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02/06/2008
Scoop di Minuto Digital. Cìè una dichiarazione pesante in merito agli attentati dell'11 marzo 2004 di Madrid. Gli attentati ai treni dell'11-M (191 morti, 2000 feriti) sono sempre stati di un eclatante effetto politico. Si parlò di tentativo di piegare la Spagna, allontanandola dal fronte anti-integralista. Si parlò del tentativo di distruggere l'allora vincente partito popolare di Aznar, che in effetti venne distrutto nel giro di edue notti, con un vero e proprio big bang mediatico. La colpa di Aznar?
Aver detto che gli attentati avevano una matrice basca.
Fin dall'inizio i commentatori pià savi si resero conto che la matrice più concreta era in realtà multipla: il gruppo arabo integralista doveva avere necessariamente una base di appoggio nel terrorismo locale. Era logico. Nei giorni scorsi sono arrivate anche altre indiscrezioni pesanti: nei computer di Reynes, il capo delle FARC,s arebbero stati trovati files che comprovano una collaborazione stretta tra le FARC e l'ETA.
Ma veniamo a Minuto Digital. Si parla di un'intervista rilasciata da Mario Gascòn Aranda (un "pentito"), il quale, in un'intervista di tre ore dice che il così detto El Chino gli confessò di essere un autore dell'attentato, in combutta con Allekema Lamari, tetto El Tunecino (il tunisino), e ad altre persone non identificate, denominate semplicemente "i baschi", i quali ultimi furono gli artefici delle bombe.
Mario Gascón Aranda è nato a Saragozza e dice di essere sempre stato vicino alla Guardia Civil. Il nonno era Guardia Civil e due suoi figli sono membri della GC. Gascòn è stato un religioso membro dell'Ordine della Mercede, con un anno di clausura. Come membro dell'ordine si occupa di inserimento di giovani marginali. Si trasferisce a Barcellona, dove lavora come educatore in tre carceri.
Entra nel servizio militare, dove lavora nei servizi di Intelligence, nella caserma Lepanto a Barcellona.
I suoi primi lavori per la intelligenza militare sono di poca importanza. Partecipava ad alcuni interrogatori in qualità di "poliziotto bravo". Nei Servizi militari lavorano anche membri della Guardia Civil. Tra questi c'erano numerosi infiltrati che si introducevano negli ambienti di estrema sinistra. Gascòn partecipa a diversi cortei e manifestazioni. Al termine del servizio militare Gascòn rifiuta un impiego al servizio CESID e entra come socio nelle discoteche e nei "puticlubs" di Barcellona, Valencia, nel People’s di Orihuela, nel Lovely de Madrid, sempre in collaborazione con le Forze di polizia e sicurezza. Il lavoro di informatore per la UCO (Unidad central Informativa) è sempre proseguito da allora.
E' stato anche all'estero. Oggi dovrebbe prersentae un documento scritto alla Fiscalia del Tribunale. Mario Gascòn conosce Rafa Zouhier (condannato a dieci anni per gli attentati) nelle discoteche di Madrid). Rafa allora ballava e faceva Kick-boxing nella disco Arena e chiedeva piccoli favori a Gascòn.
Rafa poi finì in carcere e chiese aiuto a Mario. Costui si recò a sentirlo con una Guardia Civil, autorizzato dal direttore del carcere di Villabona. Gli propose di diventare suo confidente. Era il 2001. Rafa inizia a parlare, cita un tipo chiamato Toro che offriva esplosivi, che insegnava a costruire bombe e che era in buone relazioni con alcuni imprigionati membri dell'ETA che facevano parte del suo gruppo. Fu allora che Rafa parlò del Chino. Non fu creduto. Gascòn lo lasciò in carcere. SEGUE.
postato da Paolo-di-Lautreamont, 13:09 commenti |
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