dal primo presidente indigeno della Bolivia, Evo Morales, “non intende sostituire altri eventi ma piuttosto rafforzarli e reinterpretarli in base alle sfide che ci troviamo ad affrontare” ha detto il presidente dell’Assemblea Miguel D’Escoto.

In un discorso pronunciato alla presenza di Morales, del teologo brasiliano Leonardo Boff e alla canadese Maude Barlow, co-fondatrice del Blue Planet Project, associazione mondiale per la protezione dell’acqua, D’Escoto ha sottolineato l’importanza di dare una dimensione ancor più globale alla lotta per la protezione della natura.
“Tutti noi veniamo dalla Terra e alla Terra ritorneremo. Durante la nostra vita qui, la Terra ci sostiene, si prende cura di noi, purifica l’aria che respiriamo e fornisce alimenti sani e naturali per il nostro sostentamento. Per questo mi piace sentire parlare della Terra come la ‘Madre Terra’. In Bolivia la chiamano Pacha Mama e in Nicaragua i nostri avi la chiamavano Tonantzin. Varianti simili esistono in tutto il mondo in base alle lingue dei popoli indigeni” ha aggiunto D’Escoto.

Nel suo intervento, Morales ha ricordato il “carattere sacro” attribuito dai popoli indigeni andini alla Pacha Mama.
“Il capitalismo selvaggio – ha detto il presidente boliviano – ha trasformato questa devozione nello sfruttamento dell’ambiente al punto di provocare la scomparsa del ‘poncho bianco’ delle vette e il prosciugamento delle lagune…Questo sviluppo non può essere infinito, perché la vita dell’uomo non è possibile senza la Madre Terra”.

postato da Paolo-di-Lautreamont, 12:21 commenti (2)| | permalink

politica, ambiente



5000 bambini pakistani kamikaze

Nel Pakistan del “signore della guerra” pashtun Baitullah Mehsud, i bambini non studiano più nemmeno nelle gratuite madrase religiose finanziate dall’’Arabia Saudita. Studiano da kamikaze, oppure continuano a vivere nei campi profughi, dilaniati dalla scabbia e dalla fame. Siamo nel nuovo Pashtunistan, la zona che corre lungo i 2400 chilometri della frontiera con l’Afganistan, le aree “liberate” dai talibani pashtun e dai capi delle “aree tribali” FATA, la provincia di Peshawar, il nord ovest del NWFP, che parte dal massiccio dell’Hindu Kush (il “Distruttore di hindu”) correndo sulla vecchia linea tracciata da sir Mortimer Durand a fine ‘800. Qui 5000 ragazzini studiano per diventare kamikaze, nei campi organizzati da Mehsud.
Mio articolo su L'Opinione di oggi. SEGUE in Pdf:  baby martiri pakistan 24 apr OP

postato da Paolo-di-Lautreamont, 12:15 commenti | | permalink

terrorismo, esteri






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