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02/12/2005
Sono sempre stato per la concessione della libertà ad Adriano Sofri, perchè so che la sua è stata una condanna "esemplare" di stampo stalinista, come sempre avviene nei confronti di chi tradisce e non è irregimentato con i grandi Bonzi del Politburo. Sofri per primo ha condannato le sue parole pubblicate dal quotidiano Lotta Continua. Tuttavia le parole sono libere, e le parole non uccidono. In quegli anni (che né Christian Rocca né i suoi contropolemisti conoscono, ma che io conosco direttamente) anche le pagine de Il Manifesto, del Quotidiano dei Lavoratori, di Quaderni Piacentini, di Puzz, di A, dell'Unità e di 100 altre testate erano piene delle stesse violente stronzate contro il commissario Calabresi. Così come accade oggi contro Berlusconi o altri. Non è Berlusconi che ha "ammazzato Carlo Giuliani"? Non scrivono cose simili molti giornali e troppi imbecilli? Tuttavia l'orrenda pletora di articoli non di LC, che Il Giornale e le altre testate suicide della destra classica ignorano, non ha mandato in galera né la Rossanda, né Berlinguer. Soltanto Sofri è in galera. Perché? Qui sta l'affaire, il mal affaire che solo ora la destra (addirittura Alemanno) e la Lega (Bossi) stanno cominciando a capire.
Sofri sta in galera perché ha voluto fare di testa sua, perché non ha seguito le indicazioni del Comitato Centrale.
Vediamo perché.
Negli anni '60 l'Italia visse sotto due incubi: il primo, quello della rivoluzione rossa; il secondo (evocato dalla sinistra per giustificare la propria esistenza e soprattutto i propri comportamenti) quello del golpe di destra. In quegli anni (e non dopo) nascono le Brigate Rosse: depositi di armi erano a disposizione del PCI dalla seconda guerra mondiale. La Volante Rossa era una organizzazione paramilitare armata che rimase attiva per decenni. In alcune regioni, e a Reggio Emilia, alcuni quadri e militanti del PCI avevano formato una organizzazione segreta, corrispettivo di Stay Behind, coordinata, finanziata, e probabilmente armata dall'URSS.
Questa organizzazione segreta aveva depositi di armi utilizzati dal gruppo brigatista di Franceschini, prima che questo fosse espulso dal PCI. Negli anni successivi il PCI ha ferocemente ripudiato la paternità del brigatismo, arrivando a negare l'evidenza. Sono convinto che questa scelta sia stata leale e non mascherata. Resta tuttavia il nodo ambiguo del rapporto a tre tra BR e agenti russi (o DDR etc). Dico ambiguo rapporto a tre perché il PCI, pur osteggiando le BR, manteneva, non solo attraverso Cossutta, una solida alleanza con Mosca, dalla quale gli arrivavano finanziamenti. Nel contempo il rapporto tra BR e Mosca non è meno ipotizzabile del fatto che dopo il numero 1 venga il 2...
All'interno di questo assetto complesso venne a calarsi Lotta Continua. A differenza di coloro che venivano definiti i "dottorini" del Manifesto, e a differenza dei tetri leninisti di Avanguardia Operaia, Servire il Popolo (Santoro) etc., Lotta Continua era un organismo pre-craxiano: allegro, "spontaneista", incentrato sui comportamenti, sulle mode, sul "personale", sull'intimità quotidiana dei giovani, assimilati a una neo-classe povera. I giovani come proletari. In quanto tali, rivoluzionari automaticamente. Intuizioni geniali, quelle di Sofri, che trasformarono Lotta Continua in un Partito. La manifestazione nazionale sulle 35 ore del 1975 raccolse quasi 80.000 persone, il che implica un'area di simpatizzanti, lettori del quotidiano etc. molto più vasta. Su Lotta Continua calarono interessi opposti: dal PSI, attraverso Riccardo Lombardi (della sinistra del partito), arrivavano finanziamenti . Ma altri finanziamenti arrivarono anche dal PCI. Il PCI di Berlinguer era un perfetto partito togliattiano-staliniano: il fine giustifica i mezzi; ciò che si dice non corrisponde a ciò che si fa... Così, a parole il PCI considerava Lotta Continua come il fumo negli occhi e qualcosa di troppo vicino ai rivoluzionari che osavano fare a meno del Comitato Centrale... ma, nei fatti, elargiva qualche aiuto a LC, se è vero, come è vero, che nel 1975 per le elezioni regionali Lotta Continua dette l'indicazione di votare per il PCI, l'odiato PCI.
Ma in quel momento avvenne un secondo passaggio fondamentale, quello che fu la vera causa della chiusura di LC., la nascita di Prima Linea, organizzazione terrorista (in certi casi anche criminale nel senso puro) concorrente delle BR.
Dovrebbero bastare le cifre a svelare quanto si sia piuttosto trattato di un ampio fenomeno di radicalità sociale: secondo una stima, o più probabilmente una sottostima, sono stati 20.000 gli inquisiti per fatti di lotta armata e almeno 4200 sono stati incarcerati a seguito dell’accusa di banda armata o associazione sovversiva. Trecento hanno avuto pene con meno di 10 anni, oltre 3100 più di 10 anni, quasi 600 più di 15 anni, centinaia sono stati gli ergastoli. Oltre 50.000 anni di galera sono stati nel complesso già scontati.
Prima Linea è figlia morganatica di Lotta Continua, frutto di una violenta scissione dalla linea "politica" di Sofri. Di fatto però il PCI si trova di fronte, oltre alle BR, a un vasto fronte di "lotta armata per il comunismo", il che in pratica è una delle ragioni della mancata presa del Palazzo d'inverno (il Parlamento italiano), consumatasi nel 1976. La filiazione nei movimenti post '68 (fondamentalmente LC, visto che l'Autonomia Operaia ancora non esisteva) di comportamenti eversivi di massa, mette in gravi difficoltà il PCI che da un lato si deve difendere dalla destra giustamente allarmata, ma insieme a ciò deve anche difendersi dall'erosione a sinistra. Cito alcuni dati sulle dimensioni del fenomeno tratti dalla presentazione on line del libro di Sergio Segio, uno dei capi militari di Prima Linea:
L'organizzazione Prima Linea viene formalmente costituita nell'autunno del 1976, ma molti dei suoi militanti erano attivi già da anni nel movimento. Gran parte dei quadri che danno vita a Prima Linea provengono dal gruppo extraparlamentare Lotta Continua, dalla quale erano usciti nel 1974 per costituire l’area dei Comitati Comunisti per il Potere Operaio, coagulata attorno alla rivista Senza tregua. Di qui prendono vita successivamente tre diverse organizzazioni armate: i Comitati Comunisti Rivoluzionari, le Unità Comuniste Combattenti e Prima Linea, l’aggregazione maggiore. SEGUE.
Nello stesso momento nascono anche i NAP (Nuclei Armati Proletari). Se PL era concentrata a nord e a Firenze, i NAP erano l'amanazione della dissidenza da LC in Campania: LINK. Come si vede, il livello di qualunquismo e infantilismo era alto: LINK. Siamo alle solite: ieri come oggi la sinistra cieca partorisce sinistrini più ciechi ancora. Il seguito è noto: la solita sequenza tragica di uccisioni e suicidi (la tragica morte di Lo Muscio, segno di incapacità e disorganizzazione). Mentre le BR godevano di appoggi e tutele internazionali, i NAP e PL erano movimenti spontanei, fatti da persone nemiche a tutto e di se stesse.
Lotta Continua in questa tragica diaspora affondò: il quotidiano chiude, Sofri si sposta verso posizioni più "socialiste". Molti ex militanti, come Carlo Pannella, si riuniscono attorno a Reporter, giornale creato da Craxi. Lì si definiscono meglio i percorsi di chi non ha seguito la strada violenta di una parte della base: dal comunismo liberale, non legato ai partiti internazionalisti, spontaneo, fatto da gente che vuole sbagliare da sè (questo potrebbe essere il motto di LC a posteriori) non si può non arrivare all'abbandono di ogni forma di pensiero collettivo. Resterà il liberalismo socialista. Ma questa è un'ulteriore summa iniuria per i bonzi del Partito ex comunista. Sofri deve pagare ogni cosa: su di lui si concentra l'odio represso da 10, 20 anni. Né a lui né a Craxi verrà concessa da sinistra alcuna attenuante. E' il PCI -o comunque si chiami- a condannare a morte Craxi e Sofri. Sta alla destra liberale salvarne la vita, occasione persa anni fa per il vecchio leader socialista: anche lui ha sbagliato, certo... Nessuno è perfetto.
Chi ha orecchie per udire, oda. Non prendiamoci a pietrate. Mentre a Roma (e allo Sheraton di Washington) ci si lapida reciprocamente, la giustizia viene espugnata.
postato da Paolo-di-Lautreamont, 14:46 commenti (2)|
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