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29/11/2006
Riporto un intervento del senatore Paolo Guzzanti. Per contrastare il lavoro di disinformacjia condotto da politici e da alcuni organi di stampa, sarebbe bene che tutti i blog rilanciassero le sue parole. Comunque sia andata, due cose sono certe: le dichiarazioni di Litvinenko e la sua morte. Il resto è disinformazione delle lobbies ben note. Non è nemmeno questione di Scaramella: si tratta di una campagna per la libertà e per la libertà di stampa. Il nucleo forte del centrodestra purtroppo non sta capendo cosa succede e si muove in costante ritardo e con lentezza. Si pensi alla riforma dei servizi segreti sotto la guida di Luciano Violante, fatta con la approvazione del centrodestra (Udc, sembrerebbe), oppure alle inchieste disposte da Amato (il Bruto che si voltò dall'altra parte quando Cesare-Craxi vacillò e cadde). E' perciò necessario fare una scelta attiva di informazione, perché è sempre bene, per un medium e un organo di stampa, riportare le voci e le posizioni di tutte le parti in causa. Ciò che non si sta facendo sul caso Mitrokhin-Litvinenko. Faccio pertanto appello anche ai blog di sinistra perché riportino correttamente tutta la vicenda senza omissioni e poi lascino ai lettori il compito di farsi una idea in merito. Sono regole elementari dell'informazione che sono state calpestate in queste settimane. Questo caso è lo stesso di Giampaolo Pansa, di Enzo Tortora e di migliaia di altri.
Dall'intervento di Guzzanti sul suo blog:
(...) Ho ieri risposto ad Amato che il governo non può processare il Parlamento e le sue commissioni, ma semmai il Parlamento può processare un esecutivo. Amato ha risposto che lo sapeva bene, cosa di cui non dubito. Non esiste dunque e non è mai esistita la possibilità di "processare la Mitrokhin". Io ho poi chiesto pubblicamente su RaiNews 24 di ieri l'altro di essere ascoltato dal Copaco, perché il Copaco è un organismo parlamentare. Sarò lì come accusatore e non come accusato. Procederò per calunnia nei confronti di chi ha messo in giro la fabbricazione ignobile e miserabile che nasce tutta e soltanto da un articolo di giornale non firmato (per lo sciopero dei giornalisti) in cui un mercenario che conferma di essere un mercenario prima afferma di avermi conosciuto e di aver visto con me delle inesistenti "strutture" (in pratica un mio personale servizio segreto deviato), e poi di fronte alla mia energica smentita e contrattacco fa marcia indietro. Rintuzzeremo tutto, distruggerò questa macchinazione che è identica a quella del 2002 quando cercarono di farmi abboccare alle accattivanti rivelazioni di un detenuto italiano in un carcere francese che pretendeva di farmi scrivere che Fassino prendeva le tangenti in sacchi di iuta per telekom Serbia. Amici, questo è un gioco pesantissimo e non lo si può giocare e stare sul campo senza aver fatto anni di esperienza: questa è gente che fabbrica la caccia alle streghe, fabbrica le streghe, i complotti, i crogioli e i roghi. Per sapere stare di fronte a questa gente occorrono spalle larghissime, emotività sotto controllo, capacità di reagire con le armi della verità. Vedete, stare dalla parte della verità è formidabile: chi usa la menzogna ha bisogno di un coro, di un polverone di massa, di furia collettiva. Chi usa le armi della verità ha in mano una spada che non si spezza mai, che ha sempre il filo tagliente e la lama lucente. E' una partita che richiede lucidità, serenità, certezza di essere protetti dal culto della libertà.
Per questo ho chiamato questo sito Rivoluzione Italiana. (...). Gli iscritti sono ormai 750, il grafico del Blog schizza verso l'alto e marcia ad un ritmo di migliaia di pagine consultate ogni giorno, specialmente in Italia, ma in tutto il mondo. Cià che rende attraente questo blog sono le vostre discussioni, è la vostra partecipazione e la visibilità delle nostre idee.
Ieri finalmente Forza Italia si è schierata al mio fianco con una forte e nobile dichiarazione di Renato Schifani, seguita da altre. (...).
E ora qualche informazione accessoria e polemica.
(...) A tutti quelli che con poca fantasia seguitano a deridere e insultare richiamando la mia carriera giornalistica, posso dire soltanto che io sono sempre lo stesso me stesso, che ho scelto io di sacrificare carriere molto lucrose lasciando prima Repubblica, di cui sono un fondatore ("senza di te non sarebbe quel che è", mi scrisse Scalfari, e infatti Repubblica di oggi non ha nulla a che fare con quel che fu ai suoi tempi, quando era ancora un giornale) e poi la Stampa.
Sulle ironie e sarcasmi: Giancarlo Lehner mi attacca e mi diffama come può, credo perché è un vecchio disoccupato un po' astioso: fui costretto a rinunciare alla sua collaborazione alla Mitrokhin perché non venne mai e non lavorò mai, ma pretendeva di ingiungermi di cacciare, fra i collaboratori, Giulietto Chiesa accusandolo di essere stato al soldo del Kgb. Giulietto Chiesa aveva già vinto una causa a Mosca su questo punto dimostrando di aver avuto sì dei fondi dallo Stato sovietico, ma che quei fondi erano della Croce Rossa. Da allora Lehner mi punzecchia, mi attacca e depone piccole uova di cattiveria su dagospia, inventandosi persino che io sarei molto frustrato perché Forza Italia sta per uscire con un suo quotidiano e io non sono stato invitato. Io di questo quotidiano non so nulla, ma faccio una facile profezia: se mi vorrà come prima firma, avrà successo. Se vorrà fare a meno di me, affonderà miseramente. Se sono serio? Serissimo: il centro destra non ha che pochi giornalisti validi e ama farsi male da solo.
Quanto alle biografie e CV dei consulenti, sono tutte lì, in commissione: se le ho lette tutte? Sì, le ho lette tutte. E sono tutte di persone di destra e di sinistra, presentate ciascuna da un partito o un commissario, ma assolutamente normali ed onorevoli. Inoltre, i consulenti sono stati nominati, tutti, non da me, ma da un organismo collettivo che si chiama Ufficio di Presidenza allargato ai Capigruppo, un consesso di una dozzina di persone, e ogni deliberazione è stata presa collettivamente, dopo lunghe e defatiganti discussioni su tutto, anche sull'acqua minerale da ordinare al bar, se dovesse essere liscia o gasata. Tenete conto che il nome completo della Commissione era inchiesta sul dossier Mitrokhin e sull'intelligence italiana", che non aveva indagato sulle schede Mitrokhin mettendo tutto in cassaforte, anzi in frigorifero. Ciò spiega perché alcuni consulenti, pensionati, provenissero dai servizi e a perchéScaramella non esisteva all'inizio della Commissione. Fu un altro consulente, il magistrato palermitano Lorenzo Matassa, a dirmi meraviglie di questo giovanotto che lui aveva incontrato in molte università americane ed europee, che aveva svolto relazioni importanti in materia di sicurezza ambientale e di rapporti fra intelligence e terrorismo, specialmente ecologico.
Lo volli conoscere, ci parlai, mi sembrò una persona in gamba (cosa che confermo) e tuttavia non lo usai mai, dico mai, nei lavori sulla Mitrokhin: Scaramella mi ha sempre fornito invece informazioni corrette, precise e molto inquietanti sulla continuità del vecchio Kgb con l'attuale Fsb ed Svr, che sono le nuove etichette della vecchia Gestapo rossa. ...Quanto alla mia sicurezza, che fa tanto ridere alcuni imbecilli specializzati, basta leggere Repubblica dei giorni scorsi: è vero che sono stato inserito in una lista di gente da far tacere o con la forza o con dossier fabbricati (Limarev su Repubblica conferma) atti a dare l'impressione che io avessi creato una sorta di lurido servizio segreto parallelo e deviato per creare menzogne sul conto di esponenti della sinistra. Leggo che è confermato persino che tale dossier fabbricato, che mi risulta consegnato in Svizzera ad un giornalisa del solito quotidiano, contiene gli indizi fabbricati a Mosca con cui connettermi con le vicende del Sismi e del rapimento di Abu Omar.
Quanto alle altre ironie, io avevo come fonte un agente ex Kgb che collaborava con il Sismi, Strelkov, il cui nome fu fatto in commissione da un commissario Ds e fu ammazzato. Il generale Anatolij Trofimov, vice direttore del Fsb, superiore di Litvinenko fu quello che sconsigliò Sasha dal cercare rifugio in Italia, dove viveva già suo fratello Maxim, dicendogli (è nelle dichiarazioni video di Litvinenko, poi firmate e giurate sia nella trascrizione russa che in italiano): "Non andare in Italia perchè quello è il vero nido degli ec agenti nostri del Kgb e degli uomini del Fsb di oggi. Se vai lì sei un uomo morto, anche perché in Italia c'è il nostro uomo di maggor fiducia, "our man", Romano Prodi, che adesso è presidente dell'Europa".
Trofimov, poco dopo aver dato queste informazioni a Litvinenko, fu ammazzato a colpi di mitra sotto la sua abitazione a Mosca, insieme alla moglie, più o meno la fine del generale Dalla Chiesa a Palermo. Fa ridere? Strano senso dell'umorismo. Litvinenko dette notizia a Scaramella, che passò le informazioni alla polizia italiana, dell'arrivo di un pullmino con armi non convenzionali. Il pullmino fu effettivamente trovato e bloccato a Teramo e portava, fra masserizie e generi di conforto, due grosse Bibbie in cirillico, scavate all'interno per alloggiare due granate anticarro. Le granate anticarro non sono utili per una rapina in banca, ma per far saltare in aria una macchina blindata. I sei ucraini sono stati arrestati e sono sotto processo a Teramo , dove sono andato, chiamato come testimone dalla difesa dei ragazzi che portavano le granate. E' emerso al processo che quelle munizioni erano attese da un tiratore scelto russo, ex spetznaz (corpi speciali) il quale avrebbe con ogni probabilità dovuto usare le due granate per ammazzarmi colpendo la macchina blindata con cui lo Stato mi protegge. Fa ridere? Buon divertimento. Andai a Teramo il giorno successivo all'assassinio di Anna Politkovskaia, che era la giornalista amica di Litivinenko che aveva impedito che mi ammazzassero. Fa ridere? Ma sì, ridiamo a crepapelle. E infine Sasha che viene ammazzato come sappiamo, un'agonia tutta da ridere durata tre settimane. Era nella lista di quelli cui chiudere la bocca, o con la morte fisica o con la morte morale (quella che per ora si agita nei miei confronti).
Siamo dunque in battaglia. Tutti. Non è un mio affare privato. E' il perno (verità come condizione della libertà) su cui ruota la Rivoluzione Italiana. L'amico Piero La Porta suggerisce di portare alla manif. una gigantografia di Litvinenko in ospedale. Suggerirei la scritta "Uccidono ancora, fisicamente e moralmente, e sono tra noi".
Cfr. anche questo mio articolo su L'Opinione di oggi.
postato da Paolo-di-Lautreamont, 17:39 commenti (17)|
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