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29/05/2009
Vale anche l'inverso: oltre ad avere delle bestie come genitori, la bambina in questione aveva dei genitori bestiali.
Infatti la piccola non ha vissuto lontano dagli uomini, come il Mowgli del Libro della Giungla di Kipling o altri casi simili, ma viveva in "casa" coi suoi genitori, casa dalla quale non era mai uscita. Solo che costoro non la consideravano nemmeno di striscio, e così lei è cresciuta con cani e gatti che invadevano l'appartamento, abbaiando invece di parlare e comportandosi come loro.
MOSCA - La polizia e i servizi per la protezione dell'infanzia hanno scoperto a Cità, nella Siberia orientale, non lontano dal confine con la Mongolia, una bambina di cinque anni allevata da cani e gatti e in grado di esprimersi solo come gli animali. Come hanno riferito le autorità, Natasha - questo il nome della piccola paragonata a Mowgli, il personaggio del libro della Giungla - non è mai uscita di casa ed è stata rinvenuta in un appartamento sporco e in stato di abbandono dove viveva con i genitori che non si sono tuttavia mai occupati di lei.
"Trascurata, con i vestiti sporchi e con un comportamento più simile a quello di un animale domestico, la piccola Natasha si gettava sulle persone come fosse un cagnolino. In questi anni la bambina ha potuto apprendere solo la lingua degli animali", ha detto un portavoce della polizia citato da Interfax. Nell'appartamento, ha aggiunto, vi era un cattivo odore insopportabile e dappertutto cani e gatti. ... Natasha è stata affidata a una istituzione pubblica dove riceve assistenza medica e psicologica, ma dove continua a trattare il personale saltando e abbaiando.
L'ultimo caso di allevamento interspecie è del 2006. Una bambina di 12 anni fu ritrovata nella giungla della Thailandia. Saltava da un albero a un altro, nuda e mangiando come le scimmie. La madre l'ha riconosciuta dichiarando che era scomparsa a tre anni, mentre lei lavorava nella foresta. Nel secolo scorso sono stati accertati e documentati 12 casi di bambini allevati dai lupi.
Molti altri bambini e bambine sono stati allevati dalle scimmie. Il più famoso è il bambino che fu trovato in mezzo a un branco di lupi in India nel 1941. Un altro bambino indiano -nel 1954- camminava e mangiava come i lupi. Per riabilitarlo dovettero farlo sedere su una sedia a rotelle. Circa 10 anni fa in Nigeria una bambina ritrovata nella giungla era stata allevata dagli scimpanzè. La madre e i familiari quando la riconobbero la rifiutarono. Gli animali a volte sono più umani degli uomini.
Ma il caso più interessante (che ha prodotto migliaia di libri e articoli e due film) è quello di Kaspar Hauser (nato forse nel 1812 a Ansbach in Baviera, e morto il 17 dicembre 1833). Fu chiamato il Fanciullo d'Europa. Comparve all'imrovviso in una piazza di Norimberga, aveva un'età sui 16 anni, sapeva solo pronunciare il proprio nome. Nessuno l'aveva mai visto, lui non sapeva nulla di sé. Mangiava solo pane e beveva acqua. Aveva attacchi epilettici davanti a carne, alcol, o sentendo forti rumori. Non aveva vista tridimensionale: la finestra per lui era un quadro. Vedeva benissimo di notte, il che lascia immaginare che fosse stato allevato da animali notturni, come i lupi.
Fu esibito come un mostro e tutti corsero a vederlo, mentre lui si ammalò di nervi. Per fortuna un antroposofo di Norimberga lo prese sotto le sue ali e gli insegnò a leggere e scrivere. Kaspar iniziò a scrivere la sua autobiografia. Secondo lui "Aveva passato 12 anni in una cella buia, incatenato al pavimento. Un uomo gli portava pane e acqua, gli tagliava unghie e capelli, ma lo picchiava appena faceva qualche rumore che potesse rivelarne la presenza ... Era di natura gentile e di completa innocenza e purezza morale. Un anno e mezzo dopo subì un attentato per mano di un ignoto e questo ebbe un effetto negativo sulla sua emotività, mentre fece crescere i sospetti che egli fosse vittima di una cospirazione. Kaspar fu poi tolto dalle felici mani del prof. Daumer e passò da un egregio signore all'altro: un barone, un ricco uomo d'affari, un austero maestro di scuola, un ambiguo lord, fino a quando, il 14 dicembre 1833, nel parco di Ansbach, venne pugnalato da uno sconosciuto e morì tre giorni dopo. (Wikipedia)
Per alcuni era un impostore, per altri un rampollo principe del Baden, vittima sacrificale di intrighi dinastici. Anselm von Feuerbach (1775-1833), giurista fautore del principio nulla poena sine lege, se ne occupa nel libro omonimo, accogliendo la seconda ipotesi, che gli studi successivi riconoscono.
Per le autorità poteva solo essere un vagabondo o un infermo di mente, per cui Kaspar venne rinchiuso in una cella per due mesi.
Rudolf Steiner rilesse la figura in chiave di sacrificio cristiano: "L'individualità che è stata chiamata a celarsi sotto il velo di Kaspar Hauser è un essere che ha esercitato un'azione ispiratrice sulle attività dei Rosacroce fin dall'inizio e che, in seguito, si è incarnato il 29 settembre 1812 come figlio del granduca Karl di Baden. Egli aveva un'importante missione da compiere nel quadro del Cristianesimo esoterico.
Secondo Steiner l'individualità di Kaspar Hauser avrebbe dovuto impedire la decadenza dello zeitgeist romantico in quello del decadentismo, permettendo così al cristianesimo esoterico di divenire la forma di spiritualità maggioritaria dei paesi occidentali. Tuttavia, secondo la tesi dell'antroposofo Peter Tradowsky, una congregazione (presumibilmente) appartenente ai gesuiti impedì il climax epocale sperato, producendo così "un'anomalia" nel corso della storia dell'umanità: questa anomalia ebbe come risultato la tragedia dei campi di sterminio nazisti. Ed eccoci così entrati, da una porta Ottocentesca, nel clima cospirativo del Codice da Vinci...
Secondo me il caso Hauser ispirò il corpo centrale dei Fratelli Karamazov di Fedor Dostoevskij, quello dedicato alla leggenda del Grande Inquisitore, nel quale il grande romanziere (e filosofo, umanista etc., come sempre sono gli intellettuali russi) immaginò che la Seconda Venuta di Cristo sia naufrata nel XVI secolo, quando "c'era la moda di portar sulla terra le potenze celesti"...
Scrive Dostoevskij:
"Appunto allora era apparsa nel Nord, in Germania, una nuova e... SEGUE su La Pulce di Voltaire.
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28/05/2009
Nuova puntata del contenzioso che oppone l’italiana Telecom, attraverso la controllata Euro Telecom International (ETI), con sede in Olanda, al governo boliviano di Evo Morales.
Si tratta di uno scontro che data dal giorno dell’ascesa al potere del presidente socialista, quando, secondo le accuse dei boliviani, ETI fece rientrare dalla Bolivia 400 milioni di dollari.
Fu la Stet ad acquisire nel 1995 il 50% della ENTEL, compagnia telefonica statale, che oggi ha l’80% del mercato telefonico fisso e il 70% del mobile. La Entel italiana ottenne il monopolio delle telecomunicazioni, a fronte di un investimento di 610 milioni di dollari. Nel 2005 Evo Morales annunciò un piano di nazionalizzazioni, denunciando l’arretratezza del sistema delle telecomunicazioni (650.000 utenti telefonici fissi, con solo 20.000 accessi di internet a banda larga, in una nazione di 9 milioni di abitanti). Il Primo maggio 2008 Morales decretò la nazionalizzazione. Il governo rilevò il 97% del capitale, offrendo a ETI la somma di 100 milioni di dollari. Ma ETI ne chiedeva 170.
Pochi giorni dopo ETI chiese il congelamento dei capitali del governo boliviano. Il Manifesto scrisse che la manovra italiana era una “ritorsione” contro Morales (che nel 2007 si era recato nell’Italia di Prodi). ETI fece ricorso presso il CIADI, la Corte di arbitraggio della World Bank. La richiesta del congelamento dei fondi fu accettata dai giudici, e il procedimento fu avviato.
Il governo boliviano sostiene di aver abbuonato a ETI-Entel 82 milioni di dollari dovuti al fisco, per cui i conti totali tornanerebbero lo stesso. Morales ha poi tentato di evitare l’arbitrato internazionale ritirando la Bolivia dal CIADI, ma il ritiro non è servito a bloccare il procedimento, già avviato. Nel 2008 Morales accusò ETI di aver fatto rientrare sotto forma di dividendi 400 milioni di dollari destinati a investimenti. Ma perché ETI avrebbe dovuto investire in Bolivia, con una nazionalizzazione in vista? Ad agosto il ministro per le nazionalizzazioni Hector Arce deliberò il sequestro di 49 milioni di dollari di ETI/Entel su un conto inglese.
A dicembre 2008 il CIADI ha deciso di rinviare la sentenza al 2010.
Si è così giunti alle accuse di questi giorni, diffuse dalla nuova Entel e rilanciate da Associated Press. Il governo boliviano accusa la Euro Telecom International di “aver occultato passivi e debiti per più di 110 milioni di dollari”. Il presidente di Entel, Leonardo Bascopé, parla di “un’azienda che stava andando al collasso, con una cattiva gestione dei capitali, oltre ai passivi occultati di 110 milioni”. La nuova gestione ha affidato un controllo sui conti alla Price Waterhouse.
E’ evidente che Morales tira acqua al proprio mulino. Vuole cioè pagare solo 100 milioni, mentre Telecom-Stet ha pagato già nel 1995 questa cifra per rilevare Entel. Senza contare gli altri investimenti di progetto –rientrati in Italia secondo Morales, dopo la sua salita al potere- che ammontavano ad altri 400 milioni.
Telecom ha ribattuto mesi fa con un comunicato, parlando di “infondate accuse di irregolarità nell'amministrazione e gestione di Entel, che sarebbero emerse a seguito di investigazioni unilateralmente condotte da parte del Governo e le cui conclusioni appaiono palesemente arbitrarie. (…) La Commissione Ministeriale ha assunto atteggiamenti via via più aggressivi ed intimidatori”.
Oggi Telecom corporate, da noi interpellata, fa sapere di non voler rispondere alle nuove accuse del governo boliviano, in quanto “c’è un procedimento giudiziario internazionale in corso”.
Intanto, mentre l’India metterà in vendita cellulari a 10 euro, la Bolivia li venderà al prezzo “politico” di 38 dollari. Il punto è uscire dai monopoli, pubblici o privati.
Mio articolo su L'Opinione di oggi.
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Avevo letto casualmente -credo su Io Donna, o altra rivista RCS-Corriere della Sera, una recensione a "Le incredibili avventure di un autentico cacasotto", del catalano Manuel Manzano, edito da Kowalski.
La recensione lo descriveva come un giallo da morir dal ridere e io, che sono un cultore del genere, avendo una vera passione per i romanzi dell'indimenticato D.E. Westlake -che è un grandissimo autore del genere giallo-humour, mi sono affrettato in libreria.
Ho buttato via 13 euro. Mai visto un libro più insulso. Non c'è neppure la più vaga idea di letteriarietà, le analogie sono del tipo "il cielo era color mutande sporche". Di umoristico non c'è che la disavventura dell'acquisto incauto di un simile testo. I protagonisti sono improbabili oltre il surreale, col serial killer cieco, che ovviamente la scamperà, con un idiota di turno che pagherà per tutti.
"Un noir grottesco, irriverente, delirante, divertentissimo", così recita la quarta di copertina del "Cacasotto". E' l'esatto contrario.
postato da Paolo-di-Lautreamont, 12:01 commenti |
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27/05/2009
Ripubblico un mio post di qualche anno fa:
Il Nord Corea è un museo vivente del marxismo. Se qualcuno ancora si illude che il modello comunista sia in grado di migliorare le condizioni di vita del proletariato, vada a Pyongyang. Il Sud Corea fornirà al Nord 400.000 tonnellate di riso. Il quadro nordcoreano si delinea con tragica semplicità: al paese sono necessarie sei milioni di tonnellate di derrate alimentari ogni anno. Ma il sistema di produzione arriva a produrne soltanto quattro. Ciò significa che un terzo degli abitanti non ha nulla di cui sfamarsi. Il razionamento di massa deciso dai “cari leader” comunisti non risolve nulla: i diseredati dormono dove capita e mangiano radici nei boschi. Le giovani –piuttosto che restare in patria- preferiscono rischiare la morte valicando il confine per andare come schiave dei contadini cinesi, che le prendono come mogli di gruppo.
Strade faraoniche attraversano il centro di Pyongyang. Gli abitanti sono obbligati a fermarsi ai semafori, anche se le pochissime macchine in circolazione passano ogni ora e appartengono tutte ai “cari leader” del proletariato. Qui si realizza ciò che Rummel chiama “democidio”, la guerra che gli stati non democratici conducono contro le proprie popolazioni. In Corea la strage per fame computa milioni di morti. Non esiste nulla di privato. Chi lavora ha un orario obbligato dalle cinque del mattino alle otto della sera. Dove finiranno dunque le derrate alimentari “donate” al regime? Siamo davvero sicuri che finiranno ai poveri abitanti, o ci saranno altri scandali, un “Nuke for food”?
A Pyongyang, mentre la popolazione muore di fame, il regime ha costruito il decimo edificio più alto del mondo. Il Ruygyong hotel, una piramide di 330 metri di altezza. Un ecomostro non completato, per mancanza di fondi. Il democidio coreano trova in questo edificio il suo monumento funebre più turpe.
postato da Paolo-di-Lautreamont, 20:24 commenti |
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Il leader del Partito della Libertà, espulso dal Regno Unito con governo laburista ed eluteriafobo (Eleuteria= libertà, in greco), potrebbe addirittura vincere le elezioni politiche nel suo paese di origine.
Wilders, inutilmente demonizzato daimedia degli aristocratici benpensanti, come il Financial Times, non è un "fascista" né un uomo di destra estrema. E' un libertariano con una eccessiva attenzione (cosa che gli vieterebbe il premierato) ai temi dell'immigrazione "politico-religiosa". Per essere un leader ha bisogno di concentrarsi anche su temi fondamentali come l'amministrazione, l'economia etc.
Tuttavia, come si vede, la demonizzazione sovietica degli aristocani burocrati europei non funziona affatto.
According to Maurice de Hond public opinion poll, The Party for Freedom is the most popular in the Netherlands and owes the support of 21% of citizens. The party was founded by Geert Wilders, a famous libertarian and populist, the director of scandalous anti-Islam film "Fitna". Wilders could definitely become the Prime Minister, if elections took place at present. Let us remind that during the elections in 2006 the party could only get less than 6% of votes and was represented in the parliament by 9 deputies of 150. So what could cause such a significant growth of the support of the Party for Freedom and could this be a tendency in modern Europe?
Actually, anti-Islam and xenophobic ideas expressed by Geert Wilders are spreading all over the Europe. But those, who suppose these ideas are right-nationalistic, are deeply mistaken. "My allies are not Le Pen or Haider. We'll never join up with the fascists and Mussolinis of Italy. SEGUE su RPM Monitor.
postato da Paolo-di-Lautreamont, 10:59 commenti |
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L'inizio della campagna elettorale è stato segnato da un prolungata e tantrica polemica del PD contro la candidatura di Berlusconi alle europee 2009.
Ebbene, è pur vero che si tratta di una candidatura di facciata, perché poi Di Pietro come Berlusconi non potrebbero nemmeno volendo diventare eurodeputati, visto che già sono deputati in Italia.
Però poi, al solito, parlano i fatti. I fatti sono che SB non è mai intervenuto nella campagna elettorale, nelle "sue" televisioni. A parte la volta che si è presentato alla gogna vittoriana sul caso Noemi, alla trasmissione di Vespa.
Al contrario il "non candidato" Franceschini è in televisione almeno una volta al giorno. L'ultima, ieri sera a Ballarò. E' bello sentirlo parlare dei "media di Berlusconi", sui "media di Berlusconi". Tutte le sere il PD è onnipresente. Dopo di Francis Su-Dario Franceschini, dulcis in fundo, ogni sera arriva la trasmissione educativa della Dandini, molto poco schierata anch'ella... L'indomani, il tam tam "bipartizan" di Corsera e del soviet-giornale, La Repubblica. Nel fine settimana, la saga di Fabio Fazio e Luciana Littizetto, con uno dei tanti Rossi cianotici e ipercinetici manco avessero bevuto una botte di Coca, Cola.
Il pluralismo, dicono gli italiani, cos'è?
postato da Paolo-di-Lautreamont, 01:19 commenti |
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26/05/2009
Mentre oggi sul caso Berlusconi-Noemi scende l'atout dell'operazione alla prostata, asportata nel 1997 (ne avevo parlato dall'inizio come principale elemento che fa ricordare che il Berlusconi donnaiolo è in realtà "can che abbaia (perché) non morde". Si deve poi ricordare le saggezza degli antichi. Gli antichi infatti avevano dato potere agli anziani, proprio perché meno soggetti dei giovani alle tempeste ormonali.
La stagista di Kennedy si chiamava Marion "Mimi'' Bardsley, ed era una biondina di 19 anni, che incappò nel testosterone del presidente Kennedy nelle due estati di praticantato compiuto presso la Casa Bianca. Ne ha scritto Robert Dallek nella biografia An Unfinished Life: John F. Kennedy, 1917-1963, scritta nel 2003.
Lo scandalo avrebbe potuto superare quello di Clinton con Mónica Lewinsky, solo che negli anni '60 l'immagine della "splendida coppia Kennedy-Jacqueline era inaffondabile, anche se il giovane presidente era in realtà un colossale tombeur de femmes, inclusa la diva Marilyn Monroe. La Bardsley -oggi madre di due figlie e nonna di quattro nipoti- ha riconosciuto la storia della relazione con Kennedy come vera. Presto pubblicherà il suo Once Upon a Secret, libro nel quale racconterà il peso di dover mantenere il segreto così a lungo. Attualmente lavora presso l'amministrazione di una chiesa presbiteriana di New York.
El Nuevo Herald:
El presidente dio las instrucciones necesarias para que se le ofreciera un trabajo como becaria en el departamento de prensa el siguiente verano. La atractiva joven, educada en prestigiosas escuelas privadas y gran aficionada a la equitación, fue vista con el presidente en fiestas privadas e incluso voló en aviones de la Fuerza Aérea para encontrarse con él en lugares turísticos, coincidiendo con actividades sociales o de carácter político.
El romance duró hasta noviembre de 1963, dos meses después de que la joven anunció su compromiso con Anthony Fahnestock, que servía entonces en el ejército.
La pareja contrajo matrimonio el 5 de enero de 1964, seis semanas después del asesinato de Kennedy, pero la relación terminó años después en divorcio y ahora está casada con Richard Alford, un ex ejecutivo de marketing deportivo.
El agente de la autora, Mark Reiter, ha adelantado que este no será un libro en el que se detallarán aspectos íntimos de la relación con el Presidente, sino que contará cómo era su vida antes de conocer a Kennedy, durante su relación, y el impacto que tuvo después en su vida familiar mantener este secreto. Bardsley ha preferido contar ella misma la historia antes de que otros la cuenten por ella.
postato da Paolo-di-Lautreamont, 11:25 commenti |
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Da qualche giorno la pubblicità di un Ente Morale martella una (e più) radio private italiane. Si sentono guaiti etc.
E' una pubblicità che invita ad aiutare i cani randagi rumeni, vittime di malattie, fame, botte.
Inviando dei soldi.
Ora io mi domando, pacatamente, ...E ai cristiani rumeni, nessuno ci pensa?
postato da Paolo-di-Lautreamont, 00:03 commenti (4)|
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25/05/2009
Il chairman ENI Scaroni è scatenato nel corso del G8 sull'energia di Roma. La notizia più preoccupante è legata al crollo degli investimenti delle compagnie nazionali dell'energia, che potrebbe riportare il costo del barile sui 150 dollari, prolungando all'infinito la recessione.
Per scongiurare il big bang dei prezzi occorre creare un'agenzia internazionale, aggiunge Scaroni molto tremontianamente. I liberali di tendenza liberal, si incazzeranno.
Roma, 25 mag. (Apcom) - Se non si investe i prezzi del petrolio tra "uno o due anni torneranno stellari". Lo ha sottolineato l'amministratore delegato di Eni, Paolo Scaroni, nel corso di una conferenza stampa al ternine del suo intervento alla prima sessione di lavori del G8 Energia in cui l'ad ha lanciato una proposta per la stabilizzazione del prezzo del petrolio proprio per scongiurare il rischio di mancati investimenti nel settore a causa dei prezzi bassi. Ieri l'Aie, ha ricordato Scaroni, ha parlato di un calo degli investimenti da parte delle compagnie internazionali ma quello che l'ad ha sottolineato è che ad essere letteralmente "crollati sono gli investimenti della national oil company".
Roma, 25 mag. (Apcom) - Eni ha lanciato una proposta per stabilizzare il prezzo del petrolio per portarlo ad un prezzo equo di 70 dollari al barile. Lo ha annunciato l'amministratore delegato di Eni, Paolo Scaroni, al G8 Energia in corso a Roma. La proposta di Eni prevede la creazione di un'agenzia internazionale per il petrolio, la remunerazione della capacità di investimenti e un fondo per la stabilizzazione del prezzo.
Roma, 25 mag. (Apcom) - L'estrema volatilità dei prezzi petroliferi, questo "yo-yo" che ha visto il barile passare da 50 dollari a 150 e poi di nuovo a 50 in meno di due anni è "un dramma che danneggia tutti", ha avvertito l'amminsitratore delegato dell'Eni, Paolo Scaroni durante una conferenza stampa al G8 dell'energia a Roma. La volatilità dei prezzi danneggia i paesi produttori, ha spiegato Scaroni, gettando incognite sulle entrate che ricavano dalla vendite di petrolio, danneggia i consumatori, ovviamente nelle fasi di forte rialzo dei prezzi. Crea una instabilità dannosa per gli investimenti sulla sicurezza delle forniture di combustibili fossili, ha proseguito il manager, e danneggia perfino la ricerca scientifica sulle fonti alternative e rinnovabili.
postato da Paolo-di-Lautreamont, 11:54 commenti |
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Prima delusione: Marco Bellocchio. Ma cosa poteva sperare il cinema italiano, rimasto legato alla Storia e alla politica, mentre il cinema è vita, avventura e lirismo? Già l'anno scorso Il Divo e Gomorra avevano saturato il segmento ideologico/cinematografaro. Quest'anno è arrivato l'alt persino dalla Huppert... mentre il regista Sorrentino è stato scambiato per uno chaffeur di taxi.
Altra delusione possibile, il vincitore della Palma d'oro, Il nastro bianco del regista austriaco Michael Haneke. Scrive La Repubblica:
Come previsto alla vigilia, la giuria del sessantaduesimo Festival di Cannes, presieduta da Isabelle Huppert, ha assegnato il premio più importante all'agghiacciante film in bianco e nero che esplora le radici più intime del nazismo.
I tg Rai erano andati più in là, trasformando il film in uno studio sul rapporto tra il protestantesimo e il nazismo (!?). Quindi siamo alle solite ricadute nel politico... Dopo Sean Penn, la Huppert. Ma forse siamo noi italiani, i malati che vedono la politica in ogni dove. Forse Il nastro bianco non si occupa di politica, ma di repressione degli istinti, del rapporto tra moralità e comportamenti individuali, anche segreti. Forse si parla non del proto-nazismo, ma di un periodo storico, successivo al licenzioso '700 , culminato nel periodo vittoriano e dello Struwelpetter dell'800, terminato negli anni '20 in America e Francia, e nel 1968 in Europa. Fenomeni ben più profondi della politica... Forse visto così, il film è meno greve. Giudico solo per i due trailer disponibili nel link, sia chiaro.
Il solo premio che mi convince è quello assegnato a Charlotte Gainsbourg per Antichrist di Lars Von Trier. Adoro Charlotte Gainsburg, la adoro per come canta, perché è figlia della splendida Jane Birkin, perché amo la Jane Eyre di Zeffirelli e ammiro la sua interpretazione di una parte difficile ma splendida (libro e film sono da vedere e leggere più volte). Evidentemente Charlotte è stata capace di riscattare il sempre più ibseniano e indigeribile Von Trier, ma il premio lo meritava comunque.
Fan club Charlotte Gainsbourg: LINK.

postato da Paolo-di-Lautreamont, 01:19 commenti |
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Le interviste rilasciate venerdi da Berlusconi a RTL1 e Radio Montecarlo sottintendono che arriverà una risposta in merito al caso Noemi. E' possibile che la risposta non sia esauriente, ma è possibile che la risposta rappresenti un massacro per Franceschini. Lo confermano le prese di distanza di IDV e UDC dal PD su questa vicenda, che ha trasformato la "stampa libera" di cui parla Franceschini in un'appendice del Grande Fratello, fatta non da Endemol, ma da coloro che stizzosamente detestano il Grande Fratello. Una delle rare cose intelligenti dette da Gianni Vattimo nella sua esistenza politica è che il PD sbaglia a inseguire SB sul suo terreno, perché in tal caso la gente sceglie l'originale e lascia perdere la fotocopia...
Anche Cicchitto ne spara una giusta, dicendo che Dagospia sa gestire meglio del PD queste cose (si vede che l'hanno scoperto da poco, i figli di Conchita Di Gregorio, D'Agostino and company).
La posizione migliore è di UDC e IDV: ciò di cui bisogna discutere è riguarda la sola politica. Il privato riguarda il premier e le scelte degli elettori, che giudicheranno quanto si dice sul privato del premier (a torto o a ragione), e quanto si fa (governo e opposizione).
Un rumor parla di un'ammissione di paternità. Mah!
La novità di oggi è un'intervista all'ex di Noemi, che avrebbe ascoltato le telefonate tra la sua ragazza e il premier (LINK). Si tratta di uno super sputtanamento, ma il fatto è che uno degli autori dello scoop è D'Avanzo -uno dei rappresentanti della "intelligence", della disinformacjia di La Repubblica-, ne riduce la credibilità di molto (e c'è anche da tener conto della posizione o dell'eventuale tornaconto dell'ex). D'Avanzo fu l'articolista che disinnescò la bomba mediatica contro Prodi nel caso Litvinenko, che venne trasformato dalla stampa italiana in "caso Scaramella", così che tutt'Italia non parlò d'altro. Un altro punto contro lo sputtanamento -che comunque ha superato il livello di guardia, per cui SB ha necessità di replicare- è che suona molto strano il fatto che la grande stampa improvvisamente diventata Dagospiona e Big Brotheresca non abbia trovato uno sbarramento, cioé che tutto sia avvenuto alla luce del sole, senza quasi nessuna precauzione da parte di body guard e servizi di sicurezza personali. Strano che SB non abbia attivato nulla, se avesse avuto qualcosa da nascondere.
E' vero che tutti ricordano le foto di Oggi. Ricordiamo però anche la peregrinatio notturna di Sircana, per rimarcare il ruolo di RCS-Corriere della Sera, che nel caso trans-Sircana nascose le foto scattate dell'allora ancora non inquisito/incarcerato/sputtanato Fabrizio Corona). Però si deva altresì ricordare che la cupidigia della carne acceca per prima cosa l'intelligenza e l'accortezza, anche dei potenti. Ormai quindi si resta solo in attesa della contro replica. Se ci sarà, sarà pirotecnica. Viceversa, SB governerà en ralenti, come l'ultimo Clinton.
postato da Paolo-di-Lautreamont, 00:29 commenti |
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22/05/2009
O Jornal de Angola di oggi riporta la visita del ministro degli esteri angolano, Assunção dos Anjos, negli Stati Uniti, dove ha incontrato la Segretaria di Stato Hillary Clinton.
Molta cordialità, nel ricordare che sono ormai 16 anni che le due nazioni hanno ristabilito rapporti diplomatici.
Nella serata il ministro ha partecipato a una cena offerta dalla Chevron alla Africa society e al Corporation Council on África. Il capo della diplomazia angolana ha affermato che il clima è propizio per maggiori investimenti privati nel settore petrolifero.
L'Angola ha finito nel 2002 una guerra civile lunga 27 anni (!),, iniziata all'indomani dell'indipendenza dal Portogallo, tra le fazioni dell'MPLA e dell'UNITA.
Il territorio è desertico ma nel sottosuolo ci sono infinite ricchezze. Il petrolio contribuisce per l'87% alla ricchezza nazionale (!) (The World factobook)
postato da Paolo-di-Lautreamont, 17:18 commenti |
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Ieri ho scritto qualcosa al riguardo (cfr. Consiglio a Berlusconi). Oggi ci torna su anche Luigi Crespi. Berlusconi rischia di vincere, ma senza convincere, se non riuscirà a convincere gli elettori sul suo privato, anche per mezzo di una campagna politica seria ed efficace. Ciò che finora gli è mancato, singolarmente assai... LINK
postato da Paolo-di-Lautreamont, 14:57 commenti |
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Dispiace, ma Christian e Stefano, che non conosco di persona ma stimo per tanti motivi, questa volta non l'hanno imbroccata affatto. Né i Felice brothers né Bill Callahan sono musicalmente appetibili. I Felice bros, poi... latrano e basta. Mi dispiace. A ben pensarci nemmeno Luca Sofri di musica ha mai capito un c...o.
postato da Paolo-di-Lautreamont, 01:27 commenti |
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21/05/2009
E' pur vero che la sentenza del processo Mills arriva con un'ennesima coincidenza "casuale" con le elezioni, una cosa in grado di far perdere la pazienza anche a un sasso.
E' pur vero che lo scandalo Noemi si aggiunge a quello -rimarginato- di una ministra, bella e brava, ma scempiata a fini politici. Per non parlare delle veline.
E' pur vero che almeno una certezza granitica il popolo italiano ce l'ha: che, posto che Berlusconi sia il peggio della politica mondiale, comunque PD, Di Pietro e i combattenti e reduci dei partiti marxisti sono assai peggiori di lui.
Ed è pur vero che le cose vanno così dai tempi di Eliogabalo, della contessa di Castiglione, dello scandalo Profumo, degli amorazzi tra Kennedy e Marylin Monroe, di Sarkozy e Carla Bruni, delle cento concubine con cui Mao Zedong era solito dormire, dell'amoroso corrispondere tra Noemi Campbell e Hugo Chavez, degli amorazzi di Fidel Castro etc.
Ed è pur vero che la campagna elettorale dell'opposizione è fatta dalla grande carta stampata, che in buona parte è schierata dalla parte avversa ed ha qualche parvenza di idea e capacità di comunicarla (esclusa La Repubblica, in grande decadenza culturale prima che politica).
Tuttavia andare sopra le righe, a ragione o a torto non importa, rischia di essere un suicidio politico. Non ora, ma domani. Aumentare esponenzialmente il numero delle battute umoristiche sul velinaggio, delle battute contro i giudici (la peggiore di tutte le Caste, ma purtuttavia un'istituzione da prendere con le molle, stando attenti a distinguere il grano dalla pula), rischia di far perdere un patrimonio politico conquistato con la cultura del fare, dell'efficienza, di una buona politica internazionale, cioé commerciale, di una buona politica economica.
Berlusconi deve tenere conto che le recenti consulenze dei guru della campagna elttorale di Barack Obama al PD possono avere un peso micidiale, non oggi ma domani. E domani è già oggi.
Pertanto io lascerei la parola sugli scandali giudiziari e personali ad altri. Cercherei di non farmi cogliere in fallo. Farei lavorare i portavoce. Mi concentrerei sulla cosa che davvero importa: l'attività di governo.
I conti si devono fare sulla politica del governo, non sulle mogli di Enrico VIII o sulle amanti di Lady Chatterley. Quelli sono argomenti che vengono bene a una parte politica avversa, che è priva di argomenti sulle politiche economiche, amministrative, commerciali, internazionali. Il governo è cosa che riguarda il portafogli di tutti.
Pertanto, le parole e i vizi -se ci sono- restino privati, e solo le virtù siano pubbliche.
Sarebbe un errore assecondare la politica-gossip, che pure avanza in tutto il mondo, che segna il ritorno del moralismo con le vesti dello spettacolo dell'immoralità pubblica, una cosa molto dipietrista.
Ma se Berlusconi cede al modo trendy di mostrare i vizi privati e di cancellare le virtù pubbliche, allora rischia molto. Ciò può riguardare la sua vita personale. Ma il governo riguarda tutti, e allora si dovrebbe (stampa in testa) evitare di rappresentare una sceneggiata napoletana continua.
Un governo autorevole è condizione indispensabile al Paese, oggi.
Questo è l'obbligo al quale SB deve richiamarsi. Eviti pertanto di dare spazio ad articoli simili. Forse ci sarebbero comunque, ma non bisogna pensare che una sorta di Colosseo continuo, in cui si finisce per parteggiare e schierarsi per il leone o per il cristiano, sia la cosa migliore sempre. Domani lo spettacolo finirà e le ferite d'immagine rimarranno. Fino a poche settimane fa non c'erano ferite, e il consenso era non solo numerico, ma anche di qualità. Misurando parole e gesti privati e scatenandosi invece nei fatti pubblici, non si vincono solo le elezioni ma si lascia un segno positivo nella Storia.
postato da Paolo-di-Lautreamont, 18:53 commenti |
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