LE GUERRE CIVILI
GEOPOLITICA - POLITICA INTERNAZIONALE - CULTURA, di PAOLO DELLA SALA
 

30/06/2009

Argentina, fine del peronismo?

L’Argentina è una turbo-Italia, con 716 partiti e 20 milioni di cittadini di origine italiana, oltre il 50% della popolazione totale. La Boca, cuore di Buenos Aires, è più ligure di Genova, 900.000 ettari di pampa hanno i colori della Benetton.
Le elezioni di medio termine hanno sancito il tracollo per Cristina Kirchner: il suo Frente Justicialista para la Victoria, nonostante il nome, è passato dal 45% delle presidenziali del 2007 al 30% di domenica, con 22 deputati persi (se ne eleggeva la metà). Finisce il serial di Cristina come remake di Evita Peròn, ma finirà anche il peronismo, cioè la pace sociale mediata da un caudillo?
La “presidenta” Cristina ha sbagliato molto, dopo essere succeduta al marito. Bisognerà studiare la moda dei presidenti dinastici come i Kirchner, dei re repubblicani come i Castro, dei presidenti a vita come Chavez.
Mio articolo pubblicato su Il Secolo XIX di oggi. SEGUE IN PDF:
ARGENTINA 30 GIU SEC XIX

postato da Paolo-di-Lautreamont, 15:41 commenti | | permalink

esteri, america latina



Cade Airbus A310: 152 morti

Forse è una casualità, forse qualcosa non va davvero con gli Airbus. Quello caduto in Madagascar era forse da controllare con accuratezza, ma rimane l'ombra di una scusa. Gli Airbus A310 volano da dopo il 1983, un periodo relativamente recente, se si pensa che i Jumbo 747 della Boeing volano dal 1970.
Poco credibile anche il riferimento al cattivo tempo come causa dell'incidente. Ho volato su antidiluviani Fokker 70 e su Piper privati sopra la giungla dell'America centrale. Immagino quale fosse lo stato della manutenzione, eppure non avevo la paura che avrei oggi. Preoccupano anche i tempi di produzione corti della Airbus (gli A310 sono già fuori produzione). Come mai i modelli durano così poco? Com'è possibile ammortizzare una linea di produzione così complessa in 20 anni appena? Dirà qualcuno: Airbus produce in maniera moderna, ed è in grado di avere tempi di produzione automobilistici. Sarà, ma ciò che conta, nell'aviazione, è la sicurezza, non l'estetica. Perché le Citroen mi piacciono, ma le Opel mi danno più affidabilità?

un A310-300 della Royal Jordanian in voloPARIGI Un Airbus A310 della compagnia Yemenia Air con a bordo 153 persone si è schiantato nella notte tra lunedì e martedì nelle acque dell'oceano Indiano, al largo delle isole Comore, a circa tre chilometri dalla costa dell'arcipelago, situato fra il Mozambico e il Madagascar (mappa). Al Jazeera ha diffuso la notizia che è stato trovato un superstite. «Non conosciamo ancora la nazionalità e l'età della persona soccorsa» ha precisato un funzionario della Yemenia.
A BORDO ANCHE 66 FRANCESI - Tra i passeggeri (142, più 11 membri dell'equipaggio) c'erano 66 francesi, di cui molti residenti nelle Comore. Delle quattro isole dell'arcipelago, quella di Mayotte è rimasta sotto la sovranità di Parigi dopo un referendum. Altri erano partiti su un Airbus A330-200 della Yemenia dall'aeroporto parigino di Roissy, facendo scalo a Marsiglia e Sanaa (Yemen): qui hanno cambiato velivolo per imbarcarsi sull'A310, diretto a Gibuti e Moroni (capitale delle Comore) come destinazione finale. (Corsera)

postato da Paolo-di-Lautreamont, 11:47 commenti (4)| | permalink

cronaca



29/06/2009

Dichiarazioni video Ahmadinejad

Gianni de Martino analizza il video di Ahmadinejad a Qom.
il progetto di cui si parla non è soltanto frutto del delirio dell'eresia sciita komeinista, ma si accoppia in pieno col tentativo iraniano di ricostituire l'Impero Persiano, dall'Afganistan fino alla provincia orientale dell'Arabia, passando per l'Iraq e il Kuwait, arrivando fino al Mediterraneo tra Siria e Libano.
Un delirio di onnipotenza, per il quale sono morte milioni di persone: si pensi al conflitto con l'Iraq di Saddam Hussein.

postato da Paolo-di-Lautreamont, 14:40 commenti (2)| | permalink

esteri, iran



Argentina: sconfitta per i Kirchner

Io l'avevo anticipato sabato sul quotidiano Liberal. (Cliccare sul banner per leggere in PDF). Dati e aggiornamenti su La Naciòn.
Liberal è un ottimo giornale, con una splendida organizzazione delle pagine (finalmente molti Esteri e molta Cargentina 27 giu LIBultura, tanto per dirne una). Consiglio di acquistarne una copia: lo si legga per convincersi di aver fatto la scelta giusta.

postato da Paolo-di-Lautreamont, 13:21 commenti | | permalink

esteri



26/06/2009

Il destino di Berlusconi nelle mani di Genchi?

Non c'è soltanto l'inchiesta veline. Sviluppi pesanti dalle parti dei tabulati telefonici tracciati da Gioacchino Genchi. E' un terreno minato. Su La Pulce di Voltaire.

postato da Paolo-di-Lautreamont, 17:48 commenti (1)| | permalink

politica, giustizia



Le logge di Raffaello nei Musei vaticani

E' uscito un libro (immagino splendido) su questo capolavoro di quello che è stato definito il massimo pittore dello scorso millennio.
Purtroppo questi capolavori non sono visionabili dal pubblico che entra in visita ai Musei. Ora almeno c'è il libro. Si pensi che soltanto in questo sito ho potuto trovare una bellissima serie di immagini:
LINK

postato da Paolo-di-Lautreamont, 17:45 commenti | | permalink

cultura, arte



In lode di Michael Jackson

Su La Pulce di Voltaire.

postato da Paolo-di-Lautreamont, 12:34 commenti | | permalink

musica, cronaca, pop system



25/06/2009

Tv in diretta dall'Iran

Collegatevi al sito di Simay Azadi - Iran National tv :

http://www.iranntv.com/en/node/1

E' impressionante vedere queste immagini, per capire cos'è l'Iran. Io mantengo molte perplessità su ciò che sta succedendo. Temo che stiamo spingendo troppi giovani a scendere in piazza a dare il loro sangue, mentre noi ce ne stiamo qui in pace (relativa).
La mia idea è che non ci sono le condizioni per un regime change possibile e incruento. L'ho detto fin dalle prime ore, sul Secolo XIX e su questo blog.

Anche la destra è caduta nel mito della sinistra sessantottarda che si possono fare le rivoluzioni scendendo in piazza. Col cavolo, con le dittature è un suicidio: ricordatevi di piazza Tienanmen, di Praga 1968... In Iran, tanto per dirne una, le armi ce le hanno soltanto i Basiji e i Pasdaran, oltre all'esercito.

Poi ci sono i curdi, che ne hanno poche e stanno nelle loro zone. I Mujahidin sono nascosti.
Se pensiamo alla Resistenza italiana capiremo che è molto difficile cambiare un regime con le mani e con le manifestazioni di piazza. I partigiani avevano armi, sparavano, erano aiutati dagli americani, con gli aerei, avevano il controllo delle campagne. Potevano combattere...
in Iran ci si deve fermare prima che ci siano delle ecatombi che non servono e che si prolungherebbero nel tempo. Attenti ai miti guevaristi, perciò, per liberarsi da una dittatura ci vogliono mezzi. Il controllo della protesta deve passare nelle mani dell'opposizione clandestina. Non vorrei che scendere in piazza sia solo rendere un favore ad Ahamdinejad, che si troverebbe i propri giovani nemici tutti fuori allo scoperto, ottenendo l'alibi per una repressione spaventosa, che è il primo fatto che dobbiamo evitare, oggi. ...Naturalmente spero di sbagliarmi, spero che Ahmadinejad e Khamenei siano costretti a uscire di scena per la pressione popolare, per quella del clero moderato, e dell'esercito. Ma se così non fosse?

P.S. Oltre a Moussavi, c'è da capire il ruolo di Rafsanjani, accusato prima delle elezioni di avere esportato capitali in Canada e altrove. Rafsanjani starebbe lavorando per Usa e UK [e il clero sciita], come dice Ahmadinejad?

E può Davide diventare grande come Golia?
michelangelo_david_fat.1245777450.jpg

postato da Paolo-di-Lautreamont, 18:37 commenti (2)| | permalink

esteri, iran



Elezioni in Albania

L'Albania è appena entrata nella Nato e ha appena chiesto di entrare nella UE. Rivincite di Sali Berisha, "cacciato anni fa -scrive il presidente di Esisc, Claude Moniquet- per lo scandalo delle piramidi finanziarie, cui era seguito un esodo all'estero e una piccola guerra civile con 2000 morti".
Il sistema politico albanese vive di un bipolarismo tra il Partito democratico di Berisha e il Partito socialista di Edi Rama, sindaco di Tirana.

Berisha chiede il cambiamento e vuole "restaurare lo Stato di diritto contro il cancro della corruzione".  Nel 2008 un rapporto della World bank ha declassato l'Albania per la mancanza di libertà economica e le alte tasse. Il 12,4% degli albanesi vive ancora con meno di 2 dollari al giorno. Anche per questo motivo il partito socialista -dato testa a testa coi democratici- potrebbe avere delle chances in più, anche per la possibilità di alleanze che i democratici non sembrano avere.

I due principali partiti non possono essere ridotti a una divisione tra destra e sinistra (in effetti anche per il nome scelto Berisha è più vicino al vecchio establishment rappresentato anche in Italia dal Partito Democratico post comu-democristiano). Lo stesso Rama, al campus dell'università di Tirana ha detto "Vi chiedo di partecipare al cambiamento, ben al di là di un voto per la destra o la sinistra. Vi chiedo di votare per una nuova politica, per una scuola migliore, più lavoro e più infrastrutture. Peraltro molte polemiche hanno colpito proprio il sindaco di Tirana per i permessi edilizi rilasciati con troppa disinvoltura, uno scandalo che ha lasciato il segno.

Dopo la fine della dittatura comunista nel 1992, le elezioni si sono sempre svolte sotto il segno di accuse di broglie  irregolarità. Nel 2006 UE e Albania hanno siglato un accordo di tutela per il miglioramento della democrazia e dell'economia locale (ASA).

I media sono molto omologati ai due principali partiti. Tra i partiti minori, solo lo LSI e lo LZHK resisteranno. E lo LSI potrebbe allearsi coi socialisti di Rama.

Altri partiti minori a sinistra: Lsi, il PSV91 di Petro Koci, il partito verde, il Movimento dei diritti e le libertà, il partito dell'immigrazione, e il partito Nuova Tolleranze (rappresenta i Rom e le minoranze etniche).

 Partiti minori conservatori: Il Polo delle libertà (Poli i Lirisë) con capofila il Partito democristiano che include il partito conservatore, il partito per l'unione democratica, "Cammino per la libertà" e Partito delle riforme democratiche. 

postato da Paolo-di-Lautreamont, 13:42 commenti (1)| | permalink

esteri, europa, elezioni



24/06/2009

Argentina: 17 morti per influenza A

Il Brasile ha sconsigliato i viaggi in Argentina e Cile, da dove proveniva la quasi totalità dei suoi 340 malati... Cosa intende fare l'Italia?
Il Ministero della Salute argentino dà la cifra di 1300 infettati, ma La Naciòn parla del 20% della popolazione colpita da influenza normale di stagione (in Argentina è in inverno pieno) o influenza di tipo A. Sono stati allestiti dei consultori di strada nei quartieri di Buenos Aires, per gestire la situazione, e si ipotizza che le elezioni politiche di questi giorni accresceranno il livello del contagio.

Il Ministero per la salute marocchino ha dato disposizioni per limitare la vendita di Tamiflu soltanto dietro la prescrizione di ricetta medica.

postato da Paolo-di-Lautreamont, 12:12 commenti (1)| | permalink

esteri, cronaca, america latina



22/06/2009

Etiopia:truppe in Somalia. Ahmadinejad ebreo?

Due notizie su La Pulce di Voltaire.

postato da Paolo-di-Lautreamont, 17:48 commenti | | permalink

esteri



Rosneft alleata con Eni per petrolio Libia

La Rosneft, la più grande compagnia statale russa per il settore del petrolio, potrebbe entrare in partnership con ENI in Africa. La prima tappa? In Libia.

Russia and the Netherlands have 'serious plans' to increase their energy projects; Royal Dutch Shell is seeking involvement in the Yamal region.  The oil giant has made a discovery of natural gas in the Norwegian Sea that could be the biggest in 12 years.  Apparently oil firm Rosneft will not merge with Surgut.  The company may enter into a joint project with Eni in Africa.  Lukoil is set to buy a 45% stake in a Dutch refinery from Total, outfoxing US refiner Valero.  Rosneft has significantly extended the powers of its board of directors and the government has voted Vladimir Bogdanov, head of rival oil company Surgutneftegaz, onto Rosneft's board, indicating intentions of a possible merger?  Apparently the EU is worried about the stability of Russian gas and may give Kiev a loan.  Arctic countries claim that cooperation will be prioritized in the disputed region, but military activity is rumbling.  Bulgaria reportedly has a 'strong case' for receiving more compensation for closing two Soviet nuclear plants in 2006 to gain EU membership.  Apparently Russian firms are using spies in the German energy sector to garner information about industry developments.

ADDENDUM
Il mio articolo sulla moneta unica per la SCO -pubblicato sa Il Secolo XIX la scorsa settimana, è stato ripubblicato da Il Foglio del lunedi. Oggi sono arrivate altre conferme dei movimenti bancari russo-cinesi-venezuelani:
MOSCOW, June 22 (RIA Novosti) - Venezuela is set to finalize the details of setting up a joint bank with Russia, Latin America's Telesur TV said on Monday citing the Venezuelan president.
Moscow and Caracas agreed in November 2008 to establish a joint bank.

postato da Paolo-di-Lautreamont, 17:36 commenti | | permalink

esteri, economia, energia



Elezioni in Argentina: Cristina Kirchner verso la sconfitta

In tutto il mondo cresce la monarchia repubblicana, nuova versione della democrazia, con la caratteristica di basare il potere sulla continuità, finché possibile. Castro, ad esempio è un monarca, come lo è Chavez o lo è Gheddafi.
Anche i Kirchner e gli Assad siriani sono ormai monarchi in una repubblica. Ma Cristina, già definita la "bella tardona" pagata da Hugo Chavez (con una valigetta con centinaia di migliaia di dollari sequestrata dalla polizia nell'aeroporto di Buenos Aires), è in crisi. Non paga soltanto il suo avventurismo politico al seguito del fascismo rosso di Chavez, paga soprattutto per un'incapacità di gestire l'economia nazionale. Colpa delle tasse.
Da seguire la scandalosa vicenda che colpisce l'allucinante crisi di Telecom in Sudamerica (dopo il caso boliviano di cui ho già scritto). Non sta né in cielo né in terra che la Telecom argentina, che ha metà del mercato ed è saldamente in attivo, sia stata costretta a vendere per motivi politici (sponsorizzare la Kirchner, oppure subirne pressioni invincibili?), oppure per la sempre inconfessabbile pressione/alleanza di Telefonica Spagna, compagnia concorrente nel continente... LINK.

Sería la primera vez que un gobierno peronista pierde el control de la Cámara alta. De las 12 bancas que pone en juego, cedería entre 4 y 5. El oficialismo ya cuenta, igual, con legisladores de otras bancadas que podrían garantizarle el quórum.

Foto: Buenos Aires, 14 milioni di abitanti.

Laura Serra LA NACION
El bloque del Frente para la Victoria (FPV) no logrará retener en las elecciones del domingo las bancas que pone en juego, y aunque cuente con el apoyo de sus aliados más incondicionales no alcanzará el quórum propio en la Cámara de Diputados.

Esto surge de las proyecciones de las encuestas que manejan tanto el oficialismo como la oposición, que estiman que el bloque del FPV perderá entre 15 y 18 bancas en diferentes provincias. De confirmarse ese pronóstico en las elecciones del domingo, el oficialismo orillará el centenar de miembros. La sangría se confirmará en Buenos Aires, Capital, Córdoba, Santa Fe, Entre Ríos y La Pampa.
Según la encuesta de Poliarquía Consultores para LA NACION, publicada ayer, la lista de Unión Pro obtendría 32,5% frente al 30% de la encabezada por Néstor Kirchner. De mantenerse ese guarismo en las elecciones, el kirchnerismo obtendría entre 13 y 14 bancas. Es decir, entre 6 y 7 menos de las que pondrá en juego. En Córdoba el kirchnerismo figura cuarto en las encuestas, al igual que en Capital. En Santa Fe, el FPV pone en juego 3 bancas, pero quizá logre renovar una, mientras que los diputados peronistas que ingresen por La Pampa y Entre Ríos ya anticiparon que no se sumarán al bloque oficialista. Ni siquiera los aliados incondicionales del Gobierno serían de mucha ayuda: con su aporte, el oficialismo alcanzaría las 110 o 112 bancas, un número lejano del quórum requerido para iniciar una sesión (129 legisladores).

Agenda de la oposición La oposición, en cambio, incrementará su presencia notoriamente en la Cámara baja: de121 miembros actuales podría pasar a unos 147. Sus distintos referentes ya anticipan que impulsarán una agenda parlamentaria común, que incluirá reformas institucionales clave (superpoderes, Consejo de la Magistratura) y también medidas favorables al campo y destinadas a paliar la pobreza. En los últimos días abundaron las conversaciones entre distintos legisladores en ese sentido.
Por cierto, se tratará de una oposición variopinta, en la que convivirán el peronismo crítico al Gobierno, Pro y los sectores más duros, como la UCR, la Coalición Cívica o el Partido Socialista. En un término medio se ubicará un elenco progresista, crítico de algunos aspectos de la gestión pero, también, fiel acompañante del Gobierno en sus políticas estatizadoras. Allí comulgarán ARI y Proyecto Sur, entre otros. SEGUE.

postato da Paolo-di-Lautreamont, 12:50 commenti | | permalink

esteri, america latina



A cosa stai pensando?

Ollio: A cosa stai pensando?
Stanlio: A nulla... però penso.
(Da "Gli allegri imbroglioni")

postato da Paolo-di-Lautreamont, 12:24 commenti | | permalink

cinema



Iran: la cosa giusta

Vedo che anche Enzo di 1972 dice la cosa giusta: è facile fare gli zeloti del sangue altrui, è facile scambiare le speranze con la realtà. Pertanto nessun armiamoci e partite, nessun "Up, patriots, to arms (but I'll stay in my backyard)". (1)
Anche Moussavi si è accorto che andare nelle piazze significa solo un bagno di sangue inutile. Ledeen dà delle chances alla moglie di Mir-Hossein Moussavi. (2)

1. La crisi istituzionale in Iran continuerà a lungo, con lo scontro tra le fazioni di Montazeri, Moussavi, Khatami e Rafsanjani contro Khamenei.

2. il ceto medio urbano ha la possibilità di muovere le acque, sfruttando questa guerra intestina, ma non di sovvertire il contesto.

3. Però un futuro intervento esterno contro pasdaran e le milizie islamiche, potrebbe sortire l'effetto di dare sufficiente massa critica a una resistenza democratica in grado di sovvertire il regime. Per ora le sole forze in grado di gestire questo ipotetico passaggio sono quelle del governo in esilio (ex mujahidin del popolo).

(1) Vedo che con ciò 1972 critica certo neocon-ismo, di destra e di sinistra (non dimentichiamo che Obama unisce una forma neocon con un contenuto statalista più tipicamente dem). Non ci sono dottrine perfette, infatti. Serve un mix di azioni diverse a seconda delle situazioni, serve duttilità, non ideologia.
(2) Non capisco invece cosa Camillo intenda con "finalmente Obama ha capito". Obama (e il NYT) all'inizio avevano "sponsorizzato" Moussavi, forse per testare la forza della piazza di Teheran. Ma a un certo punto Obama ha fatto marcia indietro. Ciò è avvenuto esattamente il 16 giugno, come da me riportato su questo blog:
Ansa NEW YORK  - C'é poca differenza tra le politiche del presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad e del suo rivale alle elezioni Mir Hossein Mussavi: lo ha detto Barack Obama alla Cnbc. 'Penso che sia importante capire che, nonostante lo straordinario fermento in Iran, la differenza tra le politiche concrete di Ahmadinejad e di Mussavi non e' tanto grande come appare'', ha detto Obama alla rete finanziaria americana. ''Penso che sia importante capire che in entrambi i casi siamo di fronte a un regime ostile agli Stati Uniti. Abbiamo interessi a lungo termine a che non abbiano un'arma nucleare e che non fomentino il terrorismo'', ha aggiunto il presidente americano. 

postato da Paolo-di-Lautreamont, 00:11 commenti | | permalink

geopolitica






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