Va bene essere un grande della terra. Ci sta pure far sedere Dio alla sua sinistra e Gianni Letta alla sua destra. Ma che Berlusconi avesse addirittura due confessori invoglia una bestemmia a denti stretti. Ci fa sentire tutti più umani la scoperta che anche un dio abbia bisogno di vuotare il sacco – d’altronde persino il Pontefice paga penitenza per le sue marachelle. Gli aspiranti san Tommaso possono ficcare le loro dita sulle pagine dei nostri giornali. Sulla Stampa il confessore si chiama Don Gabriele Corsani e milita a Sesto San Giovanni. Sul Corriere della Sera il confessore diventa Don Antonio Zuliani e opera sulla piazza di Treviso. Forse non basta un solo prete a lavare via i peccati di Silvio, così ci vuole una coppia di professionisti del peccato per rimuovere anche le macchie più ostinate... o forse la professionalità dei giornalai languiva sotto al caldo torrido. Il servilismo è un ottimo rinfrescante contro l’arsura delle idee.
Post dictum: per una stranissima congiunzione astrale, sulla prima pagina di Repubblica c’era il monito della Chiesa che ricorda il divieto di comunione per i divorziati. E’ chiaro che il caldo non c’entra. (Testo di Gabriele Cazzulini)